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Cultura - programmi culturali in TV

Firenze e gli Uffizi 3D, il film d’arte di Sky nei cinema per le scuole

La proiezione del film d'arte, coprodotto da Sky, nei cinema italiani con visione riservata alle scuole, il 21,22 e 23 marzo
Paola Pariset.

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La proiezione del film d'arte, coprodotto da Sky, nei cinema italiani con visione riservata alle scuole, il 21,22 e 23 marzo
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E sia detto subito che l’elenco – sempre aggiornato – delle città i cui cinema sono  a disposizione, per la proiezione del film alle scuole che ne faranno richiesta (fino all’11 marzo), è già sui siti www.istruzione.it, www.agiscuola.it, www.nexdigital.it.

firenze

Sarà meraviglioso vedere sul grande schermo le 150 opere d’arte della Galleria degli Uffizi in rari dettagli, e luoghi e siti celebri della città centro del Rinascimento italiano, Firenze, in ottiche insolite, come piazza della Signoria alle prime luci dell’alba. Il programma è stupendo ed ha un peso culturale e pedagogico straordinario, sostenuto da Gabriele Toccafondi, Sottosegretario di Stato del predetto Ministero: entro il programma di Sky Arte “Italia. La Scuola del Bello”, la proiezione del film “Firenze e gli Uffizi 3D” apparirà come un fiotto di luce stordente, anche se colui che spiegherà i capolavori, Antonio Natali direttore fino al 2015 della Galleria, si raccomanda di mantenere dinanzi ad essi un atteggiamento puramente e prudentemente conoscitivo.

primavera botticelli

Non è facile: soprattutto dinanzi a “La Primavera” (1482) del Botticelli, che stranamente per gli organizzatori ha a che vedere con quella metereologica, mentre in essa non c’è nulla di fisico, di materialmente percepibile, ma molto di astratto, di mentale, di metafisico, secondo il pensiero neoplatonico del Quattrocento umanistico. L’oro che vi splende a scaglie come in un’opera sacra, l’immatarialità gemmea delle creature mitiche, delle Grazie, di Flora, di Clori, l’irrealismo degli infiniti fiori, alludono all’Amore spirituale neoplatonico, che separato dai sensi conduce a Dio. Mentre non sfugge a nessuno un ulteriore, velato e sovrapposto  accenno alla Vergine Maria, nella Venere posta al centro sotto un’aureola di arbusti, recante in seno già il suo frutto divino. Opera complessa è questa, al cui fascino tutto mentale non è facile sottrarsi. Ma agli Uffizi, tornerà presto, dopo il restauro, l’incompiuta “Adorazione dei Magi” di Leonardo contemporanea della “Primvera” del Botticelli, altro mistero dell’Umanesimo intellettualistico fiorentino.

 leonardo adorazione

La smunta Vergine col Bambino, verso cui gravitano ma con moto centrifugo i Magi, nel bianco-nero dell’abbozzo, nel vorticare di cavalli al galoppo, di scalèe apparentemente dirute, pareva centro di un perenne mutare degli eventi e del cosmo, denunciandone una dimensione immanente. Ma il restauro eccezionale ha ritrovato velature di colore e di luce: sulle scalèe sono comparsi operai intenti a costruire, e tutto il senso dell’opera cambia, diviene sforzo di ricostruzione, spinta alla rinascita, ‘furor’ generato dalla nascita divina.

Se Leonardo è figura centrale del Rinascimento, nella sua ansia di conoscenza e di studio dell’infinità della Natura e del suo eterno trasformarsi, Michelangelo è colui che denunzia l’illusione della centralità dell’uomo nell’universo, titano sconfitto nella sua fuga dalla materia bruta, per raggiungere nella smaterializzazione la sfera del Trascendente.

michelangelo atlante

I suoi giganti – i Nudi della Cappella Sistina, i Prigioni (per la tomba di Giulio II), che in uno sforzo titanico cercano di liberarsi dalla materia per ascendere  a Dio – trovano la più alta espressione nelle sculture dell’Accademia di Firenze: il non-finito dei blocchi marmorei michelangioleschi esalta lo sforzo dei corpi umani per liberarsi dalla fisicità, e lo scalpello si ferma lì dove la forza umana anche si arresta (ad esempio nel Prigione detto 1Atlante’), perché l’uomo è impotente, può salvarlo solo Dio, con la sua grazia (le posizioni di Michelangelo sono vicine al Luteranesimo).

caravaggio medusa

 

Immense le richezze degli Uffizi, della Pinacoteca Pitti, di Firenze tutta, anche oltre il Rinascimento: del senso dell’orrido amplificato dal Barocco, dà misura la “Testa di Medusa” (1598) del Caravaggio, tela applicata ad uno scudo convesso producente effetti ottici di concavità, destinato alle Armerie dei Medici. Medusa ha occhi fuori della testa, nell’attimo in cui Perseo le mozza il capo, dal quale escono spruzzi di sangue, e su cui sibilano i serpenti al posto dei capelli. La lucidissima pittura del Caravaggio enfatizza la realtà dell’orrido, che nega per sempre il Bello umanistico e tutti i miti del Rinascimento.

Questo filmato portato sul grande schermo, affidato alle soluzioni tecnologiche delle riprese di Sky 3D, che conducono lo spettatore entro gli spazi museali, sarà strumento ideale per  giovani in formazione, dinazi al Bello che è il simbolo stesso dell’Italia.


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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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