L’isola dei famosi 2018, la recensione


Analisi e riflessioni sulla prima puntata dell'Isola dei famosi 2018 targata Mediaset. Al timone Alessia Marcuzzi


Il trash è tornato su Canale 5. Ed è riesploso subito in tutta la propria virulenza. Si è incarnato nei concorrenti dell’isola, nei dialoghi, nella conduzione della Marcuzzi, nelle inquadrature  pruriginose della regia attentissima ai lati B delle concorrenti, nelle battute, poco incisive, della Gialappa’s. Ed ha assunto tutte le sfumature del borgatar-popolare. E’ quanto è emerso dall’esordio dell’Isola dei famosi lunedì 22 gennaio su Canale 5.

Quest’anno, tra i soliti fisici seminudi e scolpiti, nel migliore dei casi, dal bisturi del chirurgo, si sono insinuate anche le presenze paranormali che hanno fatto già gridare al “fantasma dell’isola“.

E così c’è già qualcos’altro di cui aver paura, oltre la fame e la gran varietà di mosquitos e insetti che rovineranno le carnagioni degli isolani 2018. C’è un’entità sconosciuta che si aggirerebbe sull’isola e non si tratta dell’inviato Stefano De Martino. E’ purtroppo, l’ennesimo espediente a cui gli autori hanno fatto ricorso per costruire apposite dinamiche intorno a Giucas Casella e Craig Warwik i due (presunti) sensitivi che già si sono affrettati a dichiarare di aver “visto” ectoplasmi vaganti spiaggiati sull’isola da millenni. Un aspetto inquietante, non per le inesistenti presenze paranormali, ma per il pericolo di influire negativamente sulla psiche di telespettatori particolarmente sensibili e sulla fragilità di minori non in grado di elaborare l’assurdità di quanto viene raccontato.

Gli ingredienti del reality sono i medesimi, rimescolati, miscelati, rimestati nella solita melassa di dejà vu. I nuovi concorrenti sembrano studiati minuziosamente per ripetere lo schema che ha funzionato nel GF vip 2. Con l’aggiunta di una debordante Francesca Cipriani che, da ex pupa, si vuole accreditare come il sex symbol dell’isola. Certamente l’unica presenza al di fuori del normale è il suo esuberante e straripante décolleté.

In versione ridimensionata Mara Venier nel suo ruolo di opinionista: almeno in questa prima puntata, è apparsa low profile, quasi stanca e talvolta persino disinteressata a quanto le accadeva intorno. Il suo compagno di viaggio, Daniele Bossari coniuga un’estatica compenetrazione nel suo compito di commentatore, al pressante ricordo del suo passato da recluso vip. A dirla tutta, una presenza quasi straniante in un contesto che non gli appartiene e non è in grado di valutare.

Alessia Marcuzzi, stracarica di adrenalina e con ansia da prestazione, si è distinta per una conduzione ancor più gridata rispetto al passato. Visibile anche il tentativo di differenziarsi dalla collega Ilary Blasi che ha gestito il Gf vip 2.

Il resto è noia. La solita noia da reality divenuto uno dei pochi generi su cui si regge la programmazione di Canale 5. Un genere che pesca nel sottobosco dello spettacolo e costruisce situazioni ripetitive in un susseguirsi di prove, sfide, corpi che si rotolano nella sabbia alla ricerca di casse segrete. Tutto questo mentre la mano sapiente della regia invia allo spettatore spaccati di corpi umani, prevalentemente dalla cintola in giù.

Infine: la lunghezza del reality è assurda: la prima puntata ha chiuso i battenti all’1.30 di notte per conquistare spiccioli di share in più.



2 Replies to “L’isola dei famosi 2018, la recensione”

  • Vito Pultrone

    è una vera vergogna fare partecipare delle persone come Franco oppure la Cipriani in un programma che viene visto da milioni di telespettatori.Io sono un italiano che vive in Svizzera.
    Vedere e sentire certe cose mi fa vergognare di essere un italiano mi dispiace ma é cosi.

    • Vito Pultrone

      é una vergogna per tutti gli italiani lasciare partecipare delle persone come la Cipriani o come Franco in un programma che viene visto da milioni di tespettatori specialmente perché
      io vivo in Svizzera e cerco di difende sempre la mia patria ma con certe persone cosi ottuse come posso difendermi scusatemi per la mia lingua italiana ma sono stato solo in scuole svizzere.

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