Roberta Caronia: Il Cacciatore racconta l’umanità di vicende disumane


L'intervista all'attrice palermitana che nella serie trasmessa da Rai 2 interpreta Vincenzina, moglie del boss mafioso Leoluca Bagarella. Un ruolo delicato, che le ha richiesto un particolare approccio interpretativo.


Siciliana, Roberta Caronia è uno dei volti di punta de Il Cacciatore, serie in onda su Rai 2 dallo scorso 14 marzo. A lei spetta il compito di interpretare Vincenzina, la moglie del boss Leoluca Bagarella. Noi l’abbiamo intervistata per capire come abbia lavorato sul complesso personaggio che le è stato affidato.

Quali sono i tratti che contraddistinguono il suo personaggio?

In questa serie vesto i panni di Vincenzina Marchese, la moglie del boss Leoluca Bagarella. Un personaggio reale, dunque, di cui si parla nel libro “Il cacciatore di mafiosi” scritto da Alfonso Sabella, opera da cui è tratta la nostra serie. È un personaggio complesso che, come ha scritto lo stesso autore dell’opera, ha vissuto in ‘aria di mafia’ tutta la sua esistenza, sin da quando era bambina, e di conseguenza ha costruito la sua identità all’interno di un ambiente mafioso. Oltre ad essere la moglie di Leoluca Bagarella, Vincenzina era anche la sorella del primo pentito del clan dei corleonesi, particolarmente inviso alla famiglia Riina. Per questi motivi era una donna scissa, sia all’interno della sua famiglia sia dentro sé stessa. Lo era anche perché, probabilmente, cercava una maternità che non arrivava e per il fatto di dover vivere da latitante, una condizione che la portava spesso a stare in solitudine. La donna che interpreto ha cercato, durante tutta la sua vita, di trovare dei segni per aiutarla a dipanare la sua esistenza. Ci ha provato, ma non è detto che ci sia riuscita: questo lo scopriremo nel corso delle puntate de Il cacciatore.

Roberta Caronia è Vincenzina Marchese ne Il Cacciatore

Lei è siciliana: quanta responsabilità c’è nell’interpretare un ruolo così delicato?

Molta. Sono una palermitana doc, cresciuta nella cultura dell’antimafia negli anni successivi alle stragi del 1992. È ovvio che affrontare un ruolo così complesso sia stata una sfida. Siamo entrati proprio in casa Bagarella, raccontando il grande amore che legava il boss e la sua consorte. Mi sono chiesta più volte se potessi restituire l’umanità di un personaggio simile e sono giunta a questa conclusione: credo che dobbiamo assumerci la responsabilità di raccontare anche l’umanità di un fatto disumano. Giovanni Falcone diceva che la mafia era un fatto umano e che come tale avrebbe avuto, un inizio e una fine. Per comprenderlo, dunque, penso che dobbiamo entrare nell’aspetto umano dei suoi protagonisti.

Roberta Caronia

Abbiamo chiesto all’attrice siciliana qual è, secondo il suo punto di vista, l’elemento che distingue Il cacciatore da prodotti televisivi seriali concentrati sul tema mafia. Roberta Caronia ha risposto in modo molto dettagliato ed articolato alla nostra domanda: per scoprire cosa ci ha detto basterà ascoltare l’intervista integrale che l’interprete di Vincenzina Marchese ha rilasciato ai nostri microfoni. Per farlo, vi basterà cliccare sul pulsante Play del video che si trova in testa al nostro post.



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