Tv e politica | Francesca Barra: ecco perché mi sono candidata


Tv e politica | Francesca Barra: ecco perché mi sono candidata. La giornalista e scrittrice è in corsa nella sua Basilicata


Francesca Barra è di nuovo “in onda” con Gianluigi Paragone. I due ex conduttori del programma su La7 sono entrambi in corsa per un posto in Parlamento, ma in due schieramenti diversi. Lui ha scelto il Movimento 5 Stelle, lei il Pd. La giornalista e scrittrice è candidata nella sua Basilicata, la terra da cui discende, sempre presente nella sua vita e nei suoi libri.

A riguardo ha pubblicato due romanzi ambientati in Basilicata editi da Garzanti, “Verrà il vento e ti parlerà di Me”, “L’estate più bella della nostra vita”.
Francesca Barra ha condotto il Concertone del Primo Maggio su Rai3, su Radio 1 per quattro anni il programma “La bellezza contro le mafie” e su Radio 105 “La Giungla”.
Nelle ultime due stagioni è stata editorialista nel Matrix di Chiambretti e stava conducendo un programma su Radio 2 quando le è stata comunicata la candidatura.

ECCO L’INTERVISTA

Francesca Barra, come mai ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche?
«Per amore. Per amore della mia terra: la Basilicata. Nella quale sono nata e cresciuta. Che ho difeso, promosso e sostenuto con ogni strumento e in ogni modo: inchieste in radio sull’ambiente, appelli durante il periodo delle alluvioni che hanno danneggiato molti comuni, ma anche con i romanzi, i documentari: da giornalista sensibilizzavo, come politico spero di incidere attivamente».

Perché ha scelto il Pd? Eppure la sua famiglia ha tradizioni diverse e lontane dal centrosinistra: è riuscita a convincere i suoi a votarla?
«La mia famiglia non ha mai condizionato la mia indipendenza intellettuale. E questa qualità dovrebbe dirla lunga su quanto io non sia facilmente condizionabile, influenzabile, nemmeno dalle persone che amo. Ci rispettiamo e in casa c’è sempre stato un grande confronto. Per questo non capisco l’accanimento sui social di chi aggredisce chiunque non la pensi allo stesso modo».

La polemica sull’apostrofo…
«Guardi, io e il grafico (che è bravissimo) abbiamo riso molto proprio ieri perché gli ho detto- come ha scritto Gramellini- che la sua è stata un’idea geniale di marketing. Ero in crisi per quel refuso – che nessuno può davvero pensare sia una lacuna grammaticale (ma si usa sfruttare così ogni cavillo). Adesso è diventato un’opportunità per mettere – invece dell’apostrofo – l’accento dove voglio con maggiore seguito. Perfetto direi. I problemi sono altri».
Lo sa che il suo è un collegio molto difficile? E non le hanno dato neanche un paracadute…
«Non l’ho voluto. La fiducia la voglio ottenere dalla mia terra. L’origine di ogni mia scelta. Non volevo una poltrona a prescindere. L’avevo già, da giornalista. In televisione e in radio: sicura e rassicurante».

Ce la farà il Pd a vincere le elezioni?
«Ce la stiamo mettendo tutta. Spero che il rigore, il buon senso, i dati Istat invece di quelli social, prevalgano su programmi mitomani, irrealizzabili e diretti solo alle pance degli italiani».

Che rapporto ha con Matteo Renzi?
«Lo conosco e lo intervisto da quando era sindaco di Firenze. Durante il referendum sulle trivelle io mi sono spesa in prima linea contro il suo Governo. Ma proprio per questo ha sempre apprezzato le mie battaglie: oneste nel metodo e nella sostanza. Il confronto, anche con lui, non è mai venuto meno. Poi mi ha dato fiducia con la candidatura, non posso che ringraziarlo per averlo fatto».

A Mediaset e alla Rai qualcuno le ha detto qualcosa di particolare dopo aver saputo della sua discesa in campo. Chiambretti come l’ha presa?
«Mi ha augurato il meglio, come alcune persone a cui voglio bene in Mediaset. In Rai ho comunicato che dovevo lasciare il programma si Radio2 il giorno della diretta – lo stesso in cui ho avuto la conferma ufficiale. Il co-conduttore e la direttrice mi hanno augurato il meglio. Succede così quando si semina bene. L’affetto e il sostegno si conquistano, ma sono indispensabili quando si compiono simili passi».

E il suo compagno Claudio Santamaria è contento della candidatura?
«Mio marito ha preso perfino un pullman di notte arrivando all’alba incastrando il suo tempo (è impegnato nelle riprese di un nuovo film) per starmi vicino. È contento se sono contenta».

Lei crede a un possibile futuro accordo tra Renzi e Berlusconi in un governo di larghe intese?
«Io per ora credo di dover pensare a fare vincere il Partito Democratico».

