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Cultura - programmi culturali in TV

Meraviglie – La penisola dei tesori, puntata del 4 gennaio in diretta

Primo appuntamento con il nuovo programma di Alberto Angela su Rai 1
Francesco La Rosa

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Primo appuntamento con il nuovo programma di Alberto Angela su Rai 1
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Alberto Angela spiega ai telespettatori in cosa consisterà il suo programma per poi ricordare: Ogni generazione ha saputo creare, da 25 secoli, opere che l’Unesco giudica patrimonio dell’umanità, che però dobbiamo proteggere e regalare alle generazioni successive di tutto il pianeta“, ricorda. Un monito da tenere a mente.

Il viaggio comincia dall’analisi dell’ Ultima Cena realizzata da Leonardo da Vinci, conservato nell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. L’opera fu commissionata all’artista da Ludovico il Moro nel 1494. Alberto Angela spiega la genesi del dipinto e la sua composizione anche con l’ausilio di riprese ravvicinate e di giochi grafici.

Ed ecco anche la docufiction. Assistiamo ad una sorta di auto-confessione da parte dello stesso Ludovico il Moro, interpretato dall’attore Gianfranco Jannuzzo che spiega cosa succede dopo la realizzazione dell’opera e quale fu la sua sorte.

Un altro modo per spiegare ai telespettatori cosa abbia rappresentato Leonardo da Vinci nella cultura italiana viene da Philippe Leroy. L’attore francese interpretò l’artista fiorentino nello sceneggiato del 1971 La vita di Leonardo da Vinci. Il suo è un ricordo commosso, che rende gloria alla grandezza dell’inimitabile Leonardo. Breve, ma intensa la sua testimonianza.

Una voce narrante, quella di Francesco Pannofino, ci racconta brevemente la storia di Isola bella, sita sul Lago Maggiore. A colpire però, non sono tanto le parole, quanto la bellezza delle immagini e delle riprese, che immortalano l’intera zona a 360°. Un altro punto di forza dei programmi di Angela che anche qui possiamo riammirare. E il discorso è lo stesso per il forte di Fenestrelle in Piemonte. La bellezza delle musiche fa il resto, facendo immergere chi guarda nello spettacolo offerto dalle telecamere e dai droni. 

Un’inquadratura dall’alto ci porta a Siena, seconda tappa della trasmissione. La prima tappa è la notissima piazza del Campo, teatro del Palio cittadino, divisa in nove spicchi. Alberto Angela si sposta tra le vie della città e raggiunge il Palazzo Pubblico, sede del governo della città nel 1300. Qui abbondano dipinti e affreschi. 

Un figlio illustre della città toscana è Cecco Angiolieri. Il poeta visse tra il 1260 e il 1213: ad interpretarlo è un altro volto noto della tv e del teatro italiano, Cesare Bocci. L’attore marchigiano è impegnato in questo periodo in un programma per certi versi simili a quelli di Alberto Angela, “Segreti, i misteri della storia” su Tv2000.

Un altro patrimonio mondiale dell’umanità, riconosciuto nel 2003, è la Val d’Orcia, un’ampia valle che comprende parte della provincia senese. Anche in questo caso a mostrarcela sono riprese aeree, corroborate dalla voce di Francesco Pannofino. Si tratta di un intermezzo rapido, poi Angela ritorna a concentrarsi sulla storia di Siena nel periodo medioevale.

A proposito di contrade e di Palio, Gianna Nannini rivela di essere nata in quella dell’Oca. La cantante attualmente vive tra Milano e Londra, ma ricorda sempre con grande emozione la sua città. “A lei mi lega la terra e il vino“, dice.

La tappa successiva del viaggio a Siena è il Duomo, esempio di costruzione romanica. All’interno dell’edificio religioso si trovano, tra le tante opere d’arte, 56 tarsie piazzati sul pavimento. Si tratta di una sorta di quadri, che raffigurano volti umani o anche paesaggi. Vennero realizzate tra il 1600 e il 1800. Una fu firmata dal Pinturicchio. C’è spazio anche per la bella località di Pienza, in Val d’Orcia: la cittadina dal 1996 è considerata patrimonio mondiale dell’umanità.

Alberto Angela svela che si sarebbe dovuta costruire un’altra cattedrale, ma nel 1300 a causa della peste i lavori furono interrotti ed oggi di quel progetto resta solo la facciata, che i senesi chiamano “il facciatone”. Gianna Nannini ritorna in video per spiegare ancora una volta il suo legame con la città natia.

