Studio aperto sul Bataclan la testimonianza dell’italiano sopravvissuto


Studio aperto manda in onda, questa sera, la testimonianza di Vincenzo Capuana, l'italiano sopravvissuto alla strage terroristica del Bataclan lo scorso 13 novembre 2015. Il notiziario di Italia 1 manda in onda la testimonianza del nostro connazionale che parla per la prima volta in tv. Un anno fa il suo audio con gli spari registrati dell'orrore che stava avvenendo nel locale, fece il giro del mondo.


 Studio aperto manda in onda, questa sera, la testimonianza di Vincenzo Capuana, l’italiano sopravvissuto alla strage terroristica del Bataclan lo scorso 13 novembre 2015. Il notiziario di Italia 1 manda in onda la testimonianza del nostro connazionale che parla per la prima volta in tv. Un anno fa il suo audio con gli spari registrati dell’orrore che stava avvenendo nel locale, fece il giro del mondo.


Nell’attentato al Bataclan perse la vita anche la giovane Valeria Solesin.

«Non ci sono immagini dei terroristi perché quando vedevano un telefonino in aria tiravano, non volevano essere filmati. La mia fortuna è stata che ero al bancone dove non hanno tirato, non ci sono colpi dal basso verso l’alto… tiravano verso la fossa perché c’era la concentrazione di persone. Anche qualcuno che non sa sparare , uccide».
Inizia con queste drammatiche parole il racconto di Vincenzo Capuana, l’italiano sopravvissuto all’attentato al Bataclan che ricorda i drammatici momenti vissuti.

Sabato scorso, un anno dopo, Vincenzo è voluto tornare dentro il Bataclan, alla riapertura del locale per “voltare una pagina di silenzio” dice ma, nonostante la sua condizione di vittima di guerra e di un attentato terroristico riconosciutagli dallo stato francese,si è dovuto mettere in fila alla cassa del Bataclan e dopo ore è riuscito ad ottenere un biglietto d’ingresso pagandolo 50 euro

bataclan strage solesin

                                                         Nel riquadro Valeria Solesin.

Ecco alcuni estratti del servizio integrale che andrà in onda nell’edizione serale del tg di Italia 1.

«Stavano suonando ‘Kiss to the Devil’ e proprio alla fine del pezzo il chitarrista e il batterista hanno sentito i primi spari e sono scappati dalla scena. Loro erano di fronte alla sala e potevano vedere chi ha cominciato a sparare perché gli spari sono venuti dall’ingresso principale. Pensavo facesse parte della scena – racconta Vincenzo – Ho provato a fare il pesciolino per uscire ma ho trovato a quattro metri il nostro Omar (Omar Mostefai n.d.r.) che mi ha detto “vieni con me”, con uno sguardo che uno non può dimenticare . Mi ha preso per il braccio mentre dall’altro teneva il mitra, ho visto direttamente la confezione dell’esplosivo. In quei momenti mi sono detto se divento ostaggio muoio».

Capuana racconta inoltre come sia riuscito a fuggire ai terroristi perché «questa persona ha voluto prendere un altro. Io ho dato una spallata e sono scappato, con il rischio che mi sparasse dietro le spalle… qualche telefono suonava ma nessuno rispondeva. Provo l’uscita di sicurezza ed era chiusa e lì ho avuto paura perché dovevo riattraversare 20 metri per arrivare all’ingresso principale. Sono uscito – conclude Vincenzo– i curiosi c’erano ma nessuno è intervenuto».



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