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Cultura - programmi culturali in TV

Ulisse-Il piacere della scoperta | Diretta puntata 6 ottobre 2018 | La storia di Cleopatra

Ulisse-Il piacere della scoperta | Diretta puntata 6 ottobre 2018 | La storia di Cleopatra. La Regina Cleopatra, il suo fascino, il potere, la storia travagliata con Giulio Cesare e Marco Antonio. Dalle 21:25, su Rai1, ne parlerà la seconda puntata di Ulisse. Seguite con noi la diretta
Alessandro De Benedictis

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Ulisse-Il piacere della scoperta | Diretta puntata 6 ottobre 2018 | La storia di Cleopatra. La Regina Cleopatra, il suo fascino, il potere, la storia travagliata con Giulio Cesare e Marco Antonio. Dalle 21:25, su Rai1, ne parlerà la seconda puntata di Ulisse. Seguite con noi la diretta
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La prima puntata di Ulisse di sabato scorso era stato un viaggio nella Cappella Sistina per comprendere il Rinascimento. Un esordio accolto bene anche dal pubblico, con buoni risultati negli ascolti.
È la prima serie di Ulisse-Il piacere della scoperta ad andare in onda su Rai1 dopo le ottime annate su Rai3 e sarà un composta da quattro puntate. Le ultime due parleranno della Shoah e delle Principessa Sissi.

Seguiamo insieme la diretta.

Alberto Angela spiega in apertura che, a dispetto della sua importanza, sappiamo ben poco di come fosse Cleopatra fisicamente.
Le prime immagini sono suggestive e sono del Colosseo di Roma, simbolo della potenza dell’Impero Romano. La puntata inizia da qui perché Cleopatra fu protagonista del passaggio dalla Repubblica Romana all’Impero Romano.
Fu dopo la morte di Giulio Cesare e Marco Antonio – entrambi sedotti da Cleopatra e protagonisti insieme a lei – che iniziò l’epoca di Ottaviano – poi rinominato Augusto – e la storia dell’Impero Romano.

Il momento in cui Luca Ward ci riporta nel film “Il Gladiatore”– recitando nuovamente la celeberrime battute che erano state di Russel Crowe e a cui aveva prestato la voce – accompagnato dalle musiche del film rivisitate dai “2 Cellos” è estremamente suggestivo. Poi il racconto riparte dall’Egitto e dalla grandiosità di una civiltà che ha influenzato tutta la storia umana.

“Su Cleopatra ci sono molti miti da sfatare”, dice Alberto Angela. Non era egiziana, ad esempio, bensì greca. Il suo nome significa “gloria del padre” in greco.
Quando Cleopatra diventò Regina, l’ultimo Faraone era morto 500 anni prima, quindi l’Egitto di Cleopatra era molto diverso, influenzato anche dai tanti invasori, tra cui proprio i Greci.
Nel complesso, erano tempi molto difficili per l’Egitto, proprio mentre si stava affermando la grandezza di Roma.
Nell’incontro con Giulio Cesare, andato in Egitto per fare sfoggio della sua potenza, riuscì a tenere testa all’Imperatore fino a sedurlo e a garantire un minimo di indipendenza dell’Egitto.
La loro allenanza venne suggellata da una gravidanza di Cleopatra, voluta con lo stesso Giulio Cesare.
Dal Museo Egizio di Torino – il più importante al di fuori dall’EgittoAlberto Angela ci fa conoscere uno dei busti più belli e rappresentativi di Cleopatra. È l’inizio del percorso di ricostruzione del suo volto e delle sue caratteristiche fisiche, sulle quali – a dispetto del mito – non ci sono certezze.
Alcune delle – rare – testimonianze dirette sul suo aspetto, mettono addirittura in dubbio l’avvenenza disarmante di Cleopatra.
I RIS dei Carabinieri hanno aiutato Ulisse a provare ad arrivare ad una ricostruzione credibile. Lo hanno fatto servendosi di raffigurazioni sulle monete, opere, testimonianze, elementi descrittivi sparsi negli scritti dell’epoca.
Sembra che il suo fascino, più che dalla sua apparenza fisica, venisse da una voce irresistibile, dalla sua intelligenza e dalle sue movenze.

Sempre nel Museo Egizio di Torino, c’è una mummia ottimamente conservata di un bambino egizio, che è il simbolo evidente dell’influenza classica sull’Egitto – sia greca sia romana – nel periodo di Cleopatra. Tra gli ornamenti pittorici della sua imbalsamazione, si può notare l’eloquente rappresentazione di una corona d’alloro, tipica del mondo classico, appunto.

