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Le Iene show, il calcio dal punto di vista degli arbitri

Un lungo stralcio dell'intervista fatta a Rizzoli, il miglior arbitro del mondo nel 2014
Redazione

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Un lungo stralcio dell'intervista fatta a Rizzoli, il miglior arbitro del mondo nel 2014
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In occasione del derby di Verona del 10 maggio 2015, le telecamere delle Iene hanno seguito il team di arbitri che ha diretto la gara nelle riunioni prepartita, negli spogliatoi, in campo e nel meeting postmatch con l’osservatore arbitrale.
Inoltre, saranno mostrate immagini inedite di alcuni incontri tra arbitri presso il Centro Tecnico di Coverciano e interviste a Nicola Rizzoli, miglior arbitro del mondo nel 2014, nonché direttore di gara nella finale dei Mondiali in Brasile, e a Marcello Nicchi, Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri.

Questo è un lungo stralcio dell’intervista a Rizzoli.

Nicola Rizzoli: Quando l’arbitro viene colto di sorpresa è facile che tenda a sbagliare.
Iene: Sì, però tu puoi anche prepararti ma poi l’azione si svolge lì, in un attimo.
Nicola Rizzoli: È’ sempre un attimo. L’importante è essere nel posto giusto per valutare quell’istante.
Iene: Qual è il fallo che si fa più fatica a vedere?
Nicola Rizzoli: Non è un tipo di fallo, è la situazione. Se un fallo di mano viene fatto dalla parte opposta da dove siamo noi, diventa complicato vederlo, ma vuol dire essere stato nella posizione sbagliata.
Iene: Per essere nella posizione giusta bisogna conoscere i giocatori?
Nicola Rizzoli: Penso proprio di sì. Se entra in area un giocatore che tende a simulare, la tua concentrazione deve essere al 100% lì. Se entra in area un giocatore che normalmente crossa, la tua concentrazione magari è più al centro dell’area su chi potrà ricevere la palla.
Ci sono situazioni dove è chiaro l’intento di andare a cercare il pallone, ci sono delle situazioni dove è chiaro che puoi prendere pallone e uomo e poco importa… Ma sono i giocatori che dettano il limite della partita.  
È chiaro che l’errore è sempre dietro l’angolo. Possiamo fare di tutto per prevederlo però è dietro l’angolo.
Iene: Ma tu ti accorgi quando fai un errore?
Nicola Rizzoli: Tendenzialmente no. Sei consapevole del fatto che delle volte prendi una decisione senza avere tutti gli elementi per poter valutare.

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Iene: Ti è mai capitato di fischiare e accorgerti subito di aver sbagliato?
Nicola Rizzoli: Più di una volta. In un derby Julio Cesar fece una grandissima parata su Boateng. Mentre a me sembrò che fosse Boateng che avesse spostato il pallone. Poi ci fu un grande impatto e io diedi un rigore e la protesta di Julio Cesar mi fece capire subito che probabilmente la mia scelta era quella sbagliata, ma dalla prospettiva in cui ero io, per me era chiaro. E invece…
Iene: Ma quando hai il dubbio di aver sbagliato, non tendi a compensare? Il famoso fallo di compensazione secondo te esiste?
Nicola Rizzoli: No, l’arbitro può sbagliare ma se crea un fallo per compensare un errore precedente, fa due errori.
Iene: E quindi come gestisci in campo l’idea di aver sbagliato?
Nicola Rizzoli: È una forma mentis. Una decisione, che sia giusta o sbagliata, nel momento in cui l’ho presa la elimino, guardo avanti.
Iene: Tecnicamente qual è l’errore più grave?
Nicola Rizzoli: Sbagliare un calcio di rigore, convalidare una rete irregolare. Quando la partita viene decisa da un errore arbitrale, è quello l’errore tecnicamente grave.
Iene: C’è un’emozione dominante? Nella finale dei Mondiali non eri spaventato?
Nicola Rizzoli: La paura per un arbitro non può esistere. Se hai paura non riusciresti a fare le cose nella maniera corretta. C’è da dire una cosa: in realtà per un arbitro la partita la vinci nel momento in cui ricevi la designazione.
Iene: L’importanza della partita cambia il tuo atteggiamento?
Nicola Rizzoli: Cambia senza dubbio l’approccio alla partita, come cambia per un giocatore. L’abitudine a certi tipi di pressione fa sì che questo cambiamento non influenzi il modo di arbitrare.
Iene: Partita decisiva. Dopo 30 secondi, fallo in area. Fischi sereno o ci pensi un po’ di più?
Nicola Rizzoli: Fischi sereno, l’importante è vederlo bene.

