Martedì 24 marzo si celebra il centenario della nascita di Dario Fo. Artista spesso provocatorio ma sempre geniale, è ricordato dalla televisione italiana e non solo.
Centenario Dario Fo, un rapporto fra luci e ombre con la televisione
Nato nel 1926, è cresciuto in una famiglia intellettualmente vivace. Dario Fo passava gran parte della sua infanzia insieme al nonno, che lo intratteneva con storie e racconti appresi dai viaggiatori. I cosiddetti affabulatori di paese, dunque, che, a decenni di distanza, hanno avuto un peso enorme nella narrativa di Fo.
Al termine della seconda guerra mondiale, Fo ha conseguito il diploma all’Accademia di belle arti di Brera di Milano e, nel ’50, ha iniziato a lavorare in Rai, come attore ed autore della Compagnia di rivista di Milano. Negli anni ’60, Fo ha continuato a lavorare sulla TV di Stato, sia come autore che come conduttore, insieme alla moglie Franca Rame, con la quale, nel frattempo, ha fondato la Compagnia Dario Fo-Franca Rame.
Ma è a Canzonissima ’62 che il rapporto tra Dario Fo e la televisione si è incrinato profondamente. I conduttori erano Fo e Rame, che avevano deciso di alternare i brani ai monologhi satirici su temi come la mafia e la sicurezza sul lavoro. La censura Rai, con il passare delle settimane, si è fatta sempre più forte, fino alla rottura definitiva, con i due che avevano deciso di non presentare più il format proprio nel bel mezzo dell’edizione.
L’impegno a teatro, fino al Premio Nobel
La carriera di Dario Fo si è sviluppata, da questo momento in poi, soprattutto a teatro. Con Franca Rame, Massimo De Vita, Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi ha fondato il gruppo Nuova Scena, con il quale Fo ha portato avanti, come un mantra, il suo credo: riportare il teatro vicino al popolo, con prezzi simbolici e rappresentazioni effettuate al di fuori dei grandi palcoscenici.
In questi anni ha debuttato Mistero Buffo, una delle opere più importanti mai realizzate dall’autore. Quest’ultimo, nel corso degli anni, ha mantenuto lo stile che lo ha contraddistinto sin dagli albori della carriera: satira pungente, temi attuali ed critiche, più o meno forti, alle istituzioni ecclesiastiche. Fervente sostenitore dell’idea che il teatro debba parlare della società al popolo, al punto da definirsi un giullare, ha recuperato il grammelot, tecnica basata sull’emissione di suoni che imitano una lingua, in precedenza utilizzata da Charlie Chaplin.
Fra gli anni ’70 ed ’80, Fo ha realizzato altre opere molto note, come Morte accidentale di un anarchico ed Il Papa e la Strega. Nel 1977, a quindici anni di distanza dall’ultima volta, l’autore è tornato in Rai con Il teatro di Dario Fo, programma di Rete 2 nel quale ha avuto la possibilità di far conoscere, al grande pubblico, le sue principali opere.
Sempre sul piccolo schermo, ma nell’89, ha recitato nello sceneggiato I Promessi Sposi. Fo, scelto per interpretare l’Azzecca-garbugli, è l’unico attore a rifiutarsi di recitare in inglese, motivo per il quale è assente nella versione internazionale. Nel ’97 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura, riconoscimento che, prima di lui, era andato ad un altro drammaturgo italiano, ovvero Luigi Pirandello nel ’34.
Centenario Dario Fo, la programmazione tv per ricordarlo
Dopo la vittoria del Nobel, Dario Fo ha alternato ospitate sul piccolo schermo ai romanzi. Il primo, scritto nel 2014, è intitolato La figlia del Papa, mentre il secondo, pubblicato nel 2016, è chiamato C’è un re pazzo in Danimarca. Nel 2016, a 90 anni, è morto per una crisi respiratoria.
Il 24 marzo, in occasione del centenario della sua nascita, la televisione omaggia Dario Fo. Su Rai Storia, dalle 12:10, parte il documentario Dario Fo un magnifico affabulatore, mentre dalle 14:15 spazio allo speciale Passato e presente intitolato Il “Mistero Buffo” di Fo. La verità del giullare. Su Rai Radio 3, dalle 23:00 all’interno di Radio3 Suite, sono in onda Un mentitore onesto, Dario Fo e l’invenzione della tradizione, con Guido di Palma e Lorenzo Pavolini. Il 26 marzo, dalle 22:30, il Teatro di Radio3 propone l’ascolto di Ruzzante di Dario Fo. Il 29 marzo, infine, La grande radio permette di sentire Hellequin, Harlekin, Arlecchino e Mistero buffo, con l’introduzione dello stesso Fo.

