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Cultura - programmi culturali in TV

Rai 5: Speciale Save the Date Arlecchino segreto per celebrare il Piccolo Teatro di Milano

Su Rai 5 un film documentario che omaggia i Settant'anni del Piccolo di Milano attraverso l'icona di Arlecchino, spettacolo storico e sempre in repertorio.
Maria Lucia Tangorra

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Su Rai 5 un film documentario che omaggia i Settant'anni del Piccolo di Milano attraverso l'icona di Arlecchino, spettacolo storico e sempre in repertorio.
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 Il connubio tra Rai e teatro è nato tempo addietro e continua a rinnovarsi: basti pensare anche al programma “Mariangela!” dedicato alla Melato, artista nata sulle tavole del palcoscenico. Un posto di riguardo lo ha avuto il Piccolo Teatro di Milano. Forte di questo, il servizio pubblico non poteva, a suo modo,non mettersi a disposizione di un teatro storico nel momento in cui questi taglia il nastro dei suoi settant’anni.

Il programma ‘Save the Date’ – agenda culturale di Rai Cultura – propone così una puntata speciale dal titolo “Arlecchino segreto”, un film documentario di Felice Cappa, con la regia di Barbara Pozzoni.

Lo abbiamo visto in anteprima nella suggestiva cornice del Teatro Grassi, dove “Arlecchino servitore di due padroni” continua ad essere replicato (è in cartellone fino al 28 maggio 2017), con lo schermo che si stagliava proprio sulla scenografia dell’ultima edizione. L’ideatore non ha nascosto la difficoltà nello scegliere i tanti materiali in archivio (fondamentali anche le riprese RAI di alcune edizioni storiche come quelle del 1955, del ’63 a Villa Litta e del 1993).

Abbiamo provato a selezionare ciò che era meno conosciuto” e molto interessante. E la chiave scelta si è rivelata molto particolare: far incontrare passato, presente e futuro. Da quasi sessant’anni, infatti, a vestire i panni di Arlecchino è Ferruccio Soleri, divenuto noto a livello mondiale proprio per questo ruolo, ed è così che sin da subito si crea un fil rouge tra generazioni con l’artista che viene “interrogato” dagli allievi della Scuola del Piccolo Luca Ronconi, i quali, ha sottolineato Cappa, “sono stati una sorta di co-autori”.

arlecchino soleri teatro piccolo

“Quello che mi ha commosso”, ha dichiarato il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, “è stata la relazione che si crea tra Soleri e i ragazzi”. I giovani del Terzo Millennio probabilmente neanche sanno chi fosse Giorgio Strehler e ciò si verifica ancor più in provincia, dove può capitare che ci siano meno stimoli culturali. Entra così in scena la televisione.{module Pubblicità dentro articolo 2}

“Arlecchino segreto” riesce in circa 50′ a rendere la storia e l’evoluzione di quella che è un’icona dell’arte scenica. I brani di repertorio s’intersecano con le interviste a protagonisti, studiosi e testimoni eccellenti. “Tutte partecipazioni ambientate in luoghi evocativi e narrativi per ripercorrere la storia di un capolavoro della scena, ma anche il mito antico di un personaggio. Il professor Alberto Bentoglio dell’Università degli Studi di Milano è a Villa Litta dove lo spettacolo fu ripreso nel 1963, in un’edizione che rimandava per il contesto popolare alla vita dei commedianti d’arte.

arlecchino soleri

A Bergamo la professoressa Bernadette Majorana, nella città degli Zanni, spiega le origini folkloriche e la nascita di Arlecchino. Al Teatro di Salò Ezio Frigerio, scenografo e costumista, fa rivivere il momento di passaggio del testimone da Moretti, primo interprete nel 1947, a Soleri e rivela i segreti delle diverse edizioni dello spettacolo. Ad Abano, nel laboratorio e nel museo dei Sartori, Paola e Sarah, eredi di Donato, spiegano e mostrano dove e come sono state create le maschere del ‘servitore di due padroni’, mentre altre testimonianze sono state raccolte da alcuni dei tanti attori che l’hanno interpretato nelle varie stagioni, da Andrea Jonasson a Giulia Lazzarini, da Franco Graziosi a Ettore Conti.

Infine, dietro le quinte delle prove, nell’ennesimo riallestimento per le celebrazioni del settantesimo anniversario del Piccolo, il regista Stefano De Luca, allievo e collaboratore di Strehler, insieme a Giorgio Bongiovanni, ‘Pantalone’ da 1200 repliche, offrono aneddoti e riflessioni sull’eterna contemporaneità della messa in scena.