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Iene: Dopo 3 minuti, un giocatore della squadra che ha subito il rigore fa un fallo grave, espelli o tolleri qualcosa in più?
Nicola Rizzoli: Ripeto, se sei sicuro delle tue valutazioni, ne prendi una dietro l’altra senza neanche metterti il problema.
Iene: Secondo te, gli errori decisivi, e ce ne sono, alla fine del campionato si compensano?
Nicola Rizzoli: Penso proprio di sì. Gli errori sono sparsi per tutte le squadre.
Iene: Allora perché l’anno scorso il Milan ha avuto 11 rigori a favore, la Juventus 9, il Napoli 8, il Chievo 1 e l’Udinese 1?
Nicola Rizzoli: è una questione di caratteristiche delle squadre, di quanto giocano, entrando in area. Una squadra che tende a vincere sarà più volte nell’area avversaria piuttosto che una che tende a difendersi.
Iene: Però una cosa che viene spesso rimproverata è la mancanza di uniformità di giudizio: stesso tipo di fallo fischiato in una partita e non in un’altra.
Nicola Rizzoli: Il problema è questo. Se noi guardiamo un filmato e guardiamo un episodio, 99 arbitri su 100 lo valutano alla stessa maniera, quindi questa è una uniformità di giudizio. Poi all’interno di una partita, ci sono tante variabili che possono influenzare il giudizio, la posizione, l’esperienza…
Iene: Degli insulti che ti arrivano in campo quanto puoi sopportare?
Nicola Rizzoli: Il limite della protesta dei giocatori è l’istintività che può essere accettabile; quando invece la protesta lede l’immagine dell’arbitro è una cosa che non può essere accettata. Il problema è che la televisione spesso fa vedere il labiale che in campo nessuno ha avuto la possibilità di vedere.
Iene: Il giocatore più corretto che hai diretto?
Nicola Rizzoli: Roberto Baggio
Iene: Quello più problematico?
Nicola Rizzoli: Non te lo dirò mai.
Iene: Leggi i voti che ti danno sui giornali?
Nicola Rizzoli: Io leggo i giornali ed è chiaro che leggo anche i voti.
Iene: Ti fanno incaz***re?
Nicola Rizzoli: No, non mi inca**o mai dei voti. Tutto fa parte dello spettacolo, tutto fa parte del gioco. L’importante è che si rimanga sempre all’interno di quello che può essere il rispetto.
Iene: Quanto dura la carriera di un arbitro?
Nicola Rizzoli: Sedici anni.
Iene: C’è un limite d’età?
Nicola Rizzoli: 55 anni.
Iene: Hai mai pensato di mollare?
Nicola Rizzoli: Più di una volta.
Iene: Perché?
Nicola Rizzoli: Una fu per un errore tecnico mio. I famosi tre “vaffa” di Totti. Anche perché all’interno del mio mondo non furono visti bene quindi fu una cosa estremamente difficile
Iene: Qual è la settimana tipo di un arbitro professionista?
Nicola Rizzoli: Lunedì vado in piscina, martedì e mercoledì siamo seguiti da un preparatore, giovedì sto a riposo, venerdì di nuovo allenamento col nostro preparatore, a meno che non siamo a Coverciano dove prepariamo il venerdì e sabato la partita..
Iene: Da quale categoria iniziate ad essere pagati?
Nicola Rizzoli: Solo dalla serie B si è professionisti. Fino alla serie C solo per passione. In serie A e B viene riconosciuto un fisso per gli allenamenti per poter fare attività tecnica e quindi riuscire a prepararsi in maniera adeguata alle partite.
Iene: E quanto guadagna un arbitro?
Nicola Rizzoli: Un arbitro internazionale, lordi 80.000 euro l’anno. Un arbitro di Serie A il primo anno intorno ai 40.000€ l’anno lordi. Più le partite che sono 3.800€ a partita.
Iene: Sei favorevole alla moviola in campo?
Nicola Rizzoli: Moviola no, tecnologia sì.
Iene: Perché?
Nicola Rizzoli: La tecnologia è qualcosa che dici in un secondo quello che è non interpretabile. Cioè una palla dentro o fuori. La moviola ti premette di rivedere una situazione di gioco dove il 50% di persone che pensano in una maniera e il 50% che pensa nella maniera opposta. Cosa deciderà poi l’arbitro?
Iene: Sei mai stato minacciato?
Nicola Rizzoli: No.
Iene: Hanno mai provato a corromperti?
Nicola Rizzoli: Mai.

