Terremoto 24 agosto, da Mentana a Sottile, la gestione della tragedia in tv


Considerazioni sul modo con cui è stata affrontata la tragedia del terremoto sulle reti televisive


 Si sono fermati tutti: da Rai 1 a Canale 5, da Retequattro a Rai2 a Rai3. Solo il Tg La7 non ha mai interrotto la lunga diretta finalizzata a documentare il gravissimo terremoto che ha colpito molte zone del Centro Italia. Solo La7, insomma, ha dimostrato di essersi calata nel ruolo di rete deputata a rendere un servizio pubblico ai telespettatori. Più ancora delle reti di viale Mazzini.

 Il notiziario della rete di Urbano Cairo, ha avuto nei suoi giornalisti, in primis nel direttore del Tg La7 Enrico Mentana, il punto di forza fondamentale. La 7 ha iniziato il suo lungo percorso nei luoghi della tragedia poche ore dopo che il sisma aveva distrutto città, paesi e vite umane. Mentana è arrivato nel pomeriggio, verso le 14,30. Nelle ore precedenti l’avvicendarsi di colleghi ha assicurato una copertuta totale della tragedia anche se con alcune sbavature. Ma la presenza di Mentana ha conferito ad ogni segmento della diretta una professionalità che si è estrinsecata nei commenti, nelle interviste, nel rapporto con gli inviati, nelle domande poste a tutti coloro che, dai luoghi colpiti, hanno fornito la propria testimonianza.

Man mano che, nel corso della giornata, ci si rendeva conto dell’incremento del numero dei morti e delle dimensioni della tragedia, si sono moltiplicati collegamenti e dirette. Rai 1 che aveva iniziato a coprire l’evento sismico fin dalle prime ore con UnoMattina, aveva interrotto il collegamento per dare spazio alla replica della serie Che Dio ci aiuti. Rai2 analogamente aveva mandarto in onda film. Così come le altre reti.

enrico mentana

E, accanto all’informazione, puntuale, è arrivato anche lo sfruttamento della sofferenza. Le telecamere hanno seguito con insistenza le operazioni di scavo cercando di puntare i riflettori su qualsiasi particolare potesse suscitare emozioni. Le domande degli inviati hanno fatto il resto: solito voyeurismo da retorica dei sentimenti, consueta abitudine a puntare i riflettori sui visi sconvolti, a commentare gli eventi con frasi di mestiere. In questo si è distinto in particolare Salvo Sottile al timone con Eleonora Daniele di Estate in diretta. Il programma che ha sempre fatto della cronaca nera il suo punto di forza, ha ancora una volta dimostrato la propria vocazione a scavare nelle vite degli altri per fini esclusivamente strappa-audience.

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E naturalmente, il punto più alto della commozione è stato raggiunto con il racconto delle piccole vittime della furia del sisma. Frasi retoriche, studiate ad arte con il preciso intento di colpire al cuore i telespettatori, di incidere nell’immaginario collettivo di chi è dall’altra parte dello schermo.

Ma c’è un piccolo evento che vogliamo segnalare perchè dà speranza e rappresenta un auspicio per il futuro. E’ accaduto questa mattina, nel corso di Agorà estate, su Rai3, con la conduzione di Serena Bortone. L’inviata dell programma stava seguendo, in diretta, le operazioni di recupero dalle macerie di una giovane donna. Ad un certo punto ha chiaramente invitato il cameramen a non inquadrare la barella e il volto della ragazza. E’ un piccolo, ma valido segnale che anche nella coscienza dei giornalisti, è rimasto qualche valore e un minimo di umanità.



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