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Freedom – Oltre il confine | Puntata 10 gennaio 2019 | Diretta

Freedom - Oltre il confine | Puntata 10 gennaio 2019 | Diretta. La quarta puntata del programma di Roberto Giacobbo tra fantasia, mistero e divulgazione. Di nuovo servizi dall'Egitto e dalla Sardegna, poi i segreti di Venezia e i dubbi sul Nobel ad Alexander Fleming

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Freedom - Oltre il confine | Puntata 10 gennaio 2019 | Diretta. La quarta puntata del programma di Roberto Giacobbo tra fantasia, mistero e divulgazione. Di nuovo servizi dall'Egitto e dalla Sardegna, poi i segreti di Venezia e i dubbi sul Nobel ad Alexander Fleming
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Poi ci riporterà in Egitto, sulle tracce del tesoro di Tutankhamon, e proverà ad approfondire alcuni dubbi sulla scoperta della penicillina, che valse il Premio Nobel ad Alexander Fleming.

Per Giacobbo e la sua squadra, la quarta puntata segna il traguardo di metà percorso (sono previste otto puntate in tutto). Finora, i risultati negli ascolti sono buoni e stanno dando uno slancio più che positivo all’approdo a Mediaset del conduttore.

Seguiamo insieme la diretta.

Il viaggio di questa sera inizia dalla Sardegna e dall’acqua. Già in passato l’acqua veniva considerata di fondamentale importanza, perfino da venerare.

Tracce della sacralità che le veniva attribuita si trovano in tutta Europa, ma anche nelle Americhe e in Asia. In Italia, un vero e proprio santuario dedicato all’acqua è quello di Santa Cristina, in Sardegna. Una sorta di pozzo, costruito circa 3mila anni fa, in epoca nuragica e usato per celebrare l’acqua.
Rimanendo in Sardegna, Giacobbo si sposta a Morgongiori, in provincia di Oristano.
Freedom ci porterà all’interno di una cavità sotterranea del Monte Arci, che forse serviva a dare riparo alle persone.
Quasi certamente, però, non era solo un riparo o una fonte di approvvigionamento idrico, ma anche un luogo di culto e Giacobbo va alla ricerca di un tempio ipogeico dedicato proprio all’acqua. Le rocce del posto sono ricche di ossidiana, un tempo utilizzata per le punta di frecce, lance e utensili.
L’ingresso originario è stato occluso da una frana ed ora, per entrare, serve una vera e propria missione speleologica. Il conduttore trova non poche difficoltà. Sembra che durante le riprese si sia anche incrinato una costola.

Dopo quattro tentativi – accompagnato dallo Speleo Club Oristanese – entra alla ricerca del tempio di Sa Scaba ‘e Cresia.
La discesa proseguirà per gradi e sarà di qualche decina di metri attraverso fessure rocciose particolarmente strette.
Dopo il lungo percorso – che, ricordiamo, non è l’ingresso originario del tempio, ma un passaggio ricavato dagli speleologi in una spaccatura naturale della montagna – Roberto Giacobbo arriva al suo primo obiettivo: la grande scalinata del tempio.
Individua in alcune escrescenze dei gradini similitudini con manufatti simili trovati in Sudamerica.
La ricostruzione grafica in 3D fa capire come il pozzo sacro sia stato costruito all’interno della spaccatura. Gli esperti hanno capito proprio grazie alla ricostruzione che la scala è perfettamente orientata con la struttura circolare posa in superficie.

Dopo l’appassionante discesa, ci si aspettava qualcosa in più, non tanto dal magnifico scenario naturale, quanto dalle potenzialità divulgative del racconto, chiuso senza altri approfondimenti.
Ora Freedom – Oltre il confine approda a Venezia, sulla Torre dell’orologio di Piazza San Marco. L’obiettivo è quello di ricostruire il crollo del 14 luglio del 1902. La Torre crollò collassando su se stessa intorno alle 10 del mattino, senza fare vittime.
Alcune persone si resero conto dei cedimenti cui stava andando incontro il campanile grazie agli scricchiolii e la piazza fu evacuata. Il campanaro fu l’ultimo ad uscire, con in mano una coppa di vetro di Murano, mentre lo sbriciolamento dell’edificio era già in atto.
Il crollo pare non avvenne per l’instabilità del terreno su cui poggiava, ma per difetto dei materiali e delle tecniche di costruzione.