Tra la stagione 2013-2014 c’è stata più di un’aggressione al giorno a un arbitro, in moltissimi casi con prognosi. Al riguardo, Marcello Nicchi, Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, afferma: «È’ un problema drammatico. Quando si picchiano ragazzi, qualche volta minorenni il passo successivo è quello di non mandarli gli arbitri nei campi in cui si picchiano».
E anche se la violenza fisica molto raramente riguarda gli arbitri di serie A o B, secondo l’Associazione Arbitri è comunque dalle massime categorie che viene il cattivo esempio: «Gli esempi sbagliati in alto si pagano nei campi di periferia dove non c’è protezione e non c’è neanche cultura ovviamente. In un accerchiamento di un arbitro di Serie B, poi l’arbitro sa quello che deve fare. In un campo magari di seconda categoria di qualche paesino nel circondare l’arbitro poi esce fuori il demente, perché questo è il suo nome, che poi sferra un calcio o tira un pugno».
Infine, alla domanda sulla possibilità che si ripeta un’altra Calciopoli, replica: «Impossibile. Lo dimostra il fatto che da Calciopoli ad oggi ci sono stati altri accadimenti altrettanto gravi. Vediamo Calcio Scommesse, abbiamo ancora una Lega Pro commissariata. Sapere che nessun arbitro è mai stato coinvolto in niente di questo, vuol dire che la lezione è stata studiata, approfondita e applicata».


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Primo Appuntamento 5 Real Time: le coppie dell’ultima puntata di martedì 20 aprile 2021

Martedì 20 aprile 2021, va in onda su Real Time la quindicesima e ultima puntata di Primo Appuntamento 5. Ecco le coppie partecipanti e le loro storie.
Lorenzo Mango

Pubblicato

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Primo Appuntamento 20 aprile
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Questa sera, 20 aprile 2021, Real Time propone la quindicesima e ultima puntata di Primo Appuntamento 5, il reality sugli incontri al buio condotto da Flavio Montrucchio.

Come di consueto, quattro coppie cenano in altrettanti appuntamenti al buio organizzati al ristorante Geco di Roma, nella speranza di trovare l’anima gemella. A partire da Silvia, 31 anni, che festeggia il suo compleanno nel locale durante l’appuntamento. Ha già partecipato al format in passato. Silvia cena con Fabio, 37 anni da Roma. Fabio è diventato virale sul web dopo la pubblicazione del video in cui, durante il lockdown del 2020, ha urlato “Ce la faremo!” dal balcone di casa sua.

E poi, ci sono Sara e Simone, rispettivamente 25 e 27 anni da Asti e Milano. Sara ama scrivere, ma è molto introversa. Anche Simone, di professione geologo, ha un carattere un po’ chiuso, e spera di poter incontrare una ragazza con la quale “possa sistemarmi” afferma. La terza coppia partecipante è composta da Francesco, 42 anni, e Chiara, 40 anni. Lui è un artista: ” “Suono, canto dipingo, scrivo anche canzoni e creo sculture. Posso suonare dappertutto, non c’è un luogo fisso. Mi definisco un ecclettico, multi tasking” afferma. Lei, invece, è una modella pin up, e il suo nome d’arte  è Crudelia.

Infine, Riccardo, 51 anni, cena con Rosalie, 42 anni.  “Le mie passioni sono la moto, i tatuaggi e gli amici. Ho 13 tatuaggi piuttosto impegnativi” racconta Rosalie. Riccardo, invece, apparentemente è un uomo molto posato.  “Gioco a tennis e a golf. Posso regalare grandi sorprese dal punto di vista della simpatia.” ammette candidamente.

Tutte le quindici puntate della quinta edizione sono già visibili agli abbonati al servizio Discovery+.

Primo Appuntamento 20 aprile, la diretta

La prima ad arrivare nel locale è Sara, venticinquenne timidissima. “Quando entro in un posto, cerco sempre di capire se qualcuno mi sta guardando o fissando” racconta. Per lei c’è Simone, geologo altrettanto agitato e timido. “Non dico che non farei il primo passo, ma vorrei che mi si facesse capire che devo farlo” confessa Simone. Piano piano, però, i due “timidoni” iniziano a rompere il ghiaccio e confidarsi.

