Michele Santoro ecco perché il suo appeal in tv è diminuito


Michele Santoro ecco perché il suo appeal in tv è diminuito. Analisi delle motivazioni che hanno fatto crollare gli indici di ascolto del talk show M con cui Santoro è tornato sulla terza rete


Ma se Floris e Vespa sono autorizzati a brindare, altri hanno il bicchiere vuoto. Nicola Porro con Matrix a causa degli orari schizofrenici della messa in onda di Canale 5è sotto la media dell’anno scorso. Addirittura in settimana (nella sera della debacle di Vespa) Porro ha fatto il 5%.
Ha poco da ridere anche Bianca Berlinguer, che in prima serata è andata bene solo nell’ultima puntata, risalendo grazie ad Al Bano al 5% di media. Mentre la sua striscia nel preserale funziona meglio.
Paolo Del Debbio e Michele Santoro, rispettivamente con Quinta Colonna e M oscillano intorno a una media del 4%. Ma il giovedì è una serata molto complessa. Ci sono tre talk che si dividono la torta del pubblico (il terzo è Piazzapulita di Corrado Formigli).

Lo scorso giovedì sera Santoro e Del Debbio hanno fatto meno ascolti non solo del competitor Formigli, bensì anche di MasterChef 7, in onda su SkyUno e visibile solo agli abbonati pay. Eppure Santoro aveva ospite Matteo Salvini e Del Debbio la Meloni, due leader politici che fanno ascolti. Questa volta però ha vinto Renzi che a Porta a Porta si può godere un bel gruzzolo di spettatori: 1,457 milioni e il 15,42% di share. Più pubblico davanti al video per Vespa in seconda serata che per Santoro in prima (sotto il milione).
Ma perché il teletribuno nazionale ha perso appeal con il pubblico a casa e non va oltre il 4%, nonostante il suo prodotto è sempre curato attentamente? Qualcosa si è rotto nel meccanismo. Oggi è impensabile che si possa arrivare ad ascolti super come quando ospitò Silvio Berlusconi, tuttavia anche il 4% sembra davvero poco per un personaggio del calibro di Santoro, colui che ha inventato il talk in tv assieme a Maurizio Costanzo.

Probabilmente il fatto che Santoro non sia più il teletribuno incide molto sul telespettatore. Il conduttore non ha più tanta voglia di inseguire l’attualità e la politica a tutti i costi, con i limiti e soprattutto i paletti che i politici mettono alle loro presenze in tv. Inoltre se si aggiunge il fatto che il livello dei leader è sceso di molto rispetto a qualche anno fa, ecco spiegato perché Santoro ora preferisca il racconto cinematografico alla tv. Quindi via libera alle docufiction e alle questioni fredde. Con il risultato che le sue trasmissioni sono diventate di nicchia e non vengono più scelte dal pubblico a casa che gradisce di più l’usa e getta dell’attualità.

Per quanto riguarda gli ascolti fanno peggio di M e Quinta Colonna il programma di La7 Propaganda Live con Diego Bianchi al venerdì sera (che però nell’ultima puntata ha avuto una fiammata al 4,2%) e soprattutto il nuovo talk di Raidue Kronos con Giancarlo Loquenzi e Annalisa Bruchi che nella stessa serata porta a casa il minimo storico dei programmi di attualità e approfondimento: il 2%. Perfino Politics aveva una media migliore.

Talk show in altre fasce orarie

Vanno meglio i talk nelle altre fasce della giornata. La mattina di La7 va forte. Soprattutto con Myrta Merlino con l’Aria che tira. Si difendono bene anche Omnibus e Coffee Break. Ma a tenere alta la bandiera dell’emittente del patron Urbano Cairo ci pensa Lilli Gruber con Otto e Mezzo nella fascia access.
Tuttavia l’informazione e l’attualità non riguardano soltanto la politica. È la cronaca che va forte. Chi l’ha visto?, Storie italiane, Pomeriggio 5 e la Vita in diretta portano a casa sempre buoni ascolti in ogni puntata mandata in onda.



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