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Cultura - programmi culturali in TV

Ulisse – Il piacere della scoperta | alla corte di Sissi | ultima puntata del 20 ottobre 2018| la diretta

Si conclude stasera il ciclo delle storie di Ulisse - il piacere della scoperta. Alberto Angela ci racconterà la bella, ma triste, storia della Principessa Sissi.
Simone Lucidi

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Si conclude stasera il ciclo delle storie di Ulisse - il piacere della scoperta. Alberto Angela ci racconterà la bella, ma triste, storia della Principessa Sissi.
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A tra poco con la diretta.

Inizia Ulisse – il piacere della scoperta, che oggi ci conduce in Austria per parlare della principessa Sissi, la lotta di una donna indipendente che cercava il posto.

Proprio qui nel palazzo Schonbrunn di Vienna, venne la principessa Elisabeth che poi il marito chiamò Sisì. Grazie al cinema e all’attrice Romy Schneider, diventò Sissi. La vera principessa viene ancora incensata, ma allora non era molto amata. Non era una donna di corte prima di sposare il suo Franz (Francesco Giuseppe I d’Austria). Il giovane imeratore venne subtio colpito dalla futura principessa.

Angela entra nella sala principe del palazzo Schonbrunn, per farci vedere gli affresci ancora ben conservati e lo sfarzo che sembra come magicamente bloccato nel tempo, qui sfilava l’alta società per apparire bella e battagliare a colpi di classe per raggiungere la fama.

In queste serate si usava ballare il Valzer, che era il sottofondo preferito dei balli e delle feste dell’epoca. Il Valzer racconta Uto Ughi, racconta che il ballo veniva usato tra i poveri e nasceva nelle bettole, nelle corti si ballava il minuetto che era pià aristocratico. Il Valzer era un turbinio dei sensi, un ballo che trasportava, specialmente quelli degli Strauss.

Sissi arriva a palazzo insieme al suo immenso corredo, arriva con cento venni paia di scarpa, ma per il galateo era insufficente, perchè una principessa doveva indossare almeno un paio di scarpe diverso al giorno.

Francesco e Sissi si sposano il 24 aprile 1854, il matrimonio è stato sfarzoso, ma lei il giorno dopo lo passo a piangere per il pesso del ruolo. Consumarono il matrimonio solo nella terza notte per pressioni che ricevevano dalle rispettive famiglie.

L’Imperatore Francesco è stato il numero uno del nostro paese, con cui abbiamo comabattuto fino alle soglie della prima guerra mondiale. Era un uomo temibile, Gigi Proietti declama alcune parole dell’Imperatore.

Le case regnanti in tutta Europa facevano a gara per costruire il giardino più bello e particolare. Gli Asburgo realizzarono un giardino barocco, con ampi spazi prospettici, lunghi viali, aiuole dalle forme geometriche e maestose fontante. Le piante erano rare e fu necessario ricorrere a serre che le proteggessero dalle intemperie. Vi lavoravano centinaia di giardinieri.

La Palmenhouse – casa delle Palme – lunga 111 metri ed alta 25, è una delle serre più grandi del mondo. Col clima viennese non è stato facile coltivare questa tipologia di pianta.

Una pianta molto particolare era la Palma di Sissi, valutata tra i 170 anni d’età – più o meno l’età che avrebbe Sissi. Purtroppo è stata tagliata perchè era talmente alta che rischiava di rompere i vetri del soffitto.

La Fortezza della Hofburg era il palazzo reale degli Asburgo. Una città nella città di Vienna, si estende per 2570 metri quadrati.

Sissi la viveva come una prigione. Il protocollo era troppo rigido per lei. I reali dovevano comportarsi come divinità.

Persino i pranzi erano sfarzosi e seguivano una gerarchia molto rigida. Sissi mangiava pochissimo per mantenere il fisico asciutto. La sua vita misurava soli 47 centimetri.

