Vip e letteratura Monica Guerritore: il mio amore per “Menzogna e sortilegio” della Morante


Intervista a Monica Guerritore, attrice di teatro, cinema e televisione che parla del suo rapporto con i libri e la letteratura.


Attrice di teatro, cinema e televisione, ha esordito a soli 16 anni diretta da Giorgio Strehler ne “Il giardino dei ciliegi“. La sua carriera è continuata in un crescendo di successi dovuti alla sua capacità di immedesimazione nei personaggi. Monica Guerritore è senza dubbio una delle più intense attrici italiane e si è espressa in maniera completa anche come regista.

Le sue interpretazioni televisive e cinematografiche spaziano dal primo sceneggiato televisivo a colori trasmesso dalla RaiManon Lescout” fino a Trilussa storia d’amore e poesia“, miniserie andata in onda su Rai 1 nel 2013 con Michele Placido nel ruolo di Trilussa. La carriera teatrale va da “Il giardino dei ciliegi” del 74 fino a “Mariti e mogli” di Woody Allen di cui ha curato anche la regia.

Abbiamo incontrato l’attrice che ci ha parlato in esclusiva del suo rapporto particolarissimo con i libri e la letteratura.

Monica Guerritore Quali sono stati i libri della sua infanzia?

Mi perdevo nei libri di Robinson Crusoe. Il tema dell’avventura mi ha sempre guidato nella scelta delle letture anche quando crescendo sono cambiate le mie preferenze letterarie. 

Quali sono state?

Conrad (Tifone) muove il destino dell’uomo nell’avventura innestata negli elementi, Tolstoj in “Guerra e pace” narra l’avventura umana della perdita dell’innocenza. E poi ci sono stati Dracula di Bram Stoker il passaggio dal magico alla tecnologia. Tutto è avventura. L’essere umano è sempre in movimento, in questo non sono cambiata. Neppure ora che leggo anche Godel, Fritjof Capra e la fisica sub-atomica.

Monica Guerritore 3Un libro che l’ha segnata e  ha iniziato la sua educazione letteraria?

La mia educazione letteraria è cominciata da quando ero giovanissima e studiavo per la mia professione (letteratura russa, svedese, inglese) con Cechov, Dostoevskij, Strindberg e Shakespeare, solo per citare alcuni autori. Ma il testo che ha segnato la mia crescita interiore nel momento più difficile della mia vita è stato “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estes.

Come sceglie i libri che legge?

Fortunatamente ho la capacità di individuare subito se un libro ha stoffa, se sotto quel testo c’è una scrittura drammaturgica, una voce nascosta che chiede di essere ascoltata. 

Le sue letture sono finalizzate alla professione di attrice?

Immagino sin dalle prime pagine una messa in scena. Cito uno dei miei libri preferiti: “Menzogna e sortilegio”. La grande Elsa Morante da voce e forma al mio pensiero. “Al declinare della notte io cado spesso in un sonno leggero; mi par d’udire un debole strido di spavento e di intravedere nelle deboli luci del giorno una flotta di esseri effimeri che fuggono confusamente dalla stanza. Se io levo le pupille si dileguano, ma se usando un poco di astuzia sogguardo appena intorno senza farmi scorgere, distinguo le loro figure estranee incerte e vedo nella sostanza trasparente dei loro volti, il movimento febbrile ed interrotto delle loro lingua e sottili. Forse costoro sono tornati a me per liberarmi dalle mie streghe, dalle mie favole. Ecco perché ubbidisco alle loro voci e scrivo: chissà che con il loro aiuto io non possa finalmente uscire da questa camera”. Elsa Morante racconta i suoi fantasmi ed è così, nell’identica maniera, che i miei personaggi, quelli che poi porterò in scena, si manifestano. Ed io devo solo percepire… guardarli con la coda dell’occhio.

monica guerritore

Ci descrivere la sua libreria?

Non è grandissima. È chiara, si sviluppa su tre scaffali alti. Ed è divisa in letteratura, psicologia e teatro.

Qual è il primo libro che ha fatto leggere alle sue figlie?

Gabriele (Lavia suo ex marito ndr.) le addormentava con “I miti ed eroi dell’antica Grecia” e con le favole. Amano tutte e due moltissimo leggere e sono passate dai “Piccoli brividi” ad “Harry Potter”. A Maria ho suggerito “Menzogna e sortilegio” a Lucia “Guerra e pace”.

MONICA GUERRITORE 1024x768Il suo rapporto con i classici?

I classici sono quei romanzi che proprio perché nascondono al loro interno il racconto delle vite di tutti gli uomini attraversano il tempo, sembrano scritti per noi. {module Pubblicità dentro articolo}

E con gli scrittori contemporanei?

Adoro la Ferrante, Luca Di Fulvio, Giuseppe Catozzella, John Edward Williams.

Il ricordo di un grande scrittore/scrittice che ha conosciuto?

Non ho conosciuto scrittori. Ma ho scritto un testo su Oriana Fallaci e posso dire di averla conosciuta. Questo testo di Valery racconta lei e accomuna tutti gli scrittori: “… La mia penna picchiettava sulla carta / poi questa penna che scandiva il tempo / si mise da sola a trattare forme barocche / curve, volte, pesci orrendi, piovre intricate da ghirigori. / chissà pensavo se il reale nelle sue innumerevoli forme non sia altrettanto arbitrario. / La menzogna viene a patti con il vero / lo spirito da forma al mito / e tutto questo non esisterebbe senza la parola… Paul Valery



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