Quindi, tocca a Francesco, artista a 360 gradi: musicista, pittore e scultore. “Cerco una persona che sappia ricevere tutto ciò che sono. Ho voglia di dare tanto, ma anche di ricevere.” afferma. Cena con Chiara, che ama definirsi una pin up. “Essere pin up è un modo di vivere. Devi avere forme burrose, morbide.” dice lei. “Passerò la serata a provocare e stuzzicare il mio appuntamento, per vedere se tiene il mio ritmo” continua. Dopo breve tempo i due iniziano a parlare dei loro sofferti trascorsi amorosi, e Chiara racconta a Francesco di quando le fu diagnosticata la fibromialgia, ma il suo ex non la supportò a sufficienza.

Arriva infine anche Fabio, autista di Roma divenuto famoso sul web dopo il video girato durante il lockdown nel quale gridava “Ce la faremo!” dal suo balcone. Fabio è entusiasta di partecipare all’appuntamento. Per lui arriva Silvia, una veterana della trasmissione. La prima esperienza non andò affatto bene, mentre la seconda non fu traumatica, ma nemmeno pienamente soddisfacente.

Primo Appuntamento 20 aprile, gli appuntamento proseguono

Sara e Simone si confrontano su alcuni traumi vissuti in passato. Sara racconta di quando a causa di un incidente rimase gravemente ustionata; e a causa dei segni rimasti sulle sue braccia è stata spesso discriminata. Anche Simone, a causa del suo cognome straniero, è stato vittima di bullismo ai tempi della scuola. Poi, però, Simone si trova in bagno a mandare un messaggio a un amico, in cui specifica che “non è il mio tipo credo… ma ci devo pensare” continua.

Arriva la fine della cena, e Simone afferma che “mi è piaciuto il suo carattere, e il fatto che abbia diviso il dolce con me. Ci sono stati un po’ di silenzi, ma per colpa mia”. A Silvia l’appuntamento non è rimasto indifferente. “Anche se è sembrato un po’… braccino. Tirchio” continua. Alla fine, decidono di vedersi nuovamente. “Continuiamo la nostra conversazione al colosseo?” propone lui. Silvia accetta.

La cena tra Fabio e Silvia a Primo Appuntamento questa sera, 20 aprile, intanto, sta per cominciare; ma prima, lei rivela che oggi è il giorno del suo compleanno; e ha deciso di festeggiarlo in modo unico a Primo Appuntamento. Una volta al tavolo, i due legano rapidamente.

E poi, ci sono Francesco e Chiara: l’animo artistico di lui e lo spirito focoso di lei sembrano essere in sintonia. Specialmente quando Francesco scolpisce una piccola rosa con la mollica di pane, e la regala a Chiara.

L’ultima coppia della serata

Manca ancora una coppia questa sera: quella composta da Riccardo e Rosalie. Il primo ad arrivare nel locale è Riccardo, avvocato dal carattere un po’ “rigido“, almeno in apparenza. Rosalie è una donna decisamente più attiva ed entusiasta. Amante della moto e dei tatuaggi, Rosalie è una donna frizzante e allegra, indipendente e forte. Durante tutta la cena, Rosalie cerca più volte di scuotere Riccardo con delle provocazioni. 

Arriva la conclusione dell’appuntamento: ma Riccardo non è stato abbastanza autoironico e sciolto per Rosalie. “Non ci sono stati spunti per slanciarsi” dice Rosalie. I due sono d’accordo: non vogliono rivedersi.

A Francesco e Chiara arriva infine il conto. Lei è rimasta colpita da Francesco, “però ci sono degli aspetti di lui che io considero fragilità. Non credo sia una persona di polso. Penso che potrei metterlo in difficoltà” afferma Chiara. “A me piacerebbe rivederti” confessa Francesco. Chiara, invece, fa la sostenuta, ma alla fine capitola di fronte a Francesco e alla sua chitarra. “Ma devo capire se posso trovare quel non so che in più” continua Chiara. Alla fine, quindi, decidono di rivedersi.

Nel frattempo, Fabio e Silvia chiacchierano al loro tavolo. Fabio, però, è un po’ logorroico, così Silvia gli chiede di descrivere l’amore secondo lui in una frase. “L’armonia tra due persone sotto uno stesso tetto” risponde Fabio.