L’imperatrice aveva il culto del corpo ed amava sfoggiare vestiti sontuosi. Nanà Cecchi ci racconta i costumi dell’epoca. Il corsetto era un indumento fondamentale per le donne, che dovevano avere la linea a clessidra. La crinolina è una gabbia in acciaio e tessuto, si indossava sopra il corsetto. Gli abiti erano estremamente abbondanti di tessuto, fino a 7 metri per la sola gonna.

Sissi passava 3 ore al giorno a farsi pettinare davanti alla toletta. I suoi capelli erano lunghi fino alle caviglie ed erano rinomati. Aveva una parrucchiera e solo lei poteva curarle la capigliatura.

Nel frattempo l’imperatrice studiava varie lingue, ma una volta ogni 3 settimane si interrompevano perchè doveva lavare i capelli con una particolare miscela.

Sissi era ossessionata anche dallo sport e dalla forma fisica. Aveva una palestra accanto alla camera e dedicava ore all’equitazione. Franz era molto preoccupato per lo stile di vita della moglie. La nobiltà mormorava. Proietti ci legge una lettera dell’imperatore alla moglie.

L’imperatrice faceva bagni e maschere a base di olio e frutta e seguiva una dieta iperproteica.

Sissi voleva essere bellissima per il marito. Anche se non fu l’unica donna di Francesco Giuseppe. Un ruolo molto importante fu ricoperto dalla madre, che fu sempre ingombrante nella vita di Sissi e Franz. Dipinta come una strega senza cuore, in realtà era solo una donna che aveva rinunciato a se stessa per la ragion di stato. Era un’imperatrice nell’ombra.

La disobbedienza ed il coraggio di Sissi ricordano molto quelli di un’altra principessa, la Principessa del popolo: Diana. Seppur vissute in tempi molto diversi sembrano legate da un filo. Ribelli, istintive, hanno cercato di proteggere i propri figli da una vita triste e rigida, dal protocollo, si sono opposte alle proprie suocere.

Sissi fu però profondamente amata dal marito, mentre Diana non fu amata da Carlo – che aveva una relazione con Camilla. Il tragico finale le ricongiunge però. Anche Sissi morì misteriosamente, a Ginevra.

Il castello di Miramare era molto amato da Sissi, che qui scoprì una smisurata passione per il mare. Il castello fu costruito da Massimiliano, fratello di Franz, che però dopo aver accettato di diventare imperatore del Messico fu fucilato. Lo shock a livello europeo fu tale da destare l’interesse dell’opinione pubblica – lo ritroviamo persino in un’opera di Monet.

L’accoglienza italiana a Franz e Sissi non fu delle migliori. Gli Italiani mal sopportavano il dominio austriaco.

Ben presto il popolo italiano insorse e vi furono battaglie sanguinose. Gli austriaci inanellarono una serie di clamorose sconfitte. Proietti ci legge una lettera ufficiale di Franz.

Il Danubio ai tempi era “un’autostrada d’acqua”. Quando Sissi e Franz arrivarono a Budapest furono accolti con più calore rispetto all’Italia. Sissi era vista come una speranza di riconciliazione con i governanti austriaci. Fu un nuovo capitolo per l’imperatrice, che si sentì finalmente amata e libera.

In quegli anni fu costruito il Ponte delle Catene. Sissi e Franz risiedevano nel Palazzo di Buda. Un affascinante patriota, il conte Gyula Andrassy, appena tornato in Ungheria cercò di avvicinare Sissi e sensibilizzarla alla causa del suo paese. Si raggiunse così il compromesso austro-ungarico. Sissi e Franz divennero anche re e regina d’Ungheria, proclamati tali nella chiesa di Mattia l’8 giugno 1867.

Ancora oggi nella chiesa è presente un busto di Sissi che indossa il vestito dell’Incoronazione ed un cuscino ricamato con gli stemmi di Sissi e Franz. Pare che questo cuscino sia proprio quello su cui si inginocchiò quel giorno l’imperatrice e neo regina. Sarebbe stata Sissi ad inviarlo agli ungheresi anni dopo, in segno d’amore. Il fatto che siano ancora oggi così ben conservati dimostra che anche gli ungheresi amavano l’imperatrice.