Il titolo scelto – “Arlecchino segreto” – può far pensare che ci sia una “ricetta” per diventare l’Arlecchino più famoso, ma Soleri ha affermato: “non c’è nessun segreto poiché non faccio nulla di nascosto”. Siamo sicuri che il film documentario (che presenta un taglio televisivo nelle riprese, ma ben realizzato) riuscirà a coinvolgere tutti, dagli appassionati di teatro a chi ama Goldoni o ancora intercettando chi è semplicemente curioso di saperne di più. Gli aneddoti non mancheranno e ve li lasciamo scoprire facendovi gustare la visione.

Una piccola nota a margine: per i milanesi venerdì 12 maggio è stata inaugurata, all’Ottagono, la videoinstallazione dedicata ad Arlecchino. Mentre lo spettacolo è in programmazione al teatro di via Rovello, nella Galleria Vittorio Emanuele, fino a domenica 14 maggio, verrà proiettata – no stop – un’edizione storica dello spettacolo (1993) ripresa in HD dalla Rai in occasione del Bicentenario di Carlo Goldoni (1707-1793). Sull’altro fronte della videoinstallazione, il documentario di Rai Cultura “Arlecchino segreto”, entrambi ascoltabili con le cuffie.


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Pugliese di nascita, ma milanese d'adozione da quando, anni fa, ha scelto di trasferirsi per l'università e dal desiderio di concretizzare la professione giornalistica e di critico. Grande appassionata di teatro e cinema, di cui si occupa da tempo, sta scoprendo sempre più da vicino e sul campo anche il mondo della tv.

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La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

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La Traviata film opera
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L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


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Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

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Via Crucis 2021 diretta Rai 1
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Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


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L’Odissea di Domenico Iannacone viaggio spiazzante nella disabilità mentale

Il viaggio del conduttore e regista nelle vite dei giovani attori del Teatro Patologico di Roma. Chi sono, aspettative per il futuro.
Riccardo Chiaravalli

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Odissea Iannacone
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L’Odissea è il film documentario di Domenico Iannacone che va in onda venerdì 2 aprile alle 21.20 su Rai 3.  L’arrivo sul piccolo schermo della terza rete accade nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU. Si tratta di una serata evento.

Odissea Domenico Iannacone

L’Odissea Domenico Iannacone e il Teatro Patologico

A più di quarant’anni dalla legge Basaglia e dall’abolizione dei manicomi in Italia, il film-documentario di Domenico Iannacone compie un viaggio spiazzante nel mondo della disabilità mentale.

L’Odissea fa conoscere ai telespettatori con grande delicatezza le vite di Paolo, Fabio, Claudia, Marina, Andrea. Sono gli attori affetti da disagio psichico che animano il Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi che ne è anche direttore artistico. E’ stato fondato nel 1992 ed ha come obiettivo trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali. Dal 2009 il Teatro Patologico ha la sua sede stabile in via Cassia 472 a Roma, dove apre la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per ragazzi disabili psichici. Iannacone aveva già presentato il Teatro Patologico nel ciclo del programma Che ci faccio qui in onda nelle edizioni passate sempre su Rai 3.

Si tratta di un viaggio nel viaggio. Il racconto di una rappresentazione teatrale che diviene metafora dell’uomo moderno, costretto a combattere contro il destino avverso. Un destino che lo porta ad affrontare mille pericoli e superare continue sfide.

Odissea Iannacone cast

Il viaggio di Ulisse come quello dei ragazzi

Il legame tra L’Odissea ed il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nel doloroso excursus dei ragazzi. Oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire ulteriori restrizioni e l’isolamento imposti dalla pandemia Covid-19.

Nel film-documentario, le vicende del racconto omerico s’intrecciano con le esistenze degli attori chiamati a rappresentarlo sulla scena, mettendo a nudo le insicurezze, gli sforzi e le difficoltà di realizzare una rappresentazione così ambiziosa.
Attraverso L’Odissea, Domenico Iannacone accende i riflettori su chi vive quotidianamente il dramma della malattia mentale. E racconta lo scontro continuo tra apparente fragilità fisica e forza interiore, tra sofferenza e speranza, tra caduta e rinascita. Il tutto in una suggestiva e illuminante riflessione su quanto in fondo sia labile il confine tra “normalità” e follia.

L’Odissea è un film-documentario di Domenico Iannacone con la regia dello stesso Domenico Iannacone e di Lorenzo Scurati. E’ prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.

L’appuntamento è sulla terza rete di viale Mazzini il 2 aprile in prima serata, alle ore 21:20.


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