Primo Appuntamento 20 aprile

Tutte le conclusioni 

Manca solo una conclusione questa sera: quella della cena tra Fabio e Silvia. Al loro tavolo arriva una torta di compleanno a sorpresa a fine pasto, ma forse Fabio è stato fin troppo energico per Silvia. Nonostante questo, alla fine Fabio non le dispiace. Fino alla fine Fabio ride e scherza con Silvia. E la decisione comune è che una cena non è bastata: vogliono rivedersi.

Rosalie e Riccardo non si sono più visti nè sentiti.

Fabio e Silvia, nonostante tutto, non si sono mai sentiti. Fabio non ha mai contattato Silvia.

Chiara e Francesco stanno organizzando il loro prossimo appuntamento.

Sara e Simone si sentono spesso, e presto si rivedranno di nuovo.

 


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Canzone segreta 20 aprile: ultima puntata, ospiti Max Giusti, Adriano Panatta e Cristina Parodi

Ultimo appuntamento dello show di Serena Rossi in cui gli ospiti assistono allo spettacolo che la trasmissione ha preparato per loro. Rivediamo anche le sorprese più emozionanti.
Irene Verrocchio

Pubblicato

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canzone segreta 20 aprile Rai 1
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In via eccezionale l’ultima puntata di Canzone Segreta è andata in onda su Rai 1 martedì 20 aprile perché venerdì prende il via la nuova edizione di Top dieci.

In ogni appuntamentoSerena Rossi mostra ad alcuni personaggi del mondo dello spettacolo la sorpresa che lo show ha preparato per loro per emozionarli. I protagonisti infatti sono ignari di ciò che accadrà.

Gli ospiti dell’ultimo appuntamento sono: Max Giusti, Cristina Parodi ed Adriano Panatta. Vengono inoltre riproposte le sorprese realizzate a Franca Leosini, Mika, Luca Argentero, Carolyn Smith e Virginia Raffaele. Nel finale la conduttrice vuole rendere omaggio alle vittime di Covid-19 dedicando loro il brano La Cura di Franco Battiato.

canzone segreta 20 aprile Max Giusti

Canzone segreta, la diretta del 20 aprile, Max Giusti

Il primo ospite della puntata del 20 aprile di Canzone Segreta è Max Giusti, che confessa di gradire le sorprese. Propone l’imitazione di Cristiano Malgioglio, di Al Bano e Lotito su richiesta della conduttrice.

La sorpresa inizia con la lettera commovente scritta dai figli, Caterina e Matteo. Sale poi sul palco Ron,  interprete della sua canzone preferita. Si tratta di Joe Temerario che propone dal vivo. Durante l’esibizione lo raggiungono gli amici di Giusti, Marcello, Roberto e Stefano. A loro si aggiunge Silvia, cugina dell’ospite e Franco Perfini, campione di motocross.

canzone segreta 20 aprile ospiti Max Giusti

Max Giusti è felice di incontrare Perfini, che è il suo idolo da quando era bambino. Ma anche gli amici che lo hanno sempre sostenuto. Alla cugina Silvia invece lo legano molti ricordi della loro infanzia.

canzone segreta 20 aprile Cristina Parodi

Canzone segreta 20 aprile, Cristina Parodi

La seconda ospite dell’ultima puntata è Cristina Parodi, che è una gran appassionata di musica. Da giovane era anche la cantante di un gruppo che proponeva rock giapponese.

Anche per lei una sorpresa da parte dei figli Angelica, Benedetta ed Alessandro che hanno registrato un videomessaggio. 

canzone Cristina Parodi

Interviene poi Lo Stato Sociale per dedicarle La canzone dell’amore perduto mentre sul palco si alternano le amiche del cuore Titina, Marina e Rosi, sua compagna dell’università.

La Parodi è visibilmente emozionata di vedere le persone a cui è molto legata. Ha gradito particolarmente l’omaggio a De André, che adora da sempre.

canzone Adriano Panatta

Canzone segreta, Adriano Panatta

Il terzo ospite di Canzone Segreta è l’ex campione di tennis Adriano Panatta, che non ama particolarmente le sorprese.

Il suo regalo inizia con una clip che racchiude i suoi successi sportivi. Vengono infatti riproposte alcune immagini di repertorio riguardanti le sue vittorie. La conduttrice introduce il filmato con una citazione di Panatta: “Saper giocare bene a tennis è diverso da saper vincere”.

canzone segreta ospiti Adriano Panatta

Seguono dei videomessaggi da parte dell‘allenatore Paolo Bertolucci e dei suoi figli Niccolò, Alessandro e Rubina e dai nipoti. Entra poi in scena Mietta che interpreta Se telefonando, uno dei brani preferiti di Panatta. Nel corso della performance salgono sul palco il giornalista Antonello Piroso, il fratello Claudio e la moglie Anna.

