“Cose Nostre” O cu nui o cu iddi | conferenza stampa 2 luglio | diretta


“Cose Nostre” O cu nui o cu iddi |la conferenza stampa di presentazione in diretta. Il programma di Emilia Brandi racconta la vita di alcuni personaggi che hanno combattuto la mafia.


Durante la conferenza stampa, interverranno Nicola Molteni, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Morra, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, Emilia Brandi, autrice del programma, e Teresa De Santis, direttore Rai 1.

Di seguito la diretta.

Apre la conferenza Anna Fraschetti: – Cose Nostre arriva alla quarta edizione il programma racconta storie di uomini e di donne che si sono opposti alla criminalità organizzata, alla mafia, questo ciclo è incentrato sulla figura della donna in un paese meraviglioso, la Calabria -.

La parola va a Teresa De Santis : – Cose Nostre è un’opera di servizio pubblico. Ci tengo a sottolineare che è un lavoro interno, realizzato con lo sforzo e la fatica di una donna Emilia Brandi. La quarta stagione, ripeto, vede una forte centralità del ruolo della donna. Ci tengo a ribadire lo sforzo della rete, che ha come riferimento il pubblico femminile al quale racconta la complessità dell’esistenza. Per quanto mi riguarda voglio annunciare per il prossimo anno un intervento proprio su questo profilo, di modo tale da renderlo continuo e non occassionale, ma le modalità sono ancora da definire -.

Continua Nicola Molteni: – Ringrazio la Rai e il direttore. E’ una grande opportunità e una grande occasione. Il tema è delicato e importante e tocca la sensibilità di tutti. La Rai rappresenta un’istituzione importante del nostro paese. E’ un prodotto toccante e non lo dico da sottosegretario ma lo dico da padre. La lotta contro le mafie si fa anche attraverso la valorizzazione di prodotti come questi. Il compito delle istituzioni è mettere a disposizione i mezzi per combattere la criminalità organizzata e mettere a disposizione gli impianti normativi. Lo stiamo facendo e vogliamo continuare a farlo. Questa lotta non ha colore politico, non deve averlo. Il nostro paese sta dando risposte importanti nei confronti del fenomeno mafioso. Abbiamo istituzioni sane. Dobbiamo partire dalle scuola, insegnando il tema del coraggio e il tema della legalità. Porto i saluti del Ministro Salvini-.

Prende la parola Nicola Morra espone un quadro sulla situazione criminalità organizzata e massoneria deviata : – Sposo a pieno le parole del sottosegretario Molteni quando parla di legalità, anche se non sicuro che non tutte le istituzioni sono sane. Quei paesi sono costruiti per lo più in maniera illegale e lo Stato lo ha permesso. Se tu permetti al cittadino di fare ciò che vuole è chiaro che prevalgano le istituzioni pre statuali. Mi auguro che ovunque, anche a Gioia Tauro, a Rosarno, dove c’è bisogno che si faccia sentire la presenza dello Stato, bisogna far sì che la Rai, che lavora per lo Stato porti in piazza, lì, queste testimonianze. Il porto di Gioia Tauro che è il protagonista delle vicende sta lentamente conquistando una dimensione diversa, infatti i traffici si stanno spostando su altri porti, dato che la presenza dello stato sta portando avanti un’opera di repressione. Io credo che la vera operazione debba essere culturale perchè preventiva. Un prodotto del genere perchè non presentarlo in prima serata? Squarciare il velo è dimostrare che in alcune zone del nostro Paese non è letteratura, ma cruda realtà. La mia proposta per la Rai è che se, soprattutto Rai 3 regionale, guidata da calabresi, riguardasse ancora di più questi temi, tutti noi ne avremmo soddisfazione-.

Il Procuratore Cafiero De Raho: – Ringrazio l’attenzione che la Rai sta dando alle mafie, perchè per contrastare la criminalità organizzata serve la televisione, la stampa, bisogna creare una coscienza antimafia. Le donne creano una base solida nella lotta contro le mafie, le donne di ‘ndrangheta devono da una parte garantire l’educazione mafiosa per i figli, ma non sono solo donne di casa, ma donne che sono in grado di prendere in mano le redini della cosca. Questo è dimostrativo di quanto le donne siano al centro del sistema mafioso, al tempo stesso al centro di una rivoluzione. Maria Grazia Cacciola (protagonista della prima puntata) ha fatto una scelta, quella di dover ritrattare le proprie dichiarazioni, per amore dei propri figli. Attraverso il contesto in cui viveva  non è riuscita ad essere stata aiutata psicologicamente a lasciare il territorio. Ad oggi esistono protocolli antimafia che prevedono il supporto alle donne che vogliono lasciare la calabria con i propri figli. Circuiti di questo tipo sono fondamentali. Il servizio pubblico attraverso queste trasmissioni mostra la realtà della ‘ndrangheta, quella violenta crudele, non quelle fiction che mostrano lo sfarzo della mafia-.

Il microfono passa all’autrice Emilia Brandi: – É un mio orgoglio aver portato avanti un progetto del genere e non sempre è stato facile e scontato. Ringrazio il direttore, i ragazzi della produzione, le forze dell’ordine sul territorio e il procuratore De Raho, che è stato un riferimento umano oltre che lavorativo. Nella seconda puntata, si parlerà della storia di Anna Maria Iannicelli, madre del piccolo Coco’. Poi, ci sposteremo a Milano, per raccontare la storia di Mamma Eroina, Maria Serraino, che invase la Milano da Bere con quintali di eroina. L’ultima puntata sarà dedicata alla nipote di questa donna. Grazie a tutti-.

Si conclude la conferenza stampa. 



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