Connect with us

Interviste

Pif dopo Il testimone penserò al mio prossimo film

Intervista all'attore e regista che racconta il suo nuovo programma in onda su Tv8 e i progetti futuri.
Avatar

Pubblicato

il

Intervista all'attore e regista che racconta il suo nuovo programma in onda su Tv8 e i progetti futuri.
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

L’ex Iena Pif torna questa sera su TV8 (canale 8 del telecomando) alle 23.15 con la seconda puntata de Il testimone. In questo nuovo ciclo lo stiamo vedendo sballottato in ogni capo del mondo: dal Buthan a Miami, passando per i campi da calcio e la sala prove di una stella della danza classica come Roberto Bolle. Ma questa vita da vagabondo, a 44 anni, incomincia un po’ a stancarlo (“quando avrò 50 anni forse non potrò più andare in giro con la telecamerina per una giornata intera) e una riflessione di un certo tipo il conduttore e regista inizia pure a farla: alla sua età non sarà forse giunto il momento di “mettere la testa a posto” e avere una vita pseudo normale, a prova di fidanzata e di famiglia? Intanto si inizia con il lo stabilire che agosto sarà da quest’anno il mese di vacanza, quanto al resto… si vedrà.

Pif, la prima puntata ha avuto ottimi ascolti. Che dobbiamo aspettarci in seguito?

Il Testimone a trazione TV 8 non sarà snaturato nelle sue prerogative: l’unica vera novità è che oggi ho 44 anni e sono più conosciuto rispetto a dieci anni fa, il che mi permette di poter intervistare persone che prima assolutamente non avrei neppure potuto avvicinare. Detto questo, i miei 44 anni non sono comunque tanti abbastanza per perdere la curiosità. La base è sempre quella, la mia curiosità è quella tipica dell’italiano medio, e molti infatti si rivedono in me. Ecco dunque la puntata sugli arbitri, che trasferisce il punto di vista dallo spettatore all’arbitro. Anche di quello più bravo si ricorda sempre l’errore, prende insulti per 90 minuti, rischia di essere menato. E pure senza prendere un centesimo. La domanda dunque è: perché lo fai?!

Di questa stagione de Il testimone incuriosisce molto la tappa in Buthan. Perché lo ha scelto?

Il Buthan è un posto in cui il re, un giorno, ha deciso che non era solo importante il Pil, il prodotto interno lordo, ma anche quello che io ho ribattezzato il Pif, il prodotto interno della felicità: non dobbiamo vedere solo il lato economico, ma anche quanto si sia felici. Per loro tutti hanno il diritto ad essere felice e fanno di tutto per renderla felice. È una prospettiva molto interessante.

Come è stato l’approccio con Bolle, notoriamente un po’ restio alla confidenza?

Il primo approccio è stato un po’ rigido, per via anche della sua rigidità posturale da piemontese e ballerino che stonava un po’ con la goffaggine di un palermitano come me. Mi metteva un po’ di ansia, è stato difficile trovare un arco. La danza e il ballo sono il suo mondo e fai fatica ad entrarci o a tirarlo fuori. Alla fine credo di essere riuscito a farlo cedere. Non è stato affatto facile. Lui è molto socievole, più di quanto si possa pensare.

Come nascono le sue inchieste?

Nascono dalle idee. Chiunque può proporre e se mi incuriosisce vado. Io sono pigro e difficilmente affronto qualcosa che non mi piace. Per smuovermi ci vuole un argomento che mi appassioni, mi attiri, mi faccia scendere dal letto e mi porti in giro per il mondo. Non ho la prontezza di spirito di appuntarmi argomenti interessanti che possano diventare oggetto delle mie inchieste, quindi alla fine me ne dimentico. In realtà la cosa interessante è che il testimone è un bacino per il film. In guerra per amore va avanti perché non so dire water in inglese e tutti la scambiano per war, guerra, e alla fine mi arruolo.

