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Sanremo 2019 | Serata finale 9 febbraio | Mahmood vincitore

Sanremo 2019 | Serata finale 9 febbraio | Mahmood vincitore. Il rapper milanese di origini egiziane arrivato da Sanremo Giovani vince il 69° Festival della Canzone Italiana con Soldi. Secondo Ultimo, terzo Il Volo. A Daniele Silvestri e Rancore il Premio della Critica
Alessandro De Benedictis

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Sanremo 2019 | Serata finale 9 febbraio | Mahmood vincitore. Il rapper milanese di origini egiziane arrivato da Sanremo Giovani vince il 69° Festival della Canzone Italiana con Soldi. Secondo Ultimo, terzo Il Volo. A Daniele Silvestri e Rancore il Premio della Critica
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Una vittoria che sorprende perché vede protagonisti un artista emergente e una canzone appartenente ad un genere musicale tutt’altro che di casa al Festival di Sanremo. Resta il fatto che il suo stile è particolarmente attuale e quindi familiare ad una platea comunque consistente di ascoltatori, semmai diversa – fino ad oggi – da quella sanremese.

Per quanto riguarda gli altri premi, il Premio della critica “Mia Martini” è andato a Daniele Silvestri e Rancore per “Argento vivo”, così come quello per il miglior testo. A Simone Cristicchi, per  “Abbi cura di me”,  i Premi per la migliore interpretazione e la migliore composizione. Entrambi i riconoscimenti sono più che meritati per ciò che hanno fatto ascoltare gli artisti.

– Di seguito potete ripercorrere l’andamento della serata che vi abbiamo raccontato in diretta – 

L’ordine di esibizione di questa sera sarà il seguente: Daniele Silvestri, Anna Tatangelo, Ghemon, Negrita, Ultimo, Nek, Loredana Bertè, Francesco Renga, Mahmood, Ex-Otago, Il Volo, Paola Turci, Zen Circus, Patty Pravo e Briga, Arisa, Irama, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Einar e Motta.
In testa alle quotazioni dei bookmakers sembrano esserci Ultimo e Irama, con Simone Cristicchi in sensibile ascesa, seguito da Loredana Bertè, Daniele Silvestri, Arisa e Il Volo. Ma è ancora tutto in ballo.
Per il premio della critica, si parla di Daniele Silvestri o Simone Cristicchi.

Quella che si chiude questa sera è un’edizione solo moderatamente positiva per Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Nonostante la soddisfazione ostentata, non è mai sembrato andare tutto veramente liscio, l’intesa è stata in alcuni casi precaria, lo spettacolo spesso poco incisivo. Ne hanno risentito gli ascolti, certamente molto alti, ma inferiori a quelli dello scorso anno.
I sorrisi vengono dal tentativo (riuscito) di portare sul palco proposte musicali nuove per Sanremo, contemporanee nei volti e nei contenuti. Non ci siamo trovati ad ascoltare capolavori, ma il giudizio può essere positivo.

Seguiamo insieme la diretta della quinta serata, l’ultima di Sanremo 2019.
Apertura affidata alle note di “E adesso la pubblicità” di Claudio Baglioni, con l’immancabile balletto a corredare l’interpretazione del Direttore Artistico
“È stato un viaggio molto bello, interessante, appassionante. Lo si dice tutte le volte, ma in questa occasione è accaduto qualcosa che non era mai successa, c’è stato uno scuotimento particolare. ‘Nessuno è perfetto’ si dice in ‘A qualcuno piace caldo’, però vi giuro che abbiamo fatto tutto il possibile affinché il Festival rimanesse nel solco dell’anno passato. Ma sicuramente hanno vinto la musica e le passione degli artisti. Spero che questo solco tracciato non venga dismesso perché abbiamo bisogno di un Festival così”. Claudio Baglioni affida a queste parole l’introduzione alla serata finale e i ringraziamenti a chi ha lavorato a Sanremo 2019.

Infine, chaima a sé Virginia Raffaele e Claudio Bisio. La Raffaele è visibilmente emozionata, dice che è immalinconita perché già le manca il Festival.
Prima di iniziare con la gara, il saluto alla Giuria d’Onore, che anche questa sera voterà le esibizioni: il giudizio peserà  per il 20%, per il 30% quello della Sala Stampa, per  il 50% il voto da casa.

