I Medici, masters of Florence, la serie tv al Roma Fiction Fest


Incontro- dibattito sulla serie in otto puntate che si sta girando a Firenze e zone limitrofe


  I Medici, masters of Florence è una coproduzione internazionale realizzata per l’Italia dalla Lux Vide di Luca e Matilde Bernabei per Rai Fiction in collaborazione con la Big Light Prods di proprietà di Frank Spotnitz. Il Roma Fiction Fest ha ospitato, sabato 14 novembre, il protagonista Richard Madden che interpreta Cosimo dei Medici e lo sceneggiatore Frank Spotnitz. A Spotnitz il merito di aver fatto rivivere la grande famiglia fiorentina che, una volta acquisito il potere economico grazie alla propria attività di bancari, ha canalizzato la propria influenza nel campo dell’arte, diventando mecenati di grandi artisti e creando le premesse dello sviluppo dell’era moderna.

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Presenti all’incontro anche Luca e Matilde Bernabei. Il 21 settembre scorso sono iniziate le riprese delle otto puntate destinate a Rai1 nell’autunno del 2016. L’ultimo ciak sarà battuto a fine febbraio, hanno anticipato i Bernabei. La regia è di Sergio Mimica- Gezzan.

Altra colonna portante della serie è Dustin Hoffman che interpreta Giovanni dei Medici, il patriarca della famiglia. Nel cast ci sono gli attori italiani Sara Felberbaum, Miriam Leone, Guido Caprino, Valentina Cervi, Alessandro Preziosi che si cala nel ruolo del Brunelleschi. Il periodo storico in cui si svolge il racconto televisivo va dal 1410 al 1431.

La caratteristica della serie che sta riscuotendo un grande interesse a livello non solo europeo, è la presenza del set nei luoghi reali in cui hanno vissuto e operato i personaggi e dove si sono svolte le vicende narrate. Firenze, Montepulciano, Pienza, la Valle D’Orcia, con le loro bellezze naturali e gli scorci spettacolari, rappresentano veri e propri co- protagonisti della fiction e hanno il compito di far conoscere oltre confini il nostro Paese.

“Noi abbiamo voluto che l’Italia fosse presente in ogni fotogramma” affermano i Bernabei che non nascondono l’enorme sforzo economico di una produzione pensata all’insegna della creatività made in Italy. “Abbiamo voluto che l’enorme numero di costumi indossati fosse affidato alla celebre sartoria Tirelli che ha realizzato, tra gli altri, gli abiti di scena per registi come Visconti”, continuano i Bernabei. E puntualizzano: ” il marchio di fabbrica della serie è la città di Firenze conosciuta a livello internazionale. E per realizzare tanti prestigiosi obiettivi abbiamo puntato su un cast di grande qualità”.

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Dice Richard Medden: “ho creduto subito nella bontà del progetto e ho avuto fiducia nel vostro Paese. Ogni giorno, da due mesi, mi  alzo con gioia alle cinque del mattino e mi sottopongo a lunghe sedute di trucco. Poi studio le battute per arrivare pronto sul set. Sono affascinato dal personaggio di Cosimo dei Medici e sono convinto che se i Medici fossero stati solo banchieri nessunoi li avrebbe ricordati”. Madden svela che recitando in luoghi intrisi di grande cultura, ha modo di ammirare i dipinti e le opere d’arte nelle dimore in cui si gira. E afferma: “sono talmente affascinato da tali capolavori da sognarli anche la notte”. Tra le location dove è arrivato il set della serie, ci sono Palazzo Vecchio, la Basilica di San Lorenzo e il Duomo. Molte scene sono state girate anche a Roma.

Frank Spotnitz ha sottolineato di non aver raccontato soltanto la storia dei Medici ma anche un bellissimo crime. I Medici hanno portato ricchezza nel loro paese e hanno saputo guardare molto al di là dell’epoca in cui vivevano senza alcun egoismo personale. Inoltre ha precisato: “per delineare i personaggi non è bastato leggere tutti i testi storici a disposizione. Abbiamo dovuto integrare con un lavoro di fantasia per caratterizzarne le personalità.

E se provate a chiedere a Medden la differenza tra un set italiano ed uno come Games of Thrones, vi sentite rispondere: “non c’è alcuna differenza. salvo una. Se qualcosa non va su un set straniero, ci si prende una pausa di almeno cinque ore. Gli italiani invece vanno avanti perchè sono i più bravi e grandi improvvisatori del mondo”.



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