Il passaggio da MTV a TV8…

Il programma si era incastrato perfettamente con MTV, faceva parte integrante di quel canale, ma devo dire che il passaggio a TV8 è stato un passaggio naturale. Anzi, direi che sta andando bene. Molto bene. 

Il testimone pif

Qual è il segreto del successo del programma?

Mi piace pensare che il successo sia dovuto al fatto che questo programma è tutto vero. Il 95% di quello che vedi è vero, cosa non così scontata in tv; il 5% è la costruzione televisiva.

Quanto è cambiato dai suoi esordi televisivi?

Con Il testimone, incontro di mondi ed esperienze diverse, sono cresciuto professionalmente e anche umanamente. All’inizio ero molto arrogante, avevo l’atteggiamento del tuttologo esperto. Ora ho un atteggiamento e uno sguardo tutti diversi; se vedo un bambino lo guardo più da papà, ho un altro tipo di sguardo e di attenzione nei suoi confronti. A 44 anni inizi a pensare che questa cosa possa accadere e che ti piacerebbe accadesse.

Telecamera nascosta e telecamera in bella vista. Ha iniziato con la prima alle Iene e ora è passato alla seconda. Che differenza si prova a fare servizi nei due modi? Meglio ieri o oggi?

La telecamera nascosta è stressante, non mi piace più andare a rubare qualcosa, immagini, audio come facevo con le Iene. Ora mi piace la telecamera a vista perché mi piace la spontaneità. La telecamera nascosta è faticosa, devi scoprire il marcio della situazione, è stancante. L’ho fatto 8 anni con le Iene, appunto, ma ora non lo voglio fare più, preferisco essere più rilassato quando lavoro. Non dormivo la notte, mi si stringeva la pancia per fare le Iene. Per carità, è un modo di fare televisione anche quello, ma non è più roba mia. Come le candid. Basta.

Film, serie tv, inchieste in giro per il mondo. Ma quando si riposa Pif?

Da quest’anno ad agosto non lavoro più, faccio vacanza. Per me è una cosa straordinaria, stranissima. Il mio planning normalmente va dal lunedì alla domenica e quando hai la fidanzata questo è un problema. Va bene che ora non ce l’ho, però mi porto avanti…

Negli ultimi anni l’abbiamo sempre vista a Sanremo: sarà al festival anche per questa edizione?

Quest’anno forse salto ma il festival andrà avanti anche senza di me. Non credo che la gente si lamenterà. Per ora quello che dovevo raccontare di Sanremo l’ho fatto, prima o poi magari ci tornerò.

Film in previsione per il prossimo anno?

No, non ce ne sono; fino a giugno faccio televisione, poi devo mettermi a pensare al prossimo film. Che sicuramente non sarà più sulla linea di In guerra per amore o La mafia uccide solo d’estate; sto cercando di prendermela un po’ più comoda, senza dover andare troppo in giro per promuovere il mio lavoro. Vorrei godermi un po’ più le cose. Il film deve avere una idea convincente, che mi convinca anche tra due anni e mezzo, quando uscirà. D’altra parte i tempi tecnici sono quelli.

Si aspettava di diventare un po’ il paladino dell’antimafia?

La vera sorpresa più che altro è essere paparazzati da Novella 2000. è una cosa che non riesco ancora a capire che mia madre va dal parrucchiere e vede me sul giornale baciare una ragazza. E scoprirlo così perché io di certo non vado a dirglielo. Per quanto riguarda la mafia uccide solo d’estate speravo avesse lo stesso seguito de I cento passi, che all’inizio in effetti non incassò nemmeno molto, poi divenne un film che vedono nelle scuole. La mafia è andata anche meglio, ma come importanza ho scoperto la sua importanza per la gente. E quando una scuola lo proietta, una certa soddisfazione ce l’hai. È un po’ come aver scritto un libro di testo.

Cosa ne pensa della tv di adesso?

