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OpenSpace, intervista a Roberto Saviano

Molti stralci dell'intervista allo scrittorein onda nella puntata di questa sera
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Molti stralci dell'intervista allo scrittorein onda nella puntata di questa sera
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La redazione del programma ha diffuso ampi stralci dell’intervista. Ve li proponiamo.

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Nadia Toffa: Come definiresti Palmesano?
Roberto Saviano: Lo definirei un giornalista con la schiena dritta che, con l’ossessione del racconto e della cronaca della criminalità organizzata, ha praticamente reso la sua vita un inferno. Ha contribuito però a custodire una verità che altrimenti sarebbe stata smarrita.
Toffa: Tu hai conosciuto Enzo?
Saviano: Con Enzo, in realtà, ho come iniziato ad annusare il territorio intorno a casa mia. Da ragazzino, insieme a un mio amico, andammo a Pignataro Maggiore, il paese di Enzo. Enzo ci mostrò le ville dei boss. Una volta eravamo davanti alla villa di don Vincenzo Lubrano, dicemmo ai pali che presidiavano la villa di don Vincenzo, che eravamo studenti di architettura che volevamo vedere le bellezze delle ville di Pignataro.
Toffa: Quanti anni avevi?
Saviano: Credo che avessi finito da poco il liceo e avevo iniziato l’università.
Toffa: Possiamo dire che tu con Palmesano hai iniziato ad occuparti del tema della camorra?
Saviano: Sì, leggerlo mi aveva dato subito la sensazione che si trattasse di un modo diverso di raccontare quella realtà e anche un modo diverso fisico di stare in quella realtà. Significa andare sulla notizia anche quando non è notizia di cronaca, quindi quando non c’è stato l’omicidio, ma anche il giorno dopo l’omicidio, anche il giorno prima dell’omicidio. Al ristorante Enzo li vedeva e lo scriveva, li vedeva incontrare un assessore e lo scriveva, li vedeva star vicino a certi ambienti e lo scriveva. Questo stargli addosso era un modo per toglierli la cittadinanza e impedirgli di ammorbare quel territorio.
Toffa: Questo dava fastidio alla camorra?
Saviano: Le organizzazioni sanno benissimo che verranno raccontate, se non fossero raccontate avrebbero un problema anche loro. Loro vogliono che si sappia una parte della loro attività, perché vogliono intimidire, perché vogliono mostrarsi potenti, ma vogliono che tutto questo resti locale. Chiunque va oltre, chiunque approfondisce, chiunque torna sempre sul quel tema, questo inizia a fare paura. Una volta Maurizio Prestieri, un importante boss del clan Di Lauro, dice: “Noi vogliamo essere, VIPL”, Vip con la L finale. Cioè importanti, ma local. Cioè, localmente tutti “ci devono conoscere, fuori nessuno ci deve conoscere”.
Toffa: Prova a farci degli esempi su come un giornalista possa ampliare il suo sguarda e quindi poi possa dar fastidio alla camorra.
Saviano: Posso raccontare l’omicidio di Immacolata Capone, una donna che venne uccisa per strada come un boss. Il cronista racconta questo, racconta l’ipotesi della magistratura e chiude. Vado oltre e metto insieme e ipotizzo che quell’omicidio, secondo alcuni elementi che trovi, possa essere legato all’alta velocità. L’alta velocità, cioè Napoli-Roma, l’ha costruita il clan dei Casalesi. Poi vado oltre e vedo le discariche, poi approfondisco e vedo che in quelle discariche ci sono i rifiuti del Nord Italia. Su quelle discariche posso fermarmi, e invece no. Puoi andare avanti e puoi scoprire che quelle discariche poi sono state vendute allo Stato e lo Stato su quelle discariche ha fatto costruire una strada. Quindi puoi andare in superficie, essere tranquillo, evitare le querele, sembrare anche un giornalista che sta raccontando la verità, una verità di tutti. Oppure puoi andare giù, andare in fondo e rischiare.
Toffa: Questo dà fastidio alla camorra perché in qualche maniera si entra nei loro interessi economici?
Saviano: Ovviamente, si entra non solo negli interessi economici, ma anche di un’attenzione nazionale e internazionale che costringe la macchina giudiziaria a essere veloce e a essere sostenuta economicamente. Per fermare chi racconta queste cose, oltre ad esserci un modo fisico, cioè ti eliminano, c’è l’arte meravigliosa e drammatica, dico meravigliosa ironicamente, della calunnia. Nessuno può fermarti oggi dicendo: “Tutto quello che dici è falso”. Era l’accusa che facevano, ad esempio, i mafiosi negli anni ’80, nel maxi processo di Palermo, dicevano che Cosa Nostra non esisteva. Oggi ti dicono “sei esagerato”, oppure dicono “è una cosa che dicono tutti”, che è importante per cercare di abbassare l’attenzione di chi ti ascolta…”va beh, ma quello che stai dicendo, l’hanno già detto altri, ma si sa…”, perché dire “No, non è vero” o “Questa cosa non la puoi dire”, significherebbe essere immediatamente ascritti al meccanismo omertoso.
Toffa: Ma quanto è difficile fare il giornalista in quei territori?