Daniele Silvestri e Rancore sono i primi artisti ad esibirsi. Cantano “Argento vivo”. Brano apparso da subito tra i più validi di questo Sanremo 2019, per l’idea, il testo e la commistione di linguaggi musicali. Chiudono con un’ottima esibizione un Festival da incorniciare per loro.
Piccola gag per Claudio Bisio che ringrazia il personal trainer (che ha lavorato via email), il suo parrucchiere, i truccatori (a New York), la sua logopedista, la signora Nadia che gli porta la cena prima delle serate e sbaglia sempre stanza.

Poi introduce Anna Tatangelo che canta “Le nostre anime di notte”. Quello che non le è mai mancato sono state le esibizioni, grazie soprattutto alla sua gran bella voce. Da questo punto di vista, chiude ancora meglio di come ha iniziato, aumentando l’intensità fino a commuoversi sul finale. La canzone, però, lascia la stessa sensazione di scontatezza di sempre.
Ora tocca a Ghemon con “Rose viola”. Per l’artista campano è stato un Festival senza dubbio positivo, con una canzone particolarmente intrigante. L’ultima esibizione conferma tutte le sensazioni positive e anche quelle negative: atmosfere avvolgenti e delicate con un testo degno del palco dell’Ariston, ma non potrà lottare per la vittoria.
È il momento dei Negrita con “I ragazzi stanno bene”. Anche per loro una cinque giorni sanremese che ricorderanno perché dovevano tornare in maniera convincente e l’hanno fatto. Una melodia un po’ piatta ma ugualmente piacevole su un buon testo che gli ha permesso di lasciare un’impressione di tutto rispetto.
Caludio Baglioni e Virginia Raffaele introducono Ultimo, uno dei papapili vincitori di Sanremo 2019.
Abbiamo già avuto modo di dire che “I tuoi particolari” ha tutte le carte in regola per fare una gran figura a Sanremo. Pur non essendo straordinaria, tema, testo, melodia, interpretazione, fama dell’interprete, tutto sembra giocare a suo favore. Tuttavia, è una delle canzoni che è “invecchiata” di più nelle cinque serate del Festival. Ma Ultimo chiude con una prova da interprete inappuntabile.
Il palco ora è per Nek con “Mi farò trovare pronto”. Un brano molto radiofonico e in un certo senso prevedibile, uno stile classico per Nek. Ma il groove, la voce e l’intepretazione del cantante la animano in maniera convincente.

Momento d’avanspettacolo per i tre conduttori, alle prese con “Camminando sotto la pioggia”. Nulla di eccezionale, ma bello.
A sorpresa, fuori dall’Ariston ci sono i ragazzi de Lo Stato Sociale a cantare “E la vita, la vita” di Enzo Jannacci insieme a Renato Pozzetto.
La partecipazione del gruppo bolognese non era prevista. Si sono classificati secondi a Sanremo 2018 e sono stati tra i concorrenti a giovare di più della partecipazione al Festival con un grande successo riscontrato.

Per ora, non fanno altro e lo show è tutto per Eros Ramazzotti, il primo ospite della serata che canta il singolo “Vita ce n’è”. Fa parte del nuovo, omonimo album.
Arriva anche il duetto con Claudio Baglioni sulle note di “Adesso tu” – vincitrice a Sanremo nel 1986 – con un bell’arrangiamento.
Luis Fonsi è il cantante di “Despacito”, una delle più grosse hit mondiali degli ultimi anni. Ma ha partecipato anche a “Per le strade una canzone”, l’ultimo singolo di Eros Ramazzotti. Adesso lo cantano insieme sul palco.
Poi si torna alla gara, con Virginia Raffaele e Claudio Bisio che annunciano l’esibizione di Loredana Bertè.
Per la Bertè l’ultima occasione al festival con “Cosa vuoi da me”. Interpretazione, al solito, centrata, potente e coinvolgente. Il brano rimane orecchiabile pur senza grossi guizzi, ma lei è in grado di regalargli una marcia in più. Terza standing ovation per la Bertè in questi cinque giorni.
Segue Francesco Renga con “Aspetto che torni”. Prova ad animare con i vocalizzi un brano che si è dimostrato troppo prevedibile che ha sempre arrancato in questo Festival. Durante l’esibizione si avvicina alla platea dove prende per mano una donna bionda, probabilmente la sua nuova fidanzata, a cui dedica la canzone.
Entra Mahmood e iniza a cantare la sua “Soldi”; ma la voce non si sente per un problema tecnico col microfono e deve ricominciare da capo.
Ribadiamo il giudizio positivo su un giovane artista che ha portato un brano fresco, contemporaneo e dallo stile accattivante, senza rinunciare ad un buon testo per il suo genere e senza strafare, risultando assolutamente credibile anche in un contesto come quello di Sanremo 2019.

