Freedom – Oltre il confine | diretta 22 maggio | Giacobbo tra Leonardo Da Vinci e Papa Celestino V


Freedom - Oltre il confine | diretta 22 maggio. Roberto Giacobbo guida il pubblico in un’avventura oltre i confini dell’ignoto, alla scoperta dei fenomeni della natura e della storia.


Freedom – Oltre il confine | Diretta

La puntata si apre con un omaggio a Leonardo Da Vinci in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morteGiacobbo è a Milano nella Chiesa Santa Maria Delle Grazie dov’è esposta la celebre opera “Il cenacolo”.

La prima tappa è in Egitto a Luxor, l’antica Tebe. Lo scorso febbraio il conduttore avrebbe dovuto percorrere il tunnel che conduceva fino al sarcofago del Faraone Seti I, ma in quel momento non era ancora disponibile perché era abbandonato da anni. Oggi finalmente il tunnel più lungo della Valle dei Re si potrà visitare. 

Probabilmente il tunnel era stato costruito per ingannare i ladri che volevano derubare le tombe.

Il viaggio prosegue verso Il Cairo, in particolare nella Sala delle mummie del museo del Cairo.  Seti I morì intorno ai 50 anni, il figlio Ramses II morì ancora più tardi, a 96 anni. Le loro mummie sono le più importanti. 

Il tunnel è quasi completamente spoglio, tranne alcune istruzioni, probabilmente lasciate dai costruttori. Il percorso è stato recentemente puntellato ma è comunque molto pericoloso e difficoltoso da percorrere. 

A febbraio Giacobbo, insieme al professore che lo accompagna, a causa di una frana, posta a 70 metri dalla fine del tunnel, non aveva potuto completare il percorso. In questo nuovo tentativo hanno raggiunto quota -260 metri dalla superficie. Rete 4 è la prima televisione a raggiungere la fine, a percorrere gli ultimi 10 gradini. 

Nel team freedom è arrivato un nuovo componente: il track 

La prossima destinazione è un capolavoro rimasto invariato per 21.500 anni. Giacobbo e la sua squadra stanno fiancheggiando l’antica Via Prenestina, una strada consolare utilizzata dagli antichi romani che univa Roma a Palestrina.

Villa Adriana,Tivoli, Lazio

Ma come sappiamo i romani oltre a grandi strade, immense ville erano abili costruttori di acquedotti. Il viaggio continua a Ponte Taulella. 

Ponte Taulella, Parco degli Acquedotti di Gallicano, Museo Archeologico nel Lazio

Giacobbo, insieme a un professionista, sospeso a 25 metri discende nell’acquedotto dal ponte. Il materiale con cui è costruito l’acquedotto è il coccio pesto, utilizzato per rendere il condotto impermeabile. Molto all’interno è franato e la situazione è molto instabile.

All’interno dell’acquedotto

Ora in un’altra galleria, più facilmente percorribile, Giacobbo e la sua troupe hanno tentato un esperimento tecnologico, ovvero osservare l’acquedotto a infrarossi attraverso un drone. Grazie alla luce stessa del drone le telecamere sono potute arrivare fino al primo pozzo, che ha reso possibile la costruzione dell’acquedotto sotterraneo. 

Ma necessariamente delle volte gli acquedotti dovevano uscire e da qui nascono i ponti. Tre, forse quattro acquedotti confluivano nel Ponte Lupo: Il Gigante dell’Acqua. Questo ponte immenso, costruito nel 144 a.C. è oggi abbandonato e rischia di distruggersi, crollare. Ancora una volta viene sottolineata la noncuranza dell’Italia verso le strepitose opere d’architettura e ingegneria che costellano il nostro Paese.

Ponte Lupo: Il Gigante dell’Acqua, Lazio

Giacobbo torna ora a Milano, dove si era aperta la puntata. Leonardo non era solo un pittore, ma un inventore e uno scienziato. Da Vinci, proveniente dalla bottega del Verrocchio, arriva a Milano per dare spazio alla sua creatività, convinto di poter diventare qualcuno di importante e fa qualcosa di molto moderno: un curriculum. Ed ora i telespettatori potranno vedere proprio quel foglio, il curriculum di Leonardo Da Vinci.  

