Report con Sigfrido Ranucci la recensione


Riflessioni sulla prima puntata di Report condotta da Sigfrido Ranucci su Rai3.

La forza di Report è sempre stata nei servizi e nei reportage realizzati. Il programma di approfondimento giornalistico ha esordito lunedì 27 marzo in prima serata su Rai3 con la nuova conduzione di Sigfrido Ranucci.

Il giornalista, che ha fatto parte della redazione della trasmissione, era già rodato ed esperto nella preparazione delle inchieste, sempre portate avanti con rigore e perfettamente documentate. Nulla è mai stato lasciato al caso nei servizi di Report molti dei quali si sono rivelati molto scomodi ed hanno dato vita a querele intentate nei riguardi dell’ex conduttrice Milena Gabanelli che ha fatto parte degli autori.

Dopo venti anni la Gabanelli è andata via. Ma la prima puntata del nuovo ciclo, con Sigfrido Ranucci che ne ha preso il timone, ha riservato una piacevole sorpresa. Il telespettatore si è reso conto che non c’era alcun motivo per rimpiangere la vecchia gestione. Ranucci è apparso credibile e soprattutto consapevole del ruolo occupato. Si è esposto alla telecamera con semplicità e con una vena di ironia che ha contribuito a dare alla presentazione dei vari servizi, una sorta di leggerezza che nulla ha tolto alla credibilità e alla attendibilità delle puntigliose ricerche effettuate.

Insomma la statica professionalità della Gabanelli consolidata da 20 anni di video, è stata sostituita da un contenuto dinamismo più giovanile e partecipe. Sigfrido Ranucci ha capito che doveva, in qualche modo, differenziarsi da chi l’aveva preceduto ed aveva lasciato un solco profondo nella storia del programma. Il nuovo conduttore, insomma, è apparso più “friendly” , ha saputo rivolgersi ai telespettatori cercando di catturarne l’attenzione e la curiosità. Lo abbiamo visto sorridere e anche ironizzare su alcuni temi come ad esempio l’impossibilità di un deputato di “uscire volontariamente” dal Parlamento.

Le inchieste proposte hanno mantenuto lo stesso stile, il medesimo rigore di sempre. Talvolta ci è sembrato che le domande rivolte dagli inviati ai propri interlocutori, avessero un’incisività maggiore. Quasi a voler dimostrare che anche senza la grande mamma andata via, loro sono in grado di fare lo stesso il proprio lavoro nel migliore dei modi.

Particolarmente interessante l’inchiesta sugli Chef stellati, quelli che vediamo sul piccolo schermo nelle principali trasmissioni culinarie ed hanno costruito la propria fortuna passando da un cooking show ad una giuria, da un’ospitata televisiva ad una consulenza professionale milionaria. Insomma, ancora un volta, come in passato, molte verità nascoste al grande pubblico, sono state smascherate.

L’obiettivo, adesso, è continuare a mantenere questo standard positivo.



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