The Voice 2: il punto della situazione al termine delle blind audition


Le nostre considerazioni al termine della prima fase del programma


La prima fase di “The Voice Of Italy” è giunta al termine. Dopo cinque puntate di “blind audition” i coach hanno formato le proprie squadre da cui perderanno, strada facendo, sempre più concorrenti fino all’ultimo appuntamento, durante il quale scopriremo il vincitore di questa seconda edizione. Prima che la gara entri nel vivo con le sfide dirette all’interno di ciascun team vogliamo fare qualche considerazione su quanto visto fino ad ora.

 

Il livello dei partecipanti è mediamente alto, stando a ciò che è stato trasmesso in tv, con una concentrazione maggiore di grandi talenti nel primo appuntamento, forse per catturare da subito i telespettatori. Molti concorrenti, non più di primo pelo, vengono da una lunga gavetta e spesso anche da altre esperienze importanti, come il talent “Amici” e la categoria “nuove proposte” del Festival di Sanremo. Si tratta di artisti che non sono riusciti a sfondare e cercano in “The Voice” un’altra, forse l’ultima, opportunità. A questo proposito ricordiamo il provino della cantante dei Jalisse, che non solo non è stata riconosciuta al momento dell’esibizione, ma non ha neppure convinto alcun giudice. 

 

Raffaella Carrà a The Voice 2

 

Il quartetto Pelù, Carrà, J-Ax e Noemi qualche volta ha sacrificato voci che meritavano di essere riascoltate (Tatiana della prima puntata e Forlenzo della quarta) in favore di altre più convenzionali; in linea di massima però bisogna riconoscere ai coach un buon lavoro di selezione.

Piero Pelù

 

Piero Pelù anche quest’anno si è fatto conquistare dalle voci più rock, mettendo a segno più di una volta grandi colpi come l’acquisto di Claudia, tra le migliori di ieri sera con l’esibizione di Wish You Were Here.

 

Raffaella Carrà è stata guidata dall’istinto e ha scelto concorrenti di diversa estrazione musicale. Forse sull’onda dell’entusiasmo, o perché non aveva sempre le idee chiare sulla tipologia di talento che stava cercando, è stata quella dal “pulsante” più facile. Molte volte infatti l’abbiamo vista voltarsi dopo pochi secondi e ripetere frasi di apprezzamento standard e preconfezionate. 

 Suor Cristina a The Voice 2

J-Ax è la vera sorpresa di questa edizione: animo sensibile e giudice che sa quel che vuole, nel suo team ha accolto quelli da lui definiti “losers”, i perdenti, coloro sui quali non è facile puntare. Tra di loro però c’è anche Suor Cristina, la rivelazione mediatica del programma: la sua esibizione ha fatto il giro del mondo e, almeno televisivamente parlando, è un grande asso nella manica. «Ho un dono e ve lo dono», questo è il motto della suora che vuole parlare ai giovani e ha scelto il mentore secondo lei più adatto a tale scopo. Sulla bellezza del messaggio di cui si fa portatrice non c’è da discutere, ma se non si fosse presentata con il velo il clamore nato intorno a lei si sarebbe ridotto a zero. La speranza è che il suo percorso all’interno del programma non sia condizionato dall’essere diventata un personaggio televisivo che può mantenere alta l’attenzione sullo show. 

J-Ax

 

Infine Noemi, quest’anno più esigente e difficile da accontentare rispetto all’anno scorso. Alla sua corte ci sono grandi voci e personalità piuttosto definite, oltre a due fuoriclasse come Gianna e Stefano. 

 

Con questa corposa carrellata di casting abbiamo capito ancora una volta che in Italia la materia prima c’è, pure in abbondanza. Il problema riguarda gli inediti: c’è un grande bisogno di belle canzoni che riescano a valorizzare i giovani artisti. Fino a che non si lavora seriamente su nuove produzioni con un team di spessore – che non per forza deve coinvolgere firme prestigiose della musica italiana i talenti emergenti verranno ingiustamente soffocati dalla mediocrità di pezzi che non faranno mai decollare le loro carriere. Di ragazzi a cui offrire una seria opportunità quest’anno ce ne sono diversi (i già citati Stefano, Gianna e Claudia su tutti): ci auguriamo che non vengano bruciati come molti altri prima di loro.



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