Lettere a mia figlia con Leo Gullotta su Studio Universal


Un documentario che cerca di dare indicazioni sull’Alzheimer, malattia raccontata con coraggio e grande delicatezza da Leo Gullotta.


«Un corto che serve a far entrare chi guarda in questa piccola storia di una malattia terribile, l’Alzheimer» così Leo Gullotta, protagonista del film breve “Lettere a mia figlia”, finalista in centinaia di festival in tutto il mondo e vincitore di decine di premi tra cui la menzione speciale ai Nastri d’Argento e il premio come migliore cortometraggio al Giffoni Film Festival.

Girato in Campania tra Napoli e provincia e prodotto da Paradise Pictures con Pulcinella Film, si avvale della regia di Giuseppe Alessio Nuzzo, che lo scorso Aprile ha esordito con il suo primo lungometraggio “Le verità” con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Anna Safroncik e la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta.

«La storia che si racconta è quella di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donnaracconta GullottaIn questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”».

«Raccontare di una malattia così delicata non è facile – dichiara il regista partenopeo, già direttore generale del Social World Film Festival – Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia».

Il 21 settembre uscirà in distribuzione nazionale l’omonimo libro, edito da Pulcinella Editore e a cura di Giuseppe Alessio Nuzzo con la prefazione di Leo Gullotta. Il testo, che ripercorre la malattia di Alzheimer, le origini, le motivazioni e la vera storia di “Lettere a mia figlia”, contiene il DVD con il film breve integrale e contenuti extra.



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