Stagione televisiva 2017/18: la rivincita dei talk show politici

Stagione televisiva 2017/18: la rivincita dei talk show politici. Un’approfondita riflessione sui risultati ottenuti dai principali salotti televisivi italiani, per capire cosa c’è alla base di una vera e propria rinascita.


I palinsesti televisivi sono sempre più pieni di programmi di approfondimento che accompagnano i telespettatori dalle prime ore del giorno fino a tarda notte. Si inizia con i competitor diretti come Uno Mattina, Mattino Cinque e Omnibus, nel primo pomeriggio continua la sfida tra La7 (protagonista anche con Coffee Break e L’aria che tira) e Rai1 grazie a Tagadà e La Vita in diretta.

Giovanni Floris

In prima serata poi c’è solo l’imbarazzo della scelta: diMartedì, #Cartabianca (in onda anche tutti i giorni alle 18.25), Piazzapulita, Nemo-nessuno escluso, Quinta Colonna, Non è l’Arena. Infine immancabili le seconde serate d’approfondimento politico: l’inossidabile Porta a Porta di Bruno Vespa, Matrix su Canale5 e Night Tabloid il lunedì su Rai2.

Un tale affollamento faceva prevedere l’ennesima stagione con ascolti deludenti. Ci si aspettava una sorta di guerra tra i poveri per conquistare, magari, qualche centesimo di share in più. Sorprendentemente tutto questo non è accaduto, e i talk show politici stanno mostrando una nuova vita.

Valentina Petrini ed Enrico Lucci

Si distingue La7 rete tradizionalmente dedita all’informazione. Giovanni Floris con il suo diMartedì ha raggiunto più volte il 9% di share, Non è l’Arena di Massimo Giletti viaggia intorno al 7% di media. Ottimi ascolti anche per tutti i programmi quotidiani e per le Maratone di Enrico Mentana, come dimostra il day after le ultime elezioni politiche.

In ripresa anche i talk show politici Rai. Porta a porta di Bruno Vespa resta una garanzia ma a stupire è la grande crescita di due format estremamente differenti l’uno dall’altro come Nemo – Nessuno escluso, che viaggia intorno al 5% e #Cartabianca che è passata dal 4,2% del 2017 al 5% di questi ultimi mesi.

Se da un lato l’offerta è aumentata numericamente, dall’altro si è notevolmente uniformata. Tutti i talk show si occupano di argomenti standard con cui discutere con ospiti da alternare secondo lo stesso schema narrativo. Forse l’unica vera eccezione è il format più dinamico di Nemo – Nessuno escluso.

Bianca Berlinguer

Le motivazioni di questa rinascita, quindi sono da ricercare in due ambiti: sociale televisivo/giornalistico. Iniziamo dal primo.

L’Italia ha vissuto la campagna elettorale più lunga e tormentata della storia della Repubblica con partiti e leader politici che si sono sfidati a suon di promesse elettorali, quasi in una sorta di gara di salto in alto, alzando l’asticella con ogni promessa. L’elevato numero di elettori indecisi si è come riversato sui talk show politici per cercare di capire bene per chi votare attraverso gli argomenti presenti nei vari programmi.

Subito dopo il fatidico 4 marzo gli elettori si sono ritrovati nell’incubo di oltre due mesi di stallo politico (che forse stanno terminando in queste ore con l’accordo Lega-M5S ndr). Proprio la preoccupazione e la necessità di avere informazioni in tempo reale, ha fatto sì che gli italiani siano tornati ad affidarsi ad uno dei mezzi più famigliari, semplici e caldi: la televisione.

Massimo Giletti

È proprio qui che entra in campo la seconda motivazione di questa rinascita, quella giornalistica. Infatti, con estremo piacere va sottolineato come, escluso qualche episodio sgradevole, e qualche programma populistico, sono diminuite le risse verbali; l’esempio di questa evoluzione è proprio la chiusura di Dalla Vostra Parte. A volte capita che due ospiti si confrontino in modo duro, anche accavallandosi nel parlare, ma alla fine conduttori di peso come Bruno Vespa, Myrta Merlino, Bianca Berlinguer o Giovanni Floris riprendono in mano la situazione, si fanno rispettare e così consentono ai telespettatori di elaborare una propria riflessione.

Innalzamento qualitativo, qualche format leggermente innovativo, professionisti di livello al posto di comando e aumenti degli ascolti; tutte buone notizie per la televisione italiana, almeno per adesso. Vedremo in seguito.



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