Prima di andare via Panatta racconta che tempo fa, mentre portava a passeggio il suo cane, ha incontrato Mina sulla spiaggia. L’artista, trent’anni prima, gli dedicò un articolo su un quotidiano sportivo.

canzone sorprese

Le sorprese più emozionanti di questa edizione

Nella seconda parte di Canzone Segreta vengono riproposte le sorprese più emozionanti. Rivediamo infatti il regalo a Luca Argentero nel quale hanno partecipato Stefano Fresi, che ha cantato Sexy Tango, e la sua compagna Cristina Marino. Erano presenti anche altri amici dell’attore.

La seconda sorpresa è quella realizzata a Virginia Raffaele nella quale sono intervenuti Lillo e Greg e Cristina D’Avena che ha interpretato le sigle di alcune trasmissioni televisive come Ma che musica maestro e Quelli belli come noi.

Segue l’interpretazione di Serena Rossi del brano Vai Valentina di Ornella Vanoni.

canzone Franca Leosini

Viene poi riproposto l’omaggio a Franca Leosini, nel quale Riccardo Cocciante ha interpretato la canzone che la madre della giornalista ascoltava sempre. Si tratta di Que reste-t-il de nos amours? di Charles Trenet.

I telespettatori hanno modo di rivedere anche la sorpresa per Mika. Hanno partecipato alcuni volti noti dello spettacolo come Anna Valle, Antonella Clerici ed Emma Marrone che hanno registrato un videomessaggio. Sono saliti invece sul palco Elio e Chiara Galiazzo.

L’ultima è quella dedicata a Carolyn Smith nella quale hanno preso parte Paolo Belli ed alcuni ballerini di Ballando con le stelle. Milly Carlucci non è presente in studio ma le ha preparato un videomessaggio nel quale sottolineava la forza d’animo della Smith nell’affrontare la malattia.

canzone segreta omaggio vittime Covid

Canzone segreta, l’omaggio alle vittime di Covid

Ricompare in studio Serena Rossi che nel finale di Canzone segreta ha scelto di dedicare alle vittime di Covid il brano La cura di Franco Battiato. Durante l’interpretazione appaiono alle sue spalle, sul videowall, i nomi di tutte le persone decedute a causa del virus.

E’ il momento più emozionante di tutta la puntata. Un sincero omaggio alle vittime e ai familiari che hanno perso, di conseguenza, i propri cari.


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Marta e Eva conferenza stampa della nuova serie tv Rai Ragazzi

Lorenzo Mango

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Marta e Eva conferenza stampa
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La Rai presenta oggi, 20 aprile, in conferenza stampa Marta e Eva, la nuova serie tv targata Rai Ragazzi. La serie tv è proposta in anteprima esclusiva dal 23 aprile solo su RaiPlay.

Marta e Eva racconta le avventure vissute da due ragazze di 14 anni. Le due giovani provengono da mondi diversi, e vivono passioni e sogni molto distanti fra loro. Marta, su insistenza dei suoi genitori, pratica da anni pattinaggio sul ghiaccio, ma vorrebbe sfondare nel mondo della musica. Eva, invece, la figlia del custode del palazzetto dove Marta si allena ogni giorno, studia canto, ma sogna di diventare una pattinatrice. Così, le due ragazze diventano amiche e si impegnano per aiutarsi a vicenda a cambiare vita e realizzare i loro veri desideri. 

Alla conferenza stampa di oggi partecipa il regista, Claudio Norza, e le protagoniste Giulia Fazzini (Marta) e Audrey Mballa (Eva). E ancora Luca Milano, Direttore Rai Ragazzi e Piero Crispino, A.D. e founder di 3ZERO2, la casa di produzione di Marta e Eva.

Marta e Eva conferenza stampa, la diretta

Il primo a rilasciare dichiarazioni è Luca Milano, Direttore Rai Ragazzi. Il tema dell’amicizia che fa crescere è uno dei punti chiave dell’offerta di Rai Gulp, il canale dedicato ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni circa. Soprattutto di sera Rai Gulp si concentra sulle Fiction, che da qualche anno sono sempre maggiormente storie ambientate e prodotte in Italia, per raccontare le vite dei ragazzi di oggi. Riusciamo a produrre 4-5 serie all’anno, sempre cercando di coniugare divertimento e formazione. Questo periodo è speciale, dopo un anno di pandemia la fiducia in sé stessi è fondamentale. Così come l’amicizia, dato che i ragazzi sono stati costretti a stare spesso lontani. Anche il fatto che la serie sia disponibile anche su RaiPlay è importante.”