Saviano: Quasi impossibile. Enzo ha mostrato, e la sua vita lo dimostra, quanto sia complicatissimo fare questo mestiere in un territorio dove l’isolamento è immediato. Quando ho letto la sentenza, mi aspettavo, confesso, un cataclisma internazionale. Un caso unico in assoluto dove un’organizzazione criminale, secondo una sentenza della Repubblica Italiana, ha chiesto la rimozione di un giornalista. E invece c’è stato il grande silenzio, come sempre.
Toffa: Ma perché i giornali non ne hanno parlato? Tu sei stato il primo a scriverne, dopo di te qualche articolo è uscito, ma pochi, pochissimi.
Saviano: Innanzitutto c’è una specie di meccanismo di mutuo sostegno, cioè “non parliamo troppo dei giornali, domani quel giornale potrebbe essermi utile, il voto all’Ordine potrebbe servire”. Secondo me quindi non si vuole quasi mai, tranne in casi rari, pestare i piedi a editori, giornali… sono tutti in qualche modo legati, vincolati, ricattabili.
Toffa: Tu ora stai molto all’estero. Ma nel Paese dove sei tu, come avrebbero gestita questa notizia?
Saviano: L’attenzione internazionale spesso si ferma. In Germania, in Francia, in Inghilterra, in Spagna, non riescono fino in fondo a capire. Cioè se davvero questa persona è stata licenziata per ordine di un boss e c’è l’intercettazione, com’è possibile che non c’è stata una battaglia culturale sul caso?
Toffa: Cioè vuoi dirmi che all’estero arrivano addirittura a pensare che il fatto non sia vero perché non si spiegano che non ci sia un clamore mediatico in Italia?
Saviano: Sì, perché è molto complicato, devi leggerti 500 pagine di sentenza, devi leggerti l’inchiesta. Quando una cosa non è affrontata direttamente da una firma che loro considerano autorevole o comunque in grado di spiegargli il fatto, queste cose arrivano molto tardi. Il loro pubblico non riesce a percepire. È impensabile che in Europa esista un Paese, l’Italia, con decine di persone sotto protezione per minacce criminali. È quasi impensabile.
E allora è molto più facile dire: “Va beh, è un’esagerazione italiana”. Loro arrivano a percepire quando c’è un omicidio, quando c’è un grande attentato.
Toffa: Ma nelle intercettazioni, il boss Lubrano paragona Palmesano al giornalista Giancarlo Siani. È un parallelismo molto forte.
Saviano: Il parallelismo è inquietante. Giancarlo Siani viene ucciso negli anno ‘80, giornalista abusivo, quindi senza contratto, del Mattino. È interessante ricordarlo soprattutto per il pubblico più giovane, perché Giancarlo Siani non fa semplicemente il lavoro di cronista. Infatti, l’articolo per cui lui viene ucciso è un articolo dove lui lancia un’ipotesi: l’arresto di Valentino Gionta, boss di Torre Annunziata, potrebbe essere il prezzo pagato dai Nuvoletta per la pace con i Bardellino. Quindi lui sta facendo un’ipotesi e su questa ipotesi, che aveva imbroccato, che era giusta, viene condannato a morte. Siani viene ucciso anche a cuor leggero in qualche modo. Perché ragazzino, perché coscienti che non sarebbe stato un caso nazionale, e non lo fu, non lo fu affatto, sapendo che era facile, e da qui la stampa locale, non solo facile, diffamarlo. Per 10 anni fu detto che Siani era stato ucciso per storie riguardanti donne, storie riguardanti droga, non si capiva… Era andato in una casa chiusa e aveva visto un magistrato… Tutte balle. Il meccanismo di delegittimazione è il meccanismo più forte che c’è per isolare chi scrive, per spezzare la vita, l’immagine e il quotidiano di chi scrive. E io mi sono così  impegnato in prima persona sulla vicenda Palmesano perché ero infastidito e perché volevo anche vendicarmi della solitudine a cui l’hanno costretto.
Toffa: Ma l’isolamento non gliel’ha creato solo la camorra, cioè anche le persone normali l’hanno lasciato solo Palmensano.
Saviano: Certo. Mica perché sono mafiosi. No, l’isolamento non te lo fanno i mafiosi. L’isolamento te lo fanno le persone per bene che si sentono in difficoltà, in colpa, sotto giudizio. Qualcuno si è speso raccontando qualcosa che loro non riescono a raccontare. Sono loro che lasciano soli. Chi racconta, chi dà questa fiducia alla parola, deve sapere che questa parola gli toglierà tutto, metterà in crisi ogni singolo aspetto della propria vita.
Toffa: Cosa possiamo fare noi per i giornalisti che, come te e Palmesano, coraggiosamente scrivono di camorra?
Saviano: Innanzitutto difendere queste figure dalla diffamazione e dall’isolamento. Poi quello che si può fare è capire, capire che c’è molta differenza tra chi approfondisce e tra chi sbandiera che tutto è mafia. Bisogna smettere di tifare e bisogna stare vicino alle parole di chi racconta. Prendetevi tempo, approfondite, capite, questa è la cosa migliore che può fare una persona, una donna o un uomo che vogliono stare vicini a chi racconta le mafie.
Toffa: Rimarrai all’estero o pensi di tornare in Italia?
Saviano: All’estero, quando mi accolgono e quando non cercano di cacciarmi perché creo problemi, sto meglio. Però insomma spero di tornare.
Toffa: Ti abbraccia tutta Italia.
Saviano: Grazie, magari fosse così. Ti abbraccio.