Dopo l’incoronazione Sissi scoprì di essere incinta del quarto figlio, Maria Valeria. Secondo alcune voci sarebbe stata figlia di Andrassy. Un’incredibile somiglianza tra la bimba e Franz avrebbe però smentito il pettegolezzo. Le voci di una relazione tra Sissi e Andrassy continuarono però a susseguirsi.

Nel 1896 Sissi vide Budapest per l’ultima volta. Al tempo il Parlamento era ancora in costruzione. Ispirato a Westminster, ha però una grande cupola che crea un’atmosfera incantata. L’Ungheria aveva un sistema bicamerale, oggi ne ha una sola. Oggi dunque una delle due sale è ricordo dei tempi che furono.

La Sala della cupola è collegata alle sale da uno scalone, un trionfo dell’arte e dell’oro. In cima è custodito il tesoro più prezioso: la sacra corona ungherese.

Tornata da Budapest Sissi si rifugia in una residenza a 30 km da Vienna ed in una a Corfù. In realtà in Austria abitava solo pochi giorni l’anno, la maggior parte del tempo la trascorreva in Grecia.

I cavalli più amati da Sissi erano spagnoli, i cavalli Lipizzani. Custoditi nella scuderia imperiale, avevano dei nomi stranissimi ed aristocratici. Ancora oggi si allenano nella Sala Bianca.

Sissi dopo il suo intervento nel compromesso con l’Ungheria, smette di dare consigli in politica. Immagini del film Ludwig di Luchino Visconti, che ritrae una Sissi invecchiata e con tanti ricordi.

Ludwig si uccise perchè impazzito per l’amore verso Sissi. La principessa persa un amico un confidente e un parente. Il figlio di Sissi, Rodolfo che il 30 gennaio 1889, morì fu un altra colpo per lei. Rodolfo si uccise e tolse la vita anche alla sua compagna. La morte è ancora avvolta dal mistero, molte teorie ci sono su queste tragedie.

Chi pensa ad un omicidio politico, da parte di Bismark, sono tante le teorie è stato un completto, un omicidio d’impeto, non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Sissi rimase sconvolta dopo questo evento, regalo i suoi gioielli e vestì di nero fino alla sua morte.

La principessa gira per l’europa, visita molti paese e amava le alpi svizzere dove mori nel settembre 1898. Proietti recita una ettera di Francesco per Sissi, che non la vedeva da mesi e preoccupato gli scrisse un addio, commosso e dolce. Francesco però non riuscì a spedire la lettera venne raggiunto dalla notizia, dell’assassinio di Sissi a Ginevra.

Sissi è stata assassinata, era con una sua compagna di corte, le due dovevano aprtire, ma un uomo si scagliò contro di loro, colpendo la principessa. Luigi Lucheni un anarchico uccide Sissi, per un gesto contro la monarchia. Viene fermato, lui era fiero di quel gesto e ha avuto un modo per passare alla storia. Viene condannato all’ergatolo e muore dopo undici anni suicida.

I corpi di tutti gli imperatori e le imperatrici, vengono tenute nella chiesa dei capuccini a Vienna. Il sarcofaghi sono impnenti, dei monumenti con allegoria, sculture ornamenti. Ce ne sono tanti, ogni uno con i suoi drammi e le sue storie.

Alberto entra nella cripta di Francesco Giuseppe, dove si trovano anche SIssi e Rodolfo. Tanto separati nella vita, Tanto uniti nella morte. In questi sarcofaghi sono racchiuse tante domande, per Sissi e Rodolfo chi sà come andarono davvero le cose. Sissi voleva essere sepolta a Corfù sul mare, ma alla morte si è dovuta arrendere nel protocollo imperiale.

