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Talk show

M, 25 gennaio 2018, diretta terza puntata

Penultimo appuntamento con il talk show di Michele Santoro su Rai 3. Tema della puntata l'immigrazione: tutti i servizi sull'argomento e il dibattito tra gli ospiti.

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Penultimo appuntamento con il talk show di Michele Santoro su Rai 3. Tema della puntata l'immigrazione: tutti i servizi sull'argomento e il dibattito tra gli ospiti.
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Michele Santoro parla del M5S nel suo monologo che apre la puntata: riflessioni su Grillo e le sue ultime decisioni politiche e sull’attuale situazione del movimento grillino, con l’ascesa di Di Maio su cui mostra non pochi dubbi.

Subito dopo il primo reportage della serata: siamo a Genova, dove in un ex asilo è stato allestito un centro di accoglienza per migranti: nel quartiere dove è ubicato non sono pochi i contrari a questa nuova realtà: non si sentono sicuri e vorrebbero che la struttura tornasse ad avere la destinazione d’uso precedente. Per l’occasione sono state organizzate anche delle manifestazioni di protesta.

Ecco Stefania Rocca, che veste i panni di Oriana Fallaci al centro dello studio: la trasmissione così finisce per assomigliare a quanto visto nelle due puntate di giugno, quando il protagonista fu Adolf Hitler interpretato da Andrea Tidona. L’attualità, così, si mescola con una sorta di docu-fiction fatta in studio. L’immaginaria posizione della giornalista sull’emergenza immigrazione è molto critica, soprattutto per l’eccessivo accesso di richiedenti asilo nel nostro Paese.

Le cose non sembrano funzionare nel centro accoglienza di Cona (Venezia): da parte di chi ci lavora sono state espresse rimostranze per le difficoltà di gestione, in particolar modo per la carenza di alimenti da destinare ai migranti che vivono lì dentro. Anche l’igiene pare essere un problema serio. Tra gli ospiti in studio Domenico Quirico, reporter di guerra per La Stampa: il giornalista venne rapito in Siria nel 2013. “Tra terrorismo e immigrazione non c’è alcun legame. Per i terrorismi i migranti sono dei traditori“, chiarisce.

Non ce l’abbiamo con i rifugiati“, spiega Simona Granaro dell’associazione #IoStoConMultedo, il quartiere protagonista del precedente reportage. La donna spiega come la decisione di utilizzare la struttura dell’ex asilo a un centro migranti renda ancor più deboli i servizi del quartiere, già di per sé non semplice.

Riflettori puntati anche sul Cara di Manfredonia, nel foggiano: la convivenza con gli abitanti del posto non è semplice. Forte la testimonianza di una 72enne che ha rischiato di essere stuprata da un migrante. La situazione è ancor meno rosea a Borgo Mezzanone, sempre nella medesima provincia: il locale centro di accoglienza crea non pochi problemi alla gente del luogo.

L’intervista a Oriana Fallaci – Stefania Rocca se da un lato mostra l’originalità del progetto di Santoro, dall’altro contribuisce molto a rallentare il ritmo del programma, di più rispetto alle due puntate trasmesse in questo nuovo ciclo.

Cambiano le latitudini, ma il problema è lo stesso: anche a Bolzano molti cittadini sono contrari alla presenza in città di richiedenti asilo, che a loro giudizio non contribuiscono a migliorare la qualità della vita in città. Viene raccontata la storia di una famiglia di migranti che sarebbe stata esclusa dall’accoglienza, nonostante la malattia del loro figlio che poi lo ha condotto, anche a seguito di gravi complicazioni, alla morte.

Nato in Italia da genitori immigrati, l’ingegnere chimico siciliano Francesco Ohazuruike parla del suo libro “Negro. La verità è che non potete fare a meno di noi”. “Non si può vedere una persona, non conoscendola, e ritenerla inferiore solo perché diversa dagli altri”, rammenta. L’autore vuole quindi andare oltre i luoghi comuni che mettono in cattiva luce gli immigrati, visti da parte della società civile come persona pericolosa.

Tra gli ospiti di questa serata Fabrizio Gatti, cronista de L’Espresso: il reporter racconta la sua esperienza nel centro accoglienza di Borgo Mezzanone, in cui si camuffò per non essere riconosciuto. Gatti critica l’approccio della Fallaci sul tema migranti, esponendo pareri diversi. Comincia il confronto tra i giovani sull’argomento della puntata, cui si alternano i giornalisti e gli esperti presenti, tra cui il docente universitario Stefano Zecchi.

Il dibattito si interrompe con lo spazio dedicato al fumettista Vauro Senesi: le sue vignette sono incentrate ovviamente sul topic di questa puntata, ma come sempre non manca la satira nei confronti delle varie forze politiche e dei relativi esponenti. Come visto anche nelle precedenti occasioni, dopo Vauro spazio all’immaginario personaggio di Nazareno Renzoni, immaginario politico che sbugiarda le trame dei colleghi/avversari in vista delle prossime elezioni.

Ritornano i servizi: si parla di immigrazione che spesso porta donne a prostituirsi. Un percorso senza uscita, imboccato spesso per pagare chi ha permesso alle ragazze di imbarcarsi ed arrivane in Italia. Fortunatamente c’è chi riesce a uscirne, come una ragazza del Niger che racconta la sua esperienza: fu costretta a prostiuirsi perché doveva 35.000 euro a chi l’aveva aiutata ad emigrare. Poi, la salvezza e ora un impiego in un negozio di ceramiche.

Il dibattito sulle conseguenze soprattutto sociale della piaga del razzismo continua tra i partecipanti fino all’intervento di Andrea Rivera, che fa ricorso alla sua abilità con i giochi di parole per confezionare il suo monologo.

Nel video sketch dei The Pills, gli youtuber romani parlano di lavoro e precarietà. Uno di loro è reduce da un fallito colloquio per un impiego: secondo lui la colpa è di un immigrato che ha avuto la meglio su di lui. L’altro gli mostra come in realtà a beffare i giovani impedendo loro di entrare nel mercato del lavoro e realizzarsi sono i “vecchi”, cioè coloro che ad una certa età ancora lavorano.

I contributi filmati continuano con la testimonianza di giovani migranti del centro di Gricignano D’Aversa (Caserta), dove lo scorso novembre un richiedente asilo è stato sparato da uno dei gestore del centro dopo aver incendiato la sua stanza. La struttura è, stando alle parole degli immigrati che ci vivono, malcurata e anche chi dovrebbe guidarla non si interessa della loro salute.

Michele Santoro intervista in studio Hillary Sedu, l’avvocato del migrante colpito, che ricostruisce la vicenda riguardante il suo assistito, da lui definito “una vittima di guerra in uno stato in pace“.

Termina qui la puntata, in cui per la prima volta è mancato il monologo di Roberto Saviano. La quarta e ultima andrà in onda giovedì 1 febbraio, alle ore 21:15, su Rai 3.


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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