La serie televisiva Le libere donne torna su Rai 1 con l’attesissima seconda puntata, in onda martedì 17 marzo 2026 in prima serata. Questa fiction di grande impatto emotivo trae ispirazione dalla storia vera dello psichiatra e scrittore Mario Tobino. Il racconto esplora con estrema sensibilità il microcosmo degli ospedali psichiatrici italiani durante il drammatico periodo della Seconda guerra mondiale, focalizzandosi in particolare sulle storie di sofferenza e resilienza delle donne ricoverate.
Il protagonista, interpretato da un intenso Lino Guanciale, incarna un medico pioniere che sceglie di ascoltare le sue pazienti invece di limitarsi a contenerle. In questo nuovo appuntamento, il dottor Tobino si ritrova sempre più coinvolto nelle esistenze tormentate che popolano i corridoi della struttura, mentre fuori i venti di guerra soffiano impetuosi. Il medico vive un profondo conflitto interiore, diviso tra il dovere morale di proteggere la fragile Margherita e il ritorno di una passione travolgente per Paola Levi Olivetti.
La trama della seconda puntata de Le libere donne
In questo secondo episodio, la tensione raggiunge livelli altissimi quando Mario Tobino interviene con prontezza per sventare l’aggressione dell’infermiere Beppe contro Margherita. L’evento segna l’inizio di un calvario giudiziario per la donna, che deve affrontare un’udienza in tribunale cruciale per il suo futuro. Davanti al giudice, Margherita compie un atto di estremo coraggio denunciando le terribili violenze subite tra le mura domestiche per mano del marito, sperando di ottenere finalmente giustizia e libertà.
Purtroppo, il sistema si rivela sordo al suo grido di aiuto e nessuno le concede credito. Questa profonda ingiustizia provoca in Margherita un crollo emotivo devastante che culmina in una reazione violenta contro il coniuge, peggiorando drasticamente la sua posizione legale. Una volta ricondotta forzatamente in ospedale, la donna subisce il trauma delle sedute di elettroshock, sprofondando in uno stato di depressione apatica. Tobino, mosso da un legame che va oltre il rapporto medico-paziente, rifiuta di arrendersi e avvia una ricerca disperata verso terapie alternative più umane.
Tra Mario Tobino e Paola Levi Olivetti si riaccende la passione
Parallelamente al dramma individuale di Margherita, l’istituto psichiatrico diventa teatro di una rivolta violenta. Le pazienti, spinte dalla fame cronica e dalle condizioni di vita ormai disumane, chiedono dignità. Il direttore Roncoroni tenta invano di mediare con le autorità per ottenere rifornimenti alimentari, scontrandosi con la burocrazia di un Paese al collasso. Nel frattempo, Paola Levi Olivetti, ex fiamma di Mario, riesce miracolosamente a scampare a un rastrellamento nazista nelle vicinanze.
L’incontro tra i due ex amanti sprigiona una scintilla immediata, confermando che il loro sentimento è sopravvissuto al tempo e alle avversità. Tuttavia, la felicità per il ricongiungimento dura poco: l’irruzione dei soldati nazisti nell’ospedale getta tutti nel terrore. I militari setacciano ogni cella e ogni reparto alla ricerca di una donna ebrea che sospettano trovi rifugio proprio tra le pazienti, costringendo Tobino a compiere scelte etiche pericolosissime per salvare vite umane.
Il cast della seconda puntata de Le libere donne
La fiction brilla grazie a un gruppo di attori capaci di restituire la complessità psicologica dei personaggi di Tobino. Ecco i protagonisti principali:
- Lino Guanciale: interpreta con maestria lo psichiatra Mario Tobino.
- Grace Kicaj: presta il volto alla sofferente e coraggiosa Margherita.
- Gaia Messerklinger: incarna l’affascinante Paola Levi Olivetti.
- Riccardo Goretti: interpreta l’infermiere Beppe.
- Paolo Giovannucci: ha il ruolo del Direttore Roncoroni.
Dove è girata Le libere donne
La produzione ha scelto di rispettare la fedeltà storica ambientando le scene principalmente a Lucca, città natale dello scrittore. Il set ha ridato vita ai luoghi reali che ospitarono l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, dove Tobino lavorò per decenni. Oltre al centro storico lucchese, le riprese hanno toccato varie località della Toscana, utilizzando antiche ville e strutture d’epoca per ricostruire minuziosamente l’estetica e l’atmosfera degli anni Quaranta.


