Connect with us

Cultura - programmi culturali in TV

Stanotte a Pompei | Alberto Angela racconta l’eruzione del Vesuvio | la diretta

Alberto Angela ci guiderà in prima serata su Rai 1, nelle ore precedenti l'eruzione del Vesuvio che seppelli la città di Pompei. Una serata d'inchiesta storica che ha reso una tragedia un mito.
Simone Lucidi

Pubblicato

il

Alberto Angela ci guiderà in prima serata su Rai 1, nelle ore precedenti l'eruzione del Vesuvio che seppelli la città di Pompei. Una serata d'inchiesta storica che ha reso una tragedia un mito.
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

A tra poco con la diretta.

Inizia Stanotte a Pompei, questa sera si va in uno dei luoghi più affascinanti dell’archeologia e della storia mondiale. Alberto Angela è dentro la città di sera, senza turisti, è da solo per le strade desolate, per raccontarci l’ultima notte di Pompei.

Entra Giancarlo Giannini, che interpreta Plinio il giovane, quando Pompei bruciò lui era presente in un altra città e raccontò l’accaduto.

Pompei prima della sua fine era una città in crisi e senza acqua, le terme erano spente. Era un  momento di crisi, per il susseguirsi di terremoti. Angela ci riporta in quella sera con una ricostruzione video, le persone erano molto preoccupate, ma continuavano con la loro vita di tutti giorni e prima del disatro erano in giro per fare la spesa.

Alberto Angela ha in mano un sesterzo dell’epoca, che sicuramente sarà stato usato quella notte. Questa è una deduzione degli studiosi, perchè negli scavi dell’eruzione furono rinvenute molte monete per le strade. Prima dell’evento infausto gli ignari pompeiani, parlavano dei segnali della natura che non promettevano nulla di buono.

Arriva un altro ospite Marco D’Amore, che racconta l’altra faccia di Pompei quella più sporca, la vita notturna pericolosa e le risse negli anfiteatri. Angela racconta che un ritrovamento ad Ercolano svelò un omicidio d’impeto, dentro una giara, c’era un uomo senza testa e sotto molte armi da taglio seppellite con lui.

Questa è la faccia più dark dell’impero romano. Marco poi racconta di una attrice di nome Novella, che era il nome di donna più scritto sulle pareti della città, perchè era la più richiesta e ricercata donna di tutta la zona e fuori.

Angela ci porta in una casa di piacere dell’epoca, dentro ci sono dei quadretti che rappresentavano scene erotiche, sui muri c’erano scritti i nomi delle prostitute schiave.

Ormai è notte fonda a Pompei, entriamo nelle domus dell’epoca. I romani venivano circondati dall’amore e dalla bellezza, gli affresci erano dedicati al disastro di Troia, i colori illuminavano le stanze.

Nella parte privata della domus c’era un eden privato, fatto di fiori animali e frutti. Dentro le stanze sono stati ritovati dei busti dedicati ai loro avi. In questa ultima notte di Pompei tutto tace, ma un violino rompe il racconto di Alberto, il suono è del violista Uto Ughi, che suona dentro l’anfiteatro pompeiano. Uto racconta di Mozart che da giovane visitò Napoli e Pompei, ne rimase colpito e in particolar modo del tempio di Iside, che lo ispirò per la sua ultima opera Il flauto magico. La soprano Maria Sardaryan  canta la famosa opera nell’incantato anfiteatro.

Si fa mattina, i romani erano ignari di quello che sarebbe successo, il Vesuvio all’epoca non si vedeva. I Pompeiani vedevano un altro monte vicino al Vesuvio, era un altro vulcano che fu demolito, oggi ne rimane solo una cresta dal nome Monte Somma. Un affresco nella città racconta come era formato il monte, era coperto di vegetazione e nel punto dell’eruzione non sappiamo cosa ci fosse. Loro pensavano che era un amico e invece al suo interno si nascondeva un tremendo killer.

Angela racconta che i ricchi se ne andarono dalla città prima dell’eruzione, perchè stufi delle varie calamità vendettero le loro ville. Al loro posto arrivarono altri ricchi o schiavi arricchit, che rilevarono queste ville e le fecero diventare delle specie di agriturismi.