I tre conduttori, insieme, introducono gli Ex-Otago con “Solo una canzone”.
Quella della band genovese non è una brutta canzone, ma contiene alcuni tratti non troppo originali ed altri poco incisivi. In ogni caso, dopo i duetti di ieri sera con Jack Savoretti, in cui già avevano fatto bene, questa sera chiudono con una bella interpretazione e confermano la crescita della canzone di serata in serata.
Anche loro scendono in platea e abbracciano quelle che verosimilmente sono le rispettive compagne, dando seguito all’ultimo verso della canzone: “Abbracciami per favore”.
Adesso è il momento de Il Volo con “Musica che resta”. Sono candidati ad un posto sul podio grazie ai favori del pubblico. Una benevolenza francamente esagerata per una canzone dal testo banale e dalla melodia altrettanto ordinaria. Il loro merito è quello di aver provato a rinnovarsi limitando la loro impostazione sostanzialmente lirica e aprendosi al pop, ma nulla più. Stasera, tuttavia, chiudono con un’esibizione molto potente.
Dopo di loro, per la prima volta in questo Festival, Virginia Raffaele dedica un numero alle imitazioni. Canta un medley in cui fa il verso a Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni. Standing ovation per lei.
Poi è Camila Raznovich a salire sul palco per annunciare, insieme a Claudio Bisio, Paola Turci.

La Turci chiude la sua esperienza a Sanremo 2019 con la classica eleganza e una bella esibizione. La sua canzone, lo abbiamo detto, non ha nulla che si distanzi troppo dai suoi classici territori musicali, ma è ugualmente godibile ed è migliorata ascolto dopo ascolto.
Sono gli Zen Circus, ora, a cantare “L’amore è una dittatura”. Per loro, provenienti dalla nicchia dell’indie rock, non era facile approcciare Sanremo. Invece, l’hanno fatto con personalità, senza snaturarsi, portando un testo e una melodia densi, impegnativi, poco adatti al pubblico del Festival, ma certamente più che interessanti. Non possono aspirare a grandi piazzamenti, ma sono stati ugualmente bravi.

Stavolta è Serena Dandini ad affiancare Virginia Raffaele. Presentano Patty Pravo e Briga.
Cantano “Un po’ come la vita”, accompagnandola verso un finale più che dignitoso. Peccato che il brano, di per sé, sia evanescente.
I tre conduttori intonano un primo saluto al pubblico, esprimendo soddisfazione per com’è andata e ringraziando il pubblico.
Infine, annunciano Elisa, seconda ospite della serata. Canta uno dei suoi ultimi singoli, “Anche fragile”. Una bella esibizione, la sua.

Poi, insieme a Claudio Baglioni canta “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco. L’arrangiamento fa levitare questo pezzo, grazie anche alle loro voci.
La gara. Arisa canta “Mi sento bene”. Uno dei brani più convincenti di Sanremo 2019, un tema ispirato al musical e un bel testo oltre alla grande voce di Arisa che riesce sempre a sorprendere. È candidata al podio e l’esibizione di questa sera – qualora ce ne fosse bisogno – ci fa capire perché. Sbaglia qualcosa nel finale, anche perché è molto emozionata (il brano, a dispetto dell’apparenza, è profondo) e si commuove, ma conta  poco.

Claudia Pandolfi è l’altro membro della Giuria d’Onore che sale sul palco per annunciare Irama con Virginia Raffaele.
La canzone è “La ragazza con il cuore di latta”, secondo i bookmakers candidata a giocarsi la vittoria. Avevamo detto già al termine della prima serata che Irama aveva giocato molto bene le sue carte, decidendo di raccontare una storia interessante – riguarda una ragazza con problemi cardiaci – con un buon testo, una melodia per i lsuo stile adeguata al contesto e portata all’Ariston con arrangiamenti e interpretaioni calibrate. Non siamo di fronte ad una canzone da strapparsi i capelli, ma, grazie anche al suo seguito, è in grado davvero di giocarsi quantomeno il podio.

Lo segue Achille Lauro. Al di là delle polemiche sul testo della canzone innescate da Striscia la notizia – secondo cui i versi farebbero riferimento alle droghe sintetiche – che verosimilmente finiranno nel nulla, Lauro ha raggiunto il suo obiettivo, quello di provocare con un brano rock ‘n roll sfrontato nell’impostazione e nell’atteggiamento. Non una canzone di spessore, ma la posta in gioco, appunto, era un’altra e lui se l’è assicurata.

