Ballarò nella bufera, dall’esposto all’Agcom del PD al crollo degli ascolti


Il crollo di ascolti del talk show di Rai3 contro il quale il PD ha fatto un esposto e il futuro del programma condotto da Massimo Giannini

 Il dato è eclatante, sintomatico di una sofferenza di fondo che è venuta prepotentemente a galla, sia per quanto riguarda il calo degli ascolti, sia per le polemiche innescate di recente. Partiamo dall’ultimo risultato dell’Auditel che ha fatto registrare per Ballarò 1.280.000 telespettatori e il 6,29% di share. Su La7 la puntata del talk concorrente DiMartedì ha conquistato, invece,1.385.000 spettatori con il 7,49% di share. I numeri si riferiscono alle puntate del 31 maggio.

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 La tendenza di DiMartedì, prima all’avvicinamento e poi al sorpasso del diretto competitor, era evidente da tempo. DiMartedì, puntando anche sulla lunga durata, è riuscito a battere Ballarò che, in questi giorni annaspa anche tra le polemiche. Al programma condotto da Massimo Giannini viene rimproverato di non aver dato adeguato spazio al PD nelle più recenti trasmissioni. Al punto che i vicepresidenti del partito Serracchiani e Guerini hanno presentato un esposto all’Agcom (Autorità per le garanzie nelle cominicazioni) con la seguente motivazione: “per due settimane di fila, a ridosso delle elezioni, non viene dato spazio al primo partito italiano nell’unico talk in prima serata della terza rete”.

Ufficialmente non c’è stata una risposta della dirigenza Rai. Ma si è lasciato trapelare che, come ha affermato anche lo stesso Giannini, si è trattato solo di applicare la par condicio. Infatti, nel periodo dal 26 aprile in poi c’è stata una sovra-esposizione del Partito Democratico e bisognava rimediare per evitare la sanzione dell’autorità di vigilanza.

Ma questa polemica è solo la punta di un iceberg che rischia di far affondare, senza speranza, Ballarò e Massimo Giannini.

Intanto, per una curiosa coincidenza politico- televisiva. il crollo degli ascolti del talk di Rai3 è avvenuto proprio oggi, a ridosso dell’esposto presentato ieri. E stamattina Giannini si è svegliato con un’altra brutta sorpresa: oltre un punto percentuale di share lo divide da Floris. Anche se, dato non secondario, la somma degli ascolti dei due talk concorrenti non arriva ai risultati d’audience conquistati da Floris quando era lui al timone di Ballarò su Rai3, prima cioè di trasferirsi a La7.

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Che sta accadendo? Intanto Giovanni Floris ha potuto contare su un’esperienza lunga e consolidata alla guida di un talk politico. Ed ha saputo metterla al servizio di un programma, DiMartedì che, in due edizioni, ha cercato di modernizzarsi e catturare un pubblico più giovane grazie anche agli interventi di Maurizio Crozza.

Ballarò è rimasto ancorato a posizioni obsolete sulle quali nulla ha potuto neppure l’intervento della Gialappa’s band con i suoi commenti ironici ma oramai scontati e inflazionati.

E, nel tentativo di imporre la propria credibilità professionale, Massimo Giannini è intervenuto varie volte a Un giorno da pecora. Il programma di Raidue condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, tra l’altro, ha spesso ironizzato su DiMartedì e sulla presenza, come opinionista fisso sul tema delle pensioni,dell’economista Giuliano Cazzola. Tutto è apparso come un tentativo di restituire credibilità ad un prodotto dell’azienda Rai mettendo in evidenza le defaillance di una concorrenza sempre più agguerrita.

Intanto su Rai2 si è consumata la fine di Virus-il contagio delle idee e l’allontanamento di Nicola Porro.



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