Il Castello delle cerimonie, quarta puntata, il matrimonio di Antonella e Antonio


Il Castello delle cerimonie, quarta puntata, il matrimonio di Antonella e Antonio. Alla Sonrisa fervono i preparativi per un altro matrimonio, quello tra Antonella ed Antonio. La festa coincide con il giorno di Sant'Antonio e la famiglia Polese rispetta le sue tradizioni in memoria del capo famiglia


La cerimonia è stata celebrata il giorno di Sant’Antonio, una ricorrenza molto sentita dai Polese. In onore di Don Antonio, la famiglia si è riunita per rispettare le tradizioni ed omaggiare al meglio la memoria del compianto capo famiglia. Una festa nella festa, dunque.

Donna Imma, in queste occasioni, ci tiene a coinvolgere soprattutto i bambini. Perciò, è tornato anche il piccolo Agostino “lo scugnizzo” Polese, impegnato insieme agli altri pargoli in attività come la raccolta simbolica delle ciliegie. Agostino già aveva fatto il suo ritorno a Il Castello delle cerimonie nella puntata precedente, quando Donna Imma era andato a trovarlo nella fattoria di campagna.

Di seguito, il racconto in diretta della quarta puntata.

I protagonisti di questa sera sono Antonio Di Palma e Antonella Pascale. Si sposano il giorno di San’Antonio perché dicono di voler festeggiare due volte: il matrimonio e l’onomastico.

Intanto, Antonella spiega come sia stata lei a corteggiare Antonio. E con un’evidente compiacenza sottolinea che sia riuscita a farlo capitolare quasi immediatamente.

Il primo passo è quello di stabilire il menù insieme a Don Matteo. Da La Sonrisa arriva una proposta succulenta, cioè il menù più corposo a disposizione. Ma agli sposi non basta e fanno una richiesta bizzarra: vogliono inserire la pasta e fagioli. Inoltre, chiedono qualcosa in più anche per il dolce. “Mio suocero è a dieta da un mese” si giustifica Antonio.

L’abito da sposa è una questione non proprio immediata, ma risolta ugualmente senza grossi patemi. L’ultima parola è del padre di Antonella.

La serenata diventa una prova di coraggio per Antonio, non abituato a cantare. Ma è un passo sostanzialmente obbligato in vista del matrimonio del giorno successivo nella Chiesa di Sarno.

I bambini di casa Polese, intanto, rispettano la tradizione di famiglia. Nel giorno di Sant’Antonio raccolgono le ciliegie nel giardino del castello sotto la direzione di Donna Imma.

I ciliegi sono diventati simbolicamente molto importanti, perché interrati personalmente da Don Antonio Polese quando era ancora in vita. Anche per questo, finita la raccolta, i piccoli vanno nella sala dove si trova un grosso – e decisamente kitsch – ritratto di Don Antonio per donargli parte del raccolto.

Ma il giorno del sì per Antonella e Antonio è arrivato. Più che davvero emozionati, sembrano determinati a mostrare le meraviglie che hanno preparato per gli invitati.

La sala della Sornisa è allestita in stile barocco e non si può certo dire che la rotta sia stata all’insegna della sobrietà…

Il menù infinito sembra soddisfare senza troppi patemi gli invitati e viene sospeso solo quando l’intrattenimento sale di tono, si fa per dire.

Le prime ad entrare sono due ballerine brasiliane, che si esibiscono tra occhiate maliziose e per niente in vena di pudore.
Dopo di loro prende il microfono Zuccherino. È un invitato, ma è pure un cantante neomelodico e la sala si lascia trascinare.

Neomelodico è anche Anthony, la star dell’intrattenimento pensato al castello per questo matrimonio. Accompagna gli invitati alla fine delle pietanze. Però quando le portate sembrano davvero finite, a chiudere il pranzo arriva la pasta e fagioli.

A questo punto, chiunque si aspetterebbe una resa disperata e generalizzata di fronte all’ennesimo piatto. Invece no, praticamente tutti gradiscono la trovata culinaria finale. Senza scomporsi minimamente.

Il sigillo arriva dalla torta. Prima di accompagnare gli invitati al taglio, Antonio ci tiene a farsi curare scrupolosamente dal suo barbiere di fiducia. Vuole essere impeccabile: “Se ti trascuri, è finita”.

Le parole di chiusura sono quelle del padre della sposa. Come voto alla festa dà un 11 e mezzo, attingendo ad un metro di giudizio evidentemente molto personale.

La quarta puntata de Il Castello delle cerimonie finisce qui.



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