Sinceramente non ho il tempo di vederla. Se vedo un film a casa, alle 22.30, mi addormento subito sul divano. Però una cosa è certa: rivendico che da anni ci tritano le palle con la web tv e intanto Don Matteo fa il 30 per cento. Internet campa ancora con quello che produce la televisione. E la mia serie La mafia uccide solo d’estate, se fosse andata bene su internet, avrebbe avuto un successo pari ad “x”, avendolo fatto su Rai 1 è stato un successo enorme.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Giornalista esperta del mondo dello spettacolo, ho lavorato per diverse testate giornalistiche della carta stampata e del Web tra cui Libero e Affari Italiani Appassionata di calcio e basket, amo il teatro e la letteratura.

Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Interviste

Martina Crocchia «un futuro in tv, ma a determinate condizioni».

Intervista alla campionessa de L'Eredità che si confessa tra rivelazioni professionali e personali.
Anna Mancini

Pubblicato

il

Martina Crocchia quando torna
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Martina Crocchia super campionessa de L’Eredità, con all’attivo una vincita di 158.000 euro, ha rilasciato la seguente intervista al sito www.maridacaterini.it.

La campionessa è presente da oltre un mese nel game show di Rai 1 condotto da Flavio Insinna nella fascia preserale. Vi anticipiamo che tornerà lunedì 5 aprile a conclusione delle puntate L’Eredità per l’Italia.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Martina Crocchia che ci ha svelato molti lati della sua personalità e della sua esperienza a L’Eredità.

Martina Crocchia intervista progetti futuri

Martina Crocchia – intervista

Come ha vissuto la sua lunga permanenza nel game di Rai 1?

«Sinceramente mi è sembrato un sogno. Non credevo di andare al di là della prima puntata. L’esperienza è stata ancora più gratificante, grazie alla grande famiglia de L’Eredità e all’atmosfera familiare ed amichevole nella quale sono stata accolta».

Perché, a suo parere, è una campionessa così longeva?

«Io sono una persona fondamentalmente curiosa. Non mi sono sentita mai colta. Accanto agli studi che ho fatto mi informo quotidianamente attraverso ogni mezzo, compresa naturalmente la lettura. Sono però una lettrice abbastanza lenta e discontinua, ma mi piace imparare da qualunque fonte provenga il sapere umano. Sono molto legata ai particolari che mi colpiscono, e sui quali mi soffermo. Proprio per questa caratteristica sono molte le persone che non riescono a reggere una conversazione con me».

Che tipo di studi ha fatto?

«Ho frequentato inizialmente una scuola americana, successivamente il liceo classico e all’università Scienze della Comunicazione che considero il perfetto prosieguo degli studi classici. Inoltre ho colto sempre le occasioni per apprendere nuove nozioni, non solo dal punto di vista classico ma anche scientifico».

Martina Crocchia intervista

Un aggettivo con il quale si definirebbe?

«Sono non etichettabile. Mi considero un essere umano strano. Ho consapevolezza della mia personalità e ciò mi porta a pensare che non ci siano persone uguali a me in giro. Ma non sono però un’incompresa. Posso dire che questo lato del mio carattere genera paura, forse anche solitudine. Io infatti sono single e la consapevolezza di chi sono mi gratifica giorno dopo giorno».

Come vede il suo futuro dopo l’esperienza de L’Eredità? Diventerà anche lei una Cannoletta in gonnella?

«Innanzitutto ho apprezzato moltissimo Massimo Cannoletta. Ho seguito il suo excursus e posso dire che il suo risvolto televisivo lo comprendo, lo condivido e lo appoggio. Certo non accetterei mai di essere protagonista di un reality perché non amo la promiscuità. Ma se ci fosse la possibilità di qualche altro programma del pomeriggio o della sera non mi tirerei indietro. Mi piacerebbe innanzitutto realizzare un programma seguito dai giovani con i quali riesco a relazionarmi molto bene».

Martina Crocchia Pole Dance

I suoi programmi televisivi preferiti?

