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Il Padre della Sposa la conferenza stampa

Scopriamo i dettagli di un nuovo game show dedicato alle spose, da giovedì 5 ottobre in seconda serata su La5

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Scopriamo i dettagli di un nuovo game show dedicato alle spose, da giovedì 5 ottobre in seconda serata su La5
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Introduce Marco Costa direttore reti tematiche: “è una trasmissione che ci è costata molto, si tratta della produzione più importante – totalmente branded – fatta da Publitalia e il gruppo Calzedonia. È un programma nuovo perché sono coinvolti i papà e perché diverte ed emoziona. Alle 21.15 avremo un film e a seguire, senza interruzioni pubblicitarie, il format. Ci piacerebbe sin da oggi pensare a una seconda edizione, è stato uno sforzo corale di tutta la nostra azienda”. 

Prende la parola Melissa Satta: “è stato un po’ rivivere il mio matrimonio tra l’altro condividendo questo progetto con Atelier Emé e Alessandra Grillo, la wedding planner che l’ha realizzato. Avendo provato emozioni nella vita reale, abbiamo potuto portare queste sensazioni nel programma”.
Raffaella Fusetti, direttrice creativa di Atelier Emé interviene: “ci siamo divertite anche se è stato un pochino faticoso soprattutto per chi è nuovo dello strumento televisivo. Abbiamo partecipato molto alla gioia delle ragazze, vedere poi questi padri che cercavano a tutti i costi di anticipare i gusti delle figlie per gli abiti”.
La Satta ci rivela come “uno dei padri si sia sbagliato e l’ha vestita perché in realtà dovevano immaginare l’outfit sul manichino”.
Non poteva mancare la nota wedding planner Alessandra Grillo: “io sono impegnata su fronti differenti, ma il lavoro di wedding, al momento, mi dà più soddisfazione. Ho conosciuto le future spose e ho provato ad accompagnarle in questa scelta così fondamentale, è un momento in cui tutte le donne vogliono sentirsi perfette. Raffaella ha fatto dapprima un lavoro cogliendo i loro lati caratteriali, riducendo la scelta a tre abiti. In più era “strano” che dovessero scegliere senza la madre, quindi Raffaella è diventata un po’ la madre o la sorella maggiore in qualche caso e io ho provato a fare la migliore amica. Non è un gioco perché poi ci si sposa davvero. Ci siamo emozionate anche al momento della proposta di matrimonio dei futuri mariti. È stato tutto bello perché, secondo me, è stato tutto vero”.

Si passa alle domande.

La prima riguarda la considerazione che solitamente è il padre della sposa a pagare il matrimonio e infatti la Fusetti evidenzia come si siano sentiti coinvolti.

Le fa eco la Grillo: “è stato divertente vedere come magari loro si immaginassero le figlie col tulle e poi magari loro avevano optato per un abito differente. In più il padre è il primo uomo che al momento della vestizione, in casa, tra la mamma e le amiche, vede la sposa”.

 
La direttrice creativa di Emé continua: “Ci sono matrimoni sia in chiesa che in comune, rispecchiando la realtà. Abbiamo avuto poche candidature tra coppie dello stesso sesso, però abbiamo incontrato un po’ di reticenza da parte dei genitori nel mostrarsi in tv. Abbiamo però nei nostri atelier donne che si sposano tra loro e scelgono l’abito reciprocamente.
La scelta delle candidate è stata dettata anche dal periodo in cui era previsto il matrimonio visto che la puntata si conclude così e poi volevamo rappresentare quello che siamo in Italia, con diverse età”. Aggiunge la Satta: “Abbiamo avuto, ad esempio, un papà molto anziano, di circa novant’anni, e la figlia era l’ultima di una famiglia numerosa. Eravamo preoccupati, ma è andato tutto molto bene. La sposa più grande aveva sui quaranta e la più giovane sui venticinque.
Partecipando a questo programma ho scoperto che non esiste l’abito perfetto, per me non ha età né forma. La donna deve sentirsi bene perché dovrebbe essere una scelta unica e importante”.
“Io credo che la gioia per l’abito possa essere letta sia negli occhi che si illuminano, sia nel viso” dice la Grillo.
Il ciclo in cui si inserisce questo format s’intitola ‘Invito a nozze’ con i film in prima serata a tema.
Appuntamento a giovedì 5 per sognare con l’abito da principessa o per stupirci con abiti particolari o inusuali. In questo settore vi anticipiamo che la Fusetti ha ideato anche l’abito da sposa in jeans.

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Pugliese di nascita, ma milanese d'adozione da quando, anni fa, ha scelto di trasferirsi per l'università e dal desiderio di concretizzare la professione giornalistica e di critico. Grande appassionata di teatro e cinema, di cui si occupa da tempo, sta scoprendo sempre più da vicino e sul campo anche il mondo della tv.

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