Nino D’Angelo e Livio Cori, con “Un’altra luce”, hanno avuto una buona idea – per quanto riprenda qualcosa da esperienze come quella del rapper Liberato – e se la sono giocata parzialmente bene. Il testo c’è, la melodia è buona ma le manca un elemento che la faccia “sbocciare”. I problemi più evidenti, tuttavia, si sono sentiti solo in alcune delle esibizioni di queste sere. Comunque, una proposta interessante.
Ora, Federica Carta e Shade con “Senza farlo apposta”. Brano elementare, pensato per i giovanissimi, nell’idea, nel testo, negli arrangiamenti ed evidentemente rivolto quasi esclusivamente a loro. D’altronde, sono il pubblico di riferimento dei due cantanti.
Bisogna riconoscere che nonostante l’importanza del palco e la loro giovane età, in queste serate le esibizioni sono state sempre buone e anche stasera si sono confermati.
Sul palco Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”. Testo poetico e intenso che ha emozionato molto il pubblico, infatti è candidato al podio. L’arrangiamento con molti archi amplifica le potenzialità del testo. Come nelle altre serate, anche in questo caso Cristicchi convince.
Enrico Nigiotti ha scritto “Nonno Hollywood” per il nonno scomparso. Una canzone a cui manca lo spunto necessario per lasciare il segno, ma ugualmente un buon brano. Tra l’altro, quella di stasera è forse la migliore esibizione di Nigiotti.
Boomdabash con “Per un milione”. Chiudono come avevano iniziato: reggae e pop programmati per infondere leggerezza e spingere a muoversi, senza tropppe pretese, come dimostra anche il testo.
Einar con “Parole nuove” è il penultimo artista ad esibirsi. Alla sua prima esperienza a Sanremo ci ha provato con un brano debole e a tratti banale, con cui ha fatto fatica ad imporsi già dalla prima sera.
Motta e la sua “Dov’è l’Italia” chiudono le esibizioni di Sanremo 2019. Testo scritto bene e significativo, una buona melodia e arrangiamenti giusti. Esecuzioni non sempre impeccabili, ma Motta esce da questo Festival a testa alta. Forse tra i brani più sottovalutati, insieme a “L’amore è una dittatura” degli Zen Circus.

Viene chiuso il televoto. Tra poco scopriremo la classifica finale fino al terzo posto. Dopodiché scopriremo il vincitore del Festival.

Virginia Raffaele e Claudio Baglioni si salutano per la fine di quest’esperienza con “Breve amore” di Mina.

La classifica dal 24° al 4° posto (la platea dell’Ariston fischia come non si era mai sentito): Mahmood, Ultimo e Il Volo occupano i primi tre posti (ma non è stato svelato il loro posizionamento) e si giocherano la vittoria finale.
4 – Loredana Bertè
5 – Simone Cristicchi
6 – Daniele Silvestri
7 – Irama
8 – Arisa
9 – Achille Lauro
10 – Enrico Nigiotti
11 – Boomdabash
12 – Ghemon
13 – Ex-Otago
14 – Motta
15 – Francesco Renga
16 – Paola Turci
17 – Zen Circus
18 – Federica carta e Shade
19 – Nek
20 – Negrita
21 – Patty Pravo e Briga
22 – Anna Tatangelo
23 – Einar
24 – Livio Cori e Nino D’Angelo

Tra i tre finalisti il nome sorprendente è quello di Mahmood, che arriva addirittura da Sanremo Giovani. Come avevamo sottolineato durante la sua esibizione, il suo “Soldi” è un pezzo estremamente contemporaneo e accattivante. Il favorito sembrerebbe essere Ultimo, ma a questo punto può succedere di tutto.

Dopo qualche numero del Mago Forest, lo spettacolo continua a temporeggiare con “Vengo anch’io. No, tu no” cantata da tutti i conduttori del Festival e del Dopofestival.
– Il Premio della critica “Mia maritni” (votato dalla Sala Stampa Ariston Roof) e “Lucio Dalla” (votato dalla Sala Stampa Palafiori) a Daniele Silvestri e Rancore

– Premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione (votato dalle due Sale Stampa) a Simone Cristicchi

– Premio “Bardotti” per il miglior testo (votato dalla Giuria d’Onore) a Daniele Silvestri, Rancore e Manuel Agnelli

– Premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale (votato dall’orchestra) a Simone Cristicchi

– Premio “TIM” (relativo agli streaming su TimMusic) a Ultimo

Ci siamo. I tre finalisti sono sul palco per il verdetto finale.