Vittorio Storaro vincitore di più premi Oscar, come cienematographer, racconta dei colori di Pompei della passione di quel rosso, che trasuda vita anche oggi che tutto tace. Nella antichità c’era la possibilità di avere molti colori, le statue erano dipinte e non come sono arrivate a noi. “Abbiamo un pò perso oggi la conoscienza del colore e di come usarlo nella nostra vita e nelle nostre abitazioni, il matrimonio tra luce ed ombre, fa dei figli che si chiamano colori“- afferma Storaro.

Alberto ci porta a vedere ora le argenterie del tempo, capolavori assoluti della tecnica a sbalzo, sembrano fatte con al tecnologia di oggi. Nella caserma dei gladiatori, vennero ritrovati molto resti umani, perchè si erano nascosti durante l’eruzione.

Vennero rinvenuti anche gli oggetti indossati dai gladiatori, l’elmo da legionario modificato e il gladio. Dentro le cassaforti rinvenute si celavono i gioielli dell’epoca, che colpiscono subito per la loro modernità e genialità. L’oro veniva usato dalle donne, per la bellezza e la seduzione, molti bracciali erano fatti a serpente, che avevano un simbolismo scaramantico.

Nei quadretti erotici, le donne venivano disegnate senza veli, ma ricoperte d’oro. Angela si sposta in un piccolo cortile dove crescevano le piante e dove vicino c’era una piscina olimpionica. La villa in questione viene attribuita a Poppea, la famiglia di lei era di origine pompeiana ed è plausibile che avesse una villa a Pompei.

Una storica racconta dei costumi di Poppea molto liberi e molto moderni, una donna di potere però fatta passare come donna dissoluta e scorretta. Dopo la morte di Nerone venne infangata, ma ultimamente gli storici stanno riabilitando la sua figura.

Arriviamo nella piazza centrale della città, siamo vicino al tempio di Giove, gli abitanti si sentivano spaesati quella mattina, vedevano un monte bianco, noi sappiamo ora che era cenere ma loro no. Il disastro era vcino ma loro non ne erano consapevoli, l’eruzione improvvisa li porta nel panico. La gente si dirige verso le strade e vedono un esplosione di detriti mai vista, molti non sapevano nemmeno cosa fosse un vulcano.

Angela intorrompe il racconto della fine di Pompei, mostrandoci ancora una città goliardica come docomentano altri affreschi. Sono stati ritrovati dei vasetti con dei colori dentro, usati per ritinteggiare le abitazioni. Questi esempi di Angela sono per far capire che la popolazione svolgeva la loro vita durante la tragedia, mentre la gente scappava lasciava i loro oggetti per la strada, i panettieri scapparono lasciando i pani nei loro forni.

Plinio il giovane racconta che ci fu un espolsione che portò un fungo fatto di cenere e polvere elevarsi verso l’alto. Lo zio incantato da questa vista, volle avvicinarsi a questa scena cosi accattivante, Plinio decise di non andare e si salvò. Gli abitanti pensarono che questo fungo era un cattivo presagio e decisero di andare verso il mare, poi sentirono come un ticchettio, erano le pomici che cadevano dall’alto.

Comincia una vera e propria pioggia mortale, che colpiva i pompeiani increduli, i quali cercavano di nascondersi, ma venivano lapidati vivi. Le case iniziano a crollare per il peso delle pomici, le quali non colpivano solo la terra e le case, ma acnhe il mare e le navi, come quella dello zio di Plinio.

Sono passate 12 ore dall’inizio dell’eruzione e Pompei è quasi ricoperta di lapilli, ci spostiamo per un attimo ad Ercolano che è più vicina al vulcano, ma i lapilli non la raggiungono per la sua vegetazione, ma anche questa città morirà tra atroci sofferenze e lo vedremo.

Ercolano era una città più piccola rispetto a Pompei, la perla del golfo veniva chiamata, le ville erano di lusso, ma con più classe rispetto a Pompei. Angela si trova al decumano classico, il viale principale della città, dove si solgeva la vita di tutti i giorni. Ci dirigiamo verso la spiaggia dove la gente si era rifugiata per sfuggire dalla catostrofe, perchè era il posto più lontano dal vulcano e speravano nell’ arrivo delle navi, ma non arrivò nessuno per colpa delle condizioni del mare sfavorevole.

