Riccardo Piazza dopo Ninja Warrior aspiro a Tokyo 2020


Intervista a Riccardo Piazza vincitore della prima edizione del talent show andato in onda su NOVE.


 È Riccardo Piazza il vincitore della prima edizione italiana di Ninja Warrior. L’ultima puntata del programma è andata in onda domenica 18 dicembre su Nove, eleggendo il primo campione italiano del talent show, nel corso del quale gli sportivi si sono affrontati in sfide a ostacoli ognuno nella propria disciplina.

Abbiamo incontrato Riccardo Piazza, giovane campione di arrampicata, all’indomani della puntata finale. Il vincitore ci ha raccontato la sua esperienza, svelandoci l’obiettivo a cui aspira: partecipare alle Olimpiadi del 2020.

Come ha fatto ad aggiudicarsi il titolo di vincitore?
Intanto voglio sottolineare che non ho concluso tutte le prove ad ostacoli che mi sono state assegnate, ma sono l’unico ad essere rimasto “in piedi”, cioè non ho commesso errori. E questo mi ha consentito di conquistare la finale del talent show più seguito al mondo.

Lei ha partecipato come arrampicatore. Come è nata l’idea di prendere parte a Ninja Warrior?
Sono stato contattato e ho sostenuto una serie di provini e di colloqui con i responsabili del programma, che cercavano determinati personaggi. Alla fine ho saputo di essere stato selezionato.

Quale sua caratteristica crede che abbia colpito gli autori?
Io sono uno sportivo e un arrampicatore professionista, che ha iniziato questo lavoro fin da piccolo. Non ho avuto bisogno di dimostrare la mia preparazione perché è scaturita dai provini sostenuti.

Significa che lei ha fatto della sua passione un lavoro?
Si, io sono collaboratore sportivo in una nota palestra di Perugia, città dove vivo.

riccardo piazza ninja warrior

Com’è riuscito a superare tutte le prove previste da Ninja Warrior?
Mi alleno tutti i giorni per molte ore, e nulla mi spaventa. Sono riuscito con forza di volontà e capacità di concentrazione ad arrivare al traguardo finale, anche se, nel regolamento di Ninjia warrior, non è previsto alcun premio finale.

Perchè ha praticato uno sport che appare complicato?
Ho amato questo sport sin da bambino, e mi sto impegnando per dimostrare agli sportivi che non esiste soltanto il calcio, anche altre discipline hanno pari dignità.

Ha visto il programma in tv?
Si. Sono rimasto particolarmente affascinato dal montaggio realizzato, che ha reso ancor più accattivante per il pubblico le prove sostenute da noi concorrenti.

Che si aspetta adesso dal futuro?
Intanto sta per iniziare la stagione delle arrampicate 2017: io mi sto preparando per partecipare alla Coppa del Mondo della disciplina. Tra l’altro lo sport che pratico è stato inserito nel programma delle Olimpiadi 2020.

Spera di parteciparvi?
Sarebbe il mio grande sogno. Purtroppo però ci sarà poco tempo per prepararmi. L’arrampicata infatti è composta da tre discipline differenti: la prima si basa sulla velocità con cui ci si arrampica su una parete, e attualmente il record del mondo è di soli 5 secondi. La seconda è la difficoltà di arrampicarsi su pareti lunghe. Vince chi arriva prima degli altri, naturalmente in un tempo limite a disposizione. La terza disciplina infine è il bouldering, e consiste nell’arrampicarsi su massi: il nome deriva dall’inglese boulder, che significa appunto masso. Vince chi riesce a conquistare più massi in un determinato tempo. Temo che quattro soli anni per la preparazione complessiva non bastino.



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