Terzo classificato: Il Volo con “Musica che resta”
Secondo classificato : Ultimo con “I tuoi particolari”

Mahmood vince Sanremo 2019 con la canzone “Soldi”.


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Wake Up Il risveglio film Rai 4 – trama, cast, finale

Un uomo in seguito ad un incidente stradale si ritrova senza memoria e con l'accusa infamante di essere un serial killer.
Anna Keller

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Wake Up Il risveglio film Rai 4
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Rai 4 propone oggi il film dal titolo Wake Up Il risveglio. Si tratta di una pellicola che coniuga atmosfere drammatiche e di azione.

La produzione è degli Stati Uniti d’America, la durata è di un’ora e 32 minuti e l’anno di realizzazione è il 2019.

Wake Up Il risveglio film attori

Wake Up Il risveglio film – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Aleksandr Chernyaev. Protagonisti sono Jonathan Rhys Meyers e Francesca Eastwood che interpretano rispettivamente i ruoli di John Doe e Diana. Nel cast anche Malik Yoba, ovvero l’agente dell’FBI Frank Ward.

Le riprese si sono svolte negli Stati Uniti, in particolare a Guthrie nello Stato dell’Oklahoma. La produzione è della Archer Film Productions in collaborazione con Bondit Media Capitol e VMI Worldwide. Il titolo originale è Wake Up, ma il film è conosciuto anche come Awake.

Una curiosità: nel cast Francesca Eastwood, attrice, modella e personaggio televisivo americano, figlia dell’attore e regista Clint Eastwood.

Wake Up Il risveglio film dove è girato

Wake Up Il risveglio – trama del film in onda su Rai 4

La trama ha come protagonista un uomo, John Doe che in seguito ad un incidente stradale si risveglia con una totale amnesia, mentre nel bagagliaio della sua auto viene ritrovato un cadavere. Si tratta della quinta vittima di un serial killer che sta imperversando in tutta la zona.

John Doe è sospettato di essere l’assassino. Non accettando questa infamia fugge dall’ospedale dove si trova ricoverato dopo aver preso uno in ostaggio un’infermiera, Diana con la quale aveva stretto amicizia precedentemente.

John è determinato a dimostrare la sua innocenza e Diana accetta di aiutarlo. L’infermiera infatti nasconde un segreto. Suo padre era stato condannato per omicidio ma lei si era sempre rifiutata di credere alla sua innocenza. Alla fine si era impiccato e poco dopo era stato completamente scagionato da tutte le colpe che gli erano state addebitate. Diana da quel momento è stata in preda a rimorsi ed ora cercando di aiutare John Doe, cerca di rimediare e di riscattarsi.

Spoiler finale

Nella parte finale del film John è perseguitato da visioni di una delle vittime del killer e decide di scavare più a fondo nella vita della donna per cercare di trovare risposte. Intanto però viene braccato, la situazione diventa sempre più complicata ma John Doe è intenzionato a fare di tutto per dimostrare la sua innocenza e riprendersi la dignità che l’infamante colpa di essere un serial killer gli aveva completamente tolto.

Wake Up Il risveglio film finale

Wake Up Il risveglio – il cast completo

Di seguito il cast del film Wake Up Il risveglio e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Jonathan Rhys Meyers (Roots – Radici) – John Doe
  • Francesca Eastwood – Diana
  • William Forsythe – Roger Bower
  • Malik Yoba – Frank Ward
  • James Austin Kerr – Oliver
  • Ginger Gilmartin – Elizabeth
  • Neil Davenport – Victim
  • Kaye Brownlee-France – Annabelle Fargo
  • Cheyenne Rose Martin – Mia
  • Bryce Camp – Libraia
  • Jeremy Parr – Thomas
  • Cheryl McConnell – Infermiera
  • David C Tam – Medico legale
  • Chris Dry – Deputato

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L’Eredità 13 maggio: il neocampione Nicola non conquista il montepremi

Il venticinquenne marchigiano ha sconfitto al Triello Marta e Cristina. Non riesce a conquistare il montepremi.
Irene Verrocchio

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l eredità 13 maggio Rai 1
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Giovedì 13 maggio su Rai 1, è andata in onda una nuova puntata de L’Eredità con Flavio Insinna.

Nicola è il nuovo campione del game show. E’ riuscito a sconfiggere al Triello Marta e la campionessa Cristina. Non è però riuscito ad individuare la parola corretta della Ghigliottina, rinunciando al montepremi di 52.500 euro.

l eredità 13 maggio Rai 1 concorrenti

L’Eredità, la diretta del 13 maggio

Flavio Insinna dopo aver salutato la neocampionessa, presenta i suoi sfidanti. Il primo è Nicola, venticinquenne nato ad Ancona. Ha studiato a Londra, lavora a Milano ma in tempi di pandemia sta lavorando in smart working da Falconara Marittima. Nicola deve abbinare se alcuni pasti sono freddi o caldi.