Continua poi: “Fondamentale anche il tema del rapporto con i genitori, in particolare quello madre/padre e figlia/figlio. Nella serie abbiamo proposto sensazioni vere: da un lato c’è il desiderio di uscire dagli schemi. Allo stesso tempo, è comprensibile che la famiglia possa avere paura che il figlio o figlia possano prendere una cantonata, e sbagliare percorso. Inoltre, in questa serie si parla anche della scuola. Si affronta persino il tema del bullismo, ma in chiave inedita. Certamente, poi, c’è il pattinaggio, uno degli sport più praticati da ragazzi e ragazze in Italia; e la musica.”.

Parla poi Piero Crispino, A.D. e founder di 3ZERO2, la casa di produzione della serie. “Girare in autunno, a Milano, è stato complicato. Come produttore vado spesso sul set, in questo caso non sono mai potuto andare. Abbiamo voluto proteggere i ragazzi e la crew, che dovevano stare tutti i giorni sul set. Ci sono anche stati casi di positività al Covid, e avrebbe potuto saltare tutto. Per noi produttori è importante avere la Rai che ci supporta e ci fa lavorare.”

Marta e Eva conferenza stampa

Marta e Eva conferenza stampa, le parole del regista Claudio Norza

Quindi si collega il regista della serie, Claudio Norza. “Marta e Eva è come un romanzo di formazione. Inseguire i propri sogni e avere le capacità di sognare è un valore universale, che si insegue per tutta la vita. Coinvolge anche gli adulti, ed è fondamentale. I ragazzi, poi, sono spugne, assorbono tutto; infatti è importante curare ogni aspetto della produzione in serie come questa, perché ogni messaggio che viene lanciato venga recepito correttamente. Noi abbiamo avuto la possibilità di formare nuove leve di attori, per di più lavorando in condizioni non semplici. Al di là del Covid, anche il freddo è stato un problema, lavorando per ore in un palazzetto del ghiaccio di Milano.”

Prosegue poi: “L’amicizia è importante nella serie, ma anche l’amore è centrale. C’è un bell’intreccio amoroso che lega i personaggi, e fa tutto parte di un sistema emozionale che i ragazzi trovano presente anche nella loro vita reale.”. 

Le dichiarazioni delle protagoniste Giulia Fazzini e Audrey Mballa

Seguono le dichiarazioni delle due protagoniste, a partire da Giulia Fazzini, l’interprete di Marta. “Sono sicura: Marta sarà un personaggio che resterà a lungo nel mio cuore. E’ la mia prima esperienza recitativa, e interpretare, per me che ho 19 anni, un personaggio di 14 anni è stato un ritorno alla me del passato. Marta è una ragazza ligia al dovere, e quando scopre di amare la musica fa un salto nel vuoto importante, per il quale non trova subito supporto nei genitori. Interviene allora Eva, con cui combacia caratterialmente, e che la aiuta ad andare avanti.”

Quindi, tocca ad Audrey Mballa, interprete di Eva: “Anche io, pur avendo 20 anni, ho imparato molto dal personaggio di Eva, che di anni ne ha quattordici. Grazie a lei ho scoperto parti di me che non sapevo di avere. Ero convinta di essere timida e pacata, ho capito di non esserlo grazie al supporto del cast e della regia; sono cresciuta e ho carpito e fatta mia la personalità di Eva. Eva è nata e cresciuta nel mondo della musica, ma il secondo lavoro di suo padre al palazzetto dello sport la porta a conoscerne uno a lei più affine: quello del pattinaggio. Eva ha una forte personalità, e si trova a collidere con il mondo di Marta. I due personaggi sono lo Ying e lo Yang.”.

Segue un videomessaggio della giovane influencer Marta Losito, oltre 2.000.000 di followers su Instagram, che ha partecipato alla serie come attrice.

Marta e Eva conferenza stampa

Le domande dei giornalisti

Domanda 1: Rai sta puntando molto sulla doppia fruizione RaiPlay-canali in chiaro. Sta funzionando?

