A questo punto il conduttore entra nelle stanze chiuse al pubblico, mostrando la tomba di Papa Paolo II. L’esplorazione prosegue con il modello della “Basilica mai costruita”, il cui progetto venne affidato a Michelangelo: si tratta di un progetto iniziale, mai realizzato, di cui viene appunto mostrato il modello.
Concluso questo segmento, lo speciale intitolato a Madre Teresa di Calcutta entra nel vivo.

A 36 anni, dopo aver insegnato lettere in una congregazione religiosa, “la seconda chiamata”: il Signore, avrebbe raccontato, le chiedeva di uscire per andare dove c’era ancora più bisogno. Era il 10 settembre 1946.

Non solo: le telecamere si spostano ora a Calcutta, per raccogliere le testimonianze di donne che sono state tra le prima bambine ad essere tolte dalla strada.

L’ospizio a Khalighat venne sostenuto dalle autorità sanitarie; al contrario dei sacerdoti indù, i quali non approvavano l’idea di una suora cattolica che si inserisse in un luogo simbolo dell’induismo. L’ospizio era luogo di ricovero per dare dignità alla morte di tutti quegli emarginati che finivano i loro giorni sulle strade.



La figura della santa viene ulteriormente delineata da Suor Amata: mai dubitato sull’esistenza di Dio. Grazie all’esempio di Madre Teresa, il suo ordine non soffre alcuna crisi delle vocazioni.


Il 5 settembre 1997 la vita di Madre Teresa giunge al termine. La omaggiano fedeli di ogni religione, a Calcutta la tomba è divenuta meta di pellegrinaggio.
Giacobbo rimane sempre in ambito religioso, ma per il prossimo segmento si concentra su Lourdes e le apparizioni a Bernadette.

Delle tante presunte apparizioni mariane, la Chiesa ne ha riconosciute solo 17: tra queste, c’è proprio la visione di Bernadette. Giacobbo entra nella grotta in cui sarebbe avvenuto il fatto.
La scienza non può stabilire l’esistenza dei miracoli, però può accertare quando un caso non può essere spiegato dalla scienza: è quanto avvenuto con le guarigioni di Lourdes. Il conduttore ripercorre alcuni casi, facendo tappa ad Efeso.
La puntata si conclude da dove era iniziata, da Piazza San Pietro: Giacobbo ringrazia i suoi collaboratori, soffermandosi in particolare sulla musica originale e la produzione che ha lavorato per ottenere i famosi “permessi speciali”.
Il ciclo estivo di Voyager termina qui.