Tv e radio le mancheranno?
«Mi rifaccia la domanda fra qualche settimana».

Ha già delle ospitate concordate?
«No e ho rifiutato tantissime interviste. Non riesco, sto lavorando sul territorio ogni giorno dalle prime luci fino a mezzanotte. Per me questa campagna elettorale è fondamentale farla sul territorio, incontrando persone, confrontandomi con idee, problemi, progetti».

Qual è il suo interlocutore preferito in tv con cui vorrebbe confrontarsi? Dove è possibile votare Francesca Barra?
«Nel collegio Matera Melfi. L’unico interlocutore con cui amo confrontarmi davvero è il cittadino. Le storie degli altri, non è sempre stata la mia più grande occupazione?».

Che cosa vorrebbe cambiare nel suo territorio se dovesse essere eletta?
«I trasporti, la sicurezza dell’ambiente e della salute dei lucani; il problema dello spopolamento. Vorrei che i piccoli comuni (anche grazie alla legge dedicata) fossero illuminati dalla gratificazione di Matera Capitale Europea della cultura. Che fossero riaccesi con una rete di servizi interni funzionali ed efficaci. Che la regione diventasse una fucina di progetti e investimenti. Vorrei disegnare il progetto Basilicata che possa andare ben oltre il 2019 e farle ottenere finalmente ciò che merita».

Perché gli elettori dovrebbero votarla?
«Perché sono lucana. Amo la mia terra, le mie radici. E sarò presente sul territorio. Il mio lavoro di giornalista e scrittrice ha dimostrato che non c’è nessun motivo per cui non credermi. Quando sono andata via dalla Basilicata ho fatto incidere su una targa la frase che avevo sentito in un documentario: “La terra, ereditata o acquisita con nuove fortune, può costituire un ottimo investimento economico ma soprattutto spirituale, perché la qualità della vita è fatta di conti in banca ma soprattutto di quelli che si fanno con se stessi, al primo sole, meglio se seduti sotto un vecchio albero di famiglia”. Questa è la dedica che feci incidere in una targa quando lasciai la Basilicata».

Bella. C’è una dedica particolare…
«A mio padre. Queste sono le parole in cui credo: famiglia, terra, radici. Parole che ho imparato a conoscere, a rispettare e ad amare, nascendo in Basilicata, crescendo qui e perfino dovendola lasciare. Ma da allora, quelle parole sono state la mia seconda pelle, e un punto di riferimento per la mia professione. Mi sono sempre battuta per il riconoscimento del valore della nostra regione e la sua promozione. Mi sembrava impossibile che una terra così completa, monti, borghi, mare, ulivi, prodotti eccellenti della terra, i Sassi e la storia legata ad essi, le storie dei lucani, restassero nell’ombra».



2 Replies to “Tv e politica | Francesca Barra: ecco perché mi sono candidata”

  • Schifaudo Nancy

    Trovo assurdo ciò che dice La Barra per quanto riguarda la faccenda dell’apostrofo prima dimenticato e poi messo. Innanzitutto lei non si può prendere gioco della rete che è fatta di persone che hanno visto e ho visto il vergognoso errore grammaticale sottovalutato per poi dalla stessa Barra reso + tale identificando l’apostrofo con un accento. Da che mondo è mondo la grammatica italiana c’ insegna che l’apostrofo lega due parole che iniziano x vocale e l’accento da l’ intonazione ad una parola, e lo sa benissimo dato che giornalista e scrittrice..
    Quindi il suo agire oltre che ad esser stupido è anche già una premessa di come sarà la sua condotta politica nei confronti di noi cittadini Italiani e non solo “lucani” di mera ipocrisia e narciso egoismo. Già da questo episodio ne vedo l’origine del suo mandato politico.
    Ricordo infine alla Barra che si deve esser corretti con il prossimo per non avere aspre critiche da lui e poi le ricordo che se verrà eletta ella sarà Deputato della Camera Italiana e non assessore regionale della Basilicata cm lei inconsciamente pensa di essere. Fateci caso lei nella sua campagna elettorale parla sempre della sua Basilicata e non di tutti gli italiani. Che Amarezza.

  • Nancy Schifaudo

    Vorrei inoltre ricordare alla Barra che la politica cioè il benessere di tutti cittadini italiani non è affatto paragonabile ad una strategia di marketing per vendere un libro o promuovere un film essa è molto di più è partecipazione ai bisogni dei propri connnazionali promuovere i loro diritti in quanto un deputato è il loro portavoce così voluto dalla nostra bellissima Costituzione, se lo ricordi la Barra, perché se lei vuole far il deputato cn il suo agire di ora è già una perdente in partenza e già imbroglia.

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