Come per Sissi, la sortuna segue chi llala interpreta Romy Schneider, perde un figlio anche lei e si uccide nella sofferta tristezza. Questo immaginario e storie piene di ricchezze, ma condite da drammi indicibile le accumuna ancora oggi, unendole in un corpo solo. Sissi rimane la principessa triste che è riuscita a vivere la sua vita, ed imporsi nell’imposizione del potere e sui suoi codici di comportamento.

Questa edizione di Ulisse, con un mini ciclo di storie termina qui..


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Nato alla fine degli anni ‘80. Da sempre appassionato di musica, trascorre ore nei negozi di dischi alla ricerca di pietre miliari ed album di nicchia. I suoi interessi spaziano in un turbinio caleidoscopico: storia, sport, poesia, cinema, televisione... e molto altro ancora. Comico nella vita ma non di mestiere, nei suoi pensieri vede il mare ma non lo tocca, perché una lacrima è sempre pronta.

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La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

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La Traviata film opera
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L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


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Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

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Via Crucis 2021 diretta Rai 1
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Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


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L’Odissea di Domenico Iannacone viaggio spiazzante nella disabilità mentale

Il viaggio del conduttore e regista nelle vite dei giovani attori del Teatro Patologico di Roma. Chi sono, aspettative per il futuro.
Riccardo Chiaravalli

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Odissea Iannacone
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L’Odissea è il film documentario di Domenico Iannacone che va in onda venerdì 2 aprile alle 21.20 su Rai 3.  L’arrivo sul piccolo schermo della terza rete accade nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU. Si tratta di una serata evento.

Odissea Domenico Iannacone

L’Odissea Domenico Iannacone e il Teatro Patologico

A più di quarant’anni dalla legge Basaglia e dall’abolizione dei manicomi in Italia, il film-documentario di Domenico Iannacone compie un viaggio spiazzante nel mondo della disabilità mentale.

L’Odissea fa conoscere ai telespettatori con grande delicatezza le vite di Paolo, Fabio, Claudia, Marina, Andrea. Sono gli attori affetti da disagio psichico che animano il Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi che ne è anche direttore artistico. E’ stato fondato nel 1992 ed ha come obiettivo trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali. Dal 2009 il Teatro Patologico ha la sua sede stabile in via Cassia 472 a Roma, dove apre la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per ragazzi disabili psichici. Iannacone aveva già presentato il Teatro Patologico nel ciclo del programma Che ci faccio qui in onda nelle edizioni passate sempre su Rai 3.

Si tratta di un viaggio nel viaggio. Il racconto di una rappresentazione teatrale che diviene metafora dell’uomo moderno, costretto a combattere contro il destino avverso. Un destino che lo porta ad affrontare mille pericoli e superare continue sfide.

Odissea Iannacone cast

Il viaggio di Ulisse come quello dei ragazzi

Il legame tra L’Odissea ed il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nel doloroso excursus dei ragazzi. Oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire ulteriori restrizioni e l’isolamento imposti dalla pandemia Covid-19.

Nel film-documentario, le vicende del racconto omerico s’intrecciano con le esistenze degli attori chiamati a rappresentarlo sulla scena, mettendo a nudo le insicurezze, gli sforzi e le difficoltà di realizzare una rappresentazione così ambiziosa.
Attraverso L’Odissea, Domenico Iannacone accende i riflettori su chi vive quotidianamente il dramma della malattia mentale. E racconta lo scontro continuo tra apparente fragilità fisica e forza interiore, tra sofferenza e speranza, tra caduta e rinascita. Il tutto in una suggestiva e illuminante riflessione su quanto in fondo sia labile il confine tra “normalità” e follia.

L’Odissea è un film-documentario di Domenico Iannacone con la regia dello stesso Domenico Iannacone e di Lorenzo Scurati. E’ prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.

L’appuntamento è sulla terza rete di viale Mazzini il 2 aprile in prima serata, alle ore 21:20.


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