Da Vinci presentò il curriculum al Duca di Milano, e nonostante l’artista scrivesse sempre al contrario, il curriculum lo fece normale, così da non essere escluso dalla selezione. In conclusione Da Vinci inserì questa frase: “Questo è ciò che so fare, ma all’occorrenza saprò fare ogni altra cosa.” 

Sala delle Asse, Castello Sforzesco, Milano

Il prossimo luogo visitato da Giacobbo è il Castello Sforzesco dove nel 2013 durante il restauro della Sala delle Asse venne scoperta un’opera di Leonardo.

L’opera su questa parete è stata riscoperta grazie all’uso di un laser speciale che riesce a eliminare lo spessore del muro fino alla superficie del disegno. Leonardo rimase venti anni a Milano, dove però non sono rimaste molte opere, difatti la maggior parte sono state portate via nel 1944 dai Francesi, una delle poche opere comprate all’estero è la Gioconda.

Ed ora il conduttore riporta il pubblico davanti a Il Cenacolo, una storia lunga e complessa, raccontata per intero in un solo quadro, ma non narra solo un evento, Da Vinci dipinge il sentore del tradimento e della morte. Leonardo non ha mai detto a quale volto ogni apostolo corrispondesse, i nomi sono stati assegnati solo successivamente dagli storici.

Il Cenacolo, Santa Maria delle Grazie, Milano

I volti più importanti, ovvero quello di Gesù e quello di Giuda, richiesero diverso tempo e molta attenzione per essere realizzati, tant’è che una leggenda tramandata dal Vasari racconta che il parroco della Chiesa pregò Leonardo di sbrigarsi a finire l’opera, d’altronde in quella sala bisognava mettere i tavoli per mangiare, e Da Vinci rispose: “Se non mi lascia il tempo necessario, metterò la sua faccia al posto di quella di Giuda”.  

La ricerca del volto adatto fu difficile e Da Vinci andò tra il popolo a cercare ispirazione. Ad oggi si immagina che Giuda sia stato rappresentato solo da quella mano che regge un coltello. Un’altra ipotesi interessante è che la donna seduta accanto a Gesù sia la Vergine Maria, questo perché Da Vinci ha sempre dipinto Gesù insieme alla Madre e in secondo luogo il volto della Madonna raffigurata nella Vergine delle Rocce è esattamente sovrapponibile al volto della misteriosa donna dell’Ultima Cena, questo è stato dimostrato grazie all’uso di una nuova tecnologia.

Ultima tappa è l’Abruzzo, in particolare l’Aquila e Sulmona.

La Majella, definita da Petrarca “la casa del signore”, per la quantità di monasteri presenti sul monte. Il Papa Celestino V è stato un’eremita, il suo primo eremo è stato quello del Morrone, per questo è passato alla storia come Pietro da Morrone, dove diversi lo seguirono sotto il nome di celestini. Il complesso del Morrone dal 1293 è diventato la sede della congregazione dei celestini.  

Ma Pietro aveva a volte la necessità di chiudersi in se stesso, vivere la solitudine e per questo salì ancora di più, fino a giungere all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, è da qui che l’eremita venne chiamato a guidare l’intero popolo cristiano.

La puntata si chiude nella Grotta di Celestino. Qui Pietro da Morrone, futuro Celestino V, andava a pregare, risposare e successivamente in tanti andarono a bagnarsi con l’acqua, che sgorga da due piccole fonti interne alla grotta, gridando al miracolo

Freedom – Oltre il confine | Commento

A nostro parere l’esordio della seconda stagione è decisamente riuscito. Grazie alle curiosità e le nozioni storiche posizionate strategicamente nel discorso, la narrazione risulta facile da seguire e coinvolgente per il telespettatore, sicuramente ciò è dovuto anche alla capacità del conduttore, Roberto Giacobbo, in grado di catturare l’attenzione e appassionare il pubblico.

Altra nota di merito va alla grafica, dinamica e colorata, aumenta il focus sui luoghi visitati e aiuta a non perdere l’orientamento tra una ripresa e l’altra.

Inoltre è stata apprezzata la rilevanza data all’utilizzo di nuove tecnologie, importanti per avvicinarsi in maniera sempre più realistica ad opere antiche.

Infine un punto negativo va alla lunghezza della trasmissioneseppure piacevole da seguire, essendo un programma di divulgazione scientifica, la durata complessiva della puntata dovrebbe essere leggermente ridotta. 



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