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Amore Criminale 2021: la storia di Manuela uccisa dal marito Fabrizio

Al via la nuova edizione di Amore Criminale. Storie vere di violenza e femminicidi dalle 21.20 su Rai 3, con Veronica Pivetti.
Lorenzo Mango

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Amore Criminale storia Manuela
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Veronica Pivetti conduce la nuova edizione di Amore Criminale su Rai 3 e propone la storia di Manuela. L’appuntamento è per questa sera, 22 aprile 2021 alle 21.20. L’attrice, oltre che padrona di casa è anche la voce narrante della serie di docu-fiction basate su vere storie di violenza e femminicidio dal 2018.

Nella nuova edizione che inizia questa sera, sono raccontate per sei giovedì consecutivi altrettante vicende di donne vittime di violenze. Nella maggior parte dei casi, gli abusi sono avvenuti e avvengono all’interno delle mura domestiche. E i carnefici sono compagni, mariti, padri o parenti a volte insospettabili. Dal 2007, inoltre, quando andò in onda la primissima edizione del programma, la redazione di Amore Criminale accoglie le numerose richieste di aiuto inviate da donne in difficoltà e le smista presso i vari Centri Antiviolenza situati in ogni regione italiana.

La prima puntata racconta la tragica storia di Manuela, 35 anni da Brescia. Manuela è impiegata al Caf locale, dove conosce e si innamora di Fabrizio, 48 anni. Non sa che, fin dal loro primo incontro, l’uomo le mente sulla sua condizione familiare. Infatti, Fabrizio è sposato con due figli. Per tre anni i due trascinano una relazione clandestina, che termina tragicamente il 28 luglio 2018, con il ritrovamento del corpo esanime di Manuela. Dalle indagini, emerge il sadico piano di Fabrizio, condannato infine a 16 anni di reclusione con rito abbreviato. 

Amore Criminale storia Manuela, la diretta

“Torniamo in onda dopo un anno difficile. Tante donne durante la pandemia sono state costrette a convivere con i loro carnefici” esordisce la conduttrice Veronica Pivetti. Quindi, inizia immediatamente il racconto della vicenda di Manuela, uccisa nel 2018. Il suo corpo fu rinvenuto il 28 luglio 2018, là dove il suo assassino aveva tentato di nasconderlo.

La Pivetti inizia il racconto leggendo la deposizione dell’assassino, un uomo di nome Fabrizio Pasini, rilasciata al momento dell’arresto. Poi, la parola passa ad Anna Bailo, la sorella di Manuela. “Lui l’ha ingannata, e lei non riusciva più a sostenere quel rapporto malato” commenta.

