Fiction: la criminalità tira più della soap opera


Un trend televisivo che racconta storie di malavita


E’ davvero inquietante e sorprendente: la fiction made in Italy ha trovato un nuovo filone portatore di grandi ascolti. E’ quello della criminalità che abbraccia ogn ramificazione: mafia, camorra, ‘ndrangheta. La delinquenza organizzata spadroneggia dalla Rai a Mediaset e ha colpito anche la tv satellitare. I titoli di serie e miniserie che stanno per invadere il piccolo schermo a colpi di violenza, morte, sparatorie, stragi, sono tanti e significativi di una tendenza che tira e porta ascolti.

Dunque la fiction buonista non spadroneggia più nei palinsesti. La soap opera, che pure continua ad ottenere il gradimento del pubblico, deve vedersela, adesso, con un nuovo filone completamente agli antipodi che punta i riflettori su un universo sempre più simile alla società reale. Storie con messaggi positivi nelle quali i buoni avevano sempre il premio finale e i cattivi venivano puniti, non presentano più la medesima, scontata, linearità d’azione. La malavita, invece, conquista consensi e fa impennare l’Auditel. Sono molti i titoli che arriveranno tra poco in tv: Canale 5 apre la stagione con Baciamo le mani Palermo New York 1958 con due donne che sfidano lo strapotere mafioso siciliano e americano mettendo a repentaglio la vita propria e dei loro familiari. Virna Lisi e Sabrina Ferilli, nel ruolo delle protagoniste piangeranno lacrime amare sui corpi ammazzati di mariti, figli e parenti vari, il sangue scorrerà, i cadaveri sui quali i boss mafiosi e i loro sicari infieriscono spietatamente, rappresenteranno il filo che lega la fiction con la cruda realtà della cronaca quotidiana.

Subito dopo il commissario Domenico Calcaterra (Marco Bocci) in Squadra antimafia 5 dovrà vedersela con i criminali che lo hanno imprigionato e che stavano per farlo morire. La lotta contro la mafia continuerà anche su altri fronti in quanto la nuova stagione della serie procede su filoni differenti. Calcaterra incarna il poliziotto che combatte ed è un personaggio positivo, ma non sempre il confine tra il bene e il male sarà così netto e distinto.

Questo accade in molti prodotti nei quali i protagonisti subiscono evoluzioni nel corso della vicenda, assumendo connotati migliori o precipitando all’improvviso nella cattiveria più spietata. Un elemento che cattura la curiosità e il voyeurismo del pubblico e incita a seguire le puntate successive sull’onda di una suspense che i registi sanno accentuare molto bene.

E tra poco, sempre su Canale 5 arriverà un altro serial targato Taodue, come Squadra antimafia: si tratta di Le mani dentro la città, che punta i riflettori sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia. La ‘ndranghera sarà protagonsita,questa volta su Rai1,  della fiction L’assalto, protagonsita Diego Abbatantuono, regia di Ricky Tognazzi. Attesissima è anche la miniserie ispirata alla vita di Don Diana, il prete anticamorra che venne trucidato a Casal di Principe il 19 marzo del 1994, fuori della Chiesa di cui era il parroco.  La camorra mostrerà tutta la sua faccia spietata e brutale nella serie Gomorra, attualmente in preparazione per Sky. La serie è tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano ma segue dei filoni differenti da quelli su cui si è soffermato il film diretto da Matteo Garrone e interpretato da Tony Servillo che si chiamava proprio Gomorra.

A quali fattori è dovuta l’escalation di ascolti che sta interessando le fiction a sfondo malavitoso? Quasi sicuramente è stato il moltiplicarsi di casi realmente accaduti e puntualmente documentati ogni giorno dai mass media, notiziari e talk show, a scatenare la curiosità per il genere. Con in più l’aggravante che molto spesso i legami tra la fiction e la realtà sono estremamente stretti e molte situazioni sembrano passare dal set alla cronaca e viceversa, in un alternarsi di colpi di scena molto discutibili in entrambi i casi.



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