M, 1 febbraio 2018, ultima puntata in diretta


Appuntamento conclusivo con il programma di Rai 3 condotto da Michele Santoro: tasse il tema di oggi. Il segretario della Lega Matteo Salvini ospite nella prima parte di puntata.


È andata in onda l’ultima puntata di M, il talk show condotto da Michele Santoro su Rai 3. Il titolo della puntata è No Tax: a parlarne in studio anche, nella prima parte, il leader della Lega Matteo Salvini.

Michele Santoro in un monologo sarcastico critica l’assenza di Matteo Renzi e Luigi Di Maio nella sua trasmissione: i suoi leader politici pare non abbiano voluto venire a M, invito invece accettato da Salvini che è al centro dello studio.

Poi, reportage dalla Svizzera: in un piccolo paese del cantone italiano (e a quanto sembra, in molti altri) sono tante le società italiane che hanno sede legale, addirittura una che opera nel settore petrolifero. Questo stratagemma, pur se legale, potrebbe essere usato a fini di evasione fiscale e di riciclaggio.

Rientrati in studio, ecco Matteo Salvini. “Ridurre le tasse e la burocrazia – che è una tassa occulta – è un’emergenza assoluta per il nostro Paese. Io ho in testa un’Italia che riporta nel nostro Paese chi ha chiuso o è stato costretto a chiudere a causa dell’eccessivo carico fiscale“, dice.

Il segretario della Lega spiega in cosa consista la “flat tax”, un’aliquota unica per tutti al 15%. A specificare di cosa si tratta anche il giornalista de Il Sole 24 Ore Gianni Dragoni, che chiede anche delucidazioni su questa sua proposta. Insieme al collega, Santoro incalza il politico che risponde snocciolando dati e statistiche.

Contro la flat tax il politico del Partito Democratico Yoram Gutgeld, che reputa questo ipotetico provvedimento “una stangata per il ceto medio”. Secondo lui, se venisse adottata aumenterebbero i costi di molti servizi, ad esempio i biglietti dell’autobus o gli assegni familiari. Poi, le domande dei ragazzi all’ospite della serata alimentano il dibattito che si mantiene su un clima di calma e reciproco rispetto, pur non mancando le domande insidiose.

Terminato lo spazio con il segretario della Lega, ripartono i contributi filmati. Siamo a Corleone: la commissaria prefettizia afferma che la società interessata a riscuotere le tasse è in odor di mafia. Scopriamo anche che una proprietà della Curia locale, nello specifico un’azienda agricola, era gestita addirittura dal nipote del boss Totò Riina. A tale azienda sarebbero arrivati anche soldi pubblici, poi spariti nel nulla prima dell’arrivo dell’amministratore giudiziario.

Yoram Gutgeld si sposta dalle “gradinate” per sedersi al centro dello studio. Il deputato del Pd ribadisce i motivi della sua contrarietà alla flat tax proposta da Salvini. “Negli ultimi 4 anni abbiamo raddoppiato il recupero dell’evasione fiscale“, rivendica. Anche in questo caso Gianni Dragoni entro nello specifico della questione tasse con domande e dati alla mano, focalizzandosi stavolta sulla politica fiscale adottata in questi anni dal Governo.

Restiamo ancora nell’ambito della famiglia Riina: viene intervistata la figlia Maria Concetta. Il marito aprì anni fa un’azienda in proprio in Salento: i Ros hanno sequestrato tutto per il forte sospetto che i soldi che circolavano nella ditta fossero sporchi, frutto di riciclaggio. Sull’ipotesi di un tesoro segreto del padre dice: “Non sono fatti che mi riguardano”. 

Incursione, come nel suo stile, del comico romano Andrea Rivera: anche stasera il suo monologo si basa molto su giochi di parole, stavolta anche con la citazione ad hoc di nomi di grandi personaggi della letteratura.

Sull’argomento si esprime anche un esperto, l’ingegnere informatico Hervé Falciani. In questo modo si cerca di affrontare l’argomento da molteplici prospettive, non soltanto politiche. “La fiscalità a cui sono sottoposte le aziende deve essere flessibili“, sostiene.

Al dibattito si alternano, come d’abitudine, i servizi: stavolta le telecamere sono a Cirò Marina (Crotone). A seguito di una maxi indagine, volta a smascherare le attività criminali della cosca Farao-Marincola, il sindaco e il suo vice sono stati arrestati con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto emerso dall’indagine, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica cittadina: dal porto al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e le slot machine.

Si va all’estero, nello specifico a Malta. Secondo un giornalista locale, l’isola sarebbe stata sfruttata dalle mafie italiane per riciclare soldi illeciti, in particolare attraverso il sistema delle slot machine, dei casinò, anche on line. Il sistema dell’evasione fiscale in Italia si alimenta anche tramite molte agenzie di scommesse sportive che operano in maniera illegale, rilasciando giocate che non rispettano le leggi.

Non può mancare, anche in quest’ultima puntata di M, la satira con le vignette di Vauro Senesi. Insieme a lui, la maschera di Nazareno Renzoni, l’immaginario politico che dice la sua senza troppi fronzoli.

A Dubai vive Francesco Falerno: lavorava in Italia in una compagnia telefonica e guadagnava anche bene, poi la decisione di trasferirsi negli Emirati Arabi a 22 anni. Dalle sue parole non c’è la minima voglia di lasciare il paese asiatico, dove le tasse sono più basse e non ci sono tanti meccanismi burocratici che invece ci sono in Italia.

Sempre a Dubai vive anche l’ex parlamentare Pdl Amedeo Matacena, latitante, che dovrebbe essere in carcere in Italia per concorso esterno in associazione mafiosa: nell’intervista l’uomo professa la sua innocenza adducendo le sue motivazioni. “Qui i tuoi capitali non possono essere aggrediti da nessuno“: questo il motivo della sua presenza nello stato emiratino.

Santoro chiarisce di aver contattato i leader politici per partecipare al programma, ottenendo la loro disponibilità che però è venuta meno. “Questo ci ha costretto a fare i salti mortali per preparare le puntate, ma abbiamo voluto portare a termine il programma per mantenere le promesse fatte al pubblico“. Poi la sferzata: “Non siamo come i politici che un giorno fanno una promessa e il giorno dopo non la rispettano più“.

Non mancano i ringraziamenti ai dipendenti del centro di produzione Rai di Torino. E ancora: “Credo nel servizio pubblico perché credo nella democrazia“.

Un surreale e divertente video dei The Pills sul rapporto sessuale tra due giovani pone fine al ciclo di puntate di M.



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