Poi, è l’ex capo di Manuela a raccontare di lei. “Era una donna semplice, solare, sempre con il sorriso. Una professionista a lavoro sempre presente, che ad oggi non siamo riusciti a rimpiazzare.”.

Amore Criminale storia Manuela, l’assassino Fabrizio Pasini: chi era?

Chi era Fabrizio Pasini, l’assassino di Manuela Bailo? Al momento del loro primo incontro Manuela è fidanzata, ma decide di lasciare l’uomo per impegnarsi con Pasini. Tuttavia, non rivela a nessuno la fine della sua relazione, e rimane a vivere con l’ex fidanzato per tutta la durata del rapporto con Pasini.

Pasini è un uomo sposato con due figli. Manuela lo sa, ma spera sempre che lui un giorno possa abbandonare la famiglia per andare a vivere con lei. Lui la incoraggia in tal senso, ma fin dall’inizio non ha mai avuto intenzione di divorziare. Per lui, Manuela è solo un’amante.

Come di consueto per la trasmissione Amore Criminale, la storia di Fabrizio e Manuela è raccontata attraverso ricostruzioni girate con attori.

Per raccontare dettagli più specifici sula vicenda, intervengono gli avvocati delle due parti in causa all’epoca del rinvenimento del corpo di Manuela.

Amore Criminale storia Manuela, la scoperta del tradimento

A giugno del 2017, la moglie di Pasini scopre il tradimento dell’uomo, ma non conosce il nome dell’amante. Al che, Fabrizio è costretto a tornare a vivere a casa di sua madre. L’uomo, infatti, non ha nessuna intenzione di lasciare definitivamente sua moglie. Ma non vuole nemmeno interrompere la relazione con Manuela.

“Non accettate che chi vi ama vi racconti bugie. Il mondo è grande, non meritiamo di sentire nemmeno una singola menzogna” commenta la sorella di Manuela, visibilmente commossa. “Manuela era innamorata del suo assassino. Per questo si è giunti al tragico epilogo. Fa male, perchè una persona innamorata è anche indifesa” afferma poi Michele Radici, l’avvocato di parte civile.

La notte dell’omicidio: sabato 28 luglio 2018

Fabrizio intanto si è riappacificato con sua moglie, ma continua a vedere Manuela. Sempre più in difficoltà, l’uomo non riesce più a gestire la sua doppia vita. Le sue bugie iniziano a farsi più evidenti e Fabrizio commette diversi errori; dimentica alcuni impegni presi con gli amici, e una fatidica sera, si trova con Manuela nella casa della madre, in viaggio fuori città. Quella sera, Pasini finge di essersi fatto male cadendo, e si fa accompagnare da Manuela in ospedale.

Fabrizio racconta alla moglie, che si è presentata all’appuntamento preso con i loro amici, di stare aiutando un altro amico che lei non conosce, e che si trova in grave difficoltà. Sia lei che Manuela sono in balia delle menzogne di Fabrizio. Entrambe si preoccupano per lui, che imperterrito pensa solo al piano che sta maturando nella sua mente.

In piena notte, Fabrizio viene dimesso, e torna con Manuela a casa della madre di Pasini. “Il passaggio in ospedale non si spiega, se non come un tentativo di costruire un alibi prima di uccidere Manuela” afferma Radici, l’avvocato di parte civile. Tornati a casa della madre, scoppia una violenta lite tra Manuela e Francesco. Lui racconterà che la donna è scattata dopo aver scoperto di un nuovo tatuaggio che l’uomo si è fatto, e che riporta i nomi dei suoi figli. In realtà, probabilmente Manuela scopre quella sera che Fabrizio sta per partire in viaggio con la moglie, e non ha alcuna intenzione di lasciarla.

La litigata termina in tragedia: Fabrizio colpisce Manuela e la tramortisce. Quindi, le taglia la gola.

Amore Criminale storia Manuela

Dopo l’omicidio

Dopo aver ucciso Manuela, Fabrizio ne occulta il corpo usando un sacco della spazzatura. Quindi, nasconde il cadavere in una cascina, dentro un baule ben sigillato. Con assoluta freddezza e lucidità, raccontano le forze dell’ordine, Fabrizio cancella le tracce dell’omicidio. La ricostruzione della vicenda è stata resa possibile dal rinvenimento delle telecamere di sicurezza della casa dove Fabrizio ha ucciso Manuela. La casa di sua madre.