Il conduttore si sposta all’interno di Palazzo Piccolomini, dove si trova l’archivio di stato della città, ricco di volumi che aiutano a ricostruire la storia di Siena. Ci sono tomi, come la Costituzione della Repubblica locale, che risalgono addirittura a 7 secoli fa, e non furono scritti in latino, bensì in volgare. Tra i documenti presenti anche un testamento di Giovanni Boccaccio. Terminato il viaggio a Siena, Pannofino in voce fuori campo continua a farci scoprire altre meraviglie italiane, tra cui la laguna veneta.

L’ultima tappa della puntata odierna è Agrigento con la sua valle dei templi. Ovviamente, Alberto Angela comincia dal tempio della Concordia, edificato in età greca. All’inizio non assumeva la colorazione ocra come lo vediamo adesso, ma era bianco. Si tratta dell’unica struttura del genere rimasta intatto in zona, perché in età romana venne trasformato in una chiesa. Simile al tempio della Concordia è quello di Giunone, lungo la cinta muraria dell’antica Akragas, nucleo originario della città siciliana. Costruire edifici sacri in prossimità della cinta muraria costituiva una sorta di ulteriore protezione da assalti nemici.

Ultimo “testimonial vip” di serata è Andrea Camilleri. L’autore del Commissario Montalbano racconta la sua gioventù trascorsa fra passeggiate ed escursioni nella zona dei templi, “che al chiarore della Luna diventavano al contempo presenti e lontanissimi nel tempo“.

Alberto Angela spiega la storia di Akragas, fiorente soprattutto in età romana a causa della sua posizione strategica: divenne un punto di riferimento anche per gli scambi commerciali. L’escursione tra i resti dell’originaria Agrigento continuano, aiutati sia dalle spiegazioni del conduttore che ricostruisce il contesto in cui vennero costruite, ma soprattutto dalle immagini che rendono più chiare al telespettatore le idee.

Un altro personaggio televisivo presta il volto per interpretare un personaggio storico: Giorgio Colangeli è Empedocle, filosofo e politico vissuto ad Agrigento nel V secolo a.C. Molto coinvolgente la sua interpretazione.

Si parlava dei templi distrutti nella Valle: stavolta Angela ci racconta la sorte toccata a quello di Giove, che doveva essere il monumento dorico più grande di tutto l’Occidente fino ad allora conosciuto. La trasmissione ne ricostruisce con la grafica 3D la struttura originaria, mentre nella zona delle rovine è presente una statua gigantesca che doveva essere presente nell’edificio: la sua altezza è addirittura di 7 metri. Altre 37 uguali si trovavano fra le colonne, che raggiungevano l’altezza record di 18 m. Nel museo archeologico nazionale cittadino ci sono alcuni tesori provenienti proprio da questo tempio, insieme a tanti altri ritrovamenti dell’età antica.

Termina qui la prima puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori. Nella prossima si partirà dalla Reggia di Caserta (con Tony Servillo intervistato), poi si andrà nelle Langhe (con testimonial Paolo Conte), per poi concludere il viaggio ad Assisi. Per l’occasione sarà Monica Bellucci a raccontare il suo legame con la città umbra. 

Domani l’Auditel darà il suo responso in termini numerici, ma qualitativamente il nuovo programma di Alberto Angela si attesta su livelli altissimi, come fortunatamente prevedibile. La narrazione della storia è variegata, il telespettatore è invogliato a seguire la trasmissione grazie a una serie di stimoli: il racconto sempre chiaro e pacato del conduttore, che con termini semplici opera ricostruzioni complesse; l’ausilio della docufiction con la presenza di attori molto conosciuti che interpretano personaggi emblematici, simboli delle città protagoniste; la testimonianza di figli illustri di queste “meraviglie”, volti dello spettacolo molto noti che con brevi commenti spezzano il ritmo e danno un punto di vista soggettivo ed originale sulla città in cui sono nati e cresciuti.

Soprattutto, però, a fare la differenza sono le immagini. Riprese dall’alto, aeree, con droni: c’è tutto per coinvolgere il telespettatore e fargli respirare con prospettive diverse la bellezza dei luoghi raccontati. Meraviglie – La penisola dei tesori è un esperimento televisivamente funzionante per questi quattro aspetti, ed è già un peccato pensare che questo programma andrà in onda per sole altre tre puntate.


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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