Moige vs GF Vip 2: le aziende ritirino gli spot pubblicitari


L'azienda Mediaset rifiuta la proposta del Movimento Italiano Genitori di chiudere il reality e contesta l'invito agli inserzionisti a bloccare la pubblicità all'interno del programma.

É botta e risposta tra il Moige (Movimento Italiano Genitori) e la tv commerciale che trasmette ogni lunedì la seconda edizione del Grande Fratello Vip. Il Movimento Italiano Genitori si è reso promotore di una raccolta di firme finalizzata a chiedere a Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, di chiudere il Grande Fratello Vip. Inoltre, nella stessa petizione, si chiede anche alle aziende di ritirare gli spot pubblicitari inseriti nel corso delle puntate del reality.

 

Assistiamo in ogni puntata ad una esplosione di indecenza, volgarità e disprezzo per i telespettatori. Le telecamere spesso inquadrano scene da evitare in prima serata, immagini lesive della privacy e irrispettose del minore, come nel caso dello scandaloso bidet della Rodriguez in diretta TV“, scrive il Moige nella petizione.

Successivamente si pone l’attenzione sugli accesi litigi, sulle imprecazioni, come quella di Predolin fortunatamente squalificato, sulle minacce gratuite come quella dell’impulsivo Jeremias Rodriguez ai danni di Daniele Bossari e sugli insulti come le affermazioni pesanti utilizzate contro Cristiano Malgioglio. “Tutto questo è offensivo per la dignità dei telespettatori adulti o minori che siano“. Inoltre il Moige chiede che il programma venga sospeso e che le aziende evitino, già da questa edizione, di inserire i propri spot nella trasmissione che non merita di essere nel palinsesto di nessuna rete TV.

Pronta e immediata la risposta dell’azienda di Cologno Monzese che si riferisce al Moige parlando solo di “un’associazione”.

In un comunicato Mediaset fa sapere: “in merito alla petizione pubblica con cui un’associazione pretenderebbe di interrompere il programma ‘Grande Fratello Vip’, vogliamo precisare che tutti i programmi Mediaset rispettano le norme e i principi che regolano il sistema televisivo“.

Inoltre l’azienda sottolinea di essere stata la prima ad introdurre i bollini verdi, rossi e gialli che danno indicazioni alle famiglie sulla programmazione. Mediaset fa notare che esiste il telecomando per cambiare canale e per proteggere i minori oltre al sistema “parental control” che assicura ad ogni famiglia la possibilità di impedire o regolare l’accesso alla tv da parte dei minori.

Mediaset sottolinea infine quanto sia anacronistico e assurdo chiedere la chiusura di un programma TV e fa notare che il vero problema è l’accesso indiscriminato del pubblico di ogni età al mondo di Internet.

Non si è fatta attendere la risposta del Moige. Elisabetta Scala responsabile del settore Media e TV fa notare che “quando si parla di rispetto ci si dimentica che esiste il Comitato Media e Minori che ha dettato delle regole finalizzate a rispettare il pubblico televisivo, soprattutto quello dei minori“.

Per quanto riguarda il “parental control” Elisabetta Scala fa notare che la maggior parte delle famiglie non sa come funziona. Inoltre questa modalità è inserita soltanto nei decoder dell’ultima generazione.

Si tenga conto che la fascia sensibile al reality è composta prevalentemente da adolescenti, ai quali certo non si può impedire di vedere la TV. C’è un dovere morale verso il pubblico da parte di chi realizza programmi e prepara palinsesti, soprattutto bisogna proteggere la fascia degli adolescenti, la più indifesa e fragile” continua Elisabetta Scala..

Infine il Moige fa notare che soprattutto questa edizione è piena di violenza verbale, bullismo, offese e bestemmie. E l’aspetto più sconvolgente è che ad essere protagonisti di tali situazioni discutibili sono i personaggi del mondo dello spettacolo che dovrebbero invece dare l’esempio.

Vedremo se ci sarà un quarto atto, ovvero una ulteriore risposta da parte di Mediaset.



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