“Ha messo il corpo di mia sorella in un sacchetto della spazzatura. Lei era così minuta… ho visto quando l’anno tirata fuori dal sacchetto.” ricorda tra le lacrime la sorella di Manuela.

Alle 6 del mattino Fabrizio esce di casa solo, a torso nudo. Ha in tasca il cellulare di Manuela, che conserva un giorno intero fingendosi lei con chiunque le scriva; facendo credere che la donna sia ancora viva. Ma tutti i destinatari si accorgono che qualcosa non va. “Che strano messaggio, ho pensato, di solito qualche cuoricino in più lo mette sempre” racconta una collega e amica di Manuela. “Tutto quello che non tornava era colpa di Fabrizio, io l’ho subito sospettato” continua la sorella di Manuela.

Manuela sparisce per tre settimane, durante le quali Fabrizio finge con amici e parenti della donna di essere anch’egli preoccupato per la sua scomparsa. Iniziano le ricerche, e in un ultimo tentativo di nascondere le prove dell’omicidio Fabrizio porta il cadavere di Manuela in aperta campagna, e lo getta in una fossa di liquami. “Era piccolina, il corpo si era già decomposto. L’hanno riconosciuta per il tatuaggio di un cuore che aveva sul dito” conclude la sorella di Manuela. 

L’epilogo: l’arresto di Fabrizio Pasini

Nei giorni successivi Pasini torna più volte presso la fossa dove ha gettato Manuela. Infine, i genitori della donna decidono di sporgere denuncia di scomparsa. Insieme ad Arianna, sorella di Manuela, rilasciano diverse interviste e messaggi per i telegiornali nazionali.

Andrea Cittadini, giornalista del Giornale di Brescia, all’epoca riuscì a intervistare Pasini. “Gli garantii l’anonimato, e gli chiesi di raccontarmi quello che sapeva di Manuela. Mi disse che da un anno erano solo amici, e che la loro relazione era durata solo un anno e mezzo” racconta Cittadini alle telecamere di Amore Criminale. Pasini non sa di essere stato registrato, dal momento che ogni suo movimento era tenuto sotto controllo dalla polizia locale.

Il 20 agosto Pasini torna a casa dalla vacanza con la moglie. Trova ad attenderlo la polizia, che prontamente lo arresta. Pressato dai carabinieri, che gli manifestano le incongruenze nelle dichiarazioni rilasciate, alla fine Pasini confessa l’omicidio. E la mattina successiva conduce i carabinieri presso la torbiera dove ha gettato il corpo di Manuela. Tenta di mentire nuovamente, e dichiara che Manuela è morta cadendo dalle scale a causa di una spinta, per incidente.

L’autopsia smentisce questa versione dei fatti, e Fabrizio Pasini viene condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere. La condanna è stata in seguito confermata senza sconti di pena.

 

 


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Matrimonio a prima vista Italia 6 diretta 21 aprile, le scelte finali

La diretta dell'ottava puntata di Matrimonio a prima vista Italia 6, trasmessa su Real Time in prima serata questa sera, 21 aprile 2021. Le coppie comunicano le loro decisioni finali.
Lorenzo Mango

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Matrimonio a prima vista Italia 6 diretta 21 aprile
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Seguiamo in diretta l’ottava e ultima puntata del reality-esperimento Matrimonio a Prima vista Italia 6, che Real Time trasmette questa sera, martedì 21 aprile, in prima serata.

A partire dalle 21.20 le coppie partecipanti si avvicendano di fronte agli esperti Nada Loffredi, Fabrizio Quattrini e Mario Abis, per comunicare le loro decisioni finali. Quali coppie scoppieranno, e quali invece resteranno unite anche dopo la trasmissione?

Salvatore e Santa, ad esempio, dopo un inizio che sembrava promettente non sono più riusciti a comunicare. La loro decisione finale, quindi, parrebbe essere già scritta. Fabio e Clara, invece, sembrerebbero la coppia più affiatata, anche a fronte di momenti difficili superati grazie a un feeling evidente sin dal fatidico sì. Infine, anche i romani Francesco e Martina potrebbero decidere di proseguire la loro vita insieme. Anche se nel corso della settima puntata un aspro litigio potrebbe aver messo a rischio la decisione finale.

