La Grande Storia | Il dopoguerra | 19 giugno 2019 la puntata in diretta


La Grande Storia | Il dopoguerra | 19 luglio 2019 la puntata in diretta. La puntata condotta da Paolo Mieli, trae spunto dalle vicende susseguitesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ai tempi della Guerra Fredda.


La diffusione dell’espressione guerra fredda iniziò a partire dal 1947 (fine 1991), quando il giornalista americano Walter Lippmann volle così definire lo stato delle relazioni internazionali che si andava delineando dopo la Seconda guerra mondiale, a causa della sempre più evidente spaccatura tra l’Unione Sovietica, che aveva occupato l’Europa orientale, e gli Stati Uniti, che si erano affermati come maggiore potenza dell’Occidente democratico.

Un mondo diviso in due blocchi, quello occidentale e quello sovietico, popolato da spie e dominato dalla paura e dal sospetto, un senatore, negli Stati Uniti, diventa il simbolo della lotta al comunismo. Il suo nome è Joseph McCarthy.

Un’ostilità che non sembrava più risolvibile attraverso una guerra frontale tra le due superpotenze, un pericolo per la sopravvivenza dell’umanità rappresentato da un eventuale ricorso alle armi nucleari.

Seguiamo insieme la puntata.

Un lungo dopoguerra. Joseph McCarthy e la sua caccia alle streghe segnerà profondamente gli anni Cinquanta in America. Lo spionaggio fra Est e Ovest resta il cuore della Guerra Fredda. In Italia, esiste un luogo misterioso e proibito fino a poco tempo fa: la base Nato di Monte Giogo, sull’Appennino tosco-emiliano. Qui sono ancora visibili i resti delle gigantesche antenne istallate per intercettare i paesi del Patto di Varsavia.

Joseph Raymond McCarthy personaggio controverso e notoriamente caratterizzato da uno spiccato cinismo, si identificò nel periodo postbellico statunitense, in cui persone di varia estrazione sociale vennero accusate di essere spie sovietiche o fautori del comunismo e furono oggetto d’indagini e accuse riguardanti le loro opinioni e la loro adesione a movimenti. Joseph McCarthy divenne il volto più noto di questa intensa tendenza anticomunista, per averla espressa al Senato nell’esercizio del potere di inchiesta del sottocomitato di cui era presidente.

Harry Truman, presidente degli Stati Uniti d’America (1945-1953) era preoccupato per l’esplosione di una bomba atomica, avvenuta 4 mesi prima, si temeva la minaccia nucleare. Con la certezza che le spie sovietiche avessero trafugato le informazioni nucleari agli americani.

Azioni di spionaggio dei sovietici nei confronti degli Americani per scoprire i loro segreti nucleari, grandi paure in una realtà sottovalutata dagli studiosi: persino coniugi uccisi sulla sedia elettrica.

La Cina è  diventata comunista, ed il generale dell’esercito MacArthur stringe la mano al presidente Truman alla Wake Island Conference.
L’11 aprile 1951, il presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman sollevò il generale dell’esercito Douglas MacArthur dai suoi comandi dopo che MacArthur fece dichiarazioni pubbliche che contraddicevano le politiche dell’amministrazione. MacArthur era un eroe popolare della seconda guerra mondiale che era allora il comandante delle forze delle Nazioni Unite che combattevano nella guerra di Corea, e il suo sollievo rimane un argomento controverso nel campo delle relazioni civili-militari.

MacArthur guidò le forze alleate nel Pacifico sud-occidentale durante la seconda guerra mondiale, e dopo la guerra era responsabile dell’occupazione del Giappone. Quando la Corea del Nord invase la Corea del Sud nel giugno 1950, iniziando la guerra di Corea, fu nominato comandante delle forze delle Nazioni Unite che difendevano la Corea del Sud.

Siamo in America, agli inizi degli anni 50′, scoppia il babyboom, crescono i matrimoni, si formano le famiglie, la crescita economia con annessi posti di lavoro, ma in contrapposizione aumenta la paura di perdere tutto. Il 17 marzo nel 1953 avviene un’esplosione atomica in diretta tv. A 120 km nel deserto verrà dimostrato l’effetto di una bomba sui civili.  Crescono i programmi diretti alla protezione.

Dwight D. Eisenhower, venne eletto il 20 gennaio del 1953, dopo la morte di Stalin firmò un’armistizio con la Corea del Sud, evitando una guerra.

Nel 1952 MacArthur è alla caccia di argomenti che lo possano aiutare durante la sua presidenza. Scopre successivamente che la criminalità urbana lo può effettivamente aiutare, la paura del comunismo, e dello spionaggio è un elemento che crea paura all’interno della società dell’epoca. Rappresenta una figura impreparata, perciò definito il peggiore senatore, una figura caricaturale, per la sua volgarità, accompagnata da parole ancorate alla fantasia.