Roberto Giacobbo sale sulla Torre dell’orologio lungo lo stesso percorso fatto più di cento anni fa dal campanaro. In cima si avvicina alle cinque campane, mostrando la “Marangona”, cioè quella principale, l’unica ad essersi salvata dal crollo.
Il passo successivo è quello dell’immersione nei fondali della laguna, alla ricerca dei mattoni con cui era costruito il primo campanile e che furono deliberatamente e simbolicamente gettati in mare. Pare si tratti di circa un milione di pezzi.
Alcuni dei mattoni furono riutilizzati, gli altri furono gettati nel fondale sia disfarsene con facilità sia perché dovevano rimanere a Venezia.

Ora Giacobbo va a Napoli per parlare di penicillina, il primo antibiotico. La sua scoperta valse il Nobel ad Alexander Fleming, ma pare che il precursore fu l’italiano Vincenzo Tiberio.
Il suo lavoro iniziò attorno ad un pozzo ad Arzano, nel napoletano, dove andava a stare con i suoi parenti: quando veniva pulito dalle muffe, le persone stavano male. Allora portò dei campioni in laboratorio e iniziò le sue ricerche che portarono a risultati fondamentali per la scoperta della penicillina.

Nel 1895 pubblicò un primo articolo su una rivista specializzata, di fatto anticipando Fleming di almeno trent’anni.
Ora Giacobbo si trova nel Museo d’arte sanitaria, dove sono custodite tutte le tracce di quel lavoro.
Inoltre, in una lettera del 1947 ci sono righe che testimonierebbero la conoscenza, da parte di Fleming, del lavoro di Tiberio.

L’ipotesi sostenuta da Giacobbo è che le pubblciazioni di Tiberio non ebbero il necessario risalto solo perchè erano troppo precoci e quel tipo di cure non riusciva ad essere nemmeno concepito.

Nello Space Centre di Houston, Freedom ci porta a rivivere le vicende del Programma Apollo e della missione Apollo 13, che portarono i primi astronauti sulla Luna.

Davanti al Modulo di rientro della missione Apollo 17, Roberto Giacobbo ricorda la storia della celeberrima frase “Houston, abbiamo un problema”, relativa alla Missione Apollo 13.
A circa 300km dalla Terra, il 13 aprile 1970, un serbatoio di ossigeno esplose danneggiando gravemente il modulo di servizio. I tre astronauti presenti dovettrero spostarsi nel modulo lunare – progettato per ospitarne solo due per poco tempo – in cui furono costretti a sopravvivere per quattro giorni.

Pare, comunque, che la frase originale fosse “Houston abbiamo avuto un problema”. Quella che conosciamo noi (con il tempo verbale al presente) sembra essere entrata nell’immaginario collettivo solo grazie al film “Apollo 13” diretto da Ron Howard.
La missione Apollo 13 è rimasta alla storia non solo perché fu portata a termine nonostante gli enormi problemi, ma anche perché ha seganto un record ancora imbattuto: gli astronauti di quella missione hanno raggiunto i 400mila km di distanza dalla Terra.
Adesso prosegue il filone di servizi dall’Egitto. Questa sera Giacobbo ci parla del tesoro di Tutankhamon, il Faraone bambino.
Il viaggio inizia dal cantiere del Grand Egyotian Museum, quello che nel 2020 diventerà il più grande museo archeologico del mondo.
Vi arriveranno circa 100mila reperti archeologici. Nei sotterranei sono già custoditi, in restauro, una parte dei circa 5mila frammenti riconducibili al tesoro di Tutankhamon.

