Le Iene Show, puntata del 10 dicembre in diretta


Appuntamento domenicale con Le Iene Show, questa sera su Italia Uno. Alla conduzione Nicola Savino, Matteo Viviani e Giulio Golia.


Vi abbiamo già anticipato alcuni dei servizi che vedremo; seguiamo ora la puntata in diretta.

Naturalmente, in apertura, un aggiornamento sulle condizioni di salute di Nadia Toffa: la iena infatti, è ancora in ospedale dopo il malore della scorsa settimana.

Si comincia proprio con un servizio di Nadia Toffa: Un sindacato che non paga i lavoratori. La iena ha raccolto le testimonianze di alcuni dipendenti che non sono stati pagati, ed è andata a renderne conto al Ministro Poletti.

Si prosegue con Filippo Roma: Il mistero dei 7000 bambini non vaccinati. Si tratta del caso della dottoressa Petrillo, infermiera che non faceva piangere i bambini quando li vaccinava: siccome i bambini appunto non piangevano mai, i genitori si sono poi insospettiti. Infatti, in realtà, i bimbi non risultavano coperti dal vaccino: l’infermiera ora è indagata.
Raggiunta dalla iena, la Petrillo dice di non essere contraria ai vaccini: la tesi difensiva sembra essere il complottismo, perché lei è convinta di non avere incontrato simpatie in città. alcuni bambini, prosegue, sono risultati coperti quindi non è vero che lei non li ha vaccinati.
Il servizio si conclude lasciando l’interrogativo aperto: questa infermiera è una vittima o sta mentendo?

Il prossimo è Andrea Agresti: Guarire con il “metodo Panzironi. Viene ripercorso il servizio trasmesso nella puntata di martedì, in cui veniva spiegato come l’imprenditore, anche giornalista, vendesse delle pasticche sostenendo guarissero da malattie come Alzheimer, diabete, morbo di Crohn.
Dopo la messa in onda del pezzo, Panzironi ha parlato di modalità intimidatorie, di domande a raffica senza la possibilità di poter rispondere. Così ora gli viene data l’occasione di replicare con una vera intervista, realizzata con calma e non in strada: per giustificarsi, dichiara che non bisogna ascoltare quello che dicono i consulenti ma seguire solo le sue indicazioni.

Nina Palmieri denuncia la vicenda della mamma di Laura: Morire di incuria all’ospedale. Mentre la madre era ricoverata in una clinica privata, il Nomentana Hospital, Laura stava affrontando una chemio e non riusciva ad andarla a trovare: quando ha potuto, si è accorta che il catetere della madre era verde. La signora, Maria, viene dimessa dopo 60 giorni, quando cioè il periodo sovvenzionato è scaduto: portata al Don Gnocchi, i figli hanno realizzato che Maria aveva una gigantesca piaga di decubito sulla schiena. La piaga era giunta al quarto stadio, ormai incurabile: come se non bastasse poi, era stata dimessa dalla struttura con prognosi di miglioramento.
Per non dare pensieri ai figli, Maria non si è mai lamentata della sua sofferenza. Nel Nomentano Hospital ci sono appena due infermiere per un reparto: Maria non è l’unico caso di paziente abbandonata a sé, ora però nessuno può rimediare alla sua morte.
La Palmieri si reca la Nomentano Hospital per parlare col direttore sanitario: l’uomo all’inizio risponde alle domande poi, quando si accorge che la questione si fa spinosa, chiama i carabinieri e il consulente legale della clinica.

Ci spostiamo in Medioriente con Antonino Monteleone: Non c’è pace tra Israele e Palestina. A pochi chilometri da Gerusalemme, il giornalista trascorre del tempo sia con palestinesi che israeliani: il conflitto sembra irrisolvibile, nonostante i loro stili di vita non sembrino poi così dissimili.
Da un lato i palestinesi parlano di soldati israeliani che attaccano villaggi e uccidono; dall’altro gli israeliani dicono di difendersi, e raccontano si attentati nelle loro case o di immagini modificate come forma di propaganda.
Monteleone intervista un ex generale, il quale prospetta una soluzione “dolorosa”: quartieri israeliani e quartieri palestinesi, con l’area centrale della città santa sotto controllo speciale.