Risponde Luca Milano: “I ragazzi anche più giovani hanno sempre a disposizione smartphone e collegamento al Web. Infatti Rai Gulp è fra i canali più visti on demand. Per ora è una fruizione che si affianca e funziona bene, vediamo come funzionerà in futuro.”. 

Domanda 2: quanto c’è delle classiche serie Disney per ragazzi in Marta e Eva? Qual è il giusto approccio a una serie per ragazzi? Per le protagoniste, qualche aneddoto divertente dal set? E’ stato difficile entrare nei personaggi?

Risponde il regista Norza: “L’esperienza maturata con le serie Disney ha aiutato sia nell’aspetto estetico della serie, che nel rapporto con gli attori. Nelle serie per ragazzi sono importanti i sentimenti veri, non artefatti e interpretati.” 

Prosegue l’attrice Fazzini: “Mi sono divertita a tornare bambina, leggendo i miei diari. Son tornata alle mie radici. Riguardo gli aneddoti: c’era un momento durante il quale un attore doveva entrare in pista senza pattini. Lo ha fatto in modo tanto buffo che lo abbiamo preso in giro per tutto il tempo.” Continua poi la protagonista MballaNon ho sentito un grande distacco con la me quattordicenne. E’ stato come rapportarsi con un’identità nuova, che mi ha insegnato tanto.”. 

Altre domande per il cast

Domanda 3: trovo che le serie degli adolescenti affrontano il tema della diversità etnica in Italia più di quelle per adulti. E’ vero? Per Audrey Mballa: senti la necessità di avere una definizione etnica particolare?

Inizia a rispondere Luca Milano: “Basta vedere le produzioni Rai anche per adulti per capire che non è così. Sicuramente ci può essere un’attenzione ancora maggiora, ma Rai è da molto tempo assolutamente inclusiva. Riguardo la definizione, ci sono molti modi di vivere, io sono un italiano calvo ad esempio. Ma non è compito delle serie definirle. Le serie devono rappresentare serenamente e con verosimiglianza la realtà italiana ed europea.”. 

Prosegue Norza: “La vera inclusione è altro: è la normalizzazione. La nostra Eva è nera, ma non per questo la trattiamo in modo diverso. La vera inclusione è il non mettere accenti sulle provenienze geografiche, abituare al fatto che le persone vadano affrontate per chi sono, e non per come vengono rappresentate.”

Infine, si esprime Audrey Mballa: “Il fatto di essere di colore non influenza il personaggio di Eva. Per la definizione: gli italiani di seconda generazione come me si trovano in un periodo enigmatico, perchè le definizioni cambiano a seconda del paese. Io sono italiana, non ho mai visitato il paese di provenienza di mio padre. Biologicamente sono afro-italiana, ma all’estero mi presento come italiana”.

Domanda 4: oltre alla diversità si affrontano anche altri temi, come l’omosessualità?

“Non mi sembra, è un altro il focus della serie.” risponde Luca Milano. “Nemmeno il colore della pelle delle protagoniste è davvero centrale; la vera importanza è la differenza di situazioni a cui le protagoniste vanno incontro”.

Le ultime domande per il cast

Domanda 5: c’è intenzione di investire di più sugli influencer in futuro?

Risponde Luca Milano: “Noi stiamo attenti alla popolarità degli influencer, ma nelle nostre serie cerchiamo attori e attrici. Se un influencer è in grado di recitare bene, ma non abbiamo interesse a valutare maggiormente il numero di follower rispetto alla qualità della recitazione. Conta la capacità di recitare e inserirsi nella storia.”

Prosegue Piero Crispino, produttore. “Marta ha superato un provino regolare, ho scoperto dopo che fosse un’influencer. Ha un ruolo, non è una presenza messa lì per sfruttare la sua popolarità. Poi è evidente che ci fa piacere che abbia dei follower che possono apprezzare la serie.”-

Domanda 6: cosa rende questa serie unica rispetto ad altre simili?

Risponde prima il regista Norza: “L’unicità di questa serie è la realtà. La storia è più vera e realistica, entra nei mondi delle due attrici, oltre che in quello dei loro personaggi.”

Prosegue Giulia Fazzini: “Ho apprezzato molto la colonna sonora originale in italiano della serie. E poi la serie non si incentra su un solo ambiente, ma ne unisce molti. Le protagoniste non sono in competizione, collaborano.” Termina infine Audrey Mballa: “Condivido l’apprezzamento per il mondo della musica di Giulia. Inoltre, questa serie ha tutti personaggi ben definiti, non è scontato.”

 


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