Matrix con Luca Telese, la recensione


Riflessioni sulla nuova conduzione del giornalista


Luca Telese ha esordito come conduttore di Matrix, il talk show di Canale 5 portato al successo da Enrico Mentana. Fin dalle prime immagini si è capito subito che Telese non ha mosso un dito per tentare almeno un bagno di modestia. Dall’inizio alla fine la sua conduzione è stata incredibilmente gridata, al punto da farlo apparire invaso da un fuoco tutt’altro che sacro.

 Telese è abituato a prevaricare, a dominare a parlare, a farsi spazio ovunque e dappertutto. Gli ospiti gli servono soltanto da contorno, per affermare la sua presunta superiorità che, invece, nasconde una profonda inadeguatezza. Tutto questo nella prima puntata di Matrix si è visto con evidenza. Inoltre il conduttore, a corto di idee innovative, ha portato in studio un cubo, una sorta di mobile da ufficio con dei cassetti dai quali estrae argomenti come un prestigiatore estrae  un coniglio da un cilindro. E questo espediente evoca inesorabilmente la collezione di modellini che ha in gestione Bruno Vespa a Porta a porta. Sarà il modo per prendere le distanze dal collega di Rai1? Ma come se non bastasse Telese, ad un certo punto, ha mostrato un sacchettino contenente  dei piccoli cubi sui quali sono scritti gli argomenti da trattare. Il suo primo ospite, Guglielmo Epifani estrae quello con su scritto “Equità”. E allora su due schermi  compaiono due persone che raccontano la loro storia pensionistica.

Cosa è cambiato rispetto al passato? la tendenza alla spettacolarizzazione è molto più accentuata, al punto che Telese ha invitato un comico come Enrico Brignano a spiegare, a modo suo le cosiddette “larghe intese” governative. Inoltre ci saremmo aspettati che l’intervista a Guglielmo Epifani arrivasse o verso la fine oppure a metà percorso. Invece Telese l’ha giocata ad inizio programma, con il preciso intento di mostrare la sua capacità. Non solo, ma in molti tratti, l’intervista a Epifani evocava addirittura quelle che realizzava Paolo Bonolis nel suo programma Il senso della vita. Cioè attraverso fotografie fatte vedere all’interlocutore, si evocano segmenti del passato. Al segretario del Pd è stata mostrata una foto del 1973.

Il dibattito successivo, con i politici in studio non è stato meno imbarazzante. Con Telese irruente e interventista, sempre e comunque. Insomma la conclusione è che  l’ex conduttore di In onda ha voluto mettere in campo quanto più argomenti e personaggi possibile, in una sorta di Helzapoppin che non ha nulla a che vedere con il Matrix di Canale 5. Telese non ha il carisma di Enrico Mentana e neppure di Alessio Vinci che lo ha preceduto. Ha messo su un programma nel quale davvero era difficile orientarsi. Con l’ aggravante che crede di essere Montanelli.

Naturalmente gli ascolti non sono stati benevoli: solo il 6,84% di share con 615 mila spettatori. Porta a porta invece, ha navigato sull’11,91% e 1.184 mila spettatori.



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