Il Direttore del museo permette a Giacobbo di entrare nelle enormi sale dove si sta lavorando sui reperti e di vederle da vicino per la prima volta.
Una di queste è la preziosa statua del Faraone Akhenaton.
Giacobbo ci porta nella casa che fu di Howard Carter, l’archeologo britannico che scoprì la tomba di Tutankhamon, negli anni venti del Novecento. Una casa arredata completamente con mobili e suppellettili portati dall’Inghilterra.
Tornando alla tomba di Tutankhamon, Giacobbo ci porta a vedere la mummia del giovane Faraone, morto probabilemnte anche a causa di una serie di problemi di salute che ne minavano le possibilità.
Ne sono rimaste solo alcune parti, tra cui la testa, ma era contenuta in tre sarcofagi, uno dei quali era costituito da 110kg d’oro.
La maschera d’oro di Tutankhamon, inoltre, pare sia la riproduzione fedele del suo reale volto.
Di nuovo nei sotterranei del Grand Egyotian Museum, Freedom ci porta a conoscere altri esemplari del tesoro, come i 123 bastoni del Faraone. Ne aveva così tanti perché era malato, oltre alla malaria, aveva problemi di circolazione che gli creava problemi ai piedi. Gliene furono costruiti di svariati materiali, forme e decorazioni.
Il Direttore, poi, mostra i sarcofagi delle due figlie di Tutankhamon, morte prima di nascere.
Infine, fa vedere quella che probabilmente fu la carrozza su cui si stava muovendo il Faraone quando ebbe l’incidente che lo portò alla morte. Nonostante si sia spesso parlato di omicidio, ora l’ipotesi più accreditata è quella dell’incidente. Il foro trovato sul cranio, dietro la nuca, non testimonierebbe il colpo mortale, ma solo il foro sttraverso cui vennero introdotti nel corpo i liquidi necessari alla mummificazione.
Le ruote della carrozza, tra le altre cose, pare avessero ruote particolari, dotate di una sorta di copertone fatto di muscoli bovini.

La quarta puntata di Freedom – Oltre il confine finisce qui.

Si conferma un programma interessante negli spunti e appassionante nello stile del racconto. Tuttavia, rimangono eccessivi i toni con cui cui vengono incessantemente ammantate di eccezionalità le fasi della trasmissione, tanto più se poi a questa esaltazione preventiva seguono contenuti divulgativi sì stimolanti e utili, ma non così unici e rivoluzionari.

Inoltre, rimane il problema legato ai misteri, sui quali si alimentano ipotesi e dubbi, senza, però, definirne accuratamente la reale consistenza.
Freedom – Oltre il confine resta, in ogni caso, un programma congegnato al meglio per quello che è il suo obiettivo, cioè giocare – talvolta pericolosamente – con l’equilibrio tra divulgazione, fantasia e mistero.


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Strage di Bologna 1980: la programmazione Rai per i 41 anni dell’attentato

La programmazione televisiva dedicata per ricordare le vittime dell'attentato avvenuto 41 anni fa.

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Strage di Bologna 1980 Rai
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Ogni anno la Rai nella giornata del 2 agosto dedicata parte della programmazione tv al ricordo della Strage di Bologna 1980. L‘attentato è avvenuto 41 anni fa nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria del capoluogo dell’Emilia Romagna. L’ordigno esplosivo provocò la morte di 85 persone. I feriti invece furono oltre 200.

La Strage di Bologna rappresenta l’atto terroristico più grave avvenuto nel nostro Paese nel secondo dopoguerra.

Strage di Bologna 1980, Rai 1, Rai 3, TgR

Su Rai 1 all’interno di Uno Mattina e di Estate in diretta vengono dedicati spazi di approfondimento sulla tragedia avvenuta il 2 agosto 1980. Su Rai 3 Franco Di Mare presenta uno speciale dal titolo Una Mattina d’agosto nel quale ricostruisce i fatti attraverso testimonianze, ospiti ed immagini di repertorio.

Il TgR Emilia Romagna invece a partire dal 30 luglio sta mandando in onda tutte le iniziative per commemorare le vittime. Ma si sofferma anche sugli sviluppi del processo ai mandanti della strage, ancora in pieno svolgimento nelle aule di tribunale. Il TgR Puglia segue la manifestazione che si svolge a Bari in ricordo dei 7 concittadini pugliesi che persero la vita nell’attentato.

Strage di Bologna, Rai 5

Rai 5 propone in diretta, a partire dalle 21.15 la XXVII edizione del Concorso Internazionale di Composizione. La serata che, si svolge nella cornice di Piazza Maggiore a Bologna, è dedicata alla commemorazione delle vittime di tutti gli attentati. Al Maestro Marco Angius il compito di dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale.

