Il Verificatore: la recensione del programma flop


Riflessioni sulla puntata pilota del programma di Rai2 ideato da Roberto Giacobbo


Difficile capire se è il programma ad essere una bufala oppure se sono le bufale a fare il programma.  Stiamo parlando della prima e, sicuramente, unica puntata de Il Verificatore, andata in onda venerdì 19 luglio in prima serata su Rai2.

Gli indici di ascolto, infatti, sono impietosi. E non poteva essere diversamente: solo il 3,10% di share e 602.000 spettatori. Dati non degni di una tv generalista. Ma anche elevati rispetto ai contenuti. Rai 2 mette a segno il secondo flop della sperimentazione estiva. Il primo era stato “Il mattino dopo” condotto da Jane Alexander. Fin dalle prime immagini, infatti, si sono notate le assurde pretese del programma, nato da un’idea di Roberto Giacobbo: smascherare le bufale contenute nel web e verificare l’attendibilità delle informazioni contenute in Rete. Purtoppo, invece, dinanzi allo scorrere dei servizi, al telespettatore sembrava di venir catapultato in un universo alla “Kazzenger”, nel quale più che l’Ufo e l’ectoplasma di turno, pareva che all’improvviso dovesse apparire il fantasma di Maurizio Crozza.

 Il Verificatore, da quello che abbiamo visto, non ha nessuna intenzione di smascherare le bufale, al contrario sembra quasi alimentare intorno ad esse un alone di credulità popolare. Siamo distanti anni luce dalla ricerca e dalla “verifica” della verità. I servizi e le “indagini” proposte dal misterioso Sherlock Holmes apparivano molto, troppo, simili ai servizi di Voyager, il programma di Roberto Giacobbo (ideatore di questa puntata pilota). Ma più ancora sembravano assomigliare alle parodie di Crozza. E non nascondevano una certa inclinazione per “Mistero” altro programma discutibile di Italia 1.

Le leggende metropolitane nate intorno alla morte di Michael Jackson non sono forse state già affrontate durante alcune puntate di Voyager sotto altre forme? Di questo tragico evento si è detto già tutto e il misterioso Verificatore che si mostra solo di spalle ma tutti l’hanno riconosciuto, ne esalta ogni minimo particolare convinto di catturare l’attenzione del pubblico.

Quando arriva la fatidica domanda: c’è qualcuno che controlla le sorti del  mondo? l’ilarità è irrefrenabile. Certo il verificatore verifica a modo suo, con il fare dell’assassino (Giacobbo) che torna sul luogo del delitto (Voyager). E  cerca sempre di inculcare dubbi. La certezza è una sola: il telespettatore che ha avuto il coraggio di arrivare fino all’ultima immagine, si è ritrovato molto, ma molto “imbufalito” e non solo per le bufale proposte.

Quando arriva il servizio sui farmaci che dovrebbero curare a distanza, sfruttando il loro effetto elettromagnetico e quindi senza somministrali al paziente, vien voglia di pensare a quanto fosse più originale Orson Welles che annunciò alla Radio lo sbarco dei marziani.

Finalmente poi, il Verificatore, capisce che deve alleviare le nostre angosce di telespettatori. E ci presenta il servizio con tanto di sondaggio sulle donne al volante (pericolo costante?) Dura poco: riprende con l’interrogativo “Papa Francesco è stato profetizzato su Twitter? Russel Crowe ha davvero fotografato un Ufo lo scorso marzo? Un uomo ha davvero viaggiato con la macchina del tempo? Ce n’è anche per Wikipedia la più consultata enciclopedia del web: sarebbe inaffidabile. E così di seguito in una lunga, noiosa, sterile, soffocante, lista di misteri o presunti tali.

Difficilissimo seguire questa puntata pilota con tale melassa di argomenti e con quella voce narrante così impostata e pretenziosa. Sembrava la voce dell’oracolo. Il web con le sue notizie poco credibili è soltanto il pretesto per rifilare al pubblico una versione riveduta e (s)corretta di Voyager. A questo punto ci si chiede: ma non era meglio per Rai2 riproporre le repliche del programma di Giacobbo? Le avremmo sopportate meglio.



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