Stracult Live Show, puntata del 28 settembre in diretta


Live la prima puntata di "Stracult Live Show" condotto da Fabrizio Biggio e Andrea Delogu


In diretta dallo Studio 6 di Saxa Rubra in Roma: “Stracult Live Show”, annuncia il gruppo musicale Statale 66. È così che prende il via la prima puntata della nuova edizione di Stracult col cambiamento di essere live.

“S’inizia alla grande” dice il co-conduttore Fabrizio Biggio, a cui fa eco Andrea Delogu, pronta a marcare l’essere live, inducendo gli spettatori a interagire: c’è una line telefonica vera e propria: 800-050-709, vi risponde G-Max. Da non trascurare neanche i social con l’hastag stracult.
Iniziano ad arrivare i primi ospiti, freschi di uscita in sala: Beppe Fiorello e Dino Abbrescia con ‘Chi m’ha visto’ diretto da Alessandro Pondi. Gli segue Leonardo Di Costanzo, regista de ‘L’intrusa’, da oggi al cinema e, infine, personaggio stracult della puntata è – a detta della Delogu – “l’attrice feticcio di Marco Giusti”, Dagmar Lassander.

Sono previsti anche due collegamenti esterni: uno dal Milano Film Festival e l’altro dal Madison di Roma coi The Pills, in missione per vedere ‘Mother’ di Darren Aronofsky. Revival dalla versione estiva: carrellata dei tweet di Giusti, si va da Georges Méliès al giovane Stephen King in versione critico cinematografico.

Dopo un piccolo omaggio a Hugh Hefner, fondatore della rivista di Playboy

si torna agli ospiti, riprendendo a parlare di ‘Chi m’ha visto’. La Delogu stuzzica Beppe Fiorello chiedendo una notizia che ancora non è detta, l’attore rivela: “è il film rientrato nel guiness dei primati superando Baarìa per i camei presenti”.

Al rientro dalla pubblicità, G-Max riferisce delle telefonate ricevute, passando una telespettatrice a Fiorello. Interviene Giusti chiedendogli che tipo di film volesse fare “divertendoci con un sistema vecchio come il mondo: esserci o non esserci, un po’ pirandellianamente. La storia s’ispira a un chitarrista davvero esistito”. Adesso è il turno di Giusti di rispondere: “secondo te com’è andata?” rilancia l’interprete. In realtà su Repubblica cinque stelle sono state assegnate a ‘L’intrusa’ e tre a voi.

Scherza Abbrescia dicendo che si è sentito di dire di sì alla proposta perché doveva esserci almeno un vero pugliese.

È il momento della scheda di Giusti dedicata a chi ha dato volto e voce a Modugno in tv, riconoscendo un grande esordio Stracult ne ‘L’ultimo Capodanno’ di Marco Risi.

Si gioca in studio con il personaggio che l’attore interpreta in quest’ultimo lungometraggio: Martino Piccione. Scorre un montaggio con appelli di personaggi noti che si rivolgono a lui e, in mood ironico, ci viene proposto un altro video con stelle americane doppiate.

Cercando di star sempre sul pezzo, si fa riferimento all’anteprima romana appena conclusasi di ‘120 battiti al minuto’ di Robin Campillo sugli attivisti di Act Up, collettivo parigino, che lottò per i diritti dei malati di AIDS, scelto dai francesi come candidato per gli Oscar. Dopo il boxoffice della scorsa settimana letto dalla Delogu, Giusti con uno slancio “patriottico” fa riferimento alla scelta del cavallo italiano: ‘A Ciambra’ di Jonas Carpignano.

Matteo Corradini, Luca Vecchi e Luigi Di Capua stanno uscendo dalla sala ora: “è un film potente, simbolista, ti mette un’ansione. Ci ha scioccato tantissimo” – si sente una leggerissima vena ironica.

Una clip ci introduce a un altro film italiano, molto valido tra i titoli in uscita: ‘L’intrusa’

“è una storia in uno spazio di periferia su degli eroi del volontariato”, racconta Di Costanzo. “Può risultare un po’ pesante, ma molto delicato”. Si chiede al regista come abbia scelto la protagonista “Raffaella Giordano, che è una ballerina, era Giovanna. Abbiamo molto lavorato sul corpo, sulle espressioni, non è stato semplice”. ‘L’intrusa’ esce ora in circa cinquanta sale e a breve anche in Francia (era stato presentato all’ultima ‘Quinzaine des Réalisateurs’ riscuotendo buoni riscontri).

Dopo una breve interruzione pubblicitaria, si sbarca idealmente a Milano “sfruttando il collegamento di Gabriele Gimmelli”, dice Biggio.

Arrivano gli stra-gozzillini assegnati da Giusti alle altre uscite in sala tra cui ‘Alibi.com’, ‘Il contagio’, ‘Una famiglia’, ‘L’incredibile vita di Norman’ con Richard Gere e il filmone per famiglie ‘Emoji’.

Una chicca dal passato, ‘W la foca’ del 1982, introduce Dagmar Lassander

Con l’attrice tedesca si ripercorrono alcuni suoi grandi cult come ‘La famiglia’ di Ettore Scola o ‘Black Cat’ di Lucio Fulci (I Mille Occhi a Trieste le ha appena dedicato una retrospettiva). Giusti la stuzzica chiedendo se si sente più attrice horror o di commedia sexy e l’artista sembra voler proteggere e far valere anche i suoi valori seri.

Siamo sui titoli di coda di questa prima puntata che è volata.

Appuntamento a giovedì prossimo.



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