Be Happy con Marco Presta e Paola Minaccioini su Rai 3 | recensione


Be Happy con Marco Presta e Paola Minaccioini su Rai 3 | recensione. Osservazioni critiche sul nuovo programma in onda nell'access prime time della rete diretta da Stefano Coletta.


Non ha mai portato fortuna alle trasmissioni radiofoniche, la trasposizione in tv. Marco Presta e Antonello Dose ci avevano provato anche in passato, cercando di fidelizzare i telespettatori al loro programma radiofonico Il ruggito del coniglio in onda ogni mattina sulle frequenze di Rai Radio 2.

Presta si dimostra recidivo. E, dimentico delle esperienze del tempo che fu, adesso si rimette alla prova, insieme a Paola Minaccioni, con il nuovo appuntamento dal titolo Be Happy.

Rete privilegiata la terza diretta da Stefano Coletta. Be Happy va in onda nell’access prime time alle 20.20. E si propone di elargire al pubblico venti minuti di felicità, o meglio di ricerca della felicità, nel corso della routine quotidiana.

Lo studio è una sorta di salottino con un divano sul quale si svolgono i principali siparietti ironici dei due protagonisti: Presta e la Minaccioni. Il studio alcuni figuranti che si calano in spettatori osannanti e plaudenti alle mediocri performance dei due conduttori- attori.

Tutto, purtroppo, ci è apparso superficiale e persino mediocre. Innanzitutto la Minaccioni ha riproposto, tra le imitazioni del suo repertorio, una Melania Trump più volte ascoltata nelle puntate mattutine de Il ruggito del coniglio.

Si è avuta subito la sensazione che a portare in video Be Happy sia stato soprattutto il desiderio di video dei due protagonisti. L’umorismo, quello vero, è un distillato di intelligenza e non lo abbiamo ritrovato nelle superficiali battute ed alle situazioni proposte dalla prima puntata.

Mediocri anche i dialoghi tra Presta e la Minaccioni: non hanno trovato di meglio per illustrare la routine quotidiana di due coniugi, di una moglie che chiede al marito di rifarsi il seno e di “conquistare una quarta” taglia. Alla fine, dopo una serie di battute insignificanti, il marito è riuscito a strappare, per lui, un trapianto di capelli.

Poco incisivo anche il siparietto in cui il neo padre va all’anagrafe per registrare il figlio con il nome di Mario. La funzionaria si ribella: sarà un negletto, un fallito che nessun talent show accetterà mai, neppure Amici di Maria De Filippi. In alternativa gli propone nomi strani. Risultato: il papa dà al bambino il nome Nasdaq.

Flebile e senza alcuna valenza ironica anche l’incontro fra Socrates ed un coatto. Tra i due un dialogo mediocre con un’ironia solo epidermica: alla fine il giovane coatto convince il flemmatico filosofo ad accettare la compagnia di una prorompente rappresentante del gentil sesso.

Marco Presta ha capacità umoristiche superiori a quelle dimostrate nell’esordio di Be Happy. Sa essere un convincente umorista ma si ha la sensazione che a lungo andare, la vis comica abbia subito un ridimensionamento. La frequentazione giornaliera de Il ruggito del coniglio è impegnativa, soprattutto perchè il programma dura circa due ore. E poichè l’umorismo si nutre di brevità e battute concise, ogni diluizione fa perdere efficacia: con il rischio di cadere nella banalità.



4 Replies to “Be Happy con Marco Presta e Paola Minaccioini su Rai 3 | recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*