All’epoca di Cleopatra, Roma era una città molto diversa da come la conosciamo. Non esistevano il Colosseo, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla. Era una città tutto sommato piccola, rispetto a come diventò successivamente.
Cleopatra arrivò a Roma insieme a Giulio Cesare. Fu accolta da quasi tutti come una vera star: la già grande Regina d’Egitto che era riuscita nell’impresa di sedurre Giulio Cesare. Anche perché arrivava a Roma con un Giulio Cesare trionfatore.Tuttavia, erano in molti a vederla con diffidenza.
Nel 46 a.C:, Cleopatra partecipò all’inaugurazione del Foro di Cesare, che consistette in giorni di festeggiamenti. Fu il momento in cui si sancì definitivamente il collegamento tra Roma e Alessandria d’Egitto.
La città di Palestrina (Roma) ospita un mosaico straordinario, una delle più belle e importanti testimonianze di questo periodo di vicinanza tra Roma e Alessandria. Rappresenta i 6mila chilometri del Nilo, con decine di scene di vita quotidiana lungo il fiume. Un vero e proprio manifesto della Civiltà Egizia.
Alberto Angela ci porta nella piazza del Foro Romano, dove la stessa Cleopatra venne accolta al pari dei grandi Imperatori.
A due passi da dove, il 15 marzo del 44 a.C., venne consumata la congiura contro Giulio Cesare, assassinato con 23 coltellate.

La salma di Giulio Cesare venne esposta al pubblico. Marco Antonio – il più fedele Generale di Cesare – tenne per lui un’orazione funebre che è considerata un capolavoro.
Gigi Proietti ne recita la versione che fu di Shakespeare, nella sua opera “Giulio Cesare”. Lo fa proprio nel Foro Romano: un momento emozionante.
Il dicorso accese la folla, che andò in cerca degli assassini di Giulio Cesare. Poi, si decise di cremare il corpo dell’imperatore direttamente nel Foro. Un atto proibito fino a quel momento.
Il punto esatto in cui venne cremato il corpo di Giulio Cesare è visibile ancora oggi, visto che proprio lì fu eretto un tempio.
Per Cleopatra, la morte di Cesare segnò la fine delle proprie ambizioni di diventare Regina di un Impero. A Roma aveva solo nemici, ormai era senza protezione in una città sull’orlo della guerra civile. Cleopatra, allora, tornò ad Alessandria con suo figlio.

L’eredità di Giulio Cesare viene rivendicata da Ottaviano e Marco Antonio.
I due si accordarono per dividersi l’lmpero, ma prima dovettero unirsi per sconfiggere Bruto e Cassio, i capi della cospirazione contro Giulio Cesare.
Marco Antonio riuscì nell’impresa e sembrava destinato ad essere l’unico successore di Giulio Cesare. Ricevette gli omaggi di tutti, tranne che di Cleopatra. Allora, andò in Egitto per “prenderseli”, ma fu sedotto dalla stessa Regina.
Alberto Angela – sempre nel Museo Egizio di Torino – ci fa conoscere anche gli strumenti, i trucchi, le parrucche tipiche grazie alle quali Cleopatra si prendeva cura del proprio aspetto, apparendo ancora più seducente.
Tra Antonio e Cleopatra ci furono un amore sincero e una passione travolgente.
Però, Marco Antonio era sposato con la sorella di Ottaviano. In tanti iniziarono a guardare Marco Antonio con sospetto. Si credeva che potesse spostare il centro dell’Impero ad Alessandria, per via di Cleopatra.
Ora Alberto Angela ci porta a conoscere la casa di Ottaviano, sul Colle Palatino. Oltre ad essere una villa molto bella, è anche il luogo dove Ottaviano visse per buona parte della sua vita e dove preparò la sua offensiva.

Ottaviano dichiarò guerra all’Egitto nel  31 a.C., poiché Marco Antonio voleva lasciare sua sorella e veniva dipinto come traditore di Roma. Nella Battaglia di Anzio, Cleopatra guidò le sue navi insieme a Marco Antonio per cercare di fermare Ottaviano.
Riuscirono
a battagliare in un primo momento e a raggiungere il mare aperto. Ma la battaglia venne vinta da Ottaviano e Marco Antonio vide distrutto sia il suo esercito che la reputazione. Anche la flotta di Cleopatra fu distrutta.Ottaviano sbarcò in Egitto per sconfiggere definitivamente Marco Antonio e Cleopatra. I soldati di Antonio si rifiutarono di combattere e la sconfitta divenne definitiva.
Cleopatra – che aveva messo tutte le sue risorse a disposizione della causa di Marco Antonio – annunciò il suo suicidio. Così spinse Marco Antonio a farla finita.
La sopresa fu che Cleopatra, in realtà non si suicidò, dimostrando di aver ingannato Antonio, pur amandolo molto. In un tentativo estremo di salvarsi e salvare l’Egitto, provò a sedurre Ottaviano.
Ma Ottaviano non cedette e le annunciò che doveva portarla a Roma come “trofeo”. Alla stessa Cleopatra, alla fine, non restò che suicidarsi con il morso di un serprente. L’Egitto diventò una Prefettura romana.
Nonostante questi eventi, la fama, la leggenda, l’intelligenza e il fascino di Cleopatra sono rimaste ugualmente intatte nei secoli.