«Amo molto canali come Focus, ma i documentari scientifici un po’ meno. Sono appassionata inoltre di serie televisive fantastiche e legal drama. Mi piacerebbe ad esempio rivedere programmi cult come Il trono di spade».

Ci parla della sua scuola e delle allieve?

«Io sono la proprietaria della scuola di pole dance Phoenix che si trova in via Baldo degli Ubaldi a Roma. Sono impegnata praticamente tutti i giorni. Attualmente la scuola è chiusa e se non ci fosse stata la pandemia non avrei potuto partecipare a L’Eredità. Le ragazze si esercitano da casa e hanno sostenuto moltissimo sui profili social la mia partecipazione».

A proposito di social. Come risponde agli haters che si sono scagliati contro di lei?

«La maggior parte era rappresentata da donne tra i 50 e i 60 anni. Posso solo rispondere che sono giovane, avvenente e fortunatamente intelligente».

La riconoscono per strada?

«Sì, iniziano a riconoscermi e posso dire che mi fa immensamente piacere».

Infine Martina Crocchia manda un saluto a tutti i lettori di www.maridacaterini.it che la seguono e simpatizzano per lei.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Interviste

Mihaela Gavrila intervista alla docente sulla difesa dei minori dalla tv

Intervista alla professoressa universitari italiana sulla difesa dei minori dalle insidie della tv e degli altri devices.
Anna Mancini

Pubblicato

il

Mihaela Gavrila comitato media e tv
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Mihaela Gavrila è professore associato con abilitazione di professore ordinario presso l’Università La Sapienza di Roma. Inoltre fa parte del collegio di docenti del dottorato di ricerca in Comunicazione, ricerca sociale e marketing.

Insegna Entertainment e Television studies e teorie e tecniche della televisione. In particolare dal dicembre 2017 è componente effettivo in rappresentanza delle istituzioni italiane del Comitato Media e Minori.

Alla docente abbiamo chiesto un parere sul rapporto tra minori e televisione in un momento particolare in cui l’infanzia ha maggiore bisogno di essere tutelata.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Mihaela Gavrila. Questa è l’intervista rilasciata a www.maridacaterini.it.

Mihaela Gavrila intervista

Mihaela Gavrila – intervista

Qual è il ruolo del Comitato Minori e Tv?

«Innanzitutto l’immedesimazione degli adulti e degli educatori nel mondo dei bambini. Tutti siamo stati bimbi, ma pochi se ne ricordano. Il mondo dell’infanzia non è semplice da esplorare. Soprattutto oggi l’infanzia è complicata e molto spesso viene completamente affidata alla tv con le tante problematiche che ne derivano. Ricordiamoci che anche l’infanzia sta cambiando e noi la conosciamo sempre meno. Il ruolo del comitato è di difendere il più possibile i minori dai pericoli del piccolo schermo e non solo».

Il periodo attuale è più complicato rispetto al passato?

«Certamente. C’è una sovraesposizione da parte dei minori alla tv e ad altri devices. Abbiamo notato che la platea televisiva, basata su circa 25 milioni di telespettatori, nel periodo della pandemia da Covid, ha raggiunto 31 milioni in tutte le fasce orarie, soprattutto nel daytime».

Ma i bimbi vengono tutelati dal punto di vista televisivo?

«Da una parte possiamo dire che ci sono più tutele perché i programmi per bambini sono spalmati su vari canali ed app dedicate. Ce ne sono però talmente tanti che la scelta diventa estremamente complicata. Bisogna chiedersi: “verso quali indirizzi televisivi orientare la fruizione dei minori?”. Ci sono offerte disponibili a tutti, ma ci sono anche le offerte pay che non tutti possono permettersi. E qui il campo si allarga ancora di più».

A che punto è il Codice di regolamentazione dei media e minori?

«È fermo al 2002, quando si chiamava ancora Tv e minori. La nuova bozza è stata presentata nel 2019, ma è stata successivamente bloccata per la nuova direttiva europea sui media audiovisivi».

Qual è il vostro compito in particolare?