Si prosegue con Giulio Golia: La verità della figlia di Totò Riina. Tony Ciavarello, marito della figlia di Totò Riina Concetta, è ai domiciliari. La iena va a casa loro: lui e la moglie producono un olio chiamato Zi Totò, perché non hanno nessun patrimonio. I due si ritengono dei “perseguitati” dalla Procura di Palermo e da tutta Italia. Concetta ripete diverse volte di non voler prendere le distanze dal padre, nonostante Golia controbatta che il padre era un sanguinoso assassino.
Mano a mano che l’intervista va avanti, emergono particolari impensabili: durante la latitanza Riina usciva da casa normalmente, senza nemmeno pensare a camuffarsi. In tranquillità.
Concetta ha sempre visto Totò Riina come padre, mai come il responsabile di tante morti: anzi, lei nemmeno ci credeva né ha mai chiesto conto di quanto avvenuto. Se Riina non si è mai pentito, è stata una sua scelta.
Golia insiste nel voler fare il moralizzatore, ma naturalmente siamo davanti a una scena inutile.

Veronica Ruggeri si occupa de Le vittime del revenge porn. Di spalle, Giada ed Elisa raccontano di come sono finite in rete con nome e cognome: foto destinate agli ex fidanzati che sono state messe in rete. Tutto per vendetta, e pagato a caro prezzo: i file in rete infatti, vengono replicati infinite volte.
Il revenge porn è un fenomeno sempre più comune, però manca una “prevenzione”. Vengono quindi dati dei consigli: non rendere il viso riconoscibile, coprire i tatuaggi. Perché purtroppo oggi il rischio di poter finire online non è un’ipotesi lontana.

Gianmarco Tavani offre rose e chiede selfie alle parlamentari, che si accorgono della troppa confidenza: Gigolò per parlamentari.

Gaetano Pecoraro indaga su un decesso misterioso: Chi ha ucciso Attilio Manca? L’eroina o Provenzano? Attilio Manca, urologo, è stato trovato morto nella casa in cui viveva a Viterbo. Ufficialmente è morto per overdose, ma la famiglia è convinta che sia stato ucciso: per la mamma e gli avvocati della famiglia, era diventato un testimone scomodo. Attilio infatti, era l’urologo che aveva operato Bernardo Provenzano: che fosse diventato una presenza da eliminare, lo confermano cinque pentiti.
Secondo la tesi della famiglia, l’overdose sarebbe stata indotta. Per i colleghi d’ospedale, l’uomo non era eroinomane: i buchi inoltre, sono sul braccio sinistro. Questo significa che si sarebbe dovuto iniettare l’eroina con la mano destra: peccato che fosse mancino.
In casa però, non è stato rinvenuto nessuno degli oggetti che di solito si trovano negli appartamenti dei tossicodipendenti. Le incongruenze insomma, sono molteplici: non è stato trovato il laccio, né le impronte sulla siringa.
C’è però chi ha sostenuto la dipendenza da eroina di Attilio Manca, e la iena li raggiunge uno per uno. Incluso un avvocato, coinvolto in passato persino in un traffico d’armi.

Valeria Castellano ha seguito un gruppo di persone in una suite d’hotel: Il porno doping della trans Efe Bal. Nota escort transessuale non operata, Efe Bal ha girato il suo primo film porno: le telecamere di Italia Uno l’hanno seguita sul set.
Le immagini sono più che esplicite, il linguaggio idem: il regista è felicissimo di aver trovato un sorta di Ronaldo dell’erezione. Solitamente infatti, viene iniettato un farmaco nel pene per ottenere un’erezione lunga e duratura. Dopo un po’ però, anche ad Efe Bal tocca la puntura: il dolore è tanto che bisogna andare all’ospedale. Durante il tragitto alla iena viene confessato che, a casa, era già stato preso del Viagra.

A mezzanotte viene replicato un vecchio servizio della Toffa: La doppia faccia di un pedofilo.
Poi Angelo Duro: Incubi di Angelo: Cristina Buccino.

La puntata si conclude qui, non senza un pensiero finale per Nadia Toffa. L’appuntamento è per martedì.



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