Ora, Alberto Angela fa ammirare un busto di Cleopatra tenuto nel Museo Egizio di Torino. Un busto prezioso e particolare, perché dà un’immagine diversa della Regina d’Egitto, con molti tratti greci.
I tratti di questo busto sono diversi da quelli con cui è stata rappresentata di solito Cleopatra. Proprio queste particolarità, farebbero pensare che sia effettivamente contemporaneo alla fine dell’Epoca Tolemaica in cui visse Cleopatra. Insieme ad altri indizi, ciò testimonierebbe che è uno dei busti più fedeli alla vera immagine di Cleopatra.
Christian GrecoDirettore del Museo Egizio di Torino – spiega la fondatezza di questa ipotesi, su cui si stanno facendo gli accertamenti del caso.

Alberto Angela chiude la puntata riassumendo tutti gli elementi che fanno di Cleopatra una delle figure grandiose della storia di tutti i tempi.
Il suo carattere, la sua intelligenza, il suo fascino: una vita che ha segnato il tempo e tutto il futuro del mondo occidentale. Dalla vittoria di Ottaviano, tutta la storia dell’Occidente ha preso una via diversa.

Chiudono i 2 Cellos, reinterpretando con i loro violoncelli le musiche di “Game of Thrones”.

Finisce così una puntata molto bella di Ulisse-Il piacere della scoperta.
Tutto è stato curato nei dettagli con una produzione evidentemente di altissimo livello. A parte una fase centrale del racconto, più lenta, la puntata si è aperta e chiusa con atmosfere particolarmente appassionanti. Un prodotto televisivo con pochi eguali.

Ulisse torna sabato prossimo, con la puntata dedicata alla Shoah.


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Cultura - programmi culturali in TV

La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

Pubblicato

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La Traviata film opera
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L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


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Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

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Via Crucis 2021 diretta Rai 1
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Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


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L’Odissea di Domenico Iannacone viaggio spiazzante nella disabilità mentale

Il viaggio del conduttore e regista nelle vite dei giovani attori del Teatro Patologico di Roma. Chi sono, aspettative per il futuro.
Riccardo Chiaravalli

Pubblicato

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Odissea Iannacone
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L’Odissea è il film documentario di Domenico Iannacone che va in onda venerdì 2 aprile alle 21.20 su Rai 3.  L’arrivo sul piccolo schermo della terza rete accade nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU. Si tratta di una serata evento.

Odissea Domenico Iannacone

L’Odissea Domenico Iannacone e il Teatro Patologico

A più di quarant’anni dalla legge Basaglia e dall’abolizione dei manicomi in Italia, il film-documentario di Domenico Iannacone compie un viaggio spiazzante nel mondo della disabilità mentale.

L’Odissea fa conoscere ai telespettatori con grande delicatezza le vite di Paolo, Fabio, Claudia, Marina, Andrea. Sono gli attori affetti da disagio psichico che animano il Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi che ne è anche direttore artistico. E’ stato fondato nel 1992 ed ha come obiettivo trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali. Dal 2009 il Teatro Patologico ha la sua sede stabile in via Cassia 472 a Roma, dove apre la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per ragazzi disabili psichici. Iannacone aveva già presentato il Teatro Patologico nel ciclo del programma Che ci faccio qui in onda nelle edizioni passate sempre su Rai 3.

Si tratta di un viaggio nel viaggio. Il racconto di una rappresentazione teatrale che diviene metafora dell’uomo moderno, costretto a combattere contro il destino avverso. Un destino che lo porta ad affrontare mille pericoli e superare continue sfide.

Odissea Iannacone cast

Il viaggio di Ulisse come quello dei ragazzi

Il legame tra L’Odissea ed il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nel doloroso excursus dei ragazzi. Oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire ulteriori restrizioni e l’isolamento imposti dalla pandemia Covid-19.

Nel film-documentario, le vicende del racconto omerico s’intrecciano con le esistenze degli attori chiamati a rappresentarlo sulla scena, mettendo a nudo le insicurezze, gli sforzi e le difficoltà di realizzare una rappresentazione così ambiziosa.
Attraverso L’Odissea, Domenico Iannacone accende i riflettori su chi vive quotidianamente il dramma della malattia mentale. E racconta lo scontro continuo tra apparente fragilità fisica e forza interiore, tra sofferenza e speranza, tra caduta e rinascita. Il tutto in una suggestiva e illuminante riflessione su quanto in fondo sia labile il confine tra “normalità” e follia.

L’Odissea è un film-documentario di Domenico Iannacone con la regia dello stesso Domenico Iannacone e di Lorenzo Scurati. E’ prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.

L’appuntamento è sulla terza rete di viale Mazzini il 2 aprile in prima serata, alle ore 21:20.


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