Nel gennaio 1953 quando i repubblicani assumono il controllo, MacArthur dirige il comitato anti americani, e si occupa della caccia al comunismo. Scrittori e attori, definiti i 10 di Hollywood rifiutano di rispondere alle domande sul loro orientamento politico. All’epoca la Caccia alle streghe  tra attori e registi, rovina la carriera di grandi artisti, anche solo per essere stati accusati, sconvolgenti i nomi di coloro che hanno fatto parte di questa battaglia. Tra cui John Wayne, Walt Disney, lottano contro la libertà. Accusato Charlie Chaplin che durante la fine delle riprese del suo film Alle luci della ribalta, viene bloccato il suo permesso nel paese per sfregio alla moralità pubblica.

Chaplin decide di non tornare, fissando la sua residenza in Svizzera: Mi sarebbe piaciuto dire loro, prima mi liberavo di quell’atmosfera meglio era, che ero stufo degli insulti dell’America.

Tornerà in America solo nel 1972 per ritirare l’Oscar alla carriera.

Le accuse, però, non sono insediate solo nel mondo dello spettacolo. Viene accusato persino Albert Einstein, a cui viene ritirato il passaporto, e ridato solo per il Premio Nobel.

Julius Robert Oppenheimer,  padre del nucleare, ha progettato la prima bomba atomica, ma accusato di maccartismo, si arrivò ad un paradosso, il divieto per lui di poter lavorare su ordigni nucleari.

McArthur, con contento, azzarda un’ipotesi gravissima, attacca l’esercito Americano, sostenendo che si fossero infiltrati, spie comuniste. Accuse esplosive che innescano interrogativi, trasmessi per la prima volta in televisione. Per oltre un mese il presidente ed il generale dell’esercito si scambiano continue accuse.

Più tardi lo sfogo da parte dell’avvocato dell’esercito entra nelle case di milioni di persone.  Il suo perdonò per tutte le sue accuse e crudeltà dovranno venire da una persona diversa da me, lei è andato troppo oltre. Ha la vaga idea signore, di quanto sia andato troppo oltre?

Presto il suo gioco viene smascherato e comincia a perdere di credibilità. 6 mesi dopo perde del tutto la sua credibilità il suo governo di terrore viene censurato, e cade nella morsa dell’alcolismo, morendo di cirrosi epatica.

La Guerra Fredda è solo all’inizio. Si tratta di intercettare la nuova mossa del nemico. Una battaglia silenziosa, in cui occorreva trovare un sistema per cooperare al riparo delle intercettazioni del mondo comunista. La base Nato di Monte Giogo, sull’Appennino tosco-emiliano.

Una guerra non guerreggiata tra Est e Ovest, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, tra Patto Atlantico e Patto di Varsavia, ha interessato molto da vicino l’intera zona e i suoi abitanti. Tecnicamente la base NATO apparteneva alla strategia di posizionamento delle basi europee, collegate tra loro e costituenti il sistema di telecomunicazioni NATO di allarme immediato. Queste basi erano tra esse collegate tramite la tecnologia Troposcatter, un segnale irradiato nella troposfera (fascia dell’atmosfera compresa tra gli 8 e i 20 km) raggiungibile anche oltre l’orizzonte elettromagnetico e in ogni condizione meteo.

Si narra di sottomarini sovietici, forse una leggenda, che cercavano vicino le coste di La Spazia, di intercettare un messaggio. Attaccare il nemico significava essere in automatico annientati. Ma che vittoria sarebbe stata, se metà della terra fosse stato un deserto di vittime?. Era importante che il messaggio di allarme nucleare fosse intercettato, proprio per evitare una strage mortale, le antenne avrebbero trasmetto un messaggio di morte. Intorno agli anni 90′ con il Patto di Varsavia, l’abbattimento del muro di Berlino le antenne vennero spente con uno switch off.

Tra il 43′ ed il 45′, dopo la caduta del fascismo, la commissione di epurazione fu un organo istituito con l’incarico di rimuovere dai loro incarichi le persone più coinvolte con il passato regime. Ma nel 22 giugno 1946 vi fu L’amnistia Togliatti un provvedimento di condono delle pene proposto in Italia dal Ministro di grazia e giustizia Palmiro Togliatti, capo del partito comunista.

29 Aprile 1945, nei giorni della liberazione segue l’epurazione, a seguire anche il termine continuismo. Su queste parole si gioca il futuro dell’Italia.