Giulia, 27 anni, invece viene da Gorizia. E’ laureata in discipline artistiche con indirizzo cinema. Lei deve specificare se i brani citati dal conduttore sono d’amore.

Davide vive a Fiumicino ed è ora in cerca di un impiego in quanto lavorava in aeroporto. Ama viaggiare da solo in moto. E’ molto legato alla sua cagnolina. Lui invece deve convertire i sostantivi maschili in femminili.

La quarta concorrente è la deejay Marta, che vive a Firenze. Per lei come abbinamento “in quale stagione si fa” (un determinato interno)

La giovane Francesca fa parte dell’Aeronautica Militare e sogna di salire di grado. Per lei animali vertebrati/invertebrati.

Ritroviamo Erika che è laureata in lingue e che lavora nel settore assicurativo. Lei deve specificare se alcuni paesi fanno parte dell’Africa o dell’America.

Al termine del gioco degli abbinamenti Cristina sceglie di mandare in sfida nei 60 secondi Davide e Marta. Davide è il primo concorrente eliminato della puntata.

l eredità 13 maggio una o l'altra

L’Eredità, il gioco L’una o l’altra

Il conduttore dà il via al gioco L’una o l’altra dove per ogni domanda fornisce due possibili alternative. Al termine del primo giro non rispondono in maniera corretta Francesca, Cristina e Nicola.

Compie il doppio errore Francesca che punta il dito contro Giulia. Quest’ultima però riesce a rimanere in gioco.

l'eredità 13 maggio le quattro date

Le Quattro Date

Nella puntata di oggi le quattro date scelte sono il 1949, 1967,1987 e 2013. Appena terminato il primo giro di domande Cristina è l’unica a non aver fornito la risposta corretta. Ed è proprio la campionessa a compiere il doppio errore.

Cristina sceglie di sfidare Giulia nel gioco dei 60 secondi perché è una delle concorrenti dal montepremi più alto. La campionessa riesce a rimanere in gara mentre Giulia deve abbandonare lo studio.

l eredità 13 maggio i paroloni

L’Eredità 13 maggio, i Paroloni

E’ il momento dei Paroloni, gioco in cui i concorrenti devono specificare il significato di parole desuete. Il primo termine è Felibro, individuato da Marta. Si tratta dei poeta ottocentesco, ovvero appartenente alla movimento letterario, il Felibrismo, nato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.

Il secondo parolone è Calcagnolo è indovinato dalla campionessa Cristina. E’ uno scalpello utilizzato per lavorare il marmo.

Marta e Cristina sono già al Triello. Si sfidano di conseguenza Nicola ed Erika.

l eredità 13 maggio triello

Il Triello

Nella puntata del 13 maggio si sfidano al Triello Nicola, Marta e la campionessa Cristina.

Inizia Nicola che conquista le categorie Sport (10.000 euro), Curiosità (10.000 euro), Animali (30.000 euro).

Marta risponde correttamente agli argomenti Geografia (20.000 euro), Cucina (20.000 euro), Musica (20.000 euro), Letteratura (30.000 euro).

La campionessa Cristina non è riuscita a rispondere ad alcun argomento.

Marta ha il montepremi più alto e potrebbe accedere alla Ghigliottina, ma deve rispondere ai prossimi argomenti: Venezia e Eventi storici. Il nuovo campione dell’Eredità è Nicola in quanto ha risposto in maniera corretta ai quesiti.

l eredità 13 maggio ghigliottina Nicola

L’Eredità, la Ghigliottina di Nicola

Nicola affronta la Ghigliottina con 210.000 euro. Deve scegliere tra i seguenti abbinamenti: permesso o divieto, bianco o giallo, Unicef o Fai, nulla o tutto, ambientale o forestale Il neocampione dimezza due volte, il montepremi si ferma così a 52.500 euro.

Le parole che formano la Ghigliottina del 13 maggio sono:

  • divieto
  • bianco
  • fai
  • nulla
  • ambientale

Il giovane campione ha scelto il termine fattore, ma la parola corretta della Ghigliottina è rumore.


