Nemo – Nessuno escluso, puntata del 27 aprile in diretta


Nuovo appuntamento con il programma condotto da Enrico Lucci e Valentina Petrini su Rai 2


Una sentenza del Tribunale di Ivrea ha stabilito che un uso scorretto del cellulare può provocare tumori. Spesso gli uomini tendono a portare il telefonino in tasca: la radiofrequenza emanata mentre esso è acceso potrebbe nuocere agli spermatozoi, che diminuirebbero, con conseguente sterilità. Secondo alcune statistiche, a causare questo problema possono essere anche lo stress e una cattiva alimentazione. Intervistati sul tema, alcuni uomini non sono preparatissimi, anche più in generale su domande relative all’educazione sessuale. 

nemo 27 aprile infertilità

Problemi per i contadini: il grano per realizzare il riso in arrivo dall’estero costa meno e ciò mette in difficoltà le loro attività. In una situazione del genere agli agricoltori non conviene neppure produrlo, perché vanno in perdita. Il problema è trasversale: dalla Puglia al Piemonte, le lamentele sono le stesse. In tal senso c’è stata anche una protesta a Roma: c’è chi richiede il ritorno dei dazi doganali per tutelare la produzione interna dagli “attacchi” di paesi dell’Estremo Oriente.

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Come sette giorni fa, le telecamere seguono l’onorevole di Forza Italia Antonio Razzi nel suo viaggio in Corea del Nord, alle prese con “colloqui di pace”. Subito una perla: “Trump si dovrebbe fare i ca..i suoi, Kim Jong-un non attaccherebbe mai l’America”, dice. È una sorta di diario delle sue giornate nel paese asiatico, tra meeting istituzionali, pranzi e confronti tra i membri della sua delegazione. Sul dittatore confida: “A me sembra ‘nu buono guaglione’ ” e si dice convinto di aver scongiurato la guerra grazie alla sua missione. Tornati in studio, il docente di sociologia del terrorismo della Luiss Alessandro Orsini riflette sulle tensioni proprio tra Nordcorea e Usa. 

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Altro fronte caldo è la Turchia di Erdogan. Valentina Petrini si è recata ad Istanbul nei giorni del referendum costituzionale voluto dal presidente Erdogan. Gli oppositori del regime sono stati severamente puniti: circa 800 persone che facevano propaganda per il no sono stati arrestati nei giorni antecedenti al voto, giornalisti compresi. La conduttrice si reca proprio nella sede di una redazione di una testata che va contro Erdogan per capirne di più e in seguito anche alla manifestazione di un partito che si oppone alla linea del presidente.

Poi, un colloquio con alcuni sindacalisti curdi: sono stati licenziati dai loro datori di lavoro perché non hanno sposato le politiche di Erdogan e sono bloccati in Turchia, essendo stato revocato loro il passaporto. Questa comunità sembra, dai racconti di alcuni esponenti, colpita duramente dalle forze militari governative, anche con fucilazioni. Un’ ulteriore testimonianza in merito è offerta da Hevi Dilara, rifugiata politica arrestata in passato e da più di vent’anni lontana dal suo paese: racconta le violenze e le torture subite dopo il fermo, durate ben 3 mesi. Testimonianza forte, un’autentica denuncia che colpisce dritto allo stomaco. 

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Riccardo Cucchi, storico radiocronista di “Tutto il calcio minuto per minuto”, è da poco andato in pensione dopo una grande carriera a Radio Rai, commentando i match più importanti del calcio. Durante il suo percorso lavorativo, non ha mai svelato il nome della sua squadra del cuore. Adesso l’ha fatto: tifa per la Lazio. “Il calcio è una parafrasi della vita”, dice Cucchi, che viene seguito mentre assiste al suo primo derby capitolino da tifoso in curva e non da addetto ai lavori. 

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Il caso della rottamazione delle cartelle di Equitalia viene affrontato da una prospettiva singolare: le difficoltà di un’imprenditore che gestisce un noto night club romano. Circa 10 anni fa la sua situazione lavorativa era nettamente migliore, così come quella dei suoi dipendenti. Poi, una rapido declino su cui ha inciso la crisi finanzaria: il gestore del locale è talmente preoccupato per l’avvenire del suo business da augurarsi, da qui ai prossimi 10 anni, di morire. Spazio anche alle difficoltà di Alitalia con un’analisi in 3 minuti del giornalista Gianni Dragoni

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Una bella storia è quella di una coppia romena, arrivata in Italia circa 20 anni fa per trovare impiego: lui è un muratore, lei ha lavorato come cameriera anche in case di persone benestanti. I due hanno dovuto lasciare le loro figlie, perdendo le fasi della loro crescita. In Italia hanno fatto sacrifici proprio per mettere da parte un gruzzolo adeguato per il mantenimento delle ragazze, per assicurar loro un futuro dignitoso. Ora, dopo tanti anni, tornano definitivamente a casa: potranno dunque trascorrere del tempo con loro, sperando di recuperare i tanti momenti belli perduti. A fine servizio, arriva in studio Florina Cazacu. figlia di un uomo bruciato vivo nel 1999 dal suo ex datore di lavoro perché questi non voleva regolizzare il suo impiego con un contratto: la sua testimonianza lascia riflettere. 

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Dopo i processi e gli anni trascorsi in carcere, Lele Mora sta ricominciando a vivere. Enrico Lucci lo segue in un viaggio verso Livigno (Sondrio), dove deve ritirare la cittadinanza onoraria. “Ad Arcore non ho mai portato escort”, dice l’ex manager dei vip. Sembra si stia dando ad una vita molto più morigerata: dice di non avere casa e di aver capito i suoi errori, non solo nei confronti della giustizia.  

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Termina qui la puntata. Prossimo appuntamento giovedì 4 maggio, alle ore 21.20 circa, su Rai 2.



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