Vi ricordiamo che potete seguire Matrimonio a prima vista Italia anche in streaming tramite il sito dedicato discovery+.

Matrimonio a prima vista Italia 6 diretta 21 aprile

Francesco e Martina si confrontano riguardo la litigata della sera precedente. Entrambi ritengono di non aver ricevuto dall’altro il rispetto dovuto. “Se vuoi parlare di noi parli quando ci siamo tutti e due, insieme. Parliamo insieme e decidiamo cosa deve restare privato, tra noi, e cosa no” dice Martina. Francesco, però, ritiene che Martina abbia esagerato, e abbia iniziato una litigata per futili motivi. “Hai scaricato tutto su di me, mi hai ferito. Per quello ho reagito male” afferma Francesco. Ma anche il confronto mattutino diventa una litigata. Fortunatamente è una litigata breve, dato che subito si riappacificano comprendendo ciascuno le ragioni dell’altro.

Salvatore e Santa, invece, non sono proprio riusciti a trovare un accordo. “La salita che ho affrontato è diventata un muro verticale. Non sono riuscito a scalarla.” afferma Salvatore.

Nel frattempo, Fabio e Clara partecipano a una Escape Room. Il loro rapporto non è mai stato così solido. Si baciano spesso, e sembrano divertirsi davvero molto risolvendo gli enigmi proposti nelle stanze.

Anche Francesco e Martina si divertono guardando un calendario che hanno stampato usando alcune delle loro foto del viaggio di nozze. “Se ci lasciamo, io prendo le foto da gennaio a giugno, e lei da giugno a dicembre” scherza Francesco. “Adoro che lui scherzi sempre con me, io sono quella pesante della coppia. Avevo bisogno di leggerezza e spensieratezza” confessa Martina.

“Mi dispiace, perchè credo che avrei potuto dare di più, essere un buon marito.” dice Salvatore. Santa sta tornando a casa propria, allontanandosi da lui. E afferma alle telecamere del programma “L’essere moglie non mi si addice.”. L’esperto Quattrini commenta che “Non ci hanno mai nemmeno provato, per questo la sconfitta è più cocente”.

Le decisioni finali delle coppie: Fabio e Clara

I primi a pronunciare le proprie decisioni finali sono Fabio e Clara. “Ci siamo confrontati perchè la fine della trasmissione era vicina. Abbiamo piccole paure che dobbiamo affrontare. Vorrei alcune certezze, riguardo gli animali da compagnia di cui ho bisogno in casa, ad esempio.” commenta Clara di fronte gli esperti. “Il nostro punto di forza è saperci confrontare senza scannarci” continua Fabio. 

“Io voglio continuare. Sarei stupida a dire di no, ogni coppia ha aspetti negativi nè positivi. Per me quelli positivi sono di più.” afferma Clara. “La discussione che abbiamo avuto mi ha fatto pensare. Ma ora ho la conferma che posso contare sempre su di lei, che mi ascolta. Ovvio che voglio continuare. “ continua Fabio.

“Fabio mi piace perchè non si nasconde. Se deve piangere lo fa, se deve sorridere lo fa, è vero e sincero.” dice Clara. Al che, Fabio si commuove. “Lei mi ha capito, e pochi mi capiscono” dichiara.

Santa e Salvatore

Santa e Salvatore sono evidentemente distanti fin da subito. “C’è qualcosa di me che lui non ha mai visto. Sento di essermi messa in mostra, ma lui da me voleva di più.” commenta Santa. La ragazza non ha nemmeno voglia di guardare Salvatore faccia a faccia. “Lei dice che io la attacco, ma non è così. Ma da quando hai messo su un muro, non ti sono andato più bene. Se io non abbasso la testa, non ti vado bene, sei abituata così” risponde Salvatore. “Non farmi passare per il mostro della situazione” continua. “Santa vuole essere trattata come una principessa, ma non per questo può maltrattare chiunque” conclude Salvatore.

“Ho vissuto questa esperienza, sono orgogliosa di me perchè sono rimasto me stessa. Non è un fallimento.” termina Santa. “Io ho capito che non mi devo spegnere. Qualunque cosa accada, chiunque hai di fronte non devi perdere lo spirito” commenta invece Salvatore.

Entrambi i partecipanti sono concordi: non c’è modo di andare avanti insieme. Santa, addirittura, si allontana in lacrime, accusando Salvatore di infangarla continuamente. “Finalmente è finita” commentano entrambi.