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Chi l’ha visto? 12 maggio 2021, la testimonianza della vicina di Anna Corona

Stasera a Chi l'ha visto, 12 maggio 2021, il caso Pipitone, con la nuova testimonianza della ex vicina di casa di Piera Maggio: Anna Corona.
Lorenzo Mango

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chi l'ha visto stasera 12 maggio
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Questa sera, 12 maggio 2021, va in onda alle 21.20 su Rai 3 una nuova puntata di Chi l’ha visto?. A seguire tutti i casi di scomparsa trattati, i ritrovamenti, e le indagini della redazione del programma condotto da Federica Sciarelli.

Il programma condivide stasera ulteriori aggiornamenti sul caso di Denise Pipitone, scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo in circostanze mai chiarite. Dopo la smentita sull’identità di Olesya Rostova, ragazza russa che si credeva potesse essere proprio Denise Pipitone, l’attenzione mediatica sul caso si è riaccesa più viva che mai. Inoltre, il 5 maggio 2021 i Carabinieri hanno svolto una perquisizione nella ex abitazione di Anna Corona. La donna fu una delle principali indiziate nel 2004, ma è stata scagionata da tutte le accuse.

La perquisizione, però, ha insospettito i legali di Piera Maggio, la madre di Denise, che hanno richiesto chiarimenti alle forze dell’ordine. Inoltre, nel frattempo sono emerse nuove testimonianze. Infatti, questa sera a Chi l’ha visto? la ex vicina di casa di Anna Corona rilascia dichiarazioni inedite sulla vicenda.

Vi ricordiamo che potete vedere la puntata di Chi l’ha Visto? anche in streaming su internet, tramite il servizio gratuito RaiPlay.

Chi l'ha visto stasera 12 maggio

Chi l’ha visto stasera 12 maggio, la diretta

Wangwei Qiu è scomparso dall’ospedale Fatebenefratelli di Milano nella notte di ieri, 11 maggio 2021. La figlia lancia un appello, chiedendo aiuto per rintracciarlo il prima possibile. L’uomo, infatti, è a torso nudo, senza documenti ed effetti personali.

Segue un collegamento con l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazitta. L’avvocato commenta le dichiarazioni di Francesco Lombardo, un carabiniere che racconta di aver ricevuto minacce nel 2004, quando stava indagando sulla scomparsa di Denise Pipitone. Lombardo racconta che in uno dei biglietti minatori trovò scritto “non è una faccenda di pedofilia o traffico organi, ma familiare. Pensate alle vostre famiglie, e smettete di indagare”.

Poi, aggiornamenti su Battista Della Chiave, che nel 2004 rilasciò dichiarazioni confuse sulla presenza di una bambina nelle vicinanze di casa sua. Che, si credette all’epoca, potrebbe essere stata Denise. Inoltre, il nipote dell’uomo, Giuseppe, potrebbe essere coinvolto. Chi l’ha visto? ha interpellato due esperti di linguaggio dei segni, per valutare se la traduttrice della procura che si occupò di porre le domande a Della Chiave abbia compreso quello che l’uomo voleva comunicarle.

Gli esperti di Chi l’ha visto? concludono che Della Chiave abbia detto chiaramente alla traduttrice che due uomini abbiano portato via Denise superando un cavalcavia, fino a una barca. Dove la piccola sarebbe stata nascosta con delle coperte. Ma, affermano, è altrettanto chiaro che la traduttrice non stia capendo ciò che Della Chiave le comunica.

Addirittura, Della Chiave descrive i due uomini che avrebbero rapito la bambina, ma l’interprete non comprende.

Chi l’ha visto stasera 12 maggio, la perquisizione della casa di Anna Corona

Anna Corona, vicina di Piera Maggio, è stata da subito una delle principali indiziate per la scomparsa di Denise Pipitone. La Maggio, infatti, dichiarò immediatamente alle forze dell’ordine che tra la Corona e lei non correva buon sangue.

All’epoca della scomparsa, i carabinieri interrogarono la Corona. Ma la donna, si scoprì in seguito, non mostrò alle forze dell’ordine la sua abitazione; bensì, quella della vicina di casa al piano terra.

“I carabinieri sapevano che quella non era casa della Corona, ma casa mia. C’era la foto incorniciata di un mio parente, che i carabinieri conoscevano.” racconta la ex vicina di casa di Anna Corona.

“Oggi pomeriggio è arrivata al mio studio una lettera anonima. Gli elementi che abbiamo letto nella lettera li stiamo riscontrando: non sono mai stati rivelati prima. Pensiamo sia credibile.” afferma l’avvocato Frazitta.

