Niagara | quando la natura fa spettacolo | puntata del 1 ottobre | la diretta


Stasera Lica Colò continua con il suo nuovo programma sulla natura, visiterà paesi differenti tra loro, ma con qualcosa che li accumuna e racconterà le sfaccetature che non conosciamo del pianeta che abitiamo.


Questa sera torna Licia Colò su Rai 2 alle ore 21.20, con la seconda puntuta di Niagara -quando la natura fa spettacolo. Un nuovo viaggio con la conduttrice  amante della natura, che per altre cinque puntate ci mostrerà il cambiamento del nostro pianeta e traccerà una linea immaginaria per unire paesi diversi tra loro.

A tra poco con la diretta.

Inizia Niagara – quando la natura fa spettacolo, Licia Colò ci introduce le storie che racconterà: le scogliere, i porti, i tramonti infiniti, bisogna curarla questa bellezza, per tenere sempre vicino a noi questo grande e piccolo cosmo.

Siamo in Croazia in una splendida cornice di verde infinito e di laghi, nel Parco Nazionale Plitvice, patrimonio dell’Unesco. Un parco a due livelli, dove l’acqua sale e scende, contornata da passerelle di legno ormai incastonate nella natura.

Questa parco è un’opera spontanea della natura, ma per poco l’umanità stava per perderlo. La guerra croata indebolì il territorio ed anche questo parco ne risentì. Le vittime non sono state solo umane, ma anche gli alberi del parco – che venivano usati per scopi logostici e militari.

Oggi la natura e l’uomo si sono riappropriati di questo luogo, il parco è abitato da diverse specie come: “l’orso bruno, volpi, falchi, cervi e tanti altri”. Ci sono voluti anni per ricostruirlo e restituirgli la propria bellezza, per colpa dei danni delle battaglie e dell’incuranza. L’uomo è riuscito questa volta ad aiutare questo parco e non più a distruggerlo.

Licia arriva presso una cascata incantevole, che diventa ramificata. L’acqua è un elemento fondamentale per la vita, forse nel futuro ci sarà una guerra per essa. Valerio Rossi Albertini ci racconta le formazioni di calcare che formano le cascate, perchè l’acqua cerca sempre il suo assetto dentro le rocce, abbattendo le sue pareti per trovare nuove vie. Albertini poi aggiunge che nel mondo c’è grande carenza d’acqua e anche il nostro sud sta cadendo in questa morsa terribile della siccità.

Licia ora ci vuole condurre in un posto incantato: si trova nel nostro paese, in Trentino, e si chiama Rio sass. Questo luogo è noto perché ci sono abitazioni costruite a picco su un canyon. Lorenzo, uno speleologo del posto, aiuterà la nostra conduttrice nell’esplorazione di questo mondo sotterraneo.

Centottanta metri di dislivello e un’infinità di gradini per arrivare sul Rio sass, più si scende, più si sente il rumore dell’acqua. Uno spettacolo naturale questo fiume, che spinge i ciottoli, i quali trapanano le rocce, creando nuove evoluzioni e nuove strade. Sembra di essere sul set di Jurassic Park, ma senza dinosauri.

Licia ora viene aiutata dai vigili del fuoco a scendere ancora; in sicurezza arriva all’acqua. Qui la Principessa Sissi veniva con Francesco. Per evitare il rischio di frane fecero costruire un muro, che ancora non è crollato, ed ora è un tutt’uno con le rocce.

Queste rocce sono fatte di dolomia, che si è formata più di duecento milioni di anni fa. Licia entra con un Kayak trasportata dall’acqua all’interno del canyon. Le insenature sono molte da percorrere e molteplici gli scenari che sembrano dipinti da un pittore.

La Colò continua con la sua battaglia contro il surriscaldamento climatico; ci parla di Venezia e del pericolo che scompaia per colpa dell’innalzamento dei mari. Potrebbe diventare – tra cento anni – come Atlantide, un ricordo di umanità e del suo patto con la natura durante secoli e secoli.

Oltre alla città di Venezia, a sparire sarebbe anche la laguna, con il suo habitat, i suoi uccelli che stanno lasciando questo territorio. I canali stanno sparendo, inglobandosi al mare, molti paesi si sono dovuti traserire durante gli anni. Oggi tutto l’ecosistema lagunare è a rischio, anche se per anni il problema sembrava solo l’inquinamento del terreno.

Ci si è però accorti che l’innalzamento del mare era la priorità assoluta; si sono costruiti degli argini per cercare di arginare questo fenomeno. Un intero pezzo della nostra stroria rischia di essere cancellata dalle onde.

Si passa a raccontare la vita di chi abita il mare e lo esplora, una famiglia di delfini dal naso a bottiglia.