«Il nostro non è un lavoro semplice. Proviamo a concentrarci sulle fasce più critiche e cerchiamo di riconoscere i contenuti adatti a questo determinato pubblico. Per essere aiutati in tale compito ci siamo rivolti ai genitori e alla scuola. C’è un atteggiamento particolare che caratterizza l’infanzia è l’adolescenza di oggi».

Ci spiega qual è?

«In realtà i bimbi restano vulnerabili nonostante la crescita adolescenziale, anche se simulano capacità di adattamento alle varie situazioni. Non vogliono permettersi di dimostrarsi fragili. E spesso rivolgersi a loro come ad adulti, non fa che aumentare le fragilità insite in ognuno. Ogni singolo minore recepisce un messaggio in maniera differente. E incidono su questa capacità di comprensione anche le diversità degli ambienti da cui provengono. Ci sono bambini più pronti a determinate situazioni, altri invece no. Noi controlliamo anche i contenuti della fiction e dell’animazione, compresi i cartoni animati. Ma abbiamo una particolare attenzione sull’infotainment».

Mihaela Gavrila docente sapienza

Che succede quando viene sporta una denuncia al comitato minori e tv?

«Si mette in moto un determinato meccanismo. Certo ci rendiamo conto che talvolta può esserci un eccessivo moralismo. Spesso il codice sceglie l’archiviazione di alcuni casi. Ma ce ne sono altri in cui interviene con una lettera di raccomandazione alle varie emittenti. È una usanza molto utile per svolgere una funzione educativa per le reti televisive. Bisogna valutare dove posizionare specifici programmi ed anche la pubblicità. Un esempio infatti è lo spot della Nuvenia, così giustamente contestato. Bisogna evitare sempre l’utilizzo di immagini volgari e scene di violenza e sesso su tutte le reti, ma in particolare sulle generaliste».

C’è il caso di Cielo che propone film in prima serata non adatti ai minori. Come vi comportate?

«Questa è una questione importante. Abbiamo svolto una vera e propria battaglia per ottenere alcuni risultati. Ad esempio un ciclo di film, assolutamente improponibile per i minori, andava in onda nella fascia pomeridiana. Vi erano contenuti addirittura di pedofilia e pornografia. Abbiamo avviato un’istruttoria. Ma l’unico risultato è stato che la programmazione si è spostata in fasce non protette. Inoltre Cielo per un altro problema simile, non ci ha più considerato e non ci ha risposto. Il canale cioè non aderisce al Codice di regolamentazione. Noi non possiamo far altro che affidarci al rispetto che si deve al telespettatore. C’è inoltre da considerare che una tale programmazione abbassa anche la qualità del brand».


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Interviste

MasterChef Italia 10 il vincitore Francesco Aquila «vi presento il mio libro My Way: Zio bricco che ricette»

Intervista con il vincitore della decima edizione di MasterChef che svela i progetti futuri legati alla cucina.
Alice Toscano

Pubblicato

il

MasterChef Italia 10 Francesco Aquila
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

MasterChef Italia 10 ha il suo vincitore: è Francesco Aquila. Il giovane è il primo classificato nel cooking show si Sky prodotto da Endemol Shine Italy. La finalissima è sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW TV.

Francesco Aquila ha 34 anni, è un cuoco amatoriale pugliese che risiede a Bellaria Igea Marina. E’ maître di sala e docente di sala. È riuscito ad avere la meglio su due concorrenti, Antonio ed Irene, che sono giunti con lui in finale.

Il titolo gli è arrivato al termine di una puntata molto accesa in cui il vincitore è stato incerto fino all’ultimo. Abbiamo raggiunto Francesco Aquila telefonicamente. Questa è l’intervista rilasciata al sito www.maridacaterini.it.

MasterChef Italia 10 Francesco Aquila vincitore

MasterChef Italia 10 – intervista al vincitore Francesco Aquila

Lei è divenuto famoso per il suo intercalare Zio bricco e per il modo di piegare il mignolo. Come lo spiega?

