Quarta Repubblica | prima puntata del 17 settembre 2018 | la diretta


Parte stasera su Rete 4, il nuovo programma di Nicola Porro, che cercherà di rendere più fruibile la politica al grande pubblico, un talk show in prima serata dai toni accesi. Primi ospiti il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, la Deputata del Partito Democratico Maria Elena Boschi e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.


Questa sera su Rete 4, alle ore 21.25, parte il nuovo programma di approfondimento politico condotto da Nicola Porro, Quarta Repubblica. Un programma che vuole andare al di là dei paroloni ed arrivare al pubblico in modo chiaro e sostanzioso. Gli ospiti fissi del programma, che renderanno imprevedibile ogni puntata, sono Vittorio Sgarbi e Paolo Hendel.

A tra poco con la diretta.

Inizia Quarta Repubblica, il nuovo programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro. Il padrone di casa cercherà in questo nuovo talk politico, di tastare con mano i motivi per cui il nostro paese è in crisi. Ora il comico Paolo Hendel fa un suo monologo d’apertura, sul fatto che volevano ringiovanire la rete e hanno però chiamato un comico degli anni 80.

Porro inizia ad intervistare il primo ospite la deputata del PD, Maria Elena Boschi. “Dopo i miei impegni di governo passati, ho impiegato tempo per riabituarmi alla vita di tutti i giorni. Una delle cause di un fallimento politico, sono le campagne mediatiche contro una persona e le fake news“. – dichiara la Boschi

Per la deputata ogni giorno si perdono posti di lavoro per colpa di questo ultimo governo. L’unico provvedimento è stato il degreto dignità che rientregherà soli 80.000 posti. Porro gli domanda perchè i sondaggi danno ragione a questo nuovo governo, lei risponde che è normale avere consensi agli inizi di nuovi percorsi politici. “Con la sconfitta al referendum abbiamo perso un pò di consenso forse“. – afferma la Boschi

Il conduttore ora sposta l’attenzione sull’immigrazione, la deputata risponde che adesso sono in calo gli arrivi, ma sono calati grzie all’ex Ministro Minniti del Pd. Porro insiste che Salvini va dritto sul problema con un partito compatto alle spalle, mentre Minniti aveva parte del Pd contro. La Boschi replica che per ottenere il risultati promessi da Salvini sull’immigrazione ci vorranno ottanta anni ed è convinta che secondo lei già bisticciano Movimento 5 Stelle e Lega, il suo timore e che vivino di rendita grazie ai consensi, tralasciando le vere necessità del nostro paese.

Io non ho mai mentito in parlamento, non mi sono mai occupata di banche, ho solo assolto i miei doveri istituzionali“. – dichiara la Boschi. Per quanto riguarda il suo partito la deputata afferma che a breve si farà il congresso e che Zingaretti non sia l’unico candido per il ruolo da segretario del PD.

Ora due giornalisti ospiti, Mario Giordano e Claudio Cerasa. Giordano parte subito all’attacco della Boschi, non capisce perchè faccia ancora politica e come faccia il PD ad interrogarsi ancora sul perchè abbiano perso le ultime elezioni. Cerasa pensa che se un popolo ha paura di una tematica, come quella dell’immigrazione non si può dire che sono matti.

In collegamento arriva il Ministro Toninelli, in studio Sergio Rizzo aiuterà il conduttore ad intervistarlo. Toninelli comincia a parlare di Genova e del crollo del ponte, ci sarà un commissario che scvalcherà i paletti burocratici elencati da Porro prima della domanda. Il commissario sarà nimonato entro dieci giorni, ma dobbiamo andare oltre e parlare di cosa potrà fare nel pratico questa nuova figura.

Rizzo pensa che il punto sia che o il governo ritiri la concessione alla società Autostrade, o che la scoietà incarichi un terzo nella costruzione del nuovo ponte.

Arriva la prima imitazione di Paolo Hendel, Don Donald Pravettoni, che porta i saluti del padre Donald Trump. Don Donald è venuto in Italia per aiutare il vero premier Italiano Matteo Salvini.

Nel contratto non c’è la parola condono, ma aiuto alle famiglie, lotta alla povertà e lavoro. Se sei un imprenditore onesto e per altri tipo di problemi non di evasione, si potranno mettere d’accordo con l’Agenzia dell’Entrate“. -afferma Toninelli. Poi se la prende con Rizzo, contro i suoi articoli e le sue idee a favore delle concessioni. Il giornalista che non è vero, anzi ha svolto nella sua carriera inchieste sulle privatizzazioni.

In studio entra Emiliana Alessandrucci dell’associazione dei lavoratori autonomi, in collegamento Claudio Borghi della Lega e Giuliano Cazzola, per parlare di pensioni e delle possibili soluzioni di questo governo. Porro chiede a Borghi se riusciranno a mettere mano alla pensioni, con le poche risorse disponibili per la nuova legge di stabilità.