Le testate giornalistiche, RaiNews 24

Lunedì 2 agosto tutte le testate giornalistiche della Rai ricordano la Strage di Bologna 1980. Il Tg1, il Tg2 e il Tg3 propongono infatti numerosi servizi e approfondimenti sul tema.

Il canale tematico Rainews24 invece da venerdì sta trasmettendo degli speciali intitolati Spotlight. L’inviato Stefano Corradino inoltre si collega in diretta per seguire le manifestazioni in programma oggi a Bologna in ricordo delle vittime.

Rai Premium, Rai Storia

Su Rai Premium va in onda, in terza serata, il documentario La Strage di Bologna realizzato da Carlo Lucarelli.

Rai Storia invece sta mandando in onda interventi, testimonianze dalla mezzanotte del 30 luglio. Domenica 1 agosto, alle 18:30, trasmette Lectura Dantis. Fu realizzato da Carmelo Bene dalla Torre degli Asinelli a Bologna il 31 luglio 1981, ad un anno dalla strage.

Lunedì sera infine, alle 23:10, è prevista la messa in onda di Bologna, 2 agosto 1980.  Il canale tematico ricorda la strage attraverso le testimonianze e i ricordi di gente comune che ha vissuto in prima persona ciò che è accaduto 41 anni fa.

Strage di Bologna 1980, programmazione Radio

Anche le emittenti radiofoniche della Rai ricordano la Strage di Bologna. Sono infatti previsti alcuni spazi nelle principali edizioni dei giornali radio di Rai Radio 1. Ma anche all’interno di Inviato Speciale.

Alle 18:30 Zapping propone degli approfondimenti per riscostruire quanto è accaduto quel giorno. Focus anche sulla lunga e complessa vicenda giudiziaria che viene raccontata attraverso gli interventi di magistrati e giornali. Viene data voce anche all’Associazione dei parenti delle vittime.

Rai Radio3 invece in prima serata trasmette la XXVII edizione del Concorso Internazionale di Composizione in contemporanea con Rai 5.

La Strage di Bologna 1980 su RaiPlay e Rai Cultura

Su RaiPlay, all’interno della sezione Learning, è disponibile un’ampia playlist dedicata all’attentato. La piattaforma propone infatti alcuni dei più significativi speciali e programmi che la Rai ha trasmesso nel corso di questi 41 anni.

E’ infatti possibile rivedere La Grande Storia- Bologna, 2 agosto 1980, due appuntamenti speciali de La notte della Repubblica, le inchieste di Chi l’ha visto e Report. Ma anche degli speciali di Blu notte, Sottovoce e Unomattina Estate. 

Presenti anche Pertini a Bologna dopo la strage della stazione, Memorie – Fatti e persone da ricordare – Bologna, 2 agosto 1980. A loro si aggiungono gli speciali 2 Agosto 1980: un giorno nella vita di Carlo Lucarelli e Una mattina d’agosto con Franco Di Mare.

Nella sezione Teche invece oltre all’Antologia Bologna, 2 agosto 1980, è disponibile il documentario La bomba prodotto da Rai Teche lo scorso anno.

Sul portale Rai Cultura è disponibile il documentario intitolato La Strage di Bologna.

 


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Stasera in tv domenica 1 agosto 2021, I programmi in onda

Su Raitre va in onda Kilimangiaro Estate con Camila Raznovich. Su Nove rivediamo una puntata del reality Cambio Moglie.

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Stasera in tv domenica 1 agosto 2021
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Stasera in tv domenica 1 agosto 2021. Su Italia 1 va in onda la replica di Colorado con Paolo Ruffini e Belen Rodriguez. 20 Mediaset, invece, propone il film thriller Split con James McAvoy.

Stasera in tv domenica 1 agosto 2021, Rai

Su Raidue, alle 21.05, Sport: il Circolo degli Anelli. Alessandra De Stefano e i suoi ospiti commentano le gare principali della seconda domenica dei Giochi di Tokyo. In primo piano, l’atletica con la finale più attesa, quella dei 100 metri maschili, e la scherma, con la prova a squadre del fioretto maschile. Inoltre, il volley maschile con Italia-Venezuela.

