Prodigi-La musica è vita, la conferenza stampa


La presentazione della serata evento condotta da Vanessa Incontrada sabato 19 novembre su Rai 1


Il 19 novembre andrà in onda su Rai 1 una serata evento dedicata al talento. Realizzata in collaborazione con Unicef ed Endemol, si intitolerà Prodigi-La musica è vita: 12 giovanissimi ballerini, cantanti e musicisti si sfideranno per poter ottenere una borsa di studio nella propria disciplina. Alla conduzione, Vanessa Incontrada.

Ecco quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa di presentazione.

Dopo i saluti del presidente dell’Unicef, la parola passa al direttore di Rai 1 Andrea Fabiano: “L’atmosfera dello spettacolo che vedremo sabato è molta calda. È un varietà in cui, come Unicef ci insegna, i sogni dei ragazzi saranno al centro della serata: Vanessa dà l’ulteriore tocco di calore e familiarità, che lo rende perfettamente in linea con il clima della rete”.
“Un evento per me molto importante -racconta la Incontrada– perché quando Unicef mi ha chiamata, mi sono sentita onorata. Ringrazio la Rai: quando conduco, ho la possibilità di essere Vanessa, mentre quando recito no. Io mi sento responsabile: è la prima volta che lavoravo con i bambini, mi sono messa al loro servizio. I bambini non li puoi comandare, devi seguirli tu: per me stato un mondo nuovo, mi sono un po’ sentita la mamma di 12 bambini. Tutti loro hanno un dono, e si vede non solo da come si approcciano agli strumenti o alla loro materia, ma da come affrontano le cose”. “Mi sono emozionata durante la serata -prosegue la conduttrice- però ci sono stati alcuni momenti ancora più forti. Persino Gino Paoli si è commosso, l’ho visto. Altro momento importante, è stata la lettera di Lino Banfi: lì ci siamo dimenticati di del pubblico”.
La Incontrada è pronta a seguire le orme di Lino Banfi, ambasciatore dell’Unicef: “Quest’anno non sono riuscita per una serie di impegni, ma l’anno prossimo mi aspetta il Sud America”.
Prodigi è un format francese, la cui terza edizione andrà in onda a dicembre: la Endemol l’ha declinato per l’Italia.
Interviene Lino Banfi: “La dispersione, e la distorsione del mio lavoro, è che devi sempre far sorridere le persone: io però lo faccio volentieri, perché dopo il sorriso può venire la riflessione. L’Unicef è una cosa seria: è tutto trasparente, i soldi arrivano. La mia più grande soddisfazione è stata quando una signora ha lasciato una grossa somma, dicendo che la faccia di Banfi era credibile”. “Sono stato in Eritrea, in Angola, dove devi parlare la lingua di quella particolare etnia: lì ho capito che attraverso il sorriso si possono traghettare le persone verso l’arte”, continua l’attore. “In Angola ho vaccinato dei bambini, e ne sono contento”.
Poi il ricordo agli anni passati: “Io sono un po’ come i ragazzi di Prodigi. Quando c’erano le migrazioni di noi ragazzi del sud al nord, era facile perdersi: avevamo 17, 18 anni, ci mettevano in stanzoni con 30, 40 persone con una tenda sudicia a dividerci. Dovevi pagare prima, sennò non entravi. Spesso dormivamo in stazione a Milano, gli altri si disperavano: io invece avevo il paraocchi, pensavo che un domani ce l’avrei fatta e andavo avanti: è questo che mi ha salvato, crederci”.

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Infine Claudio Fasulo, capostruttura di Rai 1: “Un buon prodotto, vi piacerà”.
Testimonial di Unicef sono Fedez e Noemi, di cui vengono mostrati i filmati: il rapper è andato in Libano, mentre la collega ha visto la marginalità del Paraguay.
L’Unicef utilizza la musica per aiutare i bambini a riprendersi psicologicamente: nei campi profughi la musica diviene strumento per recuperare chi ha perso tutto. Il direttore generale dell’Unicef anticipa che le risorse verranno impiegate anche per i bambini delle zone terremotate, dove pure la natura ha messo i bambini in difficoltà: anche lì c’è un bisogno, che è quello di riprendersi la propria vita.
Presente il maestro Beppe Vessicchio: “Quello che mi ha colpito dei filmati è che quando veniva chiesto ai bambini quanto studiassero, loro rispondevano sempre che era meno di quanto volessero. Un discorso che è fuori dalla logica comune sul talento: questi bambini sanno che il talento va domato, non basta averlo”. Alla serata ha partecipato pure Elisa di Francisca, onorata di essere stata chiamata: “Io so cosa significa la disciplina, e so cosa significhi avere un sogno: non so però cosa significhi nascere in zone difficili”.
Presentando Joselito, uno dei piccoli protagonisti, la Incontrada sottolinea quanto sia fondamentale il ruolo dei genitori: “Se credono nei figli, diventa tutto più semplice”. Ad accompagnare il piccolo pianista infatti, c’ è il papà.
La conferenza si conclude con le parole di Vanessa Incontrada, che spende un apprezzamento per l’Unicef, che trasmette speranza.

L’appuntamento è per sabato alle 20.35.



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