Cazzola è contrario alla quota cento proposta dal governo, spera che si manterrà l’età della pensione di vecchiaia attuale. Continua affermando che si continuano a mettere soldi sugli anziani e non sui giovani che sono i veri poveri. L’Alessandrucci pensa che i giovani non andranno in quota cento perchè percepirebbero un assegno ridicolo, bassissimo.

L’altra questione sulle pensioni, sono quelle d’oro. Su questo argomento il direttore Feltri si arrabbia contro i 5 Stelle, se ho versato molto, mi merito una pensione alta e mi sembra una follia che devo pagare io che non ha lavorato. “Io taglierei un altra cosa a Di Maio e non le pensioni di chi se le merita. Oggi a Milano si fa la fame con quattro mila euro al mese”. – dichiara Feltri.

Porro vuole riportare il dicosrso sui numeri, le pensioni d’oro sono soli 60-70 mila mentr quelle che percepiscono una pensione minima sono sette milioni. Il governo sta pensando di aumentare di quasi il quaranta per cento le pensioni minime, il costo sulle nostre casse darebbe di sedici miliardi. Di nuovo Paolo Hendel con un suo sketch sull’immigrazione e sul governo.

Entrano altri due ospiti, la presdiente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il giornalista Peter Gomez. La Meloni parla anche lei di immigrazione e che ben vengano gli interventi di Salvini sugli sbarchi. Per Gomez, Minniti aveva svolto un buon compito da Ministro dell’Interno, ma veniva dopo Alfano e non è stato ben appoggiato. Poi aggiunge che vanno bene la regolizzazione dei flussi, ma non dobbiamo sottovalutare la situazione africana che è una bomba ad oroleggeria.

Un servizio su come si arrivava in Libia e sul controllo verticale che da un anno si verifica in Niger sulle partenze illegali fini al apese nord africano. Agadez confina con la Libia e con l’Algeria ed un punto strategico per chi vuole attraversare l’africa per arrivare da noi.

Porro chiede alla Meloni se si può davvero chiudere l’Europa, lei ringrazia il conduttore per il servizio e poi parte all’attacco di Macron che non si può permettere di farci morali, perchè il suo paese è neo- colionalista e depredano l’africa.

Gomez aggiunge che non si deve essere razzista e non vuole che l’Italia lo diventi, ma l’Europa non può chiudersi gli occhi su quello che succede in Africa.

Per Giorgia Meloni l’opposizione di questo governo non è l’Europa, ma è il suo partito con un opposizione patriottica. “Per bloccare l’immigrazione serve un blocco navale, perchè non farli sbarcare e una colpa, non farli partire è un dovere“. – dichiara Giorgia Meloni.

Nella cattolica e leghista Vicenza c’è un prete che professa accoglienza, ma i cittadini non sono d’accordo e vogliono che se ne occupi fuori la città, se vuole accogliere degli immigrati. Da Brescia è collegato Don Fabio Corazzina che si occupa di immigrati, afferma che non bisogna guardare il colore della pelle ma il vangelo.

In studio Mario Giordano è contrario perchè l’accoglienza non ha funzionato nel nostro paese, ma ha solo generato sfruttamento e irregolarità. Don Fabio pensa che bisognerebbe dare modo ai migranti di fare dei percorsi di regolarità per inserirsi, senza fare viaggii della speranza che portino morti o all’intrusione della criminalità.

Ora il processo a Salvini di Quarta Repubblica sul caso Diciotti e Lega, in studio Sgarbi, Gomez e il sondaggista Renato Mannheimer. Sgarbi commenta l’avviso di garanzia a carico del Ministro dell’Interno, è colpa della magistratura che vuole indagare per forza Salvini, come interessava colpire Berlusconi sul caso Ruby.

Per Gomez non è un attacco della magistratura, ma solo un accertamento per fare chiarezza su quei soldi rubati. Sgarbi non accetta che questo accertamento sia su Salvini e non su altri, l’attuale Ministro non ha colpe visto che non era in quel tempo segretario della Lega.

Klaus Davi afferma che Salvini abbia sfruttato al massimo mediaticamente questo caso, ma bisogna comunque rispettare la magistratura.

Per i sondaggi di Mannheimer, Salvini per il 73 per cento degli elettori della Lega è preso di mira dalla magistratura, per gli altri elettori degli altri partiti ha ragione la magistratura.

C’è un problema di guardie e di ladri, Salvini fa parte delle guardie per l’immaginario popolare e per il linguaggio politico e gli immigrati dei ladri, quindi ha ragione punto“. – dichiara Sgarbi.

La prima puntata di Quarta Repubblica termina qui.



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