Su Raitre, alle 21.20, serata di viaggi con Kilimangiaro Estate. Camila Raznovich dedica il servizio d’apertura della puntata all’evoluzione. Con lei, Telmo Pievani, professore di Filosofia delle Scienze Biologiche presso l’Università di Padova. Tanti i viaggi di questa sera: si parte da Bali, poi Singapore, l’Ecuador, Kathmandu in Nepal e, per finire, la Malesia.

Programmi Italia 1, Nove

Su Italia 1, alle 21.20, il comedy show Colorado. Il comico genovese Andrea Carlini, che veste i panni di un calciatore disperato che gioca in un’improbabile squadra cinese, è uno dei personaggi più amati del programma condotto da Paolo Ruffini e Belen Rodriguez. Al loro fianco ritroviamo Gianluca Fubelli alias Scintilla e i PanPers (Andrea Pisani e Luca Peracino).

Su Nove, alle 21.25, il reality Cambio moglie. I Rossoni sono “cittadini” doc che passano le loro giornate tra lavoro, aperitivi e delivery. I Galluzzo vivono in una cascina immersa nel verde. Quando Renata e Peggy si scambieranno casa per una settimana proveranno una vita molto diversa.

Stasera in tv domenica 1 agosto 2021 una notte al museo

I film di questa sera domenica 1 agosto

Su Rai Movie, alle 21.10, il film fantastico del 2014, di Shawn Levy, Notte al museo 3 – Il segreto del Faraone, con Ben Stiller. Una strana muffa verde sta coprendo la tavola del faraone che dà vita ai personaggi del Museo di Storia Naturale di Manhattan. Il guardiano Larry Daley cerca un rimedio.

Su La7, invece, alle 21.30, il film drammatico del 1993, di Martin Scorsese, L’età dell’innocenza, con Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer. New York, 1870. L’avvocato Archer è fidanzato con May, figlia di una ricca e conformista famiglia borghese. Un giorno però s’innamora di un’eccentrica contessa.

Su Tv8, alle 21.30, il film drammatico del 2008, di Pete Travis, Prospettive di un delitto, con William Hurt. Spagna, 2008: durante un summit sul terrorismo, il presidente americano viene ferito. Toccherà all’agente Barnes, la sua guardia del corpo, indagare sull’attentato.

Su 20 Mediaset, invece, alle 21.00, il film thriller del 2016, di M. Night Shyamalan, Split, con James McAvoy, Anya Taylor-Joy. Per sopperire ai gravi abusi infantili subìti, Kevin ha sviluppato ben 23 personalità. Ma una di queste è particolarmente violenta e lo porta a rapire tre giovani donne.

Su Paramount Network, alle 21.10, il film drammatico del 2008, di Robert Luketic, 21, con Kevin Spacey. Alcuni geni della matematica vengono ingaggiati dal professor Mickey Rosa che ha ideato un sistema per sbancare i casinò di Las Vegas con il blackjack. Ma il gioco diventa piuttosto pericoloso.

Su Cine34, alle 21.00, il film commedia del 1963, di Dino Risi, I mostri, con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi. Film a episodi che raccontano vizi e virtù dell’Italia negli Anni 60. Tra i personaggi: un pugile suonato, due carabinieri, la presidentessa di un premio letterario.

Stasera in tv domenica 1 agosto 2021 intrigo

Stasera in tv domenica 1 agosto 2021, Sky

Su Sky Cinema Uno, invece, alle 21.15, il film thriller del 2018, di Daniel Alfredson, Intrigo: morte di uno scrittore, con Benno Furmann. David Moerk viene incaricato di tradurre l’ultimo romanzo inedito del celebre scrittore Rein. Quando questi muore, apparentemente suicida, in David nascono molti dubbi.

Su Sky Cinema Due, alle 21.15, il film d’avventura del 2014, di Jean-Marc Vallée, Wild, con Reese Witherspoon, Laura Dern. La morte della madre ha sconvolto la vita di Cheryl. Per ritrovare sé stessa, decide di attraversare in solitaria il Pacific Crest Trail, lungo le montagne della costa Ovest degli Stati Uniti.

Su Sky Cinema Action, infine, alle 21.00, il film d’azione del 2011, di Baltasar Kormàkur, Contraband, con Mark Wahlberg. Chris ha abbandonato il crimine per dedicarsi alla famiglia. Ma quando il cognato Andy fa saltare un affare del suo spietato boss, lui è costretto a ritornare in azione per saldare il debito del parente.

