Voyager, puntata del 4 settembre su Madre Teresa di Calcutta


Ultimo appuntamento questa sera con il programma di Rai 2 condotto da Roberto Giacobbo. Per l’occasione, Voyager-Ai confini della conoscenza sarà dedicato a Madre Teresa di Calcutta.


A 20 anni dalla sua morte, quello di Giacobbo sarà un tributo alla religiosa ripercorrendone la vita attraverso i luoghi della sua esistenza.

Il viaggio parte da Piazza San Pietro, dove esattamente un anno fa, Madre Teresa veniva proclamata santa.

A questo punto il conduttore entra nelle stanze chiuse al pubblico, mostrando la tomba di Papa Paolo II. L’esplorazione prosegue con il modello della “Basilica mai costruita”, il cui progetto venne affidato a Michelangelo: si tratta di un progetto iniziale, mai realizzato, di cui viene appunto mostrato il modello.

Concluso questo segmento, lo speciale intitolato a Madre Teresa di Calcutta entra nel vivo.

Nata nel 1910 a Skopje, perde il padre a otto anni: la famiglia, ricca di origine, affronta gravi problemi economici. Ma la mamma aiutava gli altri, invitandoli in casa: più tardi la piccola Agnese, questo il nome di battesimo, avrebbe capito che tutta quella gente che vedeva, erano poveri.

A 36 anni, dopo aver insegnato lettere in una congregazione religiosa, “la seconda chiamata”: il Signore, avrebbe raccontato, le chiedeva di uscire per andare dove c’era ancora più bisogno. Era il 10 settembre 1946.

Giacobbo incontra il cardinale Angelo Comastri, che l’ha conosciuta personalmente. Il religioso condivide numerosi aneddoti, incluso l’incoraggiamento ricevuto alla vigilia di un’operazione.

Non solo: le telecamere si spostano ora a Calcutta, per raccogliere le testimonianze di donne che sono state tra le prima bambine ad essere tolte dalla strada.

Le immagini dell’India proseguono mentre la voce narrante racconta la storia della santa, alternandosi alle sue stesse parole.

L’ospizio a Khalighat venne sostenuto dalle autorità sanitarie; al contrario dei sacerdoti indù, i quali non approvavano l’idea di una suora cattolica che si inserisse in un luogo simbolo dell’induismo. L’ospizio era luogo di ricovero per dare dignità alla morte di tutti quegli emarginati che finivano i loro giorni sulle strade.

Una missione che l’ha portata a vincere il Nobel per la pace nel 1979: nel discorso di ringraziamento, Madre Teresa ricordò che il suo compito era sfamare, che non si può rimaner indifferenti davanti alla miseria di chi muore di fame.

Al Celio di Roma vi è un mezzobusto che la rappresenta. Ancora insieme al Cardinale Comastri, Giacobbo arriva alla sua “casa” romana: una cappella ricavata dal pollaio di un convento. Una cella senza nemmeno l’acqua corrente, una foto insieme a Papa Giovanni Paolo II e pochissimi oggetti: uno spazio non solo essenziale, ma povero.

Giacobbo incontra anche il ginecologo Giuseppe Noia, che l’ha incontrata: Madre Teresa gli aveva detto che i medici che toccano i malati, toccano Dio.

La figura della santa viene ulteriormente delineata da Suor Amata: mai dubitato sull’esistenza di Dio. Grazie all’esempio di Madre Teresa, il suo ordine non soffre alcuna crisi delle vocazioni.

Il Cardinale Comastri racconta di quando Madre Teresa diceva di non aver ricevuto la principessa Diana, quanto “l’infelice Diana”.

Dal Vaticano, ci spostiamo ora in Sicilia per conoscere la nipote, la figlia del fratello. I due fratelli avevano un rapporto molto stretto, rivela la donna: “Sin da piccola Madre Teresa è stata una ragazza più matura della sua età”. “Un esempio -continua- e un punto fermo nella mia vita. Sono andata diverse volte da lei a Calcutta”.

Il 5 settembre 1997 la vita di Madre Teresa giunge al termine. La omaggiano fedeli di ogni religione, a Calcutta la tomba è divenuta meta di pellegrinaggio.

Giacobbo rimane sempre in ambito religioso, ma per il prossimo segmento si concentra su Lourdes e le apparizioni a Bernadette.

I giornali la considerano una pazza, il clero non le crede: i documenti dell’epoca però, la descrivono come una ragazza la cui sincerità è incontestabile. Difficile bollarla come esibizionista, dato che rifiuta di farsi ritrarre in pose mistiche né cambia mai versione.

Delle tante presunte apparizioni mariane, la Chiesa ne ha riconosciute solo 17: tra queste, c’è proprio la visione di Bernadette. Giacobbo entra nella grotta in cui sarebbe avvenuto il fatto.

La scienza non può stabilire l’esistenza dei miracoli, però può accertare quando un caso non può essere spiegato dalla scienza: è quanto avvenuto con le guarigioni di Lourdes. Il conduttore ripercorre alcuni casi, facendo tappa ad Efeso.

La puntata si conclude da dove era iniziata, da Piazza San Pietro: Giacobbo ringrazia i suoi collaboratori, soffermandosi in particolare sulla musica originale e la produzione che ha lavorato per ottenere i famosi “permessi speciali”.

Il ciclo estivo di Voyager termina qui.



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