Nel mentre, il fungo di fumo collassa e crolla come una valanga a 100 km orari con una temperatura interna di 600 gradi, che arriva come una tempesta sulla spiaggia e uccide tutti. La corrente piroplastica si è depositata e lo scenario che troviamo è stranissimo, silenzioso solo con il rumore del mare in sottofondo.

La gente rimase sotto come in una morte improvvisa, in un modo tremendo. Dagli scheletri si evince anche dell’esplosione dei crani per l’ebollizione dei cervelli. Ercolano venne completamente ricoperta di macerie, entriamo in un palazzo della città per capire la potenza dell’eruzione, dentro le terme in ricostruzione c’è una corrente piroplastica cementata, che gli archeologi hanno deciso di lasciare per far capire il volto del mostro che ha inglobato tutto.

Si vede un altra finestra con una corrente piroplastica, che entrò violentemente nelle treme e distrusse tutto. Torniamo a Pompei che ancora non è distrutta, non sanno che Ercolano non esiste più. Pompei e ricoperta dai 3 ai 6 metri di lapilli, in quelle ore i pompeiani cercavano di sopravvivere, e capiscono piano piano che forse è il mometo di uscire da casa.

Quando escono trovano la fine del mondo, possono respirare poco e devono camminarie sulle macerie, avanzano cercando di sopravvivere, noi possiamo solo immaginare il loro animo. Arriva poi anche a Pompei questa corrente piroplastica, che l’attraversa velocemente. Poi il vulcano crea una seconda ondata decisiva, che abbatte i muri.

In pochi minuti le strade di Pompei si trasformarono in cenere liquida che avvolge le persone, mentre cercano di fuggire e grazie agli archeologi oggi possiamo vedere come le persono sono state sepolte vive.

I corpi di queste persone raccontano un tentativo di sopravivvere, un immagine iconica e il resto di un uomo, che cerca di rialzarsi come un pugile che non vuole mollare. Le statue che possiamo vedere oggi non sono statue ma persone, come cristallizate dal tempo.

Come è possibile che dei corpi si possono conservare così in duemila anni. A Pompei non arrivò della vera e propria lava, ma una cenere quasi lquida che iglobò i corpi incenerendoli all’interno, ma che prende subito la forma del corpo. Gli archeologi hanno colato del gesso in queste forme vuote e hanno realizzato questi calchi.

Plinio il giovane, racconta gli ultmi atti di Pompei e dello zio che avvelenato dalla polveri, morì sulla spiaggia. Il giorno dopo lo trovarono intatto come addromentato e Pompei era scomparsa come svanita. Angela racconta che dopo poco arrivarono i primi soccorsi, che trovarono la distruzione.

La costa era arretrata e quindi non c’era più motivo di ricostruire e abbandonarono questa città, fu quasi dimenticata fino al Medioevo. Un pezzo della storia era rimasto giù come in un oblio definitivo.

Noi sappiamo tutto questo si grazie agli archeologi, ma grazie sopratutto agli scritti di Plinio il giovane, che raccontò questa magnifica storia maledetta. Oggi ci sono visatatori da ogni parte del mondo che vogliono visitare Pompei, perchè quando si respira questa aria e come se tutto fosse sospeso e la genta non sia morta, ma si sia nascosta.

Stannotte a Pompei termina qui.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nato alla fine degli anni ‘80. Da sempre appassionato di musica, trascorre ore nei negozi di dischi alla ricerca di pietre miliari ed album di nicchia. I suoi interessi spaziano in un turbinio caleidoscopico: storia, sport, poesia, cinema, televisione... e molto altro ancora. Comico nella vita ma non di mestiere, nei suoi pensieri vede il mare ma non lo tocca, perché una lacrima è sempre pronta.

Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura - programmi culturali in TV

Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

Pubblicato

il

Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Cultura - programmi culturali in TV

La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

Pubblicato

il

La Traviata film opera
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Cultura - programmi culturali in TV

Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

Pubblicato

il

Via Crucis 2021 diretta Rai 1
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement

Seguici su:

Di tendenza

Maridacaterini.it è una testata giornalistica iscritta al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015 - P.Iva 05263700659 – Tutti i diritti riservati

Copyright © 2021 www.maridacaterini.it