Chi l’ha visto stasera 12 maggio, nuovi casi di scomparsa: Riccardo Giuliani

Questa sera, 12 maggio, è giunto una nuova segnalazione di scomparsa alla redazione di Chi l’ha visto?. Riccardo Giuliani ha 35 anni, ha un posto fisso e un ottimo rapporto con i genitori. Riccardo vuole sposarsi e avere dei figli, si sarebbero sposati il 29 maggio. La futura moglie di Riccardo è sotto shock: l’uomo sparisce il 24 aprile 2021, un giorno prima del pranzo di prova per testare il menù scelto per la festa di nozze. L’ultimo a vedere Riccardo è suo padre Gianni. 

Alle 2.30 di notte tra il 24 e il 25 aprile, la macchina di Riccardo non si ferma all’Alt di un posto di blocco. Contattato dalla madre, lui afferma che non sia possibile. Dopo quella telefonata, nessuno ha più avuto sue notizie. Inoltre, Riccardo ha bisogno di un farmaco salvavita che non avrebbe con sè, dato che lo ha lasciato a casa.

Chi l'ha visto stasera 12 maggio

Il caso di Paola Casali

Paola Casali è una donna scomparsa da Licata il 20 febbraio 2011. Ad oggi non è stata ritrovata, così la redazione di Chi l’ha visto? ha tentato di contattare un amico della Casali, che però non ha voluto rispondere alle domande. “E’ tutto archiviato” afferma. Ma recentemente, in realtà, il caso è stato riaperto in seguito al rinvenimento di nuove prove. I legali della famiglia Casali ne sono certi: non si tratta di una semplice sparizione.

Prima di sparire, la Casali aveva confessato ad amici e parenti di essersi innamorata di un uomo sposato originario della Toscana, al quale spediva regolarmente soldi. La figlia della Casali è in studio con la conduttrice per commentare la vicenda. “Tutti gli atti sono collegati all’amante della mamma.” conferma.

Segue il caso della scomparsa di Paola Landini. Le ossa rinvenute nei boschi di Sassuolo potrebbero essere proprio i suoi resti. Stranamente, però, nel luogo del rinvenimento le ricerche non avevano dato esito nove anni fa. Gli inquirenti avevano inizialmente supposto che qualcuno possa aver spostato i resti in loco di recente. Oppure, le ricerche non furono sufficientemente approfondite, come affermano i parenti della Landini.

All’epoca, si sospettò di un uomo che la stalkerava, e che la polizia arrestò per possesso di armi. Possibile che sia stato lui a ucciderla?

La scomparsa di Alessandro Venturelli, il caso di Manuel

Alessandro Venturelli ancora non si trova. I genitori, convinti che Venturelli sia vivo, lanciano un nuovo appello a chiunque lo stia aiutando ad allontanarsi. “Basterebbe una telefonata per dire di non cercarlo, ma che sta bene” dichiara il padre.

Manuel Giovannelli, quarantaduenne marchigiano scomparso nel 2020, è ritrovato morto a Malta. Lavorava come veterinario per un istituto di controllo qualità delle carni bianche europee. La madre racconta che Manuel voleva tornare in Italia, ma non aveva modo di licenziarsi. 

La notte della scomparsa, l’uomo ha scritto a sua madre poco prima di iniziare a lavorare. La mattina dopo, però, non si presenta a un meeting programmato. La sua auto viene ritrovata giorni dopo presso le scogliere di Dingli. All’interno c’è un biglietto, con su scritto solo “Basta“. Purtroppo, il corpo di Manuel è rinvenuto qualche giorno dopo presso Malta, probabilmente spostato dalle correnti. L’uomo, quindi, si sarebbe gettato dalle scogliere di Dingli.

La madre di Manuel non si dà pace, ed è convinta che suo figlio non possa essersi suicidato.

Michele Dichio da Bernalda

L’anziano Michele Dichio è scomparso da Bernalda, in Basilicata, il 3 febbraio 2021, e ad oggi nessuno ha sue notizie. Poco prima di sparire, avrebbe dovuto comprare un’automobile, per la quale aveva già versato un acconto. Tuttavia, chi lo conosce si chiede come avesse potuto accumulare la somma necessaria. Dichio non era benestante, e viveva in una rimessa. La sorella dell’uomo pensa che qualcuno possa averlo rapinato, sapendo che si stava dirigendo con i suoi risparmi a comprare un’auto.

Intanto, arrivano segnalazioni sul caso di Wangwei Qiu, raccontato a inizio puntata. Un macchinista potrebbe aver avvistato l’uomo a Milano, presso la stazione di San Donato Milanese.

 


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