Christian Burruano: per Il Capitano Maria ho rinunciato alla laurea


Christian Burruano: per Il Capitano Maria ho rinunciato alla laurea. Intervista al giovane attore che interpreta il personaggio di Vitaliano ed ha lavorato anche in serie statunitensi come ad esempio Crossing Lines con Gabriella Pession.


Il giovane attore Cristian Burruano è uno dei personaggi della serie Il Capitano Maria la cui prima puntata va in onda lunedì 7 maggio in prime time su Rai 1. Interpreta il ruolo di Vitaliano che sarà una sorta di deus ex machina soprattutto nelle prime puntate. Abbiamo incontrato l’attore che ci racconta non solo il suo personaggio, ma le sue aspirazioni per il futuro.

Chi è Vitaliano e quale ruolo avrà nella serie Il Capitano Maria?

«Vitaliano è il fratello di Annagreca Zara, una giovane e misteriosa ragazza con un naturale talento matematico. Orfana, è al centro di un gruppo segreto di giovani hacker. Vitaliano sarà determinante in molte situazioni ed è anche un personaggio che ama in modo particolare l’azione. Infatti ci sono molte scene girate con le armi che non ho avuto alcuna difficoltà ad interpretare».

Come mai?

«Ho molto in comune con Vitaliano, soprattutto la formazione personale e l’amore per le scene d’azione. Vedrete la sua opera e il suo ruolo aumentare sempre più di importanza puntata dopo puntata. Vitaliano si trova sempre al centro di situazioni particolari. Ce n’è una in cui sembra dovrà accadere l’apocalisse. Non vi rivelo altro ma posso anticipare che dovunque c’è Annagreca ci sono io».

Lei ha recitato anche in altre fiction televisive?

«Ho interpretato la prima stagione di “Un passo dal cielo” quando c’era Terence Hill e ho avuto un ruolo anche nella serie “Crossing Lines” accanto a Gabriella Pession. Questa esperienza mi ha permesso di lavorare in America e mi ha molto gratificato al punto che adesso sto cercando di ampliare il mio raggio d’azione tentando di frequentare maggiormente gli States per trovare nuove opportunità lavorative».

L’esperienza con Dario Argento?

«Ho interpretato “Dracula 3D”, e anche questa è stata una prova d’attore molto formativa. Inoltre ho fatto anche un provino con Abel Ferrara per il film “Pasolini” in cui ho avuto un ruolo non estremamente importante, ma molto bello e significativo».

Dunque lei recita in inglese?

«Posso considerarmi quasi bilingue. Parlo un inglese britannico talmente convincente che spesso è difficile capire che sono invece italiano».

Come è nata la sua carriera di attore?

«Le confesso innanzitutto che io non credo nel talento. Ciononostante ho sentito che avrei potuto dare il meglio di me stesso proprio su un set o su un palcoscenico teatrale. Infatti per molti anni ho recitato al Teatro Stabile di Torino, città nella quale vivo. Io mi sono costruito da me, la mia famiglia non ha potuto darmi nulla perché non aveva le possibilità economiche. Adesso i miei genitori sono soddisfatti di quanto ho realizzato e devo ringraziare soprattutto mia madre per avermi sempre incoraggiato».

Che tipi di studio ha fatto?

«Sono laureato in psicologia e avrei dovuto conseguire la laurea magistrale. Ma proprio nel giorno in cui dovevo superare il test all’università arrivò la chiamata per il provino nella serie “Il capitano Maria”. Ovviamente ho rinunciato alla laurea magistrale e non me ne sono mai pentito».

Che cosa si augura per il futuro?

«Vorrei diventare un attore italiano specializzato in film di azione».

Dunque si riconosce in Vitaliano?

«Le ripeto Vitaliano mi somiglia per forza di volontà e perché è un personaggio con un forte senso della giustizia. Caratteristica che è anche nel mio carattere. Ma confesso che quando poi mi rendo conto che la giustizia, spesso, non arriva non posso non rimanere deluso».



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