Sono gli animali studiati più a lungo nel mondo. Questi delfini vivono nella baia degli squali in Australia, situata nella punta più ad ovest del paese. I delfini devono stare attenti al nemico numero uno: lo squalo tigre. I piccoli delfini con le madri sono le prede preferite dai delfini maschi per l’accoppiamento, perchè più distratte; sono rapite dal branco, che può allontanare i piccoli facilmente.

Licia precisa che l’intelligenza dei delfini è provata scientificamente. I delfini si nutrono di pesci, ma il cibo è scarso. Vista la loro intelligenza però, hanno trovato una soluzione: adottano varie tecniche di caccia a seconda del territorio in cui si trovano.  Un altro tipo di delfino è quello spugna, che  caccia nei canali per prendere le spugne per arare il fondo oceanico, stanando così le prede sotto la sabbia.

All’interno della baia degli squali, quando l’acqua si scalda escono fuori i terribili predatori. Gli squali mangiano di tutto, dalle tartarughe fino ai piccoli delfini, ed il loro periodo preferito per cacciare è quello delle nascite.

Di solito i delfini si difendono in gruppo, attaccando gli squali con testate violente per allontanarli. Quando però le mamme si trovano da sole con i loro cuccioli sono molto più in pericolo e non riescono a difendersi da questi terribili predatori del mare. Una mamma delfino non trova più il suo cucciolo e sembra ditrutta, non aveva mai perso un cucciolo; la famiglia le si stringe attorno, come a volerla confortare. La solidarietà del branco è incredibile ed aiuterà questo gruppo di delfini a superare le perdite.

Licia ci parla di Diane Fossey, che scelse di vivere con i gorilla di montagna, raccontando la loro storia e l’orribile caccia che viene fatta dall’uomo. Lei cercò di difenderli ad ogni costo, ma alla fine la cattiveria vinse, molti gorilla vennero uccisi. Diane non accettò questo massacro e iniziò la sua lotta contro i cacciatori, ma la perse dopo venti anni, uccisa anche lei dagli stessi bracconieri.

Ci trasferiamo in Norvegia, dove vive un uomo che aiuta i lupi. Oggi viene rispettato da questi animali come se fosse membro del branco, tra loro c’è un legame molto stretto. I lupi in questo habitat sono divisi in due recinti, in uno ci sono i lupi che sono stati a contatto con l’uomo, nell’altro quelli che crescono allo stato brado.

Non sono a rischio solo i lupi, ma anche gli orsi e il gufo grigio; nonostante l’habitat sia in condizioni ideali per gli animali, sono divisi dall’uomo per la paura di una convivenza forzata. In Norvegia c’è molto spazio per i lupi ma ce ne sono solo 12; in Germania 30, anche se il territorio è meno vasto. Ci si chiede perchè respingere centinaia di lupi e invece coabitare solo con le alci, che diventano poi bottino per i cacciatori.

Licia sbarca in Sardegna dove abitavano gli uomini preistorici, 1330 anni prima di Cristo. Una fontana preistorica è ancora conservata qui nel Gennargentu. Il fiume cedrino reso famoso dalla scrittrice Grazia Deledda. Il fiume è navigabile in canoa e seguendo le sue acque raggiungeremo la fonte.

Il parco nazionale del Gennargentu è un territorio vasto e intrecciato, difficile da scoprire, infatti si narra che ci siano dei tratti di foresta ancora inesplorata. Licia si immerge in un altro canyon, dove ci sono acque chiarissime in cui ci si immerge per esplorare le rocce sottostanti.

Si vola in Madagascar, a Locobe, una riserva naturale chiamata la grande isola. Una foresta piena di enormi alberi e molte specie animali. Il serpente è una specie molto diffusa in questo parco.

Poi ci imbattiamo in banchi di sale naturale, l’inviato va alla caccia degli immensi baobab. Giganti che dominano la natura, che sono alti fino a trenta metri; l’albero della vita però sta morendo. Dagli anni sessanta i baobab si sono dimezzati per colpa dei cambiamenti climatici.

Luca Bracali riesce nella sua impresa e dopo ore di appostamento con la sua fidata macchina fotografica, scatta uno scorcio magico. Il baobab si mischia alla via lattea.

Licia è ancora in Sardegna con i cavallini della Giara, poi visita le querce da sughero, uno dei più importanti giacimenti di sughero d’Europa. Nel parco della Giara ogni anno arrivano molti turisti e restano rapiti da un panorama da favola. Si narra la storia che i cavalli siano stati portati qui dai fenici ed è bello immaginare la leggenda che avvolge questi animali.

Dobbiamo ricordarci di andare sempre verso un equilibrio, quello tra noi ed il pianeta che abitiamo. La puntata di oggi termina qui.



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