Tutto inizia dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio del 1943, il problema delle epurazioni iniziava ad essere avvertito in Sicilia, prima regione liberata dagli Alleati.
Nell’Italia amministrata dal governo Badoglio, prima dell’armistizio di Cassibile non ci fu quasi epurazione salvo particolari episodi isolati. Dopo l’8 settembre gli Alleati continuarono tendenzialmente a condurre una linea morbida, mentre il governo italiano assumeva solo gradualmente compiti amministrativi nei territori riconsegnati dalle autorità militari.

Rosario Brancati, il padre dello scrittore, gli alleati decidono di firmare il suo interrogatorio, per dimostrare chi è un vero fascista, ma alla fine non troveranno elementi utili per condannarlo.

28 gennaio 1944 a Bari si riunisce il primo congresso antifascista. Palmiero Togliatti, leader indiscusso del partito comunista, afferma che bisognava unire le forze, il tema della monarchia finché i nazifascisti non sarebbero definitivamente estinti, andava rimandato, insieme a tutte le questione costituzionali, modifica per la prima volta le posizioni.

Nel 1944, a Roma l’arrivo degli alleati si trasforma in rabbia. I partiti antifascisti non vedono di buon occhio Badoglio, Monarchico e compromesso con il regime. Il governo che si insinua successivamente è presieduto da Ivano Bonomi, socialista.

Pietro Caruso questore di Roma sotto l’occupazione tedesca, sino al 4 giugno 1944, fu condannato a morte dall’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo. Si assisterà al linciaggio più violento del dopoguerra ad opera della gente stanca di una lenta legislatura priva di vera giustizia. Preso a calci e a pugni anche il suo aiutante e criminale Giuseppe Carretta, buttato giù di un Ponte al Tevere, finito a colpi di remi, appeso a testa in giù alle inferriate del carcere di Regina Celi. 

L’eccidio delle Fosse Ardeatine fu l’uccisione di 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella.Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, l’eccidio delle Fosse Ardeatine divenne l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma. Coinvolto nell’avvenimento fu il Generale Mario Roatta, capo del controspionaggio militare, con Badoglio aveva emanato l’ordinanza di sparare ai manifestanti inermi.

Arrestato nel 44′, chiese di essere ricoverato in una clinica, ma un anno dopo fuggì, ucciso dalla folla in Piazza del Viminale.

Anche a Nord avvenuta la liberazione fascista, l’obiettivo era vendicarsi di coloro che stanando i simpatizzanti partigiani li avevano uccisi e torturati. La Repubblica di Salò, fu il regime, esistito tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini, fu il regime più atroce di quegli anni.

A quell’epoca pareva che ai colpissero i piccoli per salvare i grandi. Tra cui Vittorio Valletta, dirigente della FIAT, accusato di epurazione. Eppure al vertice della Fiat dell’epoca, Giovanni Agnelli durante la Repubblica di Salò aveva tenuto rapporti con il fascismo ma finanziato la resistenza. Erano stati molti che prima avevano sostenuto il regime, e dopo finanziato i partigiani per ritornare puliti a capo delle loro aziende.

Viene approvata la legge Nenni, ossia processi di epurazione nel pubblico impiego, con circa 1500 licenziamenti.

Sale al governo il 13 luglio 1946 Alcide De Gasperi, con Togliatti come ministro di giustizia.

Il 2 giugno del 1946 il paese volta pagina, si vota per la Repubblica, e si ha la fine della Monarchia, così l’ultimo Re D’Italia Umberto II di Savoia, si recherà in esilio in Portogallo. Il 22 giugno nasce l’amnistia di Togliatti, ossia annullamento delle pene per i ex-fascisti, eccetto per sevizi efferati, usciranno dale carceri ben 10 mila detenuti. Fino all’amnistia totale  i latitanti possono rientrare in Italia.

Continuismo si piò definire il passaggio tra Monarchia e Repubblica. Eppure le tensioni presto riemergono. Negli anni delle contrapposizioni ideologiche scoppia, a Milano, una bomba a Piazza Fontana, nella banca nazionale dell’agricoltura. È il 1969 del 12 dicembre alle 16.37.
I morti sono 17. Ci vorranno più di trent’anni di inchieste e processi per attribuirne la responsabilità a gruppi dell’estrema destra coperti da settori deviati dei servizi segreti. Nel 2005 una sentenza da parte della Corte di Cassazione punisce una cellula veneta di Ordine Nuovo neofascista. Guidato da Franco Freda. Si tratta del primo atto terroristico dell’epoca. Lo scopo era quello di destabilizzare il paese e addossando la colpa a comunisti ed anarchici.



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