Celebration, puntata del 21 ottobre in diretta


Nuovo appuntamento con lo show del sabato sera di Rai 1 condotto da Neri Marcorè e Serena Rossi


È andata in onda su Rai 1 la seconda puntata di “Celebration”, lo show dedicato alla musica condotto da Neri Marcorè e Serena Rossi. Stasera spazio al rock: tra gli ospiti Piero Pelù, Ermal Meta, Paola Turci, Arisa, Nancy Brilli e Francesco Pannofino.

I conduttori si mettono subito in gioco con la musica: cantano a turno la Bertè, Celentano, Nannini e Bennato. Viene lanciato un sondaggio: meglio i Beatles o i Rolling Stones? Si cerca così di coinvolgere il pubblico da casa e soprattutto sui social, per testare il seguito anche sul web.

Il primo ospite di questa sera è Fausto Leali, che omaggia Lucio Battisti cantando uno dei pezzi più famosi dell’artista di Poggio Bustone: “Il tempo di morire”. “Le sue canzoni sono eterne perché Lucio era avanti rispetto ai tempi in cui è vissuto”, dice Leali intervistato dalla Rossi. Poi, intona “A whiter shade of pale” dei Procol Harum: il brano, del 1967, fu tradotto in italiano e portato al successo dai Dik Dik che lo intitolarono “Senza luce”. Leali tornerà anche nella prossima puntata.

Marcorè elenca gli altri ospiti di stasera ed arriva Nancy Brilli, che però canterà più avanti. Espediente evitabile perché rallenta il ritmo. La rassegna musicale continua con Gaetano Curreri, frontman degli Stadio, che canta Gianni Morandi in “C’era un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones”. Marcorè torna imbracciando la chitarra: propone “A che ora è la fine del mondo?” di Luciano Ligabue. Alla Rossi invece tocca “Albachiara” di Vasco Rossi.

Primo intervento di Ernesto Assante: il critico musicale intervista nel suo spazio proprio Gaetano Curreri, con cui si parla di “Albachiara”, scritta insieme al “Komandante”. Il pezzo era dedicato ad una ragazza che viveva a Zocca, paesino del modenese dove il “Blasco” è nato. Il colloquio è molto breve e fa da pausa tra un blocco di canzoni e l’altro. Eliminata la scenografia della prima puntata, quando dietro ad Assante c’erano delle vecchie televisioni sistemate uno affianco all’altra: l’intento pare essere quello di modernizzare il contesto scenico.

La musica continua con Alex Britti che canta “Corazon espinado” dei Santana.

Intervento successivo a cura di Chiara Galiazzo, cui spetta cantare “Call me”, colonna sonora del film “American Gigolo” del 1980. Il protagonista della pellicola era Richard Gere. Assante poi parla di un’altra grande band che ha fatto la storia del rock, i Queen. Lancia così Serena Rossi che canta “Somebody to love”: tanti applausi per lei. Il critico musicale spiega cosa vuol dire rock, lanciando poi un filmato che raccoglie i maggiori interpreti del genere e i relativi capolavori. 

In versione “Blues Brothers”, Neri Marcorè duetta sulle note di “Everybody needs somebody” con Francesco Pannofino. Il conduttore marchigiano ricorda l’esperienza dell’attore come doppiatore che ha prestato la voce a Clooney, Washington e Tom Hanks.

Ecco il primo rocker vero tra gli ospiti di oggi: Piero Pelù. L’ex coach di “The Voice of Italy” canta “Satisfaction” dei Rolling Stones. Insieme a Neri Marcorè, il cantante toscano approfondisce la storia del pezzo appena cantato insieme ad Ernesto Assante.

Il duello Beatles vs. Rolling Stones continua: stavolta a cantare un successo della band di Liverpool è Arisa. La cantante lucana intona “All you need is love”. Qualcuno ricorderà come questo brano fosse la sigla di un grande programma di successo di Mediaset, “Stranamore”, ideato e condotto da Alberto Castagna e per un breve periodo da Emanuela Folliero.

Gli interventi di Assante si mantengono brevi e sono interessanti per scoprire curiosità legate ad alcuni capolavori della musica contemporanea. La durata è giusta e fa da lancio per il brano successivo, come accade parlando di Patti Smith: la sua “Because the night” viene cantata da Paola Turci. Gaetano Curreri torna in scena con “Chiedi chi erano i Beatles”, tra i pezzi più noti del suo gruppo.

Il cammino nella storia del rock prosegue con un nuovo ospite: Antonino Spadaccino, che canta “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival, firmato nel 1969 dal chitarrista americano John Fogerty.

Il ritmo con cui si susseguono le esibizioni è molto intenso, stavolta tocca ad Ermal Meta con “Every breath you take” dei Police. Per lui anche una seconda esecuzione: “Hallelujah” di Leonard Cohen.

Riecco entrare in scena Nancy Brilli, che con Serena Rossi e in seguito con Marcorè propone un medley di noti brani contenuti in alcuni musical, tra cui “Jesus Christ Superstar” e “Grease”. L’attrice fa fatica a causa di un forte abbassamento di voce accusato negli scorsi giorni, che si nota anche quando dopo il momento musicale. In seguito, Arisa si riaffaccia sul palco per cantare “Ancora tu” di Battisti.

Ad Enrico Ruggeri spetta il compito di riproporre “Walk on the wild side” di Lou Reed. Raggiunto sul palco da Neri Marcorè, riflette sulla figura del cantante americano, per poi ricordare in musica un altro grande artista, David Bowie. Insieme al conduttore cantano “Heroes”. Paola Turci fa il bis cantando “Losing my religion” dei Rem.

Risultati del sondaggio lanciato ad inizio puntata: il pubblico da casa preferisce i Beatles rispetto ai Rolling Stones, mentre Piero Pelù canta un pezzo de I Ribelli: “Pugni chiusi”, anno 1967. Segue una sorta di “candid camera” con Fabrizio Frizzi ripreso in auto da una telecamera fissa mentre canta i suoi brani rock preferiti. L’ultimo pezzo è cantato a cappella da Neri Marcorè insieme ai Neri per caso: si tratta di “Should i stay or should i go” dei The Clash.

Termina qui la puntata. La prossima andrà in onda sabato 29 ottobre, alle ore 21:20 circa, su Rai 1. Il programma si conferma scricchiolante: una lunghissima carrellata di musica, intervallata da brevi spazi di parola riservati alle curiosità e alle pillole di storia svelate da Assante e talvolta alle brevi interviste fatte ai cantanti. Il ritmo è molto intenso, ma si avverte anche una certa confusione che denota criticità nella costruzione stessa della trasmissione: in mancanza di idee vincenti riempire gli spazi con le canzoni funziona fino ad un certo punto, poi può scattare la noia.

Molto bene Serena Rossi, brillante e sempre coinvolgente, che avrebbe meritato un programma migliore per debuttare il sabato sera su Rai 1; meno Neri Marcorè, più compassato rispetto alla collega anche perché non abituato alla conduzione di programmi di varietà. Sarà interessante vedere se anche questa seconda puntata accuserà un netto distacco in termini di ascolti dalla concorrente “Tu sì que vales”: il rischio è davvero molto forte.



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