Su Sky Cinema Suspense, alle 21.00, il film fantastico del 2001, di Richard Kelly, Donnie Darko, con Jake Gyllenhaal, Noah Wyl. In seguito ad un incredibile incidente, il giovane Donnie comincia ad avere allucinanti visioni in cui Frank, un orribile coniglio, gli annuncia che il mondo finirà entro 28 giorni.


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Linea Blu 31 luglio: Donatella Bianchi alla scoperta del Monte Conero

La conduttrice si trova nelle Marche per esplorare il Monte Conero, Il Parco Regionale e gli acquedotti sotterranei.

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Linea Blu 31 luglio Rai 1
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Sabato 31 luglio, alle ore 14:00 su Rai 1, Donatella Bianchi torna in video con una nuova puntata di Linea Blu. Dopo aver esplorato il Mar Mediterraneo sette giorni fa, la conduttrice raggiunge le Marche per visitare il Monte Conero.

Linea Blu 31 luglio Rai 1 Monte Conero

Linea Blu 31 luglio, Monte Conero

Nella puntata del 31 luglio Donatella Bianchi visita il Monte Conero. Raggiunge i 572 m di altezza, ed è considerato il promontorio più importante dell’Adriatico, da Trieste al Gargano.

Il Monte domina circa 6000 ettari di Aerea Protetta tra Sirolo, Numana, Ancona e Camerano, appartenenti alle Marche. Si può raggiungere il Conero con la macchina o con la mountain bike e gli amanti del trekking possono percorrere numerosi sentieri stando a stretto contatto con la natura.

All’interno del Monte Conero sono state inoltre costruite delle grotte, che dovrebbero risalire all’epoca imperiale. In passato, durante le guerre, venivano utilizzate come luogo di riparo dai bombardamenti.

Il Parco Regionale del Conero

La conduttrice si sposta poi a Sirolo per visitare il Parco regionale del Conero, istituito nel 1987. I visitatori possono ammirare una cospicua varietà di flora e di fauna.

All’interno del parco infatti è possibile trovare il Corbezzolo, il Leccio, Il Pino d’Aleppo, la Ginestra. Ma anche numerosi animali come le lepri, gli scoiattoli, i caprioli, il gufo, il tasso e il falco pellegrino.

Qui vivono inoltre oltre 400 specie di farfalle sia notturne che diurne. E’ possibile anche seguire dei percorsi turistici o escursionistici.

Successivamente Donatella Bianchi raggiunge le spiagge che circondano il Conero, caratterizzate da ciottoli bianchi. Ma visita anche i fondali dell’Adriatico dove è possibile osservare vari tipi di pesci, polpi, ippocampi e spugne di mare.

Ad alcuni metri di profondità invece si trova il Relitto del Potho. Si tratta di una nave da carico libanese che trasportava assi di legno. E’ sprofondata la notte del 14 marzo 1962 dopo lo scontro con i faraglioni delle Due Sorelle durante una violenta tempesta. Si trovavano a bordo 21 persone ma solo 10 sono riuscite a salvarsi.

Linea Blu 31 luglio 13 cannelle

Linea Blu, acquedotti

Nella puntata del 31 luglio Donatella Bianchi segue anche l’iter dell’acqua che dal Monte Conero, attraverso gli acquedotti sotterranei, arriva fino ad Ancona e Numana, che conta circa 3.700 abitanti.

Si tratta di un percorso caratterizzato da cunicoli stretti e cisterne che garantiscono il fabbisogno idrico della popolazione. Parte di esse forniscono acqua alla fontana del Calamo, conosciuta anche come le 13 Cannelle.

La fontana è infatti composta da 13 maschere. La centrale è realizzata in pietra, tutte le altre invece sono in bronzo. I volti rappresentano i Satiri e i Sileni, figure che appartengono alla mitologia greca. I primi sono il simbolo della fertilità e della forza vitale della natura. I secondi invece della protezione delle sorgenti.

Questa settimana Fabio Gallo si trova a Vasto, in Abruzzo. A bordo di una mountain bike parte dal borgo per raggiungere la costa dei trabocchi.


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