«Zio Bricco è stato un mio modo di dire che può essere utilizzato sia in positivo sia in negativo. Inoltre il prossimo 11 marzo arriva nelle librerie il mio libro di ricette in intitolato My Way. Il sottotitolo è proprio “Zio bricco che ricette”».

Qual è stato il suo percorso durante il cooking show?

«Io ho cominciato ad avere la consapevolezza che avrei potuto andare avanti nelle cucine di MasterChef quando mi sono reso conto che mi mancava molto mia figlia. Questa sensazione l’ho trasformata in una sorta di grinta ulteriore. Il tempo per tutti è prezioso ed ho capito che avrei potuto recuperare quello dedicato a MasterChef e non a mia figlia, solo con un piazzamento importante nella classifica. Così ho capito che stavo esplodendo».

Come ha reagito sua figlia dinanzi alla vittoria del papà?

«Intanto ho dovuto tenerle nascosto che ero il MasterChef Italia numero 10, perché temevo che avendo solo 4 anni avrebbe potuto parlarne con qualcuno mentre noi per contratto eravamo tenuti al segreto».

Come ha reagito dinanzi alla popolarità nel corso soprattutto della fase finale di MasterChef?

«Posso dire di essere stato riconosciuto da ben pochi. Indossando mascherine ed occhiali di ieri sono riuscito a passare per molto tempo inosservato. A chi, nonostante tutto mi riconosceva, ho detto che per sapere qualche novità sul mio conto c’era un unico modo: seguirmi durante le puntate di MasterChef Italia».

MasterChef Italia 10 Francesco Aquila intervista

Lei inizialmente sembrava un personaggio buffo, poi si è rivelato pieno di valori. Come mai?

«La verità è che io sono proprio come i telespettatori mi hanno visto. Una persona semplice che ha cercato di veicolare all’interno del cooking show valori sani basati sull’amicizia, sulla famiglia, sulla lealtà e anche sull’amore inteso in senso generale».

Lei ha diviso la finale con Antonio ed Irene. C’erano altre persone con cui avrebbe voluto gareggiare?

«Nella vita io credo molto alla meritocrazia. E tra l’altro devo dire di essere ancora frastornato perché dopo tanto tempo non riesco a credere nella mia vittoria. È stata un’avventura bella e significativa. Io ho dimostrato che nel lavoro conta la meritocrazia. Ed è proprio per questo valore sono arrivati in finale con me Antonio ed Irene, persone che hanno meritato di raggiungere questo traguardo».

MasterChef Italia 10 Francesco Aquila progetti

Il suo futuro sarà ancora nella cucina?

«Io attualmente mi sento in un pianeta sconosciuto che devo ancora visitare. Mi piacerebbe poter crescere professionalmente ai fornelli e diventare uno chef professionista. Lavorare in una cucina così importante è stato per me decisivo. E molto spesso io mi sono detto che avrei dovuto comportarmi proprio come fossi in un locale servendo dei clienti».

C’è un ingrediente che porta con sé dopo MasterChef?

«Sicuramente l’aglio nero che non conoscevo e non avevo mai usato. A MasterChef mi sono letteralmente innamorato di questo ingrediente e lo porterò con me».

C’è stato un momento in cui si è sentito demoralizzato?

«Sì più di uno. Il primo è stato durante il terzo livello di uno Skill Test. Il secondo in una prova successiva. Mi ha preso un grande sconforto perché in ambedue i casi mi trovavo dinanzi una gallina e non sapevo assolutamente come cucinarla».

Un consiglio che darebbe ai prossimi concorrenti di MasterChef?

«Direi loro di essere sempre sé stessi, di non farsi influenzare dalle telecamere e di non accendere i fornelli se non si è sicuri della ricetta che si vuole preparare».


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement

Seguici su:

Di tendenza

Maridacaterini.it è una testata giornalistica iscritta al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015 - P.Iva 05263700659 – Tutti i diritti riservati

Copyright © 2021 www.maridacaterini.it