L’aria che tira su La7, la recensione


Il programma è tornato in palinsesto: queste le nostre riflessioni


E’ tornata Myrta Merlino, una delle voci femminili più interessanti nel variegato universo dei talk show di approfondimento. Questa mattina la conduttrice è tornata al timone de L’aria che tira, su La7. La prima novità notata è l’allungamento del programma di un’ora. Iniziato alle 11 traghetta i telespettatori fino alle 13,30, quando inizia il Tg la 7.

 Diciamo subito che, in questa nuova veste,  L’aria che tira dura troppo a lungo. E alla fine, inevitabilmente, l’interesse dei telespettatori viene meno. Vi si aggiunga, inoltre che l’orario durante il quale va in onda con l’allungamento, non è consono a fermare il telecomando su La7. Soprattutto se ci si riferisce al pubblico più nazional popolare delle tv generaliste. Va però sottolineata la lineare e precisa conduzione della Merlino che cerca di dare al suo talk show politico un’impronta nei limiti di una dialettica accettabile. I suoi sforzi per non      degenerare nella politica di mestiere propria della marea di talk show politici, sono evidenti e spesso apprezzabili. Riesce, il più delle volte, a evitare che i politici presenti in studio si parlino addosso l’un l’altro con la conseguenza di non far capire ai telespettatori ciò di cui si sta discutendo. Oggi in studio, c’erano, tra gli altri ospiti,nella prima parte del programma, Roberto Giachetti del PD, Laura Ravetto del PDL e, in collegamento da Bologna, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti (M5S). Con loro, anche il giornalista Paolo Guzzanti de Il Giornale. E già questa parte del talk show è stata esaustiva. Naturalmente gli argomenti si sono concentrati tutti sulla attuale situzione politica, sui casi dell’ex Premier Silvio Berlusconi, sulla tenuta del governo. Se si pensa che di questi problemi ne sentiamo parlare dalla mattina presto in Unomattina, fino a tarda sera nei troppi approfondimentii, ci si rende conto che siamo in overdose di talk politici. E sotto questo punto di vista, L’aria che tira avrebbe dovuto rimanere nell’orario delle edizioni passate.

  Nella seconda parte, in collegamento da Milano, c’era l’ex premier Mario Monti (Scelta Civica), e da Palermo il governatore della Sicilia Rosario Crocetta (PD). In studio, Gianfranco Rotondi del PDL, Giorgia Meloni di Fratelli D’Italia, e il direttore de Il FattoQuotidiano.It, Peter Gomez. In questa fase la discussione si è prolungata all’infinito, tra una pausa pubblicitaria e l’altra. A proposito gli spot sono aumentati, a dimostrazione che la nuova stagione televisiva punta molto sui talk show politici.

Bisogna, infine riconoscere alla Merlino di avere una particolare attenzione sull’economia reale e alla sua giovane squadra di giornalisti e filmaker di fare un buon lavoro. Simpatiche sono anche le incursioni “ironiche”, come quella  di un inviato che presenta ad alcuni deputati del Pd un libro fittizio scritto da Walter Veltroni: 50 sfumature di rosso. Molti credono che il libro esista davvero e promettono di leggerlo. Il richiamo è chiaramente a Le Iene, ma ben vengano le idee di questo tipo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

                          



0 Replies to “L’aria che tira su La7, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*