Francesco e Martina

L’ultima coppia, il cui responso è attesissimo, è quella composta da Francesco e Martina. “Ho scoperto lati di me che non sapevo di avere. Non sapevo di essere così paziente” dice Francesco. “Mia mamma stamattina ha scritto a Francesco se è sicuro di voler stare ancora con me” scherza poi Martina. “Francesco è una persona su cui posso contare. Mi basta poco per mettere in mostra la vera me stessa, vorrei dargli di più.” continua.

“Di Martina non mi piace che a volte non riesce a capire che non posso essere sempre la sua valvola di sfogo.” commenta Francesco. “Ma mi piace che mi lasci essere me stesso” termina.

Sorridendo, Francesco e Martina comunicano di aver deciso di restare insieme. Stanno anche per fare un nuovo viaggio in Sardegna, per confermare il loro rapporto.

 


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Primo Appuntamento 5 Real Time: le coppie dell’ultima puntata di martedì 20 aprile 2021

Martedì 20 aprile 2021, va in onda su Real Time la quindicesima e ultima puntata di Primo Appuntamento 5. Ecco le coppie partecipanti e le loro storie.
Lorenzo Mango

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Primo Appuntamento 20 aprile
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Questa sera, 20 aprile 2021, Real Time propone la quindicesima e ultima puntata di Primo Appuntamento 5, il reality sugli incontri al buio condotto da Flavio Montrucchio.

Come di consueto, quattro coppie cenano in altrettanti appuntamenti al buio organizzati al ristorante Geco di Roma, nella speranza di trovare l’anima gemella. A partire da Silvia, 31 anni, che festeggia il suo compleanno nel locale durante l’appuntamento. Ha già partecipato al format in passato. Silvia cena con Fabio, 37 anni da Roma. Fabio è diventato virale sul web dopo la pubblicazione del video in cui, durante il lockdown del 2020, ha urlato “Ce la faremo!” dal balcone di casa sua.

E poi, ci sono Sara e Simone, rispettivamente 25 e 27 anni da Asti e Milano. Sara ama scrivere, ma è molto introversa. Anche Simone, di professione geologo, ha un carattere un po’ chiuso, e spera di poter incontrare una ragazza con la quale “possa sistemarmi” afferma. La terza coppia partecipante è composta da Francesco, 42 anni, e Chiara, 40 anni. Lui è un artista: ” “Suono, canto dipingo, scrivo anche canzoni e creo sculture. Posso suonare dappertutto, non c’è un luogo fisso. Mi definisco un ecclettico, multi tasking” afferma. Lei, invece, è una modella pin up, e il suo nome d’arte  è Crudelia.

Infine, Riccardo, 51 anni, cena con Rosalie, 42 anni.  “Le mie passioni sono la moto, i tatuaggi e gli amici. Ho 13 tatuaggi piuttosto impegnativi” racconta Rosalie. Riccardo, invece, apparentemente è un uomo molto posato.  “Gioco a tennis e a golf. Posso regalare grandi sorprese dal punto di vista della simpatia.” ammette candidamente.

Tutte le quindici puntate della quinta edizione sono già visibili agli abbonati al servizio Discovery+.

Primo Appuntamento 20 aprile, la diretta

La prima ad arrivare nel locale è Sara, venticinquenne timidissima. “Quando entro in un posto, cerco sempre di capire se qualcuno mi sta guardando o fissando” racconta. Per lei c’è Simone, geologo altrettanto agitato e timido. “Non dico che non farei il primo passo, ma vorrei che mi si facesse capire che devo farlo” confessa Simone. Piano piano, però, i due “timidoni” iniziano a rompere il ghiaccio e confidarsi.

Quindi, tocca a Francesco, artista a 360 gradi: musicista, pittore e scultore. “Cerco una persona che sappia ricevere tutto ciò che sono. Ho voglia di dare tanto, ma anche di ricevere.” afferma. Cena con Chiara, che ama definirsi una pin up. “Essere pin up è un modo di vivere. Devi avere forme burrose, morbide.” dice lei. “Passerò la serata a provocare e stuzzicare il mio appuntamento, per vedere se tiene il mio ritmo” continua. Dopo breve tempo i due iniziano a parlare dei loro sofferti trascorsi amorosi, e Chiara racconta a Francesco di quando le fu diagnosticata la fibromialgia, ma il suo ex non la supportò a sufficienza.

Arriva infine anche Fabio, autista di Roma divenuto famoso sul web dopo il video girato durante il lockdown nel quale gridava “Ce la faremo!” dal suo balcone. Fabio è entusiasta di partecipare all’appuntamento. Per lui arriva Silvia, una veterana della trasmissione. La prima esperienza non andò affatto bene, mentre la seconda non fu traumatica, ma nemmeno pienamente soddisfacente.

Primo Appuntamento 20 aprile, gli appuntamento proseguono

Sara e Simone si confrontano su alcuni traumi vissuti in passato. Sara racconta di quando a causa di un incidente rimase gravemente ustionata; e a causa dei segni rimasti sulle sue braccia è stata spesso discriminata. Anche Simone, a causa del suo cognome straniero, è stato vittima di bullismo ai tempi della scuola. Poi, però, Simone si trova in bagno a mandare un messaggio a un amico, in cui specifica che “non è il mio tipo credo… ma ci devo pensare” continua.

Arriva la fine della cena, e Simone afferma che “mi è piaciuto il suo carattere, e il fatto che abbia diviso il dolce con me. Ci sono stati un po’ di silenzi, ma per colpa mia”. A Silvia l’appuntamento non è rimasto indifferente. “Anche se è sembrato un po’… braccino. Tirchio” continua. Alla fine, decidono di vedersi nuovamente. “Continuiamo la nostra conversazione al colosseo?” propone lui. Silvia accetta.

La cena tra Fabio e Silvia a Primo Appuntamento questa sera, 20 aprile, intanto, sta per cominciare; ma prima, lei rivela che oggi è il giorno del suo compleanno; e ha deciso di festeggiarlo in modo unico a Primo Appuntamento. Una volta al tavolo, i due legano rapidamente.

E poi, ci sono Francesco e Chiara: l’animo artistico di lui e lo spirito focoso di lei sembrano essere in sintonia. Specialmente quando Francesco scolpisce una piccola rosa con la mollica di pane, e la regala a Chiara.

L’ultima coppia della serata

Manca ancora una coppia questa sera: quella composta da Riccardo e Rosalie. Il primo ad arrivare nel locale è Riccardo, avvocato dal carattere un po’ “rigido“, almeno in apparenza. Rosalie è una donna decisamente più attiva ed entusiasta. Amante della moto e dei tatuaggi, Rosalie è una donna frizzante e allegra, indipendente e forte. Durante tutta la cena, Rosalie cerca più volte di scuotere Riccardo con delle provocazioni. 

Arriva la conclusione dell’appuntamento: ma Riccardo non è stato abbastanza autoironico e sciolto per Rosalie. “Non ci sono stati spunti per slanciarsi” dice Rosalie. I due sono d’accordo: non vogliono rivedersi.

A Francesco e Chiara arriva infine il conto. Lei è rimasta colpita da Francesco, “però ci sono degli aspetti di lui che io considero fragilità. Non credo sia una persona di polso. Penso che potrei metterlo in difficoltà” afferma Chiara. “A me piacerebbe rivederti” confessa Francesco. Chiara, invece, fa la sostenuta, ma alla fine capitola di fronte a Francesco e alla sua chitarra. “Ma devo capire se posso trovare quel non so che in più” continua Chiara. Alla fine, quindi, decidono di rivedersi.

Nel frattempo, Fabio e Silvia chiacchierano al loro tavolo. Fabio, però, è un po’ logorroico, così Silvia gli chiede di descrivere l’amore secondo lui in una frase. “L’armonia tra due persone sotto uno stesso tetto” risponde Fabio.

Primo Appuntamento 20 aprile

Tutte le conclusioni 

Manca solo una conclusione questa sera: quella della cena tra Fabio e Silvia. Al loro tavolo arriva una torta di compleanno a sorpresa a fine pasto, ma forse Fabio è stato fin troppo energico per Silvia. Nonostante questo, alla fine Fabio non le dispiace. Fino alla fine Fabio ride e scherza con Silvia. E la decisione comune è che una cena non è bastata: vogliono rivedersi.

Rosalie e Riccardo non si sono più visti nè sentiti.

Fabio e Silvia, nonostante tutto, non si sono mai sentiti. Fabio non ha mai contattato Silvia.

Chiara e Francesco stanno organizzando il loro prossimo appuntamento.

Sara e Simone si